venerdì 30 dicembre 2011

122 - IN NUOVO SGUARDO




Guarda oltre i tuoi desideri
oltre il tuo interesse
oltre i muri
espandi la mente
praterie della conoscenza
oceani del sapere
diventano angusti cortili
se incanalati da sovrastrutture
scolastiche imposizioni di altri
essenza è conoscenza di sé
oltre tutto, oltre tutti
trovi una persona libera
sei tu.

121 - NOI

tu
e io
delle volte sembra tutto inutile
invece poi mi accorgo che non lo è
e siamo parte d'un immenso mosaico
col nostro comportamento possiamo influenzare l'insieme
in un senso buono o cattivo
si può aiutare l'universo a essere migliore,
quindi se rimani è meglio per tutti.

domenica 18 dicembre 2011

120 - DENTRO CERTI SGUARDI

Chiusi
dentro sacchi di pelle
dentro gabbie di ossa.

La comunicazione
ci fa sentire
meno solitari.

Nello sguardo d'un estraneo
un lampo d'intesa
comunica speranza
d'essere parte d'un insieme.

In fondo
non vorremo mai esistere
in solitudini
vaganti.

Solo in un lampo dello sguardo
possiamo vedere chi è
quel prigioniero
del sacco di pelle, della gabbia di ossa.

Magari toccarlo
amarlo
penetrarlo
per sentirsi più vicini
tra le gabbie.

venerdì 2 dicembre 2011

119 - DIO DENARO

Soldi, per la maggior parte delle persone sono Dio, la luce che li guida e fa vedere loro le cose come giuste, se distruggere una foresta porta denaro vedono Dio nel distruggere la foresta.
Se percepiscono che tu hai i soldi diventi affascinante e attraente, sei illuminato da Dio, ti amano anche se sei vecchio e putrefatto.
La luce divina è il denaro, Dio Denaro che devoti pregano nelle nuove chiese: i centri commerciali.
Ma come in ogni religione Dio ti illude e ti fa correre verso di lui sperando in un paradiso che verrà, quando ti appropri di qualcosa che desideravi la felicità è un attimo e poi ecco che ti manca qualcos'altro, allora corri corri per procurarti nuovo denaro e raggiungere un nuovo obiettivo, e così per sempre, distruggendo te stesso e il mondo.

118 - COMPLIMENTI

Siamo scimmie evolute
ma presuntuose
animali sociali
che vorrebbero essere indipendenti dalla società
contraddizioni viventi.

Uno sguardo o una parola di apprezzamento
gonfiano il petto d'orgoglio
rilassano il sistema nervoso
piace piacere
ed essere apprezzati dagli altri
perché in fondo in fondo
siamo solo
delle vere teste di cazzo,
ma delle teste di cazzo
sole.

lunedì 28 novembre 2011

117 - VENTI CONTRARI

Venti e bufere
di minuti, giorni, anni
spazzano le strade
spezzano le vite
io mi chiudo nel giubbotto
continuo a camminare
nell'immenso luna park
deserto, abbandonato
buste di plastica ballano nel vento
danze macabre e irridenti
giostre osservano, mute e minacciose
vento che comincia a tagliarmi la faccia
sangue che cola
proseguo, le forze mi stanno abbandonando
continuo, ogni passo è uno sforzo
tagli sul corpo, pezzi di carne si staccano
volano via, non resta molto di me
solo la forza di volontà
lotto per un altro passo
sapendo di non arrivare mai
sapendo che è l'unica cosa da fare
per dire ho vissuto
controvento
contro tutti
contro tutto
controtempo
sempre un altro passo
prima della fine.                                                                                                                  






sabato 26 novembre 2011

116 - FELICITA'?

Inseguire la felicità ti rende illusoriamente più felice, poiché perdi il contatto con la realtà per seguire un'irrealtà, ma il mondo che hai perso di vista è reale e ti si ritorcerà contro perché non lo hai curato, non percepisci i problemi e i disagi di chi ti circonda, per cui ti troverai ad affrontare situazioni impreviste che distruggeranno la tua irrealtà artificiosa.
Seguendo la felicità dei consumi stiamo distruggendo il pianeta e morendo, avvelenati ma pseudofelici sorridenti.

Dubai oltre le nuvole

115 - QUANDO QUALCOSA SI ROMPE


Ho il cazzo rotto, è successo lentamente, vedendo gente e girando a un certo punto senti che niente funziona, ti parlano ma stanno parlando a sé stessi, io io io è la litania, e lì senti che non ce la fai più, servi solo come uno scopino del cesso quando fai bisogno e poi ti dimenticano in un angolo fino al prossimo momento in cui servi. Così diventi diffidente, perciò se capita anche una persona che ti vuole bene veramente la guardi con sospetto. Giri e parli come prima ma niente è più come prima perché ora hai il cazzo rotto.
E non si aggiusta con l'attaccatutto.

mercoledì 23 novembre 2011

114 - CORPI

Corpi con dentro un pensiero, ma noi percepiamo solo il corpo, se il pensiero non trova una forma per esprimersi non lo conoscerà mai nessuno e quel pensiero eri tu

Yves Lecoq

giovedì 17 novembre 2011

113 - LAUREA A PIENI VOTI

Buchi
nella mente
nella gente
nelle vene
tutti
buchi di culo
ma tu
dottore professore ingegnere
sei più importante
mangi il mondo
lo trasformi
laureato graduato
sei un importante buco di culo
servo del sistema
mangi la natura
e la fai diventare merda
a quello serve la tua vita
ad aumentare la quantità di merda
onnipresente ovunque
e chi vive con poco
in armonia con la natura
può conferirti ulteriori lauree
di
gran testa da cazzo
schiavo del mercato
stronzo depravato
merda umana
demente totale
coglione globale
e vaffanculo.




lunedì 14 novembre 2011

112 - LIBRO

Un libro è un collegamento: colleghi il tuo cervello a quello di un altro, libera da sovrastrutture visive la parola scritta partita da una mente arriva a un'altra mente, si scrive un codice, il lettore mentre legge decifra quel codice di lettere e si distrae dalle sovrastrutture mentali.
Per quello sostengo che chi scrive paroloni, per cui uno deve staccarsi da ciò che sta leggendo per andare a cercarne il significato, interrompe il collegamento rendendo il libro meno efficace.

domenica 6 novembre 2011

111 - LA VITA

La vita è
drammatica, ridicola,
divertente, noiosa,
bella, brutta,
tutto e niente.
Solo il senso dell'umorismo
ci aiuta a sopravvivere meglio.

martedì 1 novembre 2011

110 - DESIDERARE

Chi desidera è un cadavere, in quanto annulla il suo essere per raggiungere il desiderio come un automa telecomandato dall'impulso, non bisogna desiderare un cazzo di niente assaporando così la propria vita, invece di correre appresso lobotomizzati a chi spaccia polvere di sogni.

lunedì 31 ottobre 2011

109 - SIAMO

Miliardi d'impulsi
riceviamo e riadattiamo nella nostra forma,
se è veramente nostra
siamo persone,
se è conforme ai modelli prestabiliti
siamo solo ammassi di carne.

Solamente quello che ci stimola ci fa vivere
vigorosi
come un cazzo duro,
oppure senza stimoli ci spegniamo
rimbambiti
come un cazzo moscio.

Cazzi e fighe siamo fondamentalmente
il cervello ci funziona così
inutile illudersi d'essere persone autosufficienti
se niente ci stimola ci spegniamo,
tutto lì,
siamo principalmente organi genitali ambulanti.

Mi scusi signora, posso penetrarla?




martedì 25 ottobre 2011

108 - SOLO E IL MARE

Mare plumbeo
conchiglie e nessuno
dentro la perfetta solitudine
sono l'imperfetto
tristi ricordi di te unica
unica per me
e il mare continua
la sabbia fredda, il vento
e la mia faccia nel vento
vola via, sperando ancora
di trovare un altra faccia
trascinandosi assieme
sono
ricordi in frammenti
che vorrei riattaccare
tentativi di ricomporre una vita
che vola sempre più in la
illusoria, illusione
irraggiungibile

Mecuro B Cotto

venerdì 21 ottobre 2011

107 - VICINI

Quelli che si fanno troppo i fatti degli altri, riempiendosi la vita propria con la vita del prossimo, stanno alla finestra per distrarsi dal loro vuoto interiore.

venerdì 14 ottobre 2011

106 - CENSURE


Le pubblicità vanno bene con le loro allusioni sessuali, mentre una persona liberamente nuda non va bene.
Perché tramite i burattini che eseguono i loro ordini vogliono tenere repressa sessualmente la popolazione, il sesso viene usato solo come arma per spingere la gente a comportarsi come vogliono, con donne oggetto da conquistare col lusso ottenibile solo se ti fai schiavizzare dal mercato, come zombi ebeti alla perenne ricerca di denaro, senza alcun autocontrollo.
Una sessualità libera tra adulti consenzienti è la soluzione da perseguire, eliminando ogni ostacolo imposto.


105 - VUOTI A PERDERE

Dentro idee
che non sono tue
imposte, inculcate
sotto ci sei tu
sotto c'eri tu
avanti sparendo
un automa
una marionetta
una cosa che non sei
camminavi, respiravi
dove c'eri ora c'è altro
una persona perbene
lavora, vive, muore
come vogliono altri
in questo personaggio imposto
dietro il vuoto
c'è un rassegnato
che sta svanendo
deluso dalla vita
senza aver vissuto.
Game over.




martedì 11 ottobre 2011

104 - SCRIVIAMO

Scriviamo urla
urla che volano sull'asfalto
urla che si infrangono sul cemento
nelle menti
meravigliosi gesti gratuiti
che danno un senso
alla nostra agonia.
Henry Rollins

domenica 9 ottobre 2011

103 - VOLARE VIA

Rondini che volano
verso un clima migliore
cercano
ora vanno in Africa
d' inverno vanno al caldo
e quando farà troppo caldo
torneranno qua
sono loro che decidono
se stan male se ne vanno
in cerca di posti migliori
noi le guardiamo
siamo uomini non animali
abbiamo le nostre proprietà
abbiamo le nostre regole civili
rimaniamo
a soffrire il caldo
o a patire il gelo
abitiamo nelle nostre cose
bloccati dalle nostre regole
così
nel cielo del nostro autunno
l'orizzonte resta nostro
restiamo qui
a guardar le rondini
e loro volan via
volan alte, guardan lontano
e ci cagano pure in testa
giustamente

sabato 8 ottobre 2011

102 - RACCONTI IN UNA RIGA

- Estrasse il coltello ed entrò nel baro.
- Lei nuda e bella era li, io qui, facemmo l' amore all' 899.
- Usci di senno e si rifece il seno.
- Si mise a scappare correndo, lo presero i crampi.
- Arrivò un extraterrestre, fu incarcerato perché era extracomunitario.
- Lei era talmente generosa che se la dava non la voleva indietro.
- Era visto male nonostante fosse un uomo retto perché lo prendeva nel retto.
- Fu una serata esplosiva, esplose la guerra.
- Asfalto e cemento il panorama .Dove vedi alberi ed erba oh poeta del cazzo?

martedì 4 ottobre 2011

101 - INCUBI

Non smaterializzi i brutti ricordi se non vivendo ancora, sovrascrivendo così le cicatrici che hai dentro.
                                                        Foto di Andrew Lucas





100 - INNAMORARSI

Lo sbaglio è innamorarsi
di qualcosa che ci piace
come
fosse un oggetto qualsiasi
per averlo
per possederlo
nascondendoci così la persona
che c'è
dentro l'oggetto
desiderato,
usato,
gettato,
dimenticato.




                                             


sabato 1 ottobre 2011

99 - DROGHERIA

Drogaggi, drogati, droghieri
facce da cazzo, da culo, da merda
tutti contenti, felici, entusiasti
delle sostanze stupefacenti
chi ci guadagna è felice
chi si droga è contento
chi comanda è entusiasta
basterebbe usare la parola giusta
medicine
medicine per curare il malessere esistenziale
vanno vendute liberamente, prescritte
assunte nelle dosi indicate
adesso sono fatte in maniera antigienica
tagliate con sostanze tossiche, piene di germi e schifi vari
entrano in bocche, viaggiano in budella, fuoriescono da culi
ed entrano in altri corpi attraverso narici e vene
dentro nel corpo per curarti ammalandoti
per lenire problemi psichici, sofferenze
o per la voglia di trasgredire da sé stessi
tutte stronzate che ti fottono
ed entusiasmano i grandi capi
ci guadagnano, ti schiavizzano, ti tengono buono
grazie alla tua amata droga
ti eliminano

98 - LAMPEGGI

goccia di tempo
scivola sul corpo
la mia mano tenta di fermarla
nessun frammento di storia si trattiene
scorre, scivola, tutto va via
in briciole di tempo che vorremmo eterne
siamo relitti nell'oceano cosmico
ma scimmiette presuntuose
ci illudiamo di fermare
qualsiasi cosa
come un fotogramma che ci piace
però velocemente ingiallisce
si deteriora
sparisce
e soli nei lampi temporanei
della memoria
restiamo





                                                                          

martedì 20 settembre 2011

97 - SEMPLICEMENTE SCRIVERE

Io voglio scrivere
come un bambino
come un ritardato mentale
come scriverebbe un analfabeta
che le parole le capiscano tutti
che scorrano semplici
limpide, fresche, chiare
come l'acqua di un ruscello
ma il concetto deve essere devastante
deve sconvolgere il modo di pensare
stravolgere l'ordinamento costituito
aprire nuove strade verso nuovi modi di essere.
Quelli che fanno sfoggio del loro acculturamento
palesando sovente il proprio erudimento
con citazioni continue dei libri letti
costoro sono esseri uguali a quelli che voglio combattere
cioè stronzi.

96 - MALINCONIE POST-COITO

Capita
di accoppiarsi con corpi vuoti,
sembrava ci fosse qualcosa
invece sono villaggi fantasma
abbandonati,
un registratore ripete egocentriche parole
già sentite miliardi di volte.

A ogni modo
tendiamo a dare troppa importanza al sesso,
soprannominandolo amore,
dovrebbe essere considerato nulla più
di uno sfogo fisiologico
necessario e divertente.

Così saremmo oltre,
ma troppo oltre
per gli affezionati alle piccolezze
delle rassicuranti miserie umane.

95 - ILLUSE SOPRAVVIVENZE

Navi umane che seguono illusioni
ci cerchiamo nell' oceano in tempesta della vita
facciamo sesso sommando le nostre solitudini
continuando a vagare seguendo rotte assurde
lontani fari lampeggiano ignorati
andiamo avanti per abitudini o inerzie
accompagnati dalle nebbie
create dai sogni necessari per sopravvivere
navi senza equipaggio
fantasmi abbandonati nelle correnti
verso una luce lunare che non esiste
sperando di accendere uno sguardo
indifferente

venerdì 16 settembre 2011

94 - SE FOSSI PRESIDENTE

Se fossi un qualcuno che decide ne avrei di idee.
Inizierei demolendo tutte le case e piantando alberi, ci saranno solo case piccole e singole immerse nei boschi; continuerei togliendo i confini, aprendo le galere e ogni gabbia, eliminerei il denaro e il lavoro, abrogherei i matrimoni.
Nelle spiagge con la ruspa abbatterei tutti gli stabilimenti balneari, ci saranno solo spiagge libere.
E tante altre idee avrei.
Ma non credo si realizzeranno mai.
Essendo la maggior parte della popolazione composta da individui mentalmente schiavizzati sono diventati i più strenui difensori del loro mondo di merda.
Ma non è il mio, io sono sempre fuori come un alligatore mimetizzato nella palude, che quando un turista dal culo grosso gli passa accanto se lo sbrana.
Distruzione totale dei cretini e delle usanze cretine è il mio desiderio primario.





lunedì 12 settembre 2011

93 - EGOCENTRICI ILLUSI

Interessante vedere quelli che pensano di essere al centro dell'attenzione accorgersi che nessuno pensa a loro tranne quando devono utilizzarli, siamo oggetti che se non servono finiscono tra le cose dimenticate, basta guardare a prova di ciò i vecchi negli ospizi o i barboni nelle stazioni, sono carne che non serve più al macello consumistico.

sabato 10 settembre 2011

92 - 68

"Non siamo più nel 68" si sente spesso dire con un senso di disprezzo per quel periodo, d'accordo che ci sono anticonformisti che in realtà sono solo l'altra faccia della stessa merdaglia per cui sono desolatamente vuoti, ma è uno stupido luogo comune tirare in ballo i sessantottini  come causa di gran parte dei disastri attuali.
Pur con i loro sbagli almeno hanno provato a cambiare, dopo di loro ho visto tanto riflusso e masse di schiavi succubi al potere.
In quel periodo per la prima volta nella gente c'è stata una voglia di cambiamento a livello mondiale, soffocata con droga, terrorismo, stragi, repressioni, che hanno indotto l'idea che quel periodo era solo una ribellione insensata e disastrosa. Perciò la gente delusa e impaurita pavlovianamente è stata convinta che è meglio stare in casa a guardare la tv per uscire solo per comprare i prodotti suggeriti, in una  imposta pseudo-vita tranquilla e comoda che fa la felicità dei regnanti.


sabato 27 agosto 2011

91 - CENTRO COMMERCIALE


Pochi secondi, ancora un attimo e si può scappare.
Ecco!
Via!
Corriamo con la refurtiva
i sorveglianti inseguono  ma sono partiti lontani
abbiamo calcolato i tempi giusti
"Gira a destra!" urlo appositamente a Kevin
fingiamo a destra ma ci buttiamo nel corridoio di sinistra
troppo abituati a capirci al volo
spiazzati i sorveglianti hanno perso ancora metri
corriamo schivando e schivati dalla gente
eccoci fuori
corriamo nel piazzale
attraversando il groviglio di auto nel parcheggio all'ora di punta
la nostra auto l'abbiamo messa in posizione di fuga con la targa sostituita per evitare ogni possibilità di venire rintracciati
mi volto
i sorveglianti non si vedono che in lontananza
sono un genio sempre studiato piani perfetti
ecco la nostra auto
cazzo chiusa! L'hai chiusa testa da cazzo! Apri!
Kevin non trova le chiavi
urlo
nel frastuono dell'uscita vicino alla tangenziale
non mi sente
sorride come un ebete e mi fissa
Muoviti dai! Andiamo via!
Gli urlo ma Kevin si china vicino all'auto
pazzo e testa da cazzo
salto sul cofano e sono dall'altra parte dell'auto
lui è lì che mi sorride con la refurtiva in mano
ha la camicia bagnata di rosso
rosso sangue
non si muove
prendo automaticamente la refurtiva
mi rimetto a correre
ma rimango fermo
sembra a me di correre
sono fermo come uno stronzo
la faccia mi sbatte sull'asfalto
ancora rosso sangue
sento i sorveglianti che arrivano ansimanti..........
"centrati entrambi, roba da fuoriclasse, adesso hanno finito di rubare, questo non respira, questo non ne ha per molto te lo garantisco, imparano questi pezzi di merda a rubare, hanno pure sporcato di sangue la merce, il sangue ha bagnato il sacchetto, a chi vuoi vendere dei panini insanguinati, li hanno rovinati, mettili accanto ai cassonetti dell'immondizia forse qualche cane se li mangia, mi fanno pena gli animali affamati, sono meglio di certa gente, meritano solo di morire certe persone, che schifo di mondo, non c'è più nessun valore, dimmi tu farsi ammazzare per dei panini, bisogna essere marci dentro, non respirano più entrambi, lasciali lì che quelli delle pulizie dopo li metteranno nell'apposito raccoglitore è compito loro, domani deve passare il camion a svuotarlo, torniamo dentro è l'ora di pranzo, mangiamo qualcosa al bar".

venerdì 19 agosto 2011

90 - FORSE, LA VITA

Sono stanco di tutto.
Binari morenti con persone morte
urlano vuotamente percorrendo il loro breve tragitto.
Io, rido e canto
penso e spero
ma sono fermo, urlo più forte di tutti
nessuno ascolta, e se mi ascolta ha occhi strani
specchi della mente a distanze siderali.
Che serve
tutto, che senso ha?
Credo gli occhi del mio gatto tigrato
credo gli occhi del mio cane bianco
o i miei tre pesci rossi
sono gli unici sguardi vicini,
se gli do da mangiare.
Forse ha senso un altro giorno
con altri biscotti al cacao
o un altro succo d'ananas,
inutili piccoli piaceri.
O pensare agli sforzi di mio padre
o agli occhi stanchi di mia madre
rassegnati a spegnersi nell'ovvio
sperando che possa continuare la vita
e farli vivere oltre la morte,
ma sono estraneo alla loro visione.
Forse addormentarsi morendo
e svegliarsi nascendo
ogni giorno
è l'unica forma di sopravvivenza possibile.



mercoledì 17 agosto 2011

89 - VELLUTO

asfalto ghiacciato, gelo, 20 gradi sottozero
o
asfalto rovente, caldo soffocante, 40 gradi all'ombra
persi tra grattacieli e automobili
tra milioni di persone impossibile trovare se stessi
arte, artistico, velluto sotterraneo
con ventisei dollari nella mano
cercando la polvere dei sogni infranti
tra suoni elettrici e voci
l'avviso dell'utopia svanita
ad anni luce di distanza
è spedito il disagio
capisco
suoni scintille sull'acciaio di New York
un'unica scintilla mi è arrivata
e sopravvive in me
tra l'oscurità di questi tempi
unica stella del mio nero cielo
a cui sfinito mi aggrappo.




88 - NICO

Sull'onda, nell'onda, l'onda.

Un angolo di mondo
un angolo d'albergo
un angoloso qualsiasi
uno dopo l'altro
nessuno senza un altro.

Dalla radio
in una canzone sei arrivata
in un comunicato sei andata.

Il tuo spirito inquieto
resta
scuote e anima
eternamente.



87 - CONSTATAZIONE AMICHEVOLE

Cose nauseanti che secerne quotidianamente ogni corpo umano:
urina,
sterco,
sudore,
cerume,
muco e caccole dal naso,
muco e caccole dagli occhi,
gas anale ovverosia scorregge,
gas orale ovverosia rutti.

Per cui facciamo tutti schifo.

Per cui non c'è  alcun motivo per darsi importanza.

Siamo cessi ambulanti, tutti, nessuno escluso.

Amiamoci per quel che siamo.




martedì 16 agosto 2011

86 - CAGATE

Io scrivo cagate.
Ma pochi ne capiscono il significato.
Cagate sono cose accumulate dentro la memoria, scarti della mente sovraffollata di informazioni che le metabolizza, le rielabora e le espelle in forme logiche o illogiche con una funzione di letame, per fertilizzare nuove idee e nuove menti.
Urla di disagio esistenziale, input mentali nei rivoli dell' informazione, neurotrasmettitori sociali.
C' è chi stagnando beato nel conformismo ragiona dentro le gabbie avute in dotazione.
Io tento di andare oltre, oltre il conformismo, oltre l' anticonformismo, oltre.
Rielaborando ogni immagine, ogni parola, ogni momento, miliardi e miliardi di dati elaborati.
Regola essenziale: le idee che vengono imposte devono essere bruciate dalla mente, dietro i fumi e la cenere troverai un universo migliore perché tuo.
Distruzione totale di ogni barriera precostituita per nuovi territori inesplorati in cui procedere con nuove menti fertilizzate.

venerdì 12 agosto 2011

85 - VERGINITA' MENTALE

Milioni di miliardi di notizie inutili
per renderci inutilizzabili.

Voglio una nuova verginità
mentale
oltre le montagne d'informazioni
scorie depositate
ostacoli
al libero scorrere
in pensieri propri.

Risorgerò
innovativo nei desideri
sgorgando dentro me stesso
in nuove idee
in nuove forme
in nuovi modi
in nuovi mondi
in ogni nuovo essere
resistente/esistente
nella realtà non massmediata.

84 - CIELO

Bello il cielo.
Piace quando viaggia tra il celeste e le varianti azzurre durante il giorno.
A me piace anche quando assume le tonalità rossastre del tramonto o il blu della notte con le stelle che sono parzialmente oscurate da qualche nuvolone che passa tranquillo per i fatti suoi e la luna placidamente sta a guardare in nostra compagnia, credo che l' umanità si sia evoluta fin dall' antichità perché guardava il cielo sviluppando pensieri, da quando l' abbiamo sostituito con la televisione stiamo morendo dementi soffocati dall' immondizia di derivazione pubblicitaria. 

83 - AVVISO IMPORTANTE PER CHI NON CE LA FA PIU'

Se sei sensibile, impaurito, a disagio con le persone, senti il malessere del vivere: significa che sei intelligente. Devi: spaccare il culo a tutti e a tutto e non farti mai cagare in testa, sono gli idioti che devono sparire non tu, tu sei la parte migliore di questo merdoso mondo.

lunedì 8 agosto 2011

82 - SANGUE

Rigurgiti di vomito
miliardi di stelle comete
viste in fondi di bicchiere
birra, vino, bourbon
e duemila anni di cristianesimo
mi ballano dentro in danze macabre
terrorismo, droghe, stragi
la democrazia mi ha ammazzato
centinaia, migliaia di volte
con milioni di voti
la tua bocca sul mio corpo
ha tentato di rianimarmi
ma sei diventata un mostro qualunque
che sputava sterco e mangiava anime
ti ho gettata fuori dalla mia vita
e ti sei salvata
rimanendo a galla appesa a cazzi di pazzi
io sono quello che affonda
nel mare dell' altrui follia
si contorcono i nervi, sputo sangue
mi consumo, esplodo
facce di cuoio osservano impassibili
e un po' compiaciute
e molto rassicurate
la mia agonia
sono il diverso che muore
sorridete
il mondo ora è tutto vostro
ma ero l'ultima forma vita.


venerdì 5 agosto 2011

81 - sogni d'amore

Ragazza sognante
occhi spalancati
col verde tenue della campagna
e il colore delle nocciole
socchiudi le labbra
immersa totalmente
a occhi aperti
dentro i sogni
che ti trasportano
fremente di felicità
nell'altrove che desideri
il tuo mondo ideale
fatto di matrimoni
e altre cazzate.



giovedì 4 agosto 2011

80 - DISGUSTO

Quando sento
cuore amore sospiri lacrime
mi viene la nausea
è come defecare in pubblico
meglio farlo in privato
altrimenti disgusti

lunedì 1 agosto 2011

79 - SEMPRE "IO"

Il problema è sentire sempre "io".
Parli con qualcuno, comincia a dire "io, io, io" e non ti ascolta.
Trovi una persona e dopo un breve periodo in cui pare che si vada d' accordo salta fuori la sua vera personalità, quasi sempre egocentrica, "io, io,io", vorrebbe che tutto fosse incentrato su di sé.
Politica, lavoro, musica, arte o leggi qualcosa ed è quasi sempre un parlare di sé, spesso con scopo di lucro.
Nessuno ti parla veramente, nessuno ti ascolta, solo monologhi su sé stessi, "io, io, io", ma vaffanculo!

sabato 30 luglio 2011

78 - SIAMO PREVISTI

Siate imprevedibili, un bersaglio mobile è più difficile da colpire di un bersaglio fisso.
Vi sondano, vi analizzano, vi prevedono riuscendo a guidarvi dove vogliono loro.
Vi influenzano quando consumate, votate, leggete, ascoltate, viaggiate, parlate, scrivete.
Bisogna essere imprevedibili anche per se stessi, non avere punti fissi.
Invece vedo solo gente prevedibile anche quando vuole essere alternativa al sistema dominante.
Poeti maledetti, beat generation, alcol, droghe.
Tatuaggi, piercing, look alternativo.
Moto custom, birra, rock classico.
Vegetariani, alimenti biologici, viaggi esotici.
Ogni strada è già catalogata, rientra in una categoria a cui vendere prodotti: libri, musica, alcol, droghe, cibo biologico, viaggi, motociclette, ecc, ecc.
Siete solo nicchie di mercato se siete prevedibili, sapranno tutto di voi, sapranno cosa farete prima ancora che lo facciate, vi conosceranno meglio di voi stessi.
Corriamo nudi fuori dagli schemi e pisciamo sugli schermi.
O anche no, come cazzo vogliamo, noi.
Autenticamente noi.





mercoledì 27 luglio 2011

77 - JIM MORRISON (forse) NON E' MORTO

Di tutte le leggende del rock l'unica che può essere vera è quella che Jim Morrison non è morto. Può essere ancora vivo perché sarebbe finito in carcere se viveva, aveva un processo da affrontare, ci sarebbe finito per poco tempo ma uno spirito libero come lui non lo avrebbe sopportato, avrebbe fatto di tutto per evitarlo. Era anche stanco della vita da rockstar, l'ultimo "L.A. Woman" era un disco che diceva addio, intriso di un senso di fine, come se sapesse che era l'ultimo che faceva. Si era incontrato dopo tanto che non lo vedeva con suo padre, poco prima della presunta morte, e il padre era ai più alti livelli dell'esercito (ammiraglio). In più il chitarrista dei Doors Robby Krieger vide la tomba e disse che era troppo corta per l'altezza di 180 centimetri che aveva Jim Morrison , era la tomba di uno più basso, perciò il cadavere sepolto non era lui e il funerale era stato una messa in scena per crearsi una nuova vita. La cosa più incredibile è che girano voci che si sia fatto una plastica facciale per rendersi irriconoscibile e abbia ricominciato a fare musica col nome di Barry Manilow, facendo musica di tutto altro genere ma avendo ugualmente molto successo. I sostenitori di questa tesi sono numerosi e portano prove molto credibili: Barry Manilow prima della morte di Jim Morrison nessuno lo conosceva, l'età e la struttura fisica sono identiche, stessa corporatura e soprattutto stessa ampiezza del viso, che anche se ne cambi l'aspetto facendo una plastica facciale l'ossatura sottostante non riesci a cambiarla. Hanno anche analizzato le due voci e sono sovrapponibili come due impronte digitali uguali,  pure la maniera in cui compongono  le canzoni è simile benché con generi musicali diversi ( rock per Jim Morrison e pop commerciale per Barry Manilow).
Io continuo a crederci poco perché gli occhi sono di due persone diverse e rispecchiano due personalità quasi opposte.
Sicuramente tramite suo padre aveva la possibilità di accedere alle più avanzate tecniche di chirurgia facciale in uso ai servizi segreti, con cui dicono i sostenitori della tesi abbia fatto un patto per evitare di essere perseguitato in quanto era tra i leader più seguiti della ribellione giovanile dell'epoca e si era accorto che stava cominciando la repressione, lui sarebbe stato sicuramente imprigionato, perseguitato e molto probabilmente ucciso.
Ma ritengo più probabile che abbia inscenato la sua morte e poi si sia ritirato in qualche località sperduta a fare una vita libera a contatto con la natura.


venerdì 22 luglio 2011

76 - LIBERO MERCATO

Urla
libero dentro il bosco l'animale selvaggio,
ma all'uomo disturba vederlo in libertà
considerando che vendendo il bosco
ci può ricavare
un megacentro commerciale,
con guadagni da spendere in merci
con merci che generano guadagni
girerà l'economia
aumenterà il PIL.

Animale selvaggio sei fottuto,
solo se scodinzolerai sopravviverai
se starai buono e farai il bravo
ti daranno anche una vaschetta di paté.





75 - IN CODICE

codici a barre
sugli occhi, sulla faccia
sul cervello, sulla pancia
sui capezzoli, sul culo, sui genitali
tutto è controllato
nel prezzo stabilito
dal mercato globale
consuma te stesso
paga la tua vita
se non ti offri al mercato
non lavori, non mangi, non bevi
cos' hai da offrire
codici a barre
ti giudicano decidendo la tua vita
sei un lavoro
un muratore, un impiegato, un dottore
un codice
sbarre, barre, bare

74 - SPEZZONI DI MEMORIA

I relitti marini
portati dalle tempeste
sono pensieri emersi
dai dimenticati passati
gettati dal mare sulla spiaggia
nella mia memoria
mi avvicino
ma vengono da una dimensione
che non appartiene più
a questo tempo.

Posso solo guardare
cogliendo
un fugace attimo d'eternità.

mercoledì 20 luglio 2011

73 - Un'altra puttana

Le luci nella notte danno strani riflessi al tuo volto, occhi azzurri spalancati, mora con capelli lisci, maglietta rossa, minigonna in jeans, la scarpe sono qualche metro più in là, scomposte.
"Hanno ammazzato un'altra puttana"
Lo diranno fino a domani, dopodomani un po' meno, tra qualche giorno tutti inizieranno a scordarlo.
Il corpo viene coperto da un telo, l'ambulanza lo porta via, col lampeggiante blu che se ne va lampeggiando nei ricordi all'inizio dell'alba.
Un nuovo giorno in cui ci sarà un corpo in meno da affittare per 50 euro e una persona in meno con cui sentirsi superiori, da poter deridere, da indicare con disprezzo, da cercare di nascosto per le voglie represse della gente perbene.
Quelli perbene godono a sparlare male e a sentirsi migliori di chi è diverso da loro; le donne benpensanti vanno solo con chi ha un buon reddito e gli uomini benpensanti si piegano a 90° per chi gli dà un lavoro.
Lei era una prostituta, ma quando tornava a casa si lavava e tornava pulita e libera.
Voi perbene invece la vostra sporcizia la portate dentro, per sempre, non si toglie.
Bevetevi il vostro caffè parlottando vuotamente nel nuovo mattino uguale a ieri e a domani, ma se vi vedete come siete sputatevi in faccia.




72 - LA SCIMMIA NEL CEMENTO


Quand'ero piccolo prendevamo in affitto un appartamento sulla riviera romagnola, eravamo all'ultimo piano senza ascensore perché costava meno, da lì si vedeva un panorama di cemento con infiniti  palazzi e il mare in lontananza, il palazzo più vicino più in basso del mio aveva un enorme terrazzo al posto del tetto, era un albergo, c'era una scimmia, uno scimpanzé, che viveva in quel terrazzo.
Era sempre sola e si aggirava sperduta, imprigionata nel cemento.
Faceva una tristezza indescrivibile, un animale nato per stare tra le piante nella giungla costretta a stare da sola in un terrazzo sotto il sole.
Lì ho capito che è da dementi costringere gli animali a fare una vita non loro.
L'anno dopo tornai e mi dissero che la scimmia era morta.
Non mi stupii, ma mi sarebbe piaciuto dar fuoco all'albergo, pensai di telefonargli da una cabina e dire che c'era una bomba, quando erano fuori tutti in attesa degli artificieri io entravo dal cortile sul retro, cospargevo il salone del ristorante al piano terra di benzina, davo fuoco e uscivo, loro da davanti non mi avrebbero visto, lo avevo visto fare in un film. Sono andato dal benzinaio con la tanica di mio padre ma ero troppo piccolo, non mi diede la benzina, s' immaginava che dovevo combinare qualcosa.
Provai a telefonare almeno per spaventarli dicendo che c'era una bomba, ma mi attaccarono il telefono sentendo la voce da bambino.
Una sera tardi prima di rincasare riuscii ad allontanarmi un attimo e con un sasso gli ruppi il vetro di una bacheca esterna in cui mettevano il menù del ristorante.
Non mi pare un granché di vendetta per quella povera scimmia morta.
Però due anni dopo l’albergo rimase chiuso, dissero che il proprietario era fallito.
Fui più contento.

lunedì 18 luglio 2011

71 - BAR

Risate dei bar
tra caffè e Gazzetta dello Sport
pettegolezzi e pasticcini
e io in un angolo
mi appoggio con la schiena al muro
e spingo sempre più forte
si gonfiano i muscoli
fibrillano i nervi
spingo e rispingo
con tutta la forza
della mia disperazione
voglio sfondare il muro
di questa vita.


mercoledì 13 luglio 2011

70 - Polvere

Mi chiedevi ogni sera
un motivo per sperare
due volti, i nostri
lancette nell' orologio della vita
ci abbracciavamo stretti, stretti
per fermarne lo scorrere
ci guardavamo negli occhi
per scorgere domani migliori
ci parlavamo lenti
per tornare negli ieri più belli
oggi bollette cambiali miserie
volavamo oltre, oltre.
Rimangono le pareti ammuffite
e i vecchi mobili,
i figli con qualche ricordo.
Due persone sospese
momenti sperduti
nel pulviscolo controluce
aspirati dal tempo.

69 - giorni

Vivendo un giorno come fosse l'ultimo può essere il primo di una nuova vita.

martedì 12 luglio 2011

68 - Pensieri amorosi

Quando sento
uno dire: "La mia donna" o "La mia ragazza"
oppure
una dire: "Il mio uomo" o "Il mio ragazzo"
gli/le cagherei in bocca
uno stronzo che soffochi
loro e tutti i dementi
che vogliono possedere le persone.
Fate vomitare
(ancor più, poi, con uno stronzo in bocca).

domenica 10 luglio 2011

67 - LA FUGA

La casa è circondata da campi di mais, devo fuggire attraversandoli, sono infestati dagli zombie ma devo attraversarli per forza, se resto in casa sono in trappola, mi butto dentro correndo, piante di mais oltre i 2 metri sono come un muro verde, correndo piego le piante, sento mani che tentano di prendermi, mi graffiano, mi strappano i vestiti tentando di bloccarmi, quando dietro le piante trovo uno zombie scarto veloce riuscendo a divincolarmi, coperto di sangue continuo a correre, non so dove sto andando, so solo che devo correre o sono morto, solo contro tutti, sono stanco, non ce la faccio più, non so neanche se ne vale la pena, continuo sfinito, senza speranza, quando all'improvviso finisce la piantagione, sfocio sulla strada e vedo lo sceriffo, gli corro incontro felice di essere salvo, lui mi fissa e col fucile mi esplode un colpo in faccia.
Cado riverso sulla strada col cervello sparso sull'asfalto che esala un ultimo pensiero:
"Lo sceriffo è una merda d'accordo con gli zombie, dovevo immaginarlo".

sabato 9 luglio 2011

66 - IMPERFEZIONI

Potrebbe essere perfetta la nostra imperfezione, ci dà la possibilità di poter migliorare, invece uno che si crede perfetto e infallibile se ci fate caso è un insopportabile imbecille nauseante.

65 - LA MASSA

La massa inerme adora:
i libri vuoti,
le canzonette,
i film consolatori,
le facce da culo.

Tutto quello che non può mettere in dubbio
il loro mondo idiota
lo adorano.

Fuori dagli stereotipi non hai certezze,
tutto è incerto,
però senti che è vivere veramente
scoprendo ed esplorando nuovi modi di vedere le cose,
dando senso al tempo che trascorriamo su questa terra.

64 - L' INCONTRO

- Ciao, guarda chi si vede!
- Guarda chi si vede, ciao!
- Ti trovo bene!
- Anch' io ti trovo bene!
- E a casa tutti bene?
- Si grazie, tutti bene, e tu?
- Si, tutti bene, grazie.
- Era tanto non ci vedevamo, sono passati tanti anni.
- Si, era tanto non ci vedevamo, sono passati tanti anni.
- Mi ha fatto piacere vederti!
- Anche a me ha fatto piacere vederti!
- Ciao, devo andare, purtroppo sono di corsa.
- Anch' io sono di corsa, purtroppo devo andare, ciao.
Allontanandosi lui pensava: non gli ho detto che ho solo un mese di vita, sarà per la prossima volta.
E si mise a ridere.

63 - CAMPAGNA ANTIDROGA

Quando andavo a scuola hanno organizzato una campagna antidroga, la trovavo una cosa inutile, ma siamo stati costretti a partecipare, ci hanno portati in un teatro e hanno invitato un ex drogata che ci convincesse a non drogarci affiancata da degli esperti; è entrata una strafigona bionda con una giacca scamosciata con le frange, un sogno di libertà in quel grigiore del teatro, ha detto poche parole con un senso di imbarazzo, sembrava costretta anche lei a partecipare, hanno continuato a parlare gli esperti dottori e psicologi.
Uscito dal teatro avevo voglia di drogarmi ma non conoscevo nessuno che potesse darmela, ho chiesto un po' in giro, niente, allora sono andato a ubriacarmi al bar.
Ho capito poi per conto mio come stavano le cose.

venerdì 8 luglio 2011

62 - ON THE ROAD AGAIN

Ero un punk poi mi sono rabbonito.
Abbigliamento tipico: camicia a fiori, sandali e jeans anche d'estate, ovverosia un hippy dal culo sudato in ritardo sui tempi.
La causa del cambiamento era che avevo letto "Sulla strada" di Kerouac e mi ero montato la testa, per cui ho anche venduto la macchina e mi sono messo a girare in autostop.
Spesso rallentavano, probabilmente da lontano credevano una ragazza avendo i capelli lunghi, ma quando mi vedevano bene in faccia con la barba e gli orecchini acceleravano, se stavano accostando accelerando sollevavano polvere e ghiaino, che mi finivano spesso addosso.
Un paio di volte degli stronzi hanno anche tentato d'investirmi.
Ma non mi prendeva su quasi nessuno e se per caso mi prendevano su era peggio perché, forse per la scarsa simpatia o forse per l'odore da capra affumicata che emanavo, con delle scuse mi lasciavano quasi sempre prima della destinazione, in posti isolati, dove nessuno si fermava.
Ore così, sotto la pioggia, sotto il sole, di notte, d' inverno col freddo, ad aspettare.
Quando ero disperato se potevo prendevo il treno o la corriera.
Ore perse. Giornate perse.
Dopo quasi un anno, deluso e rabbioso, sono ridiventato un inferocito punk e sono andato in autodemolizione a prendermi una vecchia Citroen ancora funzionante.
Mi è cambiata la vita in meglio.
Tutto questo a Kerouac non sarebbe successo.
Siamo in Italia, purtroppo.
Teniamolo sempre presente e non montiamoci la testa.

giovedì 7 luglio 2011

61 - MOMENTI NEL VENTO

il vento che sorvola il pontile
agitando il mare nella notte illuminata dalla luna piena
una nave passa all'orizzonte con le sue luci
si espandono nelle stelle
i tuoi capelli biondi danzano nell'aria
e con occhi umidi mi guardi
mentre i tuoi capezzoli turgidi
tra le camicie aperte
mi entrano nell'anima,
giochiamo con le lingue,
respiriamo insieme.
Certi momenti dovrebbero durare in eterno.


martedì 5 luglio 2011

60 - NON CHIAMATELI MATTI O RITARDATI

Con amici abbiamo visto delle persone che scendevano da una corriera di una gita organizzata, dal comportamento si vedeva che erano differenti, alcuni risero di loro, io no, e rimproverai i miei amici facendo notare che non è giusto ridere dei problemi dei poveri disgraziati, con cui la natura non era stata benigna.
Si vedeva che questi infelici quando parlavano cercavano un po' di comprensione, cercando lo sguardo di complicità dell'interlocutore, facevano discorsi forse banali e un po' assurdi, ma ci credevano, erano persone semplici, vestite male con colori improbabili, ma avevano diritto quanto i cosiddetti "normali" a esprimersi e a vivere senza essere emarginati da battute superficiali o cattive.
Anzi, va ammirata l'associazione che organizza gite per far vivere a queste persone disgraziate momenti che nella loro vita sono senz'altro importanti, li inserisce nella società nella maniera migliore, bisogna dare il proprio contributo ad associazioni simili, lo meritano, io mi sono scritto il nome che c'era sulla corriera per fare una donazione, l'associazione si chiama: lega nord.
Aiutateli.

59 - SONO STANCO

sono stanco di essere vivo
sono stanco di essere morto
porto a spasso il mio corpo
mostro a tutti la mia maschera
dovrei mostrare i pensieri o il cazzo
perché possano capirmi
e sarei più a mio agio in pubblico
se condividono i miei pensieri
o il mio cazzo
sarebbe il modo ideale
per conoscerci, finalmente

lunedì 4 luglio 2011

58 - FUOCO

Mio nonno era un piromane
bruciava tutto, quasi continuamente
i vicini protestavano, quasi continuamente
lui raccoglieva immondizie,
pezzi di legno, copertoni, sterpaglie
che si rilassava a bruciare
era stato in guerra
odiava Mussolini e Hitler
invece delle favole
mi raccontava storie di stragi e torture
aveva disertato, era un pregiudicato
fumava continuamente nazionali
beveva continuamente vino e liquori
si faceva strani cappelli con quello che trovava
giornali, sacchi di cemento, borse della spesa
lo consideravano un matto
ma non glielo dicevano, lo temevano
dicono che gli assomiglio molto
non credo
ma quando do fuoco a qualcosa
mi rilasso.

Il fuoco purifica. 

sabato 2 luglio 2011

57 - COME ACQUISTARE UN'AUTO BUONA CON POCHI SOLDI

Macchine usate da pochi soldi, tristemente abbandonate sul prato fuori dalla concessionaria, non le mettono neanche dentro la notte, aspettano un poveraccio o andranno all'autodemolizione, io e alcuni stranieri le guardiamo con desiderio, apriamo le porte,ci sediamo per sentire il sedile se è sfondato, proviamo il volante per sentire le condizioni della scatola dello sterzo, proviamo la pedaliera, il cambio, scendiamo e controlliamo le gomme, apriamo il cofano e controlliamo i minimi particolari del vano motore.
E quando fiuti l'occasione devi precipitarti a comprarla perché altrimenti se la prende un altro, vince il più furbo ed esperto, ma io in questo campo non penso proprio di avere rivali, tanta esperienza e molto intuito mi permettono di essere di una bravura inarrivabile.
Ho preso una Volkswagen blu da mille euro, 180.000 km raggiunti da poco, unico proprietario, perfette condizioni meccaniche (la cosa più importante), un po rovinata di carrozzeria, aria condizionata manco col cazzo, vetri elettrici idem, ma è bellissima col suo fascino vintage e alla guida si prova una sensazione di benessere perché sembra di averlo messo in culo al sistema capitalistico, anche se è stata una scelta obbligata, ma sicuramente mi piace la mia nuova auto vecchia, poi cosa vuoi che ti diano con mille euro, ho fatto il tagliando e cambiato la batteria (cosa consigliata su un auto vecchia e ferma da tempo), incredibilmente funziona tutto e c'è pure lo stereo, ma è rotto.
Davanti al supermarket hard discount mi ha salutato un africano gigantesco sui due metri, l'ho salutato e dopo mi sono ricordato, era insieme a me che cercava un auto da pochi soldi, ho visto che saliva con la borsa della spesa su una Ford Fiesta terz'ultimo modello bella e perfetta di carrozzeria, mentre passava ho sentito che funzionava la sua autoradio, si sentiva con i vetri chiusi, ho l'impressione che la sua abbia anche il climatizzatore e funzionante, passando mi ha salutato nuovamente ridendo.
Ride tanto, penso che l'abbia pure pagata meno della mia.


.

56 - SUMMERTIME




Sera d'estate sulla riviera adriatica,
passeggiando sul lungomare,
ero piccolo, con la mia famiglia
parco giochi multicolorato pieno di famiglie,
tutti rilassati sorridenti e vocianti,
bar gelati e bibite, risate e giochi,
da una radio accesa una voce disse:
"Summertime significa tempo d' estate
canta Janis Joplin"
tutti parlavano ridevano
ma io sentivo un lamento
sentivo un vento che saliva di forza
aumentava sempre più
una bufera spostava tutto
un tuono
squarciò il mondo davanti a me
ringhiava disperazione e rabbia
lanciando lampi
mentre un uragano distruggeva tutto
spezzava le persone
sfondava i palazzi
portava il cervello oltre le stelle
e te lo rimetteva lì
stravolto
camminavo in un altro pianeta,
niente era più uguale a prima,
ero entrato in un'altra dimensione
tutti erano diversi
loro erano burattini insensibili
i discorsi li sentivo da una lontananza siderale,
mi parlavano
non rispondevo
ero via di lì,
ma come facevano dopo un evento del genere
a continuare con quelle stupidate,
chi sono questi?
Erano differenti da me,
la famiglia, gli amici, la gente,
ora erano completamente differenti.
Solo e sconvolto in un altro mondo,
sensazione di ipersensibilità
e di essere nel posto giusto per me.
Non è cambiato niente, da allora sono io,
senza Janis Joplin non sarei dentro la mia vita
confuso e solitario.
Janis Joplin non la ringrazierò mai abbastanza.







venerdì 1 luglio 2011

55 - GABBIE DI CEMENTO

Teste di cemento con genitali di plastica sorridono trionfanti
ridono scemi e felici
io triste vedo la disperazione
loro ottimisti vedono solo il loro naso sniffante
hanno cementato la natura
animali selvaggi derisi e rinchiusi in gabbie
cercano di ingabbiare il dissenso
ma se vi avvicinate solo un po
vi strappo il sorriso, me lo mangio e ve lo cago in faccia
siete finiti, fuori dal tempo e dalla natura
i vostri figli, i vostri nipoti sono solo vecchia merda secca
la natura prima o poi presenta il conto
e se non sei in armonia con lei ti fa a pezzi
il cemento non vi proteggerà.



giovedì 30 giugno 2011

54 - L' UOMO PIU' BELLO DEL MONDO

Se mi vedete ora non si direbbe ma verso i 18/ 20 anni sono stato l'uomo più bello del mondo.
Ero di una bellezza mai vista, infinita, indescrivibile, le ragazze mi abbordavano loro, mi baciavano, mi palpavano il culo quando passavo, anche qualche uomo lo faceva, una volta mentre stavo parlando in compagnia di diverse persone una esagitata ha tentato di succhiarmelo attraverso i pantaloni, un'altra volta ero andato allo zoo e ho visto un paio di scimpanzé che si masturbavano al mio passaggio.
Poi ho fatto una dieta di alcol e psicofarmaci e dopo pochi anni sembravo il fratello scemo di Vasco Rossi.
Poi mi sono messo a fare arti marziali e dopo alcuni anni sembravo il fratello scemo di Van Damme.
Poi ho cercato di sviluppare il cervello con l' arte e ora sembro il fratello scemo di Enzo Biagi.
L'unica certezza della mia vita è sembrare il fratello scemo di qualcuno.
Però sono stato l' uomo più bello del mondo, vaffanculo.


53 - SBIRRI

Accendo la tv: sbirri, sbirri ovunque, belli, bravi, intelligenti, simpatici.
Esco di casa: sbirri, sbirri ovunque, un poco meno belli, bravi, intelligenti, simpatici.
Possono: fermarti, legarti, imprigionarti, toglierti tutto quello che hai di più caro.
Lo possono fare in qualunque attimo della tua vita, ogni secondo, ogni giorno.
Anche se non hai fatto niente: errore giudiziario o stavi antipatico a qualcuno.
Possono in ogni momento perquisirti infilandoti le mani dentro: casa, automobile, borsetta, tasche, orecchie, naso, gola, figa, culo.
E se per qualche motivo protesti ti sfondano la calotta cranica a manganellate.
Ma ti amano, lo fanno per il tuo bene, per far rispettare le regole, sono pagati da te, sono tuoi dipendenti, come potrebbero non amarti.
Tu sta sempre zitto, rispetta le regole prestabilite e quando vedi uno sbirro bacialo delicatamente sulla bocca sussurrandogli: "Ti amo sbirro".
Vedrai che i suoi occhi si illumineranno di ulteriore amore per te.

martedì 28 giugno 2011

52 - LA BOMBA

Mi avevano preso, tagliato il petto e messo una bomba a orologeria dentro, l'avevano rinchiuso, se l'avessi tolta sarei morto subito, se la lasciavo sopravvivevo fino a quando esplodeva, si sentiva il ticchettio , perennemente lì a ricordarmi la morte, ma la gente rideva, quando mi vedeva rideva.
Ridevo anch'io, mi piaceva ridere e vedere la gente divertirsi, ma il ticchettio perenne della bomba non era uno scherzo, era la morte che ogni secondo mi chiamava, io ridevo, tutti ridevano.
Poi cominciai a sentirmi male, mi venne voglia di fare una poesia triste, la scrissi con una cinepresa.
La bomba scoppiò.
Mi trovai davanti un anziano, capelli lunghi e barba bianca, seduto su una vecchia moto custom blu con una birra in mano.
Gli chiesi: "Chi sei?"
Rispose: "Tu piuttosto, qual è il tuo nome?"
Dissi: "Massimo"
"Avrai anche un cognome?"
Risposi: "Troisi"
Si mise a ridere, mi fece salire sulla moto.
Ci allontanammo tra le stelle.






domenica 26 giugno 2011

51 - IL PENDOLARE

Scese dal treno, nella stazione la gente proseguiva ognuno sul suo binario con i suoi pensieri, lo aspettava l' ufficio, le solite facce, i discorsi del calcio del lunedì, i sorrisi finti ai dirigenti, gli sguardi torvi tra colleghi.
Senza lavoro muori - continuava a ripetersi - non si può vivere senza lavoro, hai 51 anni, non ne trovi un altro, niente, devi andarci.
Erano più di vent'anni, sempre quella vita, non ce la faceva, non ce la faceva più, si sentiva soffocare, non respirava, si distese su una panchina, tutto girava, sudava freddo, lampeggi di buio, si tolse il giubbotto , lo appoggiò sulla panchina, si sentiva come a morire in un deserto, era pieno di gente ma era solo, qualcuno lo guardava ma proseguiva, si sollevò da disteso, si sedette e appoggiò la testa tra le mani, chiuse gli occhi, si sentiva morire, sudava ed aveva freddo nello stesso istante, non ne poteva più di quella vita, non ne poteva più, stette così per un po a meditare, poi alzò la testa dalle mani, aprì gli occhi, era tutto uguale a prima, stessi visi indifferenti, si voltò, non c'era più il giubbotto, rubato, c'erano telefono portafogli chiavi di casa, senza niente, senza nessuno.
Si sollevò, aveva una strana sensazione di tranquillità che l'inebriava, cominciò a camminare a caso, uscì dalla stazione e cominciò a fare l' autostop.
Nessuno lo trovò più.
Lui si trovò.

sabato 25 giugno 2011

50 - ANNI DOPO

Ti ho vista
mentre mangiavi il solito gelato color sterco
con occhi da vacca rassegnata
hai avuto ciò che volevi
marito, casa, famiglia
pizza, gelato, vacanze
e un'espressione sempre più da scema.

venerdì 24 giugno 2011

49 - GENTE

Cammino per la strada
facce che non si sa cosa nascondano
maschere
dietro può esserci un universo di bellezza
o immense mostruosità
o entrambi
buoni assassini caritatevoli ladri gentili stupratori
spesso più personalità convivono nella stessa persona
non sai chi c'è dentro
chi ti sta davanti
non sai chi c'è dentro
di te


48 - PACE & AMORE

Colazione
odio la parola colazione
sono nervoso e cattivo
quando passo per strada la gente si sposta
ogni minima cosa mi dà sui nervi
e quando sento un adulto
dire: "Faccio colazione"
o vedo che beve tenendo con due mani la tazza
percepisco comportamenti indotti dalle pubblicità
mi irrito
e mi vien voglia di dargli un calcio in faccia
che gli spacchi la tazza sul viso.

Parole e atteggiamenti idioti m'infastidiscono
sono i miliardi di calci in faccia ricevuti dalla vita
che li restituisco con gli interessi
a chi rappresenta ciò che mi reprime
se mi trattano male
se mi danno fastidio.

Ero il buon cane randagio
bastonato
sono diventato un lupo feroce.

E ringraziate il cielo che sono pacifista!


47 - L'AMORE E' ......MERDA LIQUIDA

A me sta sul cazzo l'amore
l'amore è una malattia mentale
è la copertina del libro dell'odio
è una parola falsa che piace agli ipocriti
chi si riempie la bocca d'amore
ha il cervello pieno di merda liquida
un cazzo nella figa è l'amore nella realtà
e quando uno dei due si stanca
finisce l'amore, e pure la merda liquida
nasci solo, cerchi illusioni, muori solo
e se dovessi trovare che stai bene con una persona
non è certo amore
ma sintonia, amicizia, complicità, sesso
e tu ragazza, e tu ragazzo
che cerchi l'amore
masturbati fino a svenire
e ti salverai la vita.

mercoledì 22 giugno 2011

46 - ARMONIA NATURALE

Dal seme cresce un albero
tra i rami
foglie e danze di sole
albe, giorni, tramonti, notti
stagioni, anni
foglie verdi, gialle, rossicce
cadono, rinascono
e il vento, dolcemente o selvaggiamente
accarezza i rami
bacia il tronco
e scorre la linfa
nella bellezza della natura
in un albero, la vita.

Un leggero rumore in sottofondo
sempre più forte,
più forte
schianto a terra,
segato
diventerà stuzzicadenti
per togliere caccole dai denti
mentre un infinito deserto
darà spazio ai nuovi prodotti
fabbricati
per alzare il Pil
e morire
soli con i soldi.

martedì 21 giugno 2011

domenica 19 giugno 2011

44 - Attimi

Sono l'uomo che ogni giorno muore quando si addormenta
e rinascerà se si sveglierà
quello che ogni attimo può essere l'ultimo o il primo o niente
un cazzo d'attimo, niente , semplici cazzi d'attimi
scorrono, scorrono
hai vent'anni sogni nelle mutande e orgasmi nella testa
ti alzi, spalanchi gli occhi, ne hai cinquanta
guardi allo specchio e vedi un viso secco vecchio
ma ieri ne avevi venti e oggi ti ritrovi
con quella faccia di merda allo specchio
e la prossima volta che ti svegli ne avrai ottanta o novanta
se ci sarai
la faccia sarà ancora più di merda secca
dentro ne avrai sempre venti
e saranno passati pochi giorni per te.
Che cazzo di storia è questa?
La tua,
non perdere attimi
o gli attimi perderanno te
o è lo stesso, vaffanculo anche la vita.

Salvador Dalì - La persistenza della memoria (1931)



sabato 18 giugno 2011

43 - LA FINE DEL MONDO

Ormai ne era sicuro, stava per accadere.
La fine del mondo sarebbe arrivata tra 48 ore al massimo, il meteorite stava per scontrarsi con la terra, proveniva dalle profondità spaziali a una velocità mai vista, al di fuori di ogni  regola acquisita dalla scienza.
Guglielmo telefonò ai Vigili del fuoco, ma non fece in tempo a spiegare il pericolo imminente perché gli riattaccarono il telefono invitandolo a fare in culo.
Provò con tutti gli altri numeri utili che trovò sull' elenco telefonico, ma il risultato fu simile, commiato compreso.
Poi si ricordò di aver scritto nell' agenda il numero di un centro avvistamento extraterrestri, aveva visto il presidente che aveva dato il numero in un programma televisivo, e lui se l' era scritto, ne era sicuro, infatti eccolo lì, telefonò subito, rispose una voce di ragazza
- Sì, pronto.
Guglielmo chiese - Centro avvistamento extraterrestri? Devo urgentemente parlare con il presidente.
- Ah sì, è mio padre, non c'è, è stato ricoverato.
- Ma è urgentissimo, dov'è ricoverato devo parlargli.
Lei seccata - E' nel reparto psichiatrico e non può ricevere visite.
- E il vicepresidente c'è?
- Mio padre era l'unico membro del centro.
E riattaccò il telefono.
Lui non sapeva a chi rivolgersi, uscì di casa.
Provò nei bar, sorrisi di scherno e battute lo accompagnavano.
Nessuno lo ascoltava.
Aveva provato a spiegare che l'unica probabilità di salvarsi era di rifugiarsi in montagna, perché il meteorite sarebbe sicuramente caduto in mare e avrebbe causato un onda gigantesca che avrebbe sconvolto tutte le terre emerse fino alla propria altezza.
Era l' unico con il computer collegato al telescopio tramite un programma di calcolo astronomico da lui inventato, tutto dava per certo l' arrivo del meteorite.
Niente da fare nessuno lo ascoltò.
Lui si rifugiò in montagna.
Il meteorite arrivò e si schiantò contro il pianeta.
Era però più piccolo del previsto a causa dell' usura della velocità, non cadde in mare e non causò danni eccessivi.
Tutti continuarono a vivere come prima.
Guglielmo nessuno lo vide più in giro.
Un giorno mentre recuperavano i resti del meteorite trovarono sotto i resti di un uomo e di un computer con uno strano programma di calcolo astronomico.





lunedì 13 giugno 2011

42 - LA BATTAGLIA

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Jackson Green era un ragazzo bianco di ceto medio-alto, aveva 28 anni, aveva cominciato a dirigere l'azienda del padre dopo la laurea, aveva un buon successo con le donne e curava moltissimo il suo aspetto: ci teneva a fare bella figura.
C'era solo un problema che lo tormentava: il cagamento; il dover cagare tutti i giorni gli sembrava una cosa non degna di un laureato di successo e in carriera, per non parlare delle scomodità connesse.
Con esercizi di concentrazione era riuscito ad arrivare  a cagare una volta alla settimana, però quando succedeva erano dolori partorire uno stronzo infinito che regolarmente ostruiva il water e il dover manovrare con lo scopino per liberare la tazza e gli schizzi che spesso gli arrivavano sul suo taglio di capelli impeccabile e in faccia mentre cercava di risolvere l'inghippo, e inoltre ogni volta doveva pure lavarsi accuratamente il culo nel bidet, una noiosa perdita di tempo.
Una volta si era schizzato la faccia, allora si era fatto il bidet e lavato la faccia, velocemente si era controllato allo specchio perché era in ritardo a un appuntamento con una splendida bionda.
Mentre stava cenando romanticamente in un lussuoso ristorante assaporò il vino consigliatogli dal sommelier e sentì uno strano retrogusto, un profumo misto di fragole, muschio e stronzo.
Insospettito da quel vino  dal sapore di stronzo muschiato alla fragola con una scusa si allontanò e andò in bagno dove con orrore si accorse di uno strano riflesso marrone sul suo ciuffo di capelli neri, toccò delicatamente con la punta delle dita, annusò e poi se le mise in bocca e assaggiò, i suoi peggiori timori si erano avverati, era originale merda pura, uno schizzo sfuggito al controllo troppo veloce.
Cominciò a lavarsi le mani forsennatamente, poi il ciuffo se lo bagnò, poi se lo insaponò e stava per sciacquarlo quando sentì che stava venendo qualcun altro in bagno, allora si chiuse nella cabina di cagaggio, infilò la fronte nella tazza, tirò l'acqua e si sciacquò per bene il suo ciuffo.
Uscì dalla cabina, si pettinò velocemente, si asciugò sotto il getto d'aria calda in fretta, uscì dal bagno e riprese elegantemente posto al tavolo.
Però sentiva più odore da merda di prima, cercò di fare l' indifferente ma la sua bionda compagna continuava ad annusare con un espressione di disgusto, lui le disse che il ristorante non era come le altre volte, il mangiare aveva un gusto che non lo convinceva, lei assentì non molto convinta e continuava a osservarlo con una strana espressione, poi lei si allontanò verso il bagno, lui sicuro di sé si passò una mano tra i capelli e notò un colore giallastro tra le dita, non poteva essere ancora merda sua, lui cagava stronzi settimanali di colore scuro, non merda squacquara giallastra, non era merda sua pensò, sospirando tranquillo.
Dopo un attimo ci ripensò ed ebbe un'illuminazione: era merda altrui!
Intuì che quando si era sciacquato la testa nella tazza si era appoggiato al bordo con la nuca e sul bordotazza resti di squacquara erano in agguato, poi pettinandosi se l'era passata accuratamente tra i capelli, corse in bagno per verificare, si osservò in uno specchio: era pieno di riflessi biondastri, uscì di corsa dal bagno, pagò il conto con una generosa mancia al cameriere, gli suggeri una scusa da riferire alla ragazza assente, cose di lavoro, e si allontanò veloce e disperato.
Uscendo dal ristorante notò la bionda che aspettava il taxi piegata in due: rideva e vomitava; lui fuggì, non aveva fatto una bella figura quella volta.
Da quel giorno si trasferì in un altra città e cominciò la sua battaglia contro il cagaggio.
Cominciò con il farsi la doccia ogni volta che aveva finito di defecare e prima della doccia si lavava il culo energicamente affinché non sapesse da merda e si ripassava il buco del culo con uno scopino per pulire le bottiglie, così da non avere traccia di merda neanche nel buco del culo.
Ma era sempre una cosa scomoda per un uomo impegnato come lui, allora si decise a coronare il suo sogno, andò in una costosissima clinica e si fece modificare l'organismo, una cosa sperimentale dal costo altissimo: consisteva in una trasformazione dell'organismo per cui la merda fuoriusciva per la bocca.
Jackson era felicissimo, l'intervento era riuscito perfettamente, adesso cagava con la bocca, bastava che si leccasse le labbra e poi mangiasse una caramella e non si notava nulla.
Quando doveva cagare si appartava con classe in un angolo ed evacuava con la bocca la merda che doveva fare e poteva tornare subito dalle sue ragazze, che erano felici di frequentare una persona talmente elegante da non cagare per il culo ma per la bocca.
L'alito finito l'effetto caramella lasciava a desiderare, ma le comodità e la praticità erano enormi, i vantaggi indubbi.
Durante una convention di manager in un'isola tropicale si scordò di cagare per più di una settimana ed essendo già stato abituato a questi tempi non se ne accorse, quando dovette cagare lo stronzo che uscì dalla bocca era talmente enorme che si bloccò e Jackson morì soffocato con il suo enorme stronzo che stava uscendo dalla bocca.
Non fece una bella figura neanche quella volta, con la fotografia del suo cadavere con lo stronzo orale pubblicata sui giornali di tutto il mondo nella rubrica delle curiosità.
La merda aveva vinto ancora!


- ringraziamenti per l'immagine al prode Grotesquer:
 cliccate qui ed entrerete nell'incredibile tana di Grotesquer





domenica 12 giugno 2011

41 - CAMERIERESTRONZO BLUES

Party divertenti con risate di disperazione da ora d'aria
e sguardi di chi si crede libero quando è al guinzaglio
ridono come cretini
e io cameriere in piedi
a guardare questa gente del cazzo
ad aspettare i loro ordini
schiavo degli schiavi
stronzo degli stronzi arricchiti
non posso nemmeno andare al cesso
sempre presente a servirli
per tutta la serata.

Ma quando torneranno a casa
ridendo felici dentro le loro illusioni
saturi dei miei cocktail con sputi e piscio
io riderò di più.

Sono più schiavo di loro
ma so essere più stronzo.


P .S.: non è autobiografica ma può succedervi veramente, per cui preoccupatevi e trattate senza superiorità i camerieri.


venerdì 10 giugno 2011

40 - LA CARRIERA

Era sola nella grande stanza, le vetrate coprivano le pareti verso l'esterno dell'ufficio con una visione della città di notte, stava lavorando dalla mattina, una piccola pausa per caffè con tramezzino e tre minipause per andare in bagno, doveva concludere il lavoro che le avevano affidato, il più importante da lei mai avuto, un gigantesco investimento pubblicitario e la sua carriera dipendeva da quello, doveva lanciare il prodotto nuovo alternativo che poteva conquistare il mercato per cui studiava la campagna pubblicitaria da mesi.
Sentì bussare alla porta.
Non c'era nessuno negli uffici a quell'ora, solo il portiere ma avrebbe chiamato col citofono se c'era qualcosa, una strana sensazione la bloccava, le impediva di dire una sola parola, le gelava il sangue. Nuovamente bussavano, più forte.
Lei che non aveva mai paura di niente si alzò tremante e non sapeva perché la faceva angosciare quel bussare.
Arrivò alla porta senza dire una parola, nella destra teneva il tagliacarte, con la sinistra aprì di colpo la porta.
Non c'era nessuno, aprì di più la porta, vide nel corridoio che c'era una donna di spalle, con voce malferma le disse - Stava cercando me?
La donna si girò di scatto e le si avvicinò, la luce proveniente dall'ufficio riusciva a illuminarle il volto nel corridoio buio, era una giovane sui vent'anni vestita in maniera strana: jeans e maglietta strappati, un vecchio giubbotto in tela color sacco, piercing uno al naso e due vicini sulle labbra. Aveva occhi che la facevano rabbrividire. Si avvicinava sempre di più, in silenzio, quando fu di fronte le disse con voce arrabbiata
- Ma come ti sei ridotta? Mi fai schifo!
Lei rispose - Ma chi sei? Come ti permetti? Chi ti ha fatto entrare?
Improvvisamente aveva ripreso sicurezza in sé, le cresceva dentro un odio verso l' intrusa, la quale continuava a fissarla con uno sguardo cattivo e le ripeté con tono ancora più aggressivo - Mi fai schifo! Non ci si può ridurre così!
Lei si sentì bloccata da mille pensieri.
Guardando il viso dell'intrusa trovava una somiglianza a come era lei a vent'anni: stesso taglio di capelli, stesso vestire, stessi atteggiamenti...e stesso viso. Stesso viso. Stesso viso che aveva lei alla sua età. Questa cosa la mandò in totale confusione. L'intrusa come se lo avesse compreso le urlò in faccia - Hai capito chi sono?
Lei balbettò - Assomigli a me da giovane
L'intrusa - Sei tu che assomigli a ciò che non voglio diventare da vecchia! Le tue idee, la tua voglia di cambiamento, i tuoi ideali, le tue speranze buttate nel cesso per un lercio lavoro d'incitazione alla prostituzione.
Lei offesa urlò - Ma che cazzo dici incitazione alla prostituzione, il mio è un lavoro creativo e ben pagato!
L'intrusa si mise a ridere - Che stronzata e tu pure ci credi, credi d'essere creativa quando fai la scimmietta ammaestrata, devi obbedire alle leggi di mercato, ai committenti, sei una serva sfruttata sino al midollo, sei una nullità spadroneggiata da chi ti paga!
Lei si sentiva soffocare dalla rabbia, strinse i pugni, si accorse che aveva ancora il tagliacarte in mano.
Un lampo d'odio.
Vide solo una via d'uscita.
Lo piantò dritto nello stomaco all'intrusa.
L'intrusa la guardò con lo sguardo finalmente sereno e le disse - Ero già morta ma adesso sto meglio.
Cadde sul pavimento con un tonfo, lei guardò il tagliacarte insanguinato, doveva lavarlo o gettarlo, o entrambe le cose.
Ridiede uno sguardo all'intrusa ammazzata ma non c' era più niente, solo il pavimento vuoto e sangue. Rinchiuse la porta con la chiave.
Deve essere scappata, pensava, non può essere sparita così, c'era il sangue. Ancora ce n'era sul tagliacarte. Non se l'era immaginato. Era successo realmente.
Voleva correre in bagno a lavarsi la mano insanguinata e pulire il tagliacarte, ma l'intrusa sarebbe tornata, avrebbe dovuto usarlo ancora, sicuramente.
Si sedette alla scrivania, quelle emozioni le avevano creato un dolore fisico e una grande stanchezza.
Pensava alle parole e al volto dell'intrusa, era uguale a lei a vent'anni, stesso viso, stessi discorsi, ma com'era possibile, che storia strana, dentro le cresceva un forte dubbio, forse aveva ragione l'intrusa che era una schiava, aveva creduto di comandare qualcosa, di creare, ma aveva passato la vita inseguendo un'illusione, era solo un'illusione, una vuota illusione era la sua vita.
Cominciava a pentirsi d'aver accoltellato la ragazza, ma poi guardando dove sentiva più dolore si accorse che nello stesso punto dove aveva colpito la ragazza aveva una ferita da cui sgorgava sangue, era piena di sangue sui vestiti e continuava a uscirne e sentiva sempre più forte la fitta di dolore ma non aveva la forza di muoversi.
Rimase lì alla scrivania.
Il giorno dopo la trovarono morta, un suicidio dissero, era una dipendente modello, forse era stato lo stress del lavoro, al funerale c'era anche il direttore generale, le fecero una bella tomba pagata dall'azienda, un gesto di generosità mai visto precedentemente.
Dopo qualche mese c'erano solo dei fiori secchi sulla tomba e nessuno li ha più cambiati.
Poi, in una notte di tempesta qualcuno scorse una figura muoversi nel cimitero, uscì arrampicandosi sul cancello e svanì come portata dal vento dentro la tempesta.
Sembrava una ragazza sui vent'anni con jeans e maglietta strappati, un vecchio giubbotto di tela color sacco e dei piercing al naso e sulle labbra.
Il giorno dopo sulla tomba della dipendente modello trovarono insieme ai fiori secchi una cagata fresca.

mercoledì 8 giugno 2011

39 - HOT STUFF IN THE MEMORY MOTEL

Black and Blue,
dallo stereo
pietre rotolanti,
rock dai Caraibi
sballato
sessuale,
il vento della calda notte
dal finestrino della macchina
sbatteva in faccia
e sul petto tra la camicia a fiori,
lattina di birra gelata
presa al bar sulla strada,
tenuta dentro i jeans aperti
per raffreddare i genitali
dopo una notte di mare e di lei,
tornando
attraversando l'estate della pianura padana
tra musica, luna, stelle
immerso
nel rilassamento postorgasmico,
arrivavo a casa
al mattino,
trovavo
mia nonna era già nell'orto,
la salutavo e andavo a letto,
sospeso
tra i tramonti dei sogni di fiori
e
le albe degli incubi di soldi e piombo.*

*Black and Blue (1976) album dei Rolling Stones, canzoni: Hot Stuff,...Memory Motel,...
Ascoltatelo se potete, è sublime!

domenica 5 giugno 2011

38 - VITA

La vita bisogna viverla senza mai abbattersi,
si deve farlo per sé stessi,
per chi ti ha messo al mondo e fatto crescere contro difficoltà e con sacrifici,
per tutte le cose che hai imparato e che hai visto,
per le persone che ti hanno conosciuto e ti hanno lasciato qualcosa,
per tutte le risorse che hai consumato affinché non vadano sprecate
e per la vita stessa che è la tua e devi affrontarla al meglio.