sabato 30 luglio 2011

78 - SIAMO PREVISTI

Siate imprevedibili, un bersaglio mobile è più difficile da colpire di un bersaglio fisso.
Vi sondano, vi analizzano, vi prevedono riuscendo a guidarvi dove vogliono loro.
Vi influenzano quando consumate, votate, leggete, ascoltate, viaggiate, parlate, scrivete.
Bisogna essere imprevedibili anche per se stessi, non avere punti fissi.
Invece vedo solo gente prevedibile anche quando vuole essere alternativa al sistema dominante.
Poeti maledetti, beat generation, alcol, droghe.
Tatuaggi, piercing, look alternativo.
Moto custom, birra, rock classico.
Vegetariani, alimenti biologici, viaggi esotici.
Ogni strada è già catalogata, rientra in una categoria a cui vendere prodotti: libri, musica, alcol, droghe, cibo biologico, viaggi, motociclette, ecc, ecc.
Siete solo nicchie di mercato se siete prevedibili, sapranno tutto di voi, sapranno cosa farete prima ancora che lo facciate, vi conosceranno meglio di voi stessi.
Corriamo nudi fuori dagli schemi e pisciamo sugli schermi.
O anche no, come cazzo vogliamo, noi.
Autenticamente noi.





mercoledì 27 luglio 2011

77 - JIM MORRISON (forse) NON E' MORTO

Di tutte le leggende del rock l'unica che può essere vera è quella che Jim Morrison non è morto. Può essere ancora vivo perché sarebbe finito in carcere se viveva, aveva un processo da affrontare, ci sarebbe finito per poco tempo ma uno spirito libero come lui non lo avrebbe sopportato, avrebbe fatto di tutto per evitarlo. Era anche stanco della vita da rockstar, l'ultimo "L.A. Woman" era un disco che diceva addio, intriso di un senso di fine, come se sapesse che era l'ultimo che faceva. Si era incontrato dopo tanto che non lo vedeva con suo padre, poco prima della presunta morte, e il padre era ai più alti livelli dell'esercito (ammiraglio). In più il chitarrista dei Doors Robby Krieger vide la tomba e disse che era troppo corta per l'altezza di 180 centimetri che aveva Jim Morrison , era la tomba di uno più basso, perciò il cadavere sepolto non era lui e il funerale era stato una messa in scena per crearsi una nuova vita. La cosa più incredibile è che girano voci che si sia fatto una plastica facciale per rendersi irriconoscibile e abbia ricominciato a fare musica col nome di Barry Manilow, facendo musica di tutto altro genere ma avendo ugualmente molto successo. I sostenitori di questa tesi sono numerosi e portano prove molto credibili: Barry Manilow prima della morte di Jim Morrison nessuno lo conosceva, l'età e la struttura fisica sono identiche, stessa corporatura e soprattutto stessa ampiezza del viso, che anche se ne cambi l'aspetto facendo una plastica facciale l'ossatura sottostante non riesci a cambiarla. Hanno anche analizzato le due voci e sono sovrapponibili come due impronte digitali uguali,  pure la maniera in cui compongono  le canzoni è simile benché con generi musicali diversi ( rock per Jim Morrison e pop commerciale per Barry Manilow).
Io continuo a crederci poco perché gli occhi sono di due persone diverse e rispecchiano due personalità quasi opposte.
Sicuramente tramite suo padre aveva la possibilità di accedere alle più avanzate tecniche di chirurgia facciale in uso ai servizi segreti, con cui dicono i sostenitori della tesi abbia fatto un patto per evitare di essere perseguitato in quanto era tra i leader più seguiti della ribellione giovanile dell'epoca e si era accorto che stava cominciando la repressione, lui sarebbe stato sicuramente imprigionato, perseguitato e molto probabilmente ucciso.
Ma ritengo più probabile che abbia inscenato la sua morte e poi si sia ritirato in qualche località sperduta a fare una vita libera a contatto con la natura.


venerdì 22 luglio 2011

76 - LIBERO MERCATO

Urla
libero dentro il bosco l'animale selvaggio,
ma all'uomo disturba vederlo in libertà
considerando che vendendo il bosco
ci può ricavare
un megacentro commerciale,
con guadagni da spendere in merci
con merci che generano guadagni
girerà l'economia
aumenterà il PIL.

Animale selvaggio sei fottuto,
solo se scodinzolerai sopravviverai
se starai buono e farai il bravo
ti daranno anche una vaschetta di paté.





75 - IN CODICE

codici a barre
sugli occhi, sulla faccia
sul cervello, sulla pancia
sui capezzoli, sul culo, sui genitali
tutto è controllato
nel prezzo stabilito
dal mercato globale
consuma te stesso
paga la tua vita
se non ti offri al mercato
non lavori, non mangi, non bevi
cos' hai da offrire
codici a barre
ti giudicano decidendo la tua vita
sei un lavoro
un muratore, un impiegato, un dottore
un codice
sbarre, barre, bare

74 - SPEZZONI DI MEMORIA

I relitti marini
portati dalle tempeste
sono pensieri emersi
dai dimenticati passati
gettati dal mare sulla spiaggia
nella mia memoria
mi avvicino
ma vengono da una dimensione
che non appartiene più
a questo tempo.

Posso solo guardare
cogliendo
un fugace attimo d'eternità.

mercoledì 20 luglio 2011

73 - Un'altra puttana

Le luci nella notte danno strani riflessi al tuo volto, occhi azzurri spalancati, mora con capelli lisci, maglietta rossa, minigonna in jeans, la scarpe sono qualche metro più in là, scomposte.
"Hanno ammazzato un'altra puttana"
Lo diranno fino a domani, dopodomani un po' meno, tra qualche giorno tutti inizieranno a scordarlo.
Il corpo viene coperto da un telo, l'ambulanza lo porta via, col lampeggiante blu che se ne va lampeggiando nei ricordi all'inizio dell'alba.
Un nuovo giorno in cui ci sarà un corpo in meno da affittare per 50 euro e una persona in meno con cui sentirsi superiori, da poter deridere, da indicare con disprezzo, da cercare di nascosto per le voglie represse della gente perbene.
Quelli perbene godono a sparlare male e a sentirsi migliori di chi è diverso da loro; le donne benpensanti vanno solo con chi ha un buon reddito e gli uomini benpensanti si piegano a 90° per chi gli dà un lavoro.
Lei era una prostituta, ma quando tornava a casa si lavava e tornava pulita e libera.
Voi perbene invece la vostra sporcizia la portate dentro, per sempre, non si toglie.
Bevetevi il vostro caffè parlottando vuotamente nel nuovo mattino uguale a ieri e a domani, ma se vi vedete come siete sputatevi in faccia.




72 - LA SCIMMIA NEL CEMENTO


Quand'ero piccolo prendevamo in affitto un appartamento sulla riviera romagnola, eravamo all'ultimo piano senza ascensore perché costava meno, da lì si vedeva un panorama di cemento con infiniti  palazzi e il mare in lontananza, il palazzo più vicino più in basso del mio aveva un enorme terrazzo al posto del tetto, era un albergo, c'era una scimmia, uno scimpanzé, che viveva in quel terrazzo.
Era sempre sola e si aggirava sperduta, imprigionata nel cemento.
Faceva una tristezza indescrivibile, un animale nato per stare tra le piante nella giungla costretta a stare da sola in un terrazzo sotto il sole.
Lì ho capito che è da dementi costringere gli animali a fare una vita non loro.
L'anno dopo tornai e mi dissero che la scimmia era morta.
Non mi stupii, ma mi sarebbe piaciuto dar fuoco all'albergo, pensai di telefonargli da una cabina e dire che c'era una bomba, quando erano fuori tutti in attesa degli artificieri io entravo dal cortile sul retro, cospargevo il salone del ristorante al piano terra di benzina, davo fuoco e uscivo, loro da davanti non mi avrebbero visto, lo avevo visto fare in un film. Sono andato dal benzinaio con la tanica di mio padre ma ero troppo piccolo, non mi diede la benzina, s' immaginava che dovevo combinare qualcosa.
Provai a telefonare almeno per spaventarli dicendo che c'era una bomba, ma mi attaccarono il telefono sentendo la voce da bambino.
Una sera tardi prima di rincasare riuscii ad allontanarmi un attimo e con un sasso gli ruppi il vetro di una bacheca esterna in cui mettevano il menù del ristorante.
Non mi pare un granché di vendetta per quella povera scimmia morta.
Però due anni dopo l’albergo rimase chiuso, dissero che il proprietario era fallito.
Fui più contento.

lunedì 18 luglio 2011

71 - BAR

Risate dei bar
tra caffè e Gazzetta dello Sport
pettegolezzi e pasticcini
e io in un angolo
mi appoggio con la schiena al muro
e spingo sempre più forte
si gonfiano i muscoli
fibrillano i nervi
spingo e rispingo
con tutta la forza
della mia disperazione
voglio sfondare il muro
di questa vita.


mercoledì 13 luglio 2011

70 - Polvere

Mi chiedevi ogni sera
un motivo per sperare
due volti, i nostri
lancette nell' orologio della vita
ci abbracciavamo stretti, stretti
per fermarne lo scorrere
ci guardavamo negli occhi
per scorgere domani migliori
ci parlavamo lenti
per tornare negli ieri più belli
oggi bollette cambiali miserie
volavamo oltre, oltre.
Rimangono le pareti ammuffite
e i vecchi mobili,
i figli con qualche ricordo.
Due persone sospese
momenti sperduti
nel pulviscolo controluce
aspirati dal tempo.

69 - giorni

Vivendo un giorno come fosse l'ultimo può essere il primo di una nuova vita.

martedì 12 luglio 2011

68 - Pensieri amorosi

Quando sento
uno dire: "La mia donna" o "La mia ragazza"
oppure
una dire: "Il mio uomo" o "Il mio ragazzo"
gli/le cagherei in bocca
uno stronzo che soffochi
loro e tutti i dementi
che vogliono possedere le persone.
Fate vomitare
(ancor più, poi, con uno stronzo in bocca).

domenica 10 luglio 2011

67 - LA FUGA

La casa è circondata da campi di mais, devo fuggire attraversandoli, sono infestati dagli zombie ma devo attraversarli per forza, se resto in casa sono in trappola, mi butto dentro correndo, piante di mais oltre i 2 metri sono come un muro verde, correndo piego le piante, sento mani che tentano di prendermi, mi graffiano, mi strappano i vestiti tentando di bloccarmi, quando dietro le piante trovo uno zombie scarto veloce riuscendo a divincolarmi, coperto di sangue continuo a correre, non so dove sto andando, so solo che devo correre o sono morto, solo contro tutti, sono stanco, non ce la faccio più, non so neanche se ne vale la pena, continuo sfinito, senza speranza, quando all'improvviso finisce la piantagione, sfocio sulla strada e vedo lo sceriffo, gli corro incontro felice di essere salvo, lui mi fissa e col fucile mi esplode un colpo in faccia.
Cado riverso sulla strada col cervello sparso sull'asfalto che esala un ultimo pensiero:
"Lo sceriffo è una merda d'accordo con gli zombie, dovevo immaginarlo".

sabato 9 luglio 2011

66 - IMPERFEZIONI

Potrebbe essere perfetta la nostra imperfezione, ci dà la possibilità di poter migliorare, invece uno che si crede perfetto e infallibile se ci fate caso è un insopportabile imbecille nauseante.

65 - LA MASSA

La massa inerme adora:
i libri vuoti,
le canzonette,
i film consolatori,
le facce da culo.

Tutto quello che non può mettere in dubbio
il loro mondo idiota
lo adorano.

Fuori dagli stereotipi non hai certezze,
tutto è incerto,
però senti che è vivere veramente
scoprendo ed esplorando nuovi modi di vedere le cose,
dando senso al tempo che trascorriamo su questa terra.

64 - L' INCONTRO

- Ciao, guarda chi si vede!
- Guarda chi si vede, ciao!
- Ti trovo bene!
- Anch' io ti trovo bene!
- E a casa tutti bene?
- Si grazie, tutti bene, e tu?
- Si, tutti bene, grazie.
- Era tanto non ci vedevamo, sono passati tanti anni.
- Si, era tanto non ci vedevamo, sono passati tanti anni.
- Mi ha fatto piacere vederti!
- Anche a me ha fatto piacere vederti!
- Ciao, devo andare, purtroppo sono di corsa.
- Anch' io sono di corsa, purtroppo devo andare, ciao.
Allontanandosi lui pensava: non gli ho detto che ho solo un mese di vita, sarà per la prossima volta.
E si mise a ridere.

63 - CAMPAGNA ANTIDROGA

Quando andavo a scuola hanno organizzato una campagna antidroga, la trovavo una cosa inutile, ma siamo stati costretti a partecipare, ci hanno portati in un teatro e hanno invitato un ex drogata che ci convincesse a non drogarci affiancata da degli esperti; è entrata una strafigona bionda con una giacca scamosciata con le frange, un sogno di libertà in quel grigiore del teatro, ha detto poche parole con un senso di imbarazzo, sembrava costretta anche lei a partecipare, hanno continuato a parlare gli esperti dottori e psicologi.
Uscito dal teatro avevo voglia di drogarmi ma non conoscevo nessuno che potesse darmela, ho chiesto un po' in giro, niente, allora sono andato a ubriacarmi al bar.
Ho capito poi per conto mio come stavano le cose.

venerdì 8 luglio 2011

62 - ON THE ROAD AGAIN

Ero un punk poi mi sono rabbonito.
Abbigliamento tipico: camicia a fiori, sandali e jeans anche d'estate, ovverosia un hippy dal culo sudato in ritardo sui tempi.
La causa del cambiamento era che avevo letto "Sulla strada" di Kerouac e mi ero montato la testa, per cui ho anche venduto la macchina e mi sono messo a girare in autostop.
Spesso rallentavano, probabilmente da lontano credevano una ragazza avendo i capelli lunghi, ma quando mi vedevano bene in faccia con la barba e gli orecchini acceleravano, se stavano accostando accelerando sollevavano polvere e ghiaino, che mi finivano spesso addosso.
Un paio di volte degli stronzi hanno anche tentato d'investirmi.
Ma non mi prendeva su quasi nessuno e se per caso mi prendevano su era peggio perché, forse per la scarsa simpatia o forse per l'odore da capra affumicata che emanavo, con delle scuse mi lasciavano quasi sempre prima della destinazione, in posti isolati, dove nessuno si fermava.
Ore così, sotto la pioggia, sotto il sole, di notte, d' inverno col freddo, ad aspettare.
Quando ero disperato se potevo prendevo il treno o la corriera.
Ore perse. Giornate perse.
Dopo quasi un anno, deluso e rabbioso, sono ridiventato un inferocito punk e sono andato in autodemolizione a prendermi una vecchia Citroen ancora funzionante.
Mi è cambiata la vita in meglio.
Tutto questo a Kerouac non sarebbe successo.
Siamo in Italia, purtroppo.
Teniamolo sempre presente e non montiamoci la testa.

giovedì 7 luglio 2011

61 - MOMENTI NEL VENTO

il vento che sorvola il pontile
agitando il mare nella notte illuminata dalla luna piena
una nave passa all'orizzonte con le sue luci
si espandono nelle stelle
i tuoi capelli biondi danzano nell'aria
e con occhi umidi mi guardi
mentre i tuoi capezzoli turgidi
tra le camicie aperte
mi entrano nell'anima,
giochiamo con le lingue,
respiriamo insieme.
Certi momenti dovrebbero durare in eterno.


martedì 5 luglio 2011

60 - NON CHIAMATELI MATTI O RITARDATI

Con amici abbiamo visto delle persone che scendevano da una corriera di una gita organizzata, dal comportamento si vedeva che erano differenti, alcuni risero di loro, io no, e rimproverai i miei amici facendo notare che non è giusto ridere dei problemi dei poveri disgraziati, con cui la natura non era stata benigna.
Si vedeva che questi infelici quando parlavano cercavano un po' di comprensione, cercando lo sguardo di complicità dell'interlocutore, facevano discorsi forse banali e un po' assurdi, ma ci credevano, erano persone semplici, vestite male con colori improbabili, ma avevano diritto quanto i cosiddetti "normali" a esprimersi e a vivere senza essere emarginati da battute superficiali o cattive.
Anzi, va ammirata l'associazione che organizza gite per far vivere a queste persone disgraziate momenti che nella loro vita sono senz'altro importanti, li inserisce nella società nella maniera migliore, bisogna dare il proprio contributo ad associazioni simili, lo meritano, io mi sono scritto il nome che c'era sulla corriera per fare una donazione, l'associazione si chiama: lega nord.
Aiutateli.

59 - SONO STANCO

sono stanco di essere vivo
sono stanco di essere morto
porto a spasso il mio corpo
mostro a tutti la mia maschera
dovrei mostrare i pensieri o il cazzo
perché possano capirmi
e sarei più a mio agio in pubblico
se condividono i miei pensieri
o il mio cazzo
sarebbe il modo ideale
per conoscerci, finalmente

lunedì 4 luglio 2011

58 - FUOCO

Mio nonno era un piromane
bruciava tutto, quasi continuamente
i vicini protestavano, quasi continuamente
lui raccoglieva immondizie,
pezzi di legno, copertoni, sterpaglie
che si rilassava a bruciare
era stato in guerra
odiava Mussolini e Hitler
invece delle favole
mi raccontava storie di stragi e torture
aveva disertato, era un pregiudicato
fumava continuamente nazionali
beveva continuamente vino e liquori
si faceva strani cappelli con quello che trovava
giornali, sacchi di cemento, borse della spesa
lo consideravano un matto
ma non glielo dicevano, lo temevano
dicono che gli assomiglio molto
non credo
ma quando do fuoco a qualcosa
mi rilasso.

Il fuoco purifica. 

sabato 2 luglio 2011

57 - COME ACQUISTARE UN'AUTO BUONA CON POCHI SOLDI

Macchine usate da pochi soldi, tristemente abbandonate sul prato fuori dalla concessionaria, non le mettono neanche dentro la notte, aspettano un poveraccio o andranno all'autodemolizione, io e alcuni stranieri le guardiamo con desiderio, apriamo le porte,ci sediamo per sentire il sedile se è sfondato, proviamo il volante per sentire le condizioni della scatola dello sterzo, proviamo la pedaliera, il cambio, scendiamo e controlliamo le gomme, apriamo il cofano e controlliamo i minimi particolari del vano motore.
E quando fiuti l'occasione devi precipitarti a comprarla perché altrimenti se la prende un altro, vince il più furbo ed esperto, ma io in questo campo non penso proprio di avere rivali, tanta esperienza e molto intuito mi permettono di essere di una bravura inarrivabile.
Ho preso una Volkswagen blu da mille euro, 180.000 km raggiunti da poco, unico proprietario, perfette condizioni meccaniche (la cosa più importante), un po rovinata di carrozzeria, aria condizionata manco col cazzo, vetri elettrici idem, ma è bellissima col suo fascino vintage e alla guida si prova una sensazione di benessere perché sembra di averlo messo in culo al sistema capitalistico, anche se è stata una scelta obbligata, ma sicuramente mi piace la mia nuova auto vecchia, poi cosa vuoi che ti diano con mille euro, ho fatto il tagliando e cambiato la batteria (cosa consigliata su un auto vecchia e ferma da tempo), incredibilmente funziona tutto e c'è pure lo stereo, ma è rotto.
Davanti al supermarket hard discount mi ha salutato un africano gigantesco sui due metri, l'ho salutato e dopo mi sono ricordato, era insieme a me che cercava un auto da pochi soldi, ho visto che saliva con la borsa della spesa su una Ford Fiesta terz'ultimo modello bella e perfetta di carrozzeria, mentre passava ho sentito che funzionava la sua autoradio, si sentiva con i vetri chiusi, ho l'impressione che la sua abbia anche il climatizzatore e funzionante, passando mi ha salutato nuovamente ridendo.
Ride tanto, penso che l'abbia pure pagata meno della mia.


.

56 - SUMMERTIME




Sera d'estate sulla riviera adriatica,
passeggiando sul lungomare,
ero piccolo, con la mia famiglia
parco giochi multicolorato pieno di famiglie,
tutti rilassati sorridenti e vocianti,
bar gelati e bibite, risate e giochi,
da una radio accesa una voce disse:
"Summertime significa tempo d' estate
canta Janis Joplin"
tutti parlavano ridevano
ma io sentivo un lamento
sentivo un vento che saliva di forza
aumentava sempre più
una bufera spostava tutto
un tuono
squarciò il mondo davanti a me
ringhiava disperazione e rabbia
lanciando lampi
mentre un uragano distruggeva tutto
spezzava le persone
sfondava i palazzi
portava il cervello oltre le stelle
e te lo rimetteva lì
stravolto
camminavo in un altro pianeta,
niente era più uguale a prima,
ero entrato in un'altra dimensione
tutti erano diversi
loro erano burattini insensibili
i discorsi li sentivo da una lontananza siderale,
mi parlavano
non rispondevo
ero via di lì,
ma come facevano dopo un evento del genere
a continuare con quelle stupidate,
chi sono questi?
Erano differenti da me,
la famiglia, gli amici, la gente,
ora erano completamente differenti.
Solo e sconvolto in un altro mondo,
sensazione di ipersensibilità
e di essere nel posto giusto per me.
Non è cambiato niente, da allora sono io,
senza Janis Joplin non sarei dentro la mia vita
confuso e solitario.
Janis Joplin non la ringrazierò mai abbastanza.







venerdì 1 luglio 2011

55 - GABBIE DI CEMENTO

Teste di cemento con genitali di plastica sorridono trionfanti
ridono scemi e felici
io triste vedo la disperazione
loro ottimisti vedono solo il loro naso sniffante
hanno cementato la natura
animali selvaggi derisi e rinchiusi in gabbie
cercano di ingabbiare il dissenso
ma se vi avvicinate solo un po
vi strappo il sorriso, me lo mangio e ve lo cago in faccia
siete finiti, fuori dal tempo e dalla natura
i vostri figli, i vostri nipoti sono solo vecchia merda secca
la natura prima o poi presenta il conto
e se non sei in armonia con lei ti fa a pezzi
il cemento non vi proteggerà.