mercoledì 22 febbraio 2017

621 - L'AMICIZIA TRA POETI

Due molto amici, poeti di Facebook,  pubblicano entrambi il proprio libro, contemporaneamente.
Nessuno dei due compra il libro dell'altro.
Litigano furiosamente.
Uno va a trovare l'altro, lo aspetta vicino a casa nascosto dietro un cespuglio, quando l'altro torna, mentre sta aprendo la posta di casa, lo accoltella alla schiena, uccidendolo.
Mettono in galera il poeta assassino.
Intanto il poeta ucciso vende tantissime copie, ne parla anche Fabio Fazio.
Entra in classifica.
Il poeta incarcerato  viene a saperlo e roso dall'invidia cerca di suicidarsi, impiccandosi con degli asciugamani, lo salvano per un pelo.
Al processo la giuria dopo aver letto le sue poesie gli concede l'infermità mentale.
Esce dal carcere e scrive lettere a tutti i giornali, in cui si dichiara pentito di ciò che ha fatto.
Lo invitano in molti programmi televisivi pomeridiani.
Entra in classifica anche il suo libro di poesie.
Lo invitano all'isola dei famosi.
Una notte, invidioso della fama maggiore della sua degli altri concorrenti, fa una strage ammazzandoli tutti, a coltellate nella schiena..
Finisce nuovamente in carcere, ma il suo libro ha ancor più successo, viene tradotto in 42 lingue.
Si prende i migliori avvocati e riesce a uscire dal carcere.
Ora si è sposato con la nuova velina mora.
Lui ha 64 anni e lei 19, ma lei ha dichiarato che non sente la differenza di età che c'è, perché lui le dà molta sicurezza e sono in sintonia su tutto.
Però sono sorti dei problemi nel programma in cui lavora la velina mora, è già la terza velina bionda che devono cambiare nel programma, sono state tutte trovate morte, mentre alla sera rientravano e aprivano la porta di casa sono state accoltellate alla schiena.
Gli inquirenti stanno indagando, si segue la pista anarchica.

sabato 18 febbraio 2017

620 - UN POETA POCO CONOSCIUTO

La sera che muore un poeta
poco conosciuto
ogni lampione e ogni televisione
si accendono regolarmente.

Lo scrittore famoso cena
nel ristorantino tipico che è carino
si mangia bene ma è un po' costoso,
però ne vale la pena.

Il giornalista affermato
cerca nuove notizie da pubblicare
indeciso tra
l'ultima dichiarazione del sottosegretario e
una ricerca scientifica che afferma:
ingurgitare sperma fa bene alla salute.

Il noto critico letterario dai capelli tinti
ha preso il Viagra e sta avendo un rapporto
con la poetessa ventenne
in cambio di una critica favorevole.

Il colto Assessore alla Cultura
sta guardando da solo alla tv
la finale di Miss Italia
col pene nella mano destra.

C'è solamente il cane del poeta
che aspetta vicino alla bara
sperando si svegli
e gli legga ancora le sue poesie.

Rimangono in circolazione
le sue parole che vagheranno
nelle menti dei pochi lettori
tra i pensieri
delle bollette da pagare
e di dove andare
quest'anno in vacanza.

La poesia è un ceppo che brucia
rimane solo della cenere
ma quando era fuoco e scintille
ha scaldato la vita.




venerdì 17 febbraio 2017

619 - PASSATI & PASSATE

Conoscevo centinaia e centinaia di persone in quel periodo, si viveva intensamente e succedeva più in una settimana di allora che in un mese o anche un anno di adesso, ero sempre per strade, piazze, bar, case di amici che fino a poche ore prima non conoscevo, si faceva amicizia facilmente con tutti quelli che percepivi tuoi simili, si stavano vivendo gli ultimi strascichi della rivoluzione sessuale attuata dai movimenti di contestazione degli anni 60 e 70.
C'era un diffuso clima sessualmente libertario, che poi però verso la metà degli anni 80 sono riusciti a smorzare, terrorizzando la gente con un'atmosfera di guerra fredda e strategia della tensione fatta di terroristi, attentati e persecuzioni poliziesche di chiunque fosse arbitrariamente sospettato di una qualche forma  di fiancheggiamento, per le idee che esprimeva. Hanno spaventato anche sessualmente la gente tramite l'aids con campagne mediatiche che ne esageravano la possibilità di diffondersi, riuscendo così a far chiudere molti dentro coppie stabili e in casa a guardare la tv, che in quel periodo diventava piena di allusioni sessuali, superficiale e coloratissima, contrapponendosi al plumbeo scenario della realtà esterna che facevano percepire, così la gente sublimava gli istinti sessuali guardando gli ammiccamenti televisivi e comprando di conseguenza i prodotti che venivano pubblicizzati, prodotti che divenivano in pratica i nuovi tratti somatici degli individui, si usavano gli oggetti per rappresentare chi si è. L'essere divenne l'avere.
Si diffuse molto lo stupido infondato assioma che la superficialità sia allegra e colorata, mentre riflettere e approfondire sia grigio e noioso, quando, al contrario, non c'è niente di più noioso e vuoto del divertimento obbligatorio fatto da animatori e risate sforzate.
Purtroppo erano quelli i nuovi tempi, io stesso in quel periodo cambiai vita, in peggio, isolandomi e divenendo l'orso solitario spesso malinconico che sono tuttora.
Si cambia a ogni modo in qualsiasi epoca tra i 20 anni e quando si è passato i 30 anni, sono una decina d'anni che cominci pensandola da ragazzino e finisce che ti guardi attorno da adulto, certi si sono sposati e hanno avuto figli, molti si sono trasferiti lontano dalle zone che frequentavano, si cerca di dare un senso alla propria vita intraprendendo un lavoro per  cui ci si è preparati negli anni giovanili. Ma ci sono anche quelli che non riescono a inseririsi nella società che li circonda, per una profonda idiosincrasia verso certe regole e convenzioni, stanno in un equilibrio instabile tra la realtà e i loro sogni mai realizzati, trasformandosi da esseri umani inseriti nel contesto sociale in precari balordi orsi solitari, vaganti tra le pieghe e le piaghe della nostra società, speranzosi sempre in un futuro migliore che con lo scorrere degli anni diviene un passato, che è una passata di pomodoro rovesciata sulla scalinata verso le utopie, sembra sangue ma non lo è, sono solo realtà immaginate perse ed evaporate, ci si aggrappa ad altre nuove per non cadere giù e produrre così nuovo passato/passata.



martedì 14 febbraio 2017

618 - LE ZAVORRE DI SAN VALENTINO

Non ho mai festeggiato San Valentino essendo che odio i legami sentimentali, inoltre la ritengo una festa strumentale inventata per spillare soldi alla gente meno avveduta. Ma una volta da ragazzo ho beccato San Valentino proprio nel periodo in cui si faceva sesso bene insieme con una tipa, un po' noiosa e rompicoglioni, ma molto carina, sensuale e disinibita sessualmente.
Lei ha iniziato una ventina di giorni prima a farmi una pressione psicologica, dicendomi di San Valentino ed elencandomi le collanine e i braccialetti che le avevano regalato negli anni precedenti un paio di suoi ex. Come quasi sempre nella mia vita, tranne rarissimi brevi periodi, non avevo soldi, tuttavia al mio apparato genitale dispiaceva molto se si arrabbiava e finiva tutto, il mio cervello invece mi diceva di mandarla affanculo e che era una mezza ebete rincoglionita dalle convenzioni.
Dibattuto dentro di me tra queste due voci divergenti, mi aggiravo confuso in un freddo febbraio camminando per le strade del centro, guardando le vetrine che esponevano oggetti adatti allo scopo, ma con prezzi improponibili per le mie vuote tasche. Deluso risalii in auto e andai al supermarket, perché visto che stavo andando in centro con l'automobile mia madre mi aveva chiesto di comprarle alcune cose, che erano pesanti da portare con la bicicletta quando andava a fare la spesa.
Tra i vari oggetti da prendere, scritti sul foglietto che mi aveva dato, c'era un fustino di detersivo.
Arrivato davanti ai detersivi vidi che quello di un'altra marca aveva in regalo un ciondolo a forma di cuore d'argento, da appendere alla collana o al braccialetto. Presi subito quello.
Arrivato a casa lo diedi a mia madre il fustino, dicendole che quello che voleva lei non l'avevo visto e che avevo preso quello perché mi serviva il regalo, lo aprii e presi tra la polvere del detersivo il sacchettino di nylon con dentro il cuoricino. Mi accorsi che non era in vero argento, ma placcato, e nel sacchetto era finito del detersivo. Lo tolsi dal sacchetto e lo misi dentro una scatolina con il marchio di una oreficeria, in cui c'erano dei gemelli da polsino che mi avevano regalato da bambino e non avevo mai adoperato.
Ora  sembrava lo avessi preso in oreficeria, trovai della carta da regalo e un nastrino colorato, così feci un bel pacchettino. Il giorno di San Valentino andai a trovarla e glielo diedi.
Lei lo aprì radiosa aspettandosi una gran cosa, invece c'era quel cuore d'argento (finto), sorrise forzatamente dicendomi un tiepido grazie, allora le dissi che avevo scelto quello perché mi aveva detto che aveva già tante collane e braccialetti, avevo pensato che non ne volesse altri oggetti simili, così mi sono immaginato preferisse un regalo come questo, che poteva appendere dove voleva.
Perplessa dall'impressione d'essersi fregata da sé raccontandomi delle collane e dei bracciali che le avevano regalato, ma un po' più convinta se lo appese alla collana d'oro,
Cominciammo a far sesso.
Baciandola sul collo e poi sul seno sentivo una puzza tremenda da detersivo, che proveniva dal ciondolo. Cominciai anche a leccarla, ma girando al largo dal ciondolo, m'era venuta la paranoia che il detersivo di cui era impregnato fosse tossico se mi finiva in bocca.
Lei se ne accorse e lo annusò, le dissi che probabilmente l'orefice lo aveva toccato con le mani da profumo e continuai a baciarla e leccarla, scendendo più in basso, anche per distrarla.
Quando finimmo andammo davanti al bar e trovammo tre sue amiche incazzate come iene con l'universo, perché non avevano nemmeno un fesso per San Valentino, quindi con una gran voglia di rompere il cazzo al prossimo.
Una notò il ciondolo, lei disse: "Me lo ha regalato lui."
Ma subito un'altra disse che sua zia ne aveva trovato uno identico nel detersivo.
Intervenni dicendole che lo avevo comprato in oreficeria, e nei detersivi mettevano imitazioni dei gioielli più famosi, infatti quello era l'originale, imitato.
Dissi a lei di farle vedere la scatolina dell'oreficeria e gliela mostrò.
La vipera umana insisteva, si avvicinò e cominciò a guardarlo, si accorse che non era vero argento, si accorse anche dell'odore, iniziò a ridere come una scema urlando che sa persino puzza da detersivo.
La guardai con disprezzo come se fosse una merda di cane schiacciata, dicendole che è da persone volgari e maleducate analizzare i regali, inoltre ribadii che lo avevo preso dall'orefice.
Lei disse: "Allora ti ha fregato!"
"Ci andrò e gli parlerò!" Le risposi, con tono arrabbiato.
Si ammutolirono tutte, pensando che mi fossi incazzato per la fregatura presa.
Salutai, salii in macchina e me ne andai.
Da allora evitai anche lei, tranne un paio di trombate casuali per nostalgia reciproca, ma mi aveva schifato troppo trovarmi in una situazione così stupida e a me estranea, di solito non mento mai a quelli a cui voglio bene, ma ero stato costretto dalla situazione creata dall'ottusità altrui.
Bisogna essere razzisti solo con gli idioti, evitando di averci troppo a che fare, altrimenti saranno zavorre che ti tirano a fondo, al loro livello mentale, rovinandoti la vita e facendoti diventare ciò che non sei.





sabato 4 febbraio 2017

617 - LE FOTO DEI DOCUMENTI

Quando si fanno le foto per la carta d'identità guardandole quasi non ci riconosciamo, ci vediamo brutti, dei mostri, ci spaventiamo. Però quando, dopo molti anni, le ritroviamo tra le vecchie foto ci riconosciamo e ci piacciamo.
Perché succede questo?
Perché ogni giorno il tempo ci scolpisce la faccia, senza che ce ne rendiamo conto, mentre noi siamo sempre ancorati al rassicurante passato, ignorando il preoccupante presente, che solo quando passa lo riconosciamo nostro.
Siamo fantasmi del passato dentro un'astronave/corpo che viaggia nel tempo e il tempo si pianta in faccia, sfigurandoci il volto.
Ma anche i volti sfigurati dal tempo se lo hanno percorso intelligentemente hanno un loro fascino, superiore ai faccini freschi ma insignificanti che ci propongono come modello le pubblicità.
Vedo certe donne della mia età che hanno un aspetto, per me, più interessante e affascinante adesso che quando erano ventenni. A ogni modo quelli che cercano l'aspetto sempre giovane nell'altro cercano solo un corpo, non una persona, non gliene importa niente dei pensieri che contiene e della sua vita, è solo una forma di prostituzione, del tipo peggiore e più degradante, ma per molti è apparentemente ineccepibile perché è nascosta dalle convenzioni sociali.
Pertanto se vi vedete una faccia da culo flaccido non preoccupatevi, magari è una faccia da culo che affascina e quelli a cui piace vi vogliono bene veramente, a ciò che siete, nonostante ciò faccia schifo persino a voi stessi.

mercoledì 1 febbraio 2017

616 - TEMPI SMARRITI

C'è un universo fuori
mentre qualcosa è dentro noi
chiuso
nei passi dei corridoi
nei cervelli spenti
nei genitali dormienti
scemanti
nella clessidra
i tempi smarriti, le occasioni perdute,
le serie tv, i pettegolezzi dei social,
le invidie, le gelosie, le abitudini,
le paure, le timidezze.

Vento, sole, sabbia
passano inutili sulla pelle.

Sotto le scarpe
infiniti serpenti d'asfalto
divorano
erba, cespugli, alberi
e noi.


Banksy