venerdì 8 luglio 2011

62 - ON THE ROAD AGAIN

Ero un punk poi mi sono rabbonito.
Abbigliamento tipico: camicia a fiori, sandali e jeans anche d'estate, ovverosia un hippy dal culo sudato in ritardo sui tempi.
La causa del cambiamento era che avevo letto "Sulla strada" di Kerouac e mi ero montato la testa, per cui ho anche venduto la macchina e mi sono messo a girare in autostop.
Spesso rallentavano, probabilmente da lontano credevano una ragazza avendo i capelli lunghi, ma quando mi vedevano bene in faccia con la barba e gli orecchini acceleravano, se stavano accostando accelerando sollevavano polvere e ghiaino, che mi finivano spesso addosso.
Un paio di volte degli stronzi hanno anche tentato d'investirmi.
Ma non mi prendeva su quasi nessuno e se per caso mi prendevano su era peggio perché, forse per la scarsa simpatia o forse per l'odore da capra affumicata che emanavo, con delle scuse mi lasciavano quasi sempre prima della destinazione, in posti isolati, dove nessuno si fermava.
Ore così, sotto la pioggia, sotto il sole, di notte, d' inverno col freddo, ad aspettare.
Quando ero disperato se potevo prendevo il treno o la corriera.
Ore perse. Giornate perse.
Dopo quasi un anno, deluso e rabbioso, sono ridiventato un inferocito punk e sono andato in autodemolizione a prendermi una vecchia Citroen ancora funzionante.
Mi è cambiata la vita in meglio.
Tutto questo a Kerouac non sarebbe successo.
Siamo in Italia, purtroppo.
Teniamolo sempre presente e non montiamoci la testa.

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