martedì 28 giugno 2011

52 - LA BOMBA

Mi avevano preso, tagliato il petto e messo una bomba a orologeria dentro, l'avevano rinchiuso, se l'avessi tolta sarei morto subito, se la lasciavo sopravvivevo fino a quando esplodeva, si sentiva il ticchettio , perennemente lì a ricordarmi la morte, ma la gente rideva, quando mi vedeva rideva.
Ridevo anch'io, mi piaceva ridere e vedere la gente divertirsi, ma il ticchettio perenne della bomba non era uno scherzo, era la morte che ogni secondo mi chiamava, io ridevo, tutti ridevano.
Poi cominciai a sentirmi male, mi venne voglia di fare una poesia triste, la scrissi con una cinepresa.
La bomba scoppiò.
Mi trovai davanti un anziano, capelli lunghi e barba bianca, seduto su una vecchia moto custom blu con una birra in mano.
Gli chiesi: "Chi sei?"
Rispose: "Tu piuttosto, qual è il tuo nome?"
Dissi: "Massimo"
"Avrai anche un cognome?"
Risposi: "Troisi"
Si mise a ridere, mi fece salire sulla moto.
Ci allontanammo tra le stelle.






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