lunedì 13 giugno 2011

42 - LA BATTAGLIA

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Jackson Green era un ragazzo bianco di ceto medio-alto, aveva 28 anni, aveva cominciato a dirigere l'azienda del padre dopo la laurea, aveva un buon successo con le donne e curava moltissimo il suo aspetto: ci teneva a fare bella figura.
C'era solo un problema che lo tormentava: il cagamento; il dover cagare tutti i giorni gli sembrava una cosa non degna di un laureato di successo e in carriera, per non parlare delle scomodità connesse.
Con esercizi di concentrazione era riuscito ad arrivare  a cagare una volta alla settimana, però quando succedeva erano dolori partorire uno stronzo infinito che regolarmente ostruiva il water e il dover manovrare con lo scopino per liberare la tazza e gli schizzi che spesso gli arrivavano sul suo taglio di capelli impeccabile e in faccia mentre cercava di risolvere l'inghippo, e inoltre ogni volta doveva pure lavarsi accuratamente il culo nel bidet, una noiosa perdita di tempo.
Una volta si era schizzato la faccia, allora si era fatto il bidet e lavato la faccia, velocemente si era controllato allo specchio perché era in ritardo a un appuntamento con una splendida bionda.
Mentre stava cenando romanticamente in un lussuoso ristorante assaporò il vino consigliatogli dal sommelier e sentì uno strano retrogusto, un profumo misto di fragole, muschio e stronzo.
Insospettito da quel vino  dal sapore di stronzo muschiato alla fragola con una scusa si allontanò e andò in bagno dove con orrore si accorse di uno strano riflesso marrone sul suo ciuffo di capelli neri, toccò delicatamente con la punta delle dita, annusò e poi se le mise in bocca e assaggiò, i suoi peggiori timori si erano avverati, era originale merda pura, uno schizzo sfuggito al controllo troppo veloce.
Cominciò a lavarsi le mani forsennatamente, poi il ciuffo se lo bagnò, poi se lo insaponò e stava per sciacquarlo quando sentì che stava venendo qualcun altro in bagno, allora si chiuse nella cabina di cagaggio, infilò la fronte nella tazza, tirò l'acqua e si sciacquò per bene il suo ciuffo.
Uscì dalla cabina, si pettinò velocemente, si asciugò sotto il getto d'aria calda in fretta, uscì dal bagno e riprese elegantemente posto al tavolo.
Però sentiva più odore da merda di prima, cercò di fare l' indifferente ma la sua bionda compagna continuava ad annusare con un espressione di disgusto, lui le disse che il ristorante non era come le altre volte, il mangiare aveva un gusto che non lo convinceva, lei assentì non molto convinta e continuava a osservarlo con una strana espressione, poi lei si allontanò verso il bagno, lui sicuro di sé si passò una mano tra i capelli e notò un colore giallastro tra le dita, non poteva essere ancora merda sua, lui cagava stronzi settimanali di colore scuro, non merda squacquara giallastra, non era merda sua pensò, sospirando tranquillo.
Dopo un attimo ci ripensò ed ebbe un'illuminazione: era merda altrui!
Intuì che quando si era sciacquato la testa nella tazza si era appoggiato al bordo con la nuca e sul bordotazza resti di squacquara erano in agguato, poi pettinandosi se l'era passata accuratamente tra i capelli, corse in bagno per verificare, si osservò in uno specchio: era pieno di riflessi biondastri, uscì di corsa dal bagno, pagò il conto con una generosa mancia al cameriere, gli suggeri una scusa da riferire alla ragazza assente, cose di lavoro, e si allontanò veloce e disperato.
Uscendo dal ristorante notò la bionda che aspettava il taxi piegata in due: rideva e vomitava; lui fuggì, non aveva fatto una bella figura quella volta.
Da quel giorno si trasferì in un altra città e cominciò la sua battaglia contro il cagaggio.
Cominciò con il farsi la doccia ogni volta che aveva finito di defecare e prima della doccia si lavava il culo energicamente affinché non sapesse da merda e si ripassava il buco del culo con uno scopino per pulire le bottiglie, così da non avere traccia di merda neanche nel buco del culo.
Ma era sempre una cosa scomoda per un uomo impegnato come lui, allora si decise a coronare il suo sogno, andò in una costosissima clinica e si fece modificare l'organismo, una cosa sperimentale dal costo altissimo: consisteva in una trasformazione dell'organismo per cui la merda fuoriusciva per la bocca.
Jackson era felicissimo, l'intervento era riuscito perfettamente, adesso cagava con la bocca, bastava che si leccasse le labbra e poi mangiasse una caramella e non si notava nulla.
Quando doveva cagare si appartava con classe in un angolo ed evacuava con la bocca la merda che doveva fare e poteva tornare subito dalle sue ragazze, che erano felici di frequentare una persona talmente elegante da non cagare per il culo ma per la bocca.
L'alito finito l'effetto caramella lasciava a desiderare, ma le comodità e la praticità erano enormi, i vantaggi indubbi.
Durante una convention di manager in un'isola tropicale si scordò di cagare per più di una settimana ed essendo già stato abituato a questi tempi non se ne accorse, quando dovette cagare lo stronzo che uscì dalla bocca era talmente enorme che si bloccò e Jackson morì soffocato con il suo enorme stronzo che stava uscendo dalla bocca.
Non fece una bella figura neanche quella volta, con la fotografia del suo cadavere con lo stronzo orale pubblicata sui giornali di tutto il mondo nella rubrica delle curiosità.
La merda aveva vinto ancora!


- ringraziamenti per l'immagine al prode Grotesquer:
 cliccate qui ed entrerete nell'incredibile tana di Grotesquer





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