venerdì 7 aprile 2017

624 - L'ANTIMERDA POETICA

Se c'è una cosa nella mia vita sbilenca di cui sono contento è l'essermi inventato il nome "antimerda poetica".
Ne sono contento perché permette facilmente di irritare e smascherare gli ottusi che si fingono di idee aperte, i poetastri estetici, gli intellettualoidi boriosi, i professoracci ammuffiti, i pappagalli ammaestrati da primo banco, i lettori di aforismi carini e morti da carta dei cioccolatini, i leccaculi delle istituzioni,...insomma tutte le persone disgustose che in maniera subliminale si sentono chiamate in causa e si adirano per il nome del profilo twitter/pagina fb/libro.
Mi hanno spesso attaccato, bloccato, emarginato le suddette cacche.
Ma contro ciò ci sono migliaia di persone che apprezzano, oltre 13mila seguono su twitter, oltre 40mila visite al mio blog, ecc.
Perciò c'è un mondo migliore di quello che sospettiamo, gente ironica con la mente aperta e funzionante che capisce ed è la parte migliore di questo mondo, la si scopre proprio andando avanti controcorrente con le proprie idee.
Invece chi si adegua alle consuetudini finisce imbalsamato dentro situazioni che non gli appartengono.

Vorrei precisare che la figura dell'autore finto modesto, politicamente corretto, con il comportamento impostato dalle convenienze sociali me la attacco al cazzo. Sono stato emarginato da gruppi e congreghe, solo per stare agli avvenimenti successi su Facebook, prima di aggregarmi alle persone giuste non riuscivo a pubblicare in quasi tutti i gruppi e pagine che c'erano, mi censuravano, venivo offeso, mi attaccavano i vari sapientini,e altre amenità simili.
Fa parte del mio essere scrivere quelle che a certi possono sembrare delle stronzate, ma per me sono di importanza vitale. Perciò se ho un minimo di persone che mi apprezzano è una soddisfazione e lo scrivo sulla mia pagina o sul mio profilo. Che sono spazi per promuovere quanto faccio, se non mi promuovo che sto qui a fare? Dovrei forse vomitare depressione e corrette frasi fatte per far deprimere di più chi mi legge? Io voglio stimolare e fare star meglio la gente, non peggio. Si combatte quotidianamente contro gli stronzi e se va bene qualcosa si gioisce. Nel caso a qualcuno non sia ancora chiaro è una guerra la vita, magari gli altri hanno i genitori o la famiglia che li protegge dal mondo cattivo per cui vivono in una loro dimensione scolastico/disneyana, ma io sono solo, col culo sulla strada e le budella in mano, vivo alla giornata e sono a rischio barbonaggio, non recito una parte come vedo fanno molti altri che fanno gli alternativi. Sono proprio fuori dalla società e dalla realtà.
C'è tanta differenza tra giocare alla guerra e viverla, questa differenza non permette simpatie o atteggiamenti politicamente corretti col nemico, perché ha diritto anche lui a esprimersi e pippe simili. Il mio nemico è merda schifosa e non posso mai scordarlo, perché me lo ricordano sempre le cicatrici che porto addosso, dentro e fuori.
Essendo vecchio, cattivo e smaliziato so che certi atteggiamenti pseudo democratici, tolleranti con gli intolleranti, nascondono dietro la maschera quasi sempre una propria adesione all'intolleranza.
Se siamo tutti liberi di esprimerci, basamento fondamentale del politicamente corretto, io, essendo libero di esprimere giudizi, esprimo che mi fanno schifo certe persone.


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