domenica 13 novembre 2016

597 - POLITICA E ALCOLISMO

Un periodo eravamo solo in due senza auto in tutto il paese, io e un mio amico d'infanzia, ci ubriacavamo facendo il giro dei bar a piedi  e finivamo in piena notte a discutere animatamente per ore di politica.
Lui era di destra e votava per il Partito Liberale, io di sinistra e votavo Democrazia Proletaria.
A volte ci fermavamo vicino a  qualche casa a urlarci le nostre opinioni così aprivano la saracinesca protestando che li avevamo svegliati e che chiamavano i carabinieri.
Spesso arrivavano le luci dell'alba che eravamo ancora impegnati a discutere.
Una volta eravamo vestiti leggeri e nonostante fossimo ubriachi duri faceva freddo, c'era la fiera del paese con le giostre, così di notte impegnati nella nostra solita discussione per non andare a casa dal freddo che faceva siamo andati sotto una giostra per bambini coperta con un telone, ci siamo stesi come in letto con il telone della giostra per plaid e con le due teste fuori continuavamo a parlare di politica.
I proprietari della giostra dalla roulotte lì accanto, aprendo un poco un finestrino delle roulotte, protestarono pure loro che li avevamo svegliati e che chiamavano i carabinieri.
Continuammo a parlare urlando meno e non vennero neanche fuori a cacciarci via, né chiamarono i carabinieri, sembravano intimiditi a veder due pazzoidi del genere.
Andammo a casa anche quella volta alle prima luci dell'alba, con le nostre idee e i postumi della sbornia.
Poi io che abitavo più lontano dalla piazza cominciai ad andare in piazza con una vecchia  bicicletta da donna di mia mamma, allora da ubriachi lui si metteva seduto sul manubrio con le spalle rivolte a me che pedalavo e guidavo, era più basso di me ma più grosso, sembrava di avere un sacco da 95 kg di patate sul manubrio, girando di notte urlando di politica. In questa maniera una volta siamo andati fino alla festa dell'unità al campo sportivo e preso dalla discussione io sono sceso dalla bicicletta al volo, mentre lui ha proseguito da solo seduto sul manubrio per alcuni metri, schiantandosi contro la recinzione della festa.
Sono venuti fuori di corsa gli organizzatori della festa, dallo schianto credevano si fosse ammazzato qualcuno.
Invece avevamo solo sfasciato la recinzione, vedendo che eravamo noi due politologi notturni alcolizzati in bicicletta ci pagarono da bere.
Uscendo discutevamo ancora più animatamente;  perché io dicevo che solo la gente di sinistra ti paga da bere se sfasci la recinzione della festa, se era una festa di destra non succedeva, lui diceva di no, così proseguimmo fino al mattino seguente.

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