sabato 19 novembre 2016

599 - IL SUCCESSO ARTISTICO SUI SOCIAL

Molti vogliono essere degli artisti, hanno questo spasmodico desiderio per un bisogno disperato, essendo che tentano di nascondere a tutti, anche a loro stessi, il drammatico problema che affligge da sempre la loro vita, ovverosia l'essere degli stronzi che non si defeca nessuno.
Ma nel loro essere artisti non riescono, quando smettono la maschera della recita, a essere coerenti col personaggio che cercano di creare, ed ecco che salta fuori l'autentica stronzaggine che li pervade dalla nascita. Lo si nota con un po' di esperienza, si palesa soprattutto sui social network quando succede qualcosa che devia dal normale svolgimento delle convenzioni solite, un imprevisto, qualche cosa che va storto nei loro piani, allora esce lo schifo che contengono, lo sprizzano in ogni loro parola o gesto. Sono pieni di odio e invidia, si rinfacciano le cose fatte con falsa generosità, evidenziando la più triste meschinità dei falsi artisti, che non sono artisti dentro, con menti grandi e libere, bensì sono dei patetici recitanti di quel mondo che nel loro immaginario è artistico. Infatti li si vede attratti dalle manifestazioni più stucchevoli di questo mondo, già falso di suo, a cui agognano per avere una rispettabilità sociale.
Non riuscendoci nel mondo reale a farne parte si creano un teatrino privato, per immaginare sia quella la realtà, si chiudono in gruppi appositamente, dove si incensano a vicenda, consci che alla prova dei fatti nella vera realtà svanirebbero, restano chiusi lì, gelosissimi del loro orticello, senza mai uscire per non confrontarsi, per illudersi in questo modo di essere artisti apprezzati e di successo.
All'inizio possono avere un senso i gruppi chiusi, per confrontarsi, discutere, consigliarsi al fine di sviluppare il proprio talento, se c'è, ma poi diventano inutili nonché dannosi se si ripetono le stesse cose, si pubblicano libri che ci si compra a vicenda e non li legge nessuno oltre ai partecipanti, o a volte ci si accorge che nemmeno quelli che sono pubblicati sul libro lo hanno letto.
Sono interessati solo a recitare la parte di artista, non a tentare di esserlo veramente, c'è troppo da leggere e imparare, ci sono troppe convenzioni sociali a cui contrapporsi per essere veramente originali, per essere liberamente se stessi.
Più facile e comodo fingere di esserlo, per prendersi gli onori, evitando gli oneri.
Così bramano e sbavano per la serata poetica col sindaco fasciato e il parroco del paese in prima fila, tra applausi di circostanza e sorrisi tirati. Mentre dentro loro sognano di essere sotto contratto con qualche grosso editore, vincitori di qualche premio letterario prestigioso, per essere intervistati e poter finalmente dire il profondo discorso che si sono preparati da una vita:
"Ringrazio la mia famiglia e i miei amici, sono contento di essere arrivato primo!"
Ma basta dirlo al parroco, al sindaco e ai parenti annoiati costretti a presenziare alla serata, per percepire il profumo del successo; anche quando tutti gli altri percepiscono una puzza di merda secca.


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