martedì 1 novembre 2016

589 - LA POESIA SUI SOCIAL NETWORK

I poeti dei social network si definiscono poeti, ma magari sono solo pensionati in calore.
Magari siamo tutti dei poeti del cazzo, magari i veri poeti sono solo quelli riconosciuti e apprezzati dalla critica ufficiale e che non sanno neppure che esistiamo,...
Però dico una cosa: sinceramente trovo migliori poesie qui, in questo nuovo underground sul web, che leggendo i poeti più acclamati dalla suddetta critica. Magari sono gusti miei criticabili, ma la penso così e ne leggo poesie anche di famosi, le poche che mi piacciono degli altri le metto sulla mia pagina Poesia ribelle (mentre quelle mie le metto sulla pagina Antimerda poetica).
Tra l'altro per quanto mi riguarda scrivo poesie o qualcosa che assomiglia alla poesia dal 1978, non è che mi sia improvvisato perché mi sono iscritto a Facebook, è un'esigenza che sento dentro di me, fisiologica, scrivo per me stesso, poi se qualcuno mi legge e mi apprezza indubbiamente mi fa piacere, alcuni mi hanno chiesto se avevo dei libri miei pubblicati, non ne avevo, allora ho fatto dei libri ordinabili su richiesta, così non rompo il cazzo a nessuno e non faccio inquinamento con copie invendute, chi vuole se li prende.
Mi basta così, non sono mai andato a un premio letterario e neanche alla sagra paesana per cercare riconoscimenti, non me ne importa una sega, mi basta solo scrivere quello che mi gira nella testa, e sto meglio.
L'unica accortezza che uso è evitare di rendere pubblici i miei mal di pancia personali, quello che pubblico guardo che abbia un senso per chi lo legge, le cose che hanno un senso solo per me non le pubblico, perché credo che meriti un minimo di rispetto chi impegna una parte del suo tempo per leggermi e non voglio farglielo perdere leggendo cose che per lui sarebbero inutili.

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