giovedì 18 ottobre 2012

226 - PERIODI


Periodo tra il depresso e l'autistico.
Dura da quando sono nato, ma ci rido sopra.
Bilancio momenti di depressione con momenti di esaltazione, mi sento un dio/mi sento un cesso, con prevalenza cesso, adesso.
Mi piacerebbe provare la sensazione di essere normale.
Divertirmi a fare shopping e godermi la pizza della domenica sera, una compagna e un lavoro, la partita alla tv, parlare di calcio al bar, ridere a crepapelle con Crozza e la Littizzetto, poter dire che Belen è bella, desiderare un bel suv, sognare cerchioni in lega, dire di amare, farmi raccomandare, in un dio sperare.
Niente.
Non ci riesco.
Giuro che ci ho provato.
Non ci riesco, devo essere un esemplare difettoso, non virtuoso, a volte presuntuoso, odioso, menoso, eroso anche nel coso.
Vorrei salutarvi sorridendo, dirvi il buongiorno più gioioso, ma mi sento morire al mattino, mi sento un po' meglio di notte.
Mi chiudo, come una tartaruga spaventata rientro nella corazza, mi sento continuamente in pericolo.
Guardandomi nello specchio leggo vecchi calendari strappati dall'orologio, il tempo scorre e l'avulsità cresce.
Credo sia solo la curiosità di vedere come continua il film che fa andare avanti.
E perdonatemi se sembra che non badi a nessuno.
Mi scordo anche di me.
Mi sono perso, cerco di ritrovarmi però c'è nebbia fitta.
Ma non scordo i pochi che mi hanno sempre rispettato, che mi hanno cercato, c'è ancora qualcuno in questo deserto.
Quelli che sono esclusi da una società insopportabile sono i più sopportabili, a volte amabili, sempre rispettabili.



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