giovedì 17 marzo 2016

519 - Nick

Nick Cacace vomita birravinorossowhiskycaffecorrettograppanoccioline dalla portiera aperta della sua Alfa 156 grigia metallizzata.
Cade sulle ginocchia tra i rivoli d'acqua oleosa e rugginosa della zona industriale che confina con la periferia più dimenticata.
Ogni volta che torna dal disastro serale si reca lontano da occhi indiscreti per depressurizzare la sbornia e tornare a casa in condizioni più decenti, i vicini credono che lavori come buttafuori nei locali notturni e lui glielo vuol far credere, si vergogna di essere considerato un disoccupato, pensa che in fondo deve mentire per salvare la sua reputazione sociale, è  una persona con un diploma, un diploma di perito meccanico preso studiando con sacrifici per corrispondenza e possiede un'Alfa 156, l'auto più bella che ci sia, deve cercare di farsi rispettare.
Guarda la pozza di vomito che si amalgama con l'acqua che ristagna contro il bordo del marciapiede, prende un fazzolettino di carta dalla tasca dei jeans e si pulisce la bocca, tira un sospiro di sollievo, si sente meglio, anche per oggi il lavoro è fatto, ha preso la sua dose di stordimento che gli permette di campare.
Sente dei passi in lontananza, che si avvicinano nella sua direzione. Vorrebbe accendere una sigaretta ma il fuoco attirerebbe l'attenzione, quei passi sono veloci e sicuri, di uno che sa il fatto suo, accosta la portiera in modo che si chiuda delicatamente senza far rumore e si sposta dietro l'auto, al riparo per osservare nascosto chi sta arrivando.
Una figura scura che sta portando qualcosa.
Nonostante la sua forza fisica non gli faccia temere nulla questa volta sente una indescrivibile paura, si rende conto ora che è finito nel quartiere in cui si dice che spariscono le persone e sono stati trovati resti umani, probabili leggende metropolitane su bande di criminali che circolano nella periferia abbandonata dagli operai delle fabbriche chiuse dalla crisi. Una zona in cui tutti evitano di passarci, tranne qualche disperato o drogato.
La sua mente ricomincia a parlargli: -Bestione testa da cazzo mezzo scemo, che ci sei venuto a fare qui? Ubriacone fallito merdoso!
Non era gentile la sua mente, ce l'aveva con lui, lo sfotteva sempre, lui le rispondeva a parole, ma questa volta non poteva rispondere, avrebbe attirato l'attenzione dell'inquietante personaggio in arrivo, la mente riprese a parlargli: - Che fai lì nascosto come un cagasotto? Hai paura, merda umana faccia da culo, con quel fisico che hai ti caghi addosso per uno che cammina sul marciapiede, tirati su, se ti vede e solo dice qualcosa lo gonfi di botte, dai vigliaccone coniglione scorreggioso, tirati su, che uomo di cacca sei se ti comporti come una merda di coniglio?
Nick si solleva, alza la testa oltre la sagoma della macchina, vede meglio il tipo che sta arrivando, è di altezza media, con un fisico massiccio, ha degli stivali neri, è vestito completamente di nero con delle macchie rosse, rosso sangue.
Nick si sente gelare il sangue e al contempo sente altri passi, dalla direzione opposta, si volta velocemente.
Un altro uomo alto, magro, sta arrivando, con passo veloce.


- Continua -

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