venerdì 24 luglio 2015

461 - Vianello e Tiozza

Avevo trovato morto Vianello, il mio pesce rosso preferito.
La sera avevo guardato ed era bello svelto, alla mattina invece ho trovato un defunto.
Probabilmente la causa è che gli avevo dato del mangime con dei grumi, non è stato mangiato tutto, i grumi sono scesi sul fondo e col caldo hanno fatto un inquinamento superiore alla norma che gli è stato fatale. L'acqua inquinata è nella maggioranza dei casi la causa di morte dei pesci allevati, quando si vede che mangiano poco e stanno sempre in superficie a boccheggiare, o peggio hanno delle chiazze rosso sangue sulla fronte, bisogna immediatamente metterli in acqua pulita, per salvarli; ma con lui mi sono fregato perché è successo durante le notte.
Mi dispiaceva perché mi salutava al mattino agitandosi nella vaschetta che voleva mangiare, se sistemavo la vaschetta si lasciava accarezzare, si accorgeva di me anche se passavo in lontananza.
C'era un altro pesce che era da 5 anni con lui, si chiamava Tiozza, era femmina, sua moglie.
Dopo la morte del marito Vianello stava senza mangiare, ferma in un angolo, appariva triste; invece quando c'era il marito lo seguiva sempre, mangiava, stava bene.
Allora ho pensato che stesse meglio in compagnia e sono andato a comprarne un paio di pesci piccoli. Li ho messi con lei ma non è cambiato il suo atteggiamento, mangiava ancora poco, e a distanza di dieci giorni da Vianello ho trovato morta anche sua moglie Tiozza, deve essere stato il dispiacere.
Io non sopportavo tenere dei pesci rossi, me li hanno regalati e volevo buttarli nel canale, ma mi hanno detto che muoiono subito essendo pesci d'allevamento, allora ho chiesto se qualcuno li voleva, li regalavo, ma nessuno li ha voluti, per cui mi è toccato tenerli.
Qualsiasi animale in cattività mi fa tristezza, pure un pesce.
Vedo tanti animalisti e vegetariani che invece se ne fregano invece dei pesci, magari si mangiano pure l'aragosta che viene bollita viva tra atroci sofferenze.
Andavo a pescare da ragazzino, ma poi già a infilare il verme mi pareva una crudeltà, pensavo che tu sei lì e ti fai tranquillo la tua vita da verme, arriva un gigante, ti prende e ti infila un gancio che trapassa il corpo, poi ti butta in acqua mentre ti agiti dal dolore.
Arriva il pesce che anche lui è lì che si fa i suoi interessi senza infastidire nessuno, ha fame, si mangia il verme che finisce di soffrire ma cominciano i guai per il pesce, si ritrova con la bocca trapassata da un gancio d'acciaio, viene sollevato in un ambiente estraneo e gettato nel contenitore dei pesci pescati ad agonizzare.
Ho smesso di pescare.
Magari a sfondare di pugni e calci uno che mi dà fastidio ci metto un attimo, ad aprirlo con una coltellata se mi minaccia ci metto un centesimo di secondo, ma mi dispiace infilzare un verme. Sapete il perché?
Perché il verme non mi ha rotto il cazzo.
Se uno non mi dà fastidio non gli farei mai del male, anche se è uno scarabeo stercorario, un verme o un religioso, basta solo che non mi diano fastidio.

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