venerdì 26 dicembre 2014

406 - VAGARE

Guardo i volti passanti
offerti sofferti
tra ciottoli antichi
sotto i piedi
tra alberi tollerati
sopra la testa
il sole sbatte sulle facce
e ci attraversa
mentre io attraverso persone,
entro ed esco da un bar
lasciando due tracce di saliva
e un sorriso di circostanza
tra i seni della barista
che mi sfuggono
cercando di fermare il tempo
compro un quotidiano
e due monete di resto
mi faranno compagnia,
mentre siedo sulla panchina
mi chiedo se esisto
leggo il giornale
lasciandolo con le mani
guardandolo sparpagliarsi
nel vento nel viale
tra ciottoli e alberi.

Mi alzo e ritorno
vagante
tra le parole disperse
e i volti offerti
calpesto i discorsi già scritti,
poi prendo le monete in tasca
me le getto alle spalle,
tentando di perdere le zavorre,
tentando di arrampicarmi sugli alberi,
penso:
ho visto troppo
per essere felice,
ho vissuto troppo poco
per poter morire
in ogni momento passato.

Intanto tra le gambe
rimembro la perfezione
dei seni della barista,
e sto meglio.








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