lunedì 31 dicembre 2012

247 - Dolci ricordi scolastici

"Danzo come una farfalla, pungo come un ape", Muhammed Ali diceva e me lo ripeto mentre sto per affrontare lo scontro, apro la porta della palestra con un calcio, lui e lì con la solita arroganza e il pallone da basket in mano, lui circa 2 metri x 100 kg, io 181 cm x 72 kg, peso supermassimo con peso medio, incontro non regolamentare per qualsiasi federazione, ma qui non ci sono regole, c'è da sistemare un conto, mi ha offeso con arie da prepotente mentre ci stavamo cambiando e se ne è andato ad allenarsi, ho paura ma i nervi mi spingono oltre, senza dire niente vado verso di lui, mi vede e butta a terra il pallone, viene verso di me, lo anticipo, gli sono addosso afferrandolo con entrambe le mani al collo e stringo, cerca di colpirmi ma stacco velocemente la sinistra parandolo col gomito sinistro, con un pestone di lato alla sua gamba destra gliela piego, cade sulle ginocchia, mi metto al suo fianco stringendogli il collo col mio avambraccio destro e lo sento scricchiolare, mi colpisce con un pugno allo stomaco, fatico a reggere il colpo, passo dietro di lui senza perdere la presa, il mio polso preme la sua gola, il suo viso è di un colore strano e mi graffia con le mani all'indietro, poi inizia ad agitarle a caso in avanti che sembra stia nuotando, rantola, mi sono tutti addosso per dividerci, una ventina di persone strattonandoci ci riescono.
Risultato: io espulso da scuola per aggressione.
Però mi hanno raccontato che è diventato il più buono di tutti e quando ha finito gli studi  si è fatto prete.
Poi proprio i preti dicono che la violenza è inutile.


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