domenica 1 gennaio 2017

608 - IL NUOVO ANNO

La verità è che il capodanno me lo appendo al cazzo, insieme agli auguri, al Santo Natale, alla Santa Pasqua, al Ferragosto, ai premi, alle promozioni, ai riconoscimenti, alle lauree, ai master, ai libri letti, ai soldi in banca, ai progetti per il futuro, ai bilanci del passato.
Formano un insieme col quale potete giocarci unendo i puntini e apparirà una scritta:
NON ROMPETEMI IL CAZZO, PER FAVORE!
E non ditemi che sono un bifolco, vi ho chiesto per favore.
Il fatto è che non me ne frega niente, dell'amore, dei soldi, dell'anno nuovo e di quello vecchio.
So pure benissimo che nessuno ci crederà, perché ognuno si fa un'idea di quello che lui immagina tu sia, e pretende tu sia coerente con quella sua immagine.
Non me ne importa niente di tutto e di tutti  perché in realtà sono un giocatore accanito di roulette, ho formato una totale dipendenza.
Parlo ovviamente della roulette russa.
Ogni attimo contiene la morte e la vita, è un punto di domanda che mi si disvela.
Perciò quando vi rispondo vi risponde il mio risponditore automatico, lo uso per i rapporti interpersonali; se uno è gentile anche lui fa il gentile, risponde a tono, per esempio se mi mettono un cuoricino lui mette un cuoricino, se invece mi danno uno schiaffo lui restituisce un calcio di punta in zona perineale.
Mi sento estraneo, mi fa schifo veramente tutto del mondo che mi circonda, tranne: le donne con i capelli rossi naturali, camminare tra gli alberi o in riva al mare, i dischi in vinile dei migliori musicisti sconosciuti, la spontaneità degli animali.
Camminiamo tutti in precario equilibrio su una corda, sospesi sullo spazio infinito, senza nessuna rete di protezione sotto.
Il resto sono sostanze stupefacenti per dimenticare questa condizione umana, attuale.
Ah, stavo per dimenticarmene: BUON 2017, so che ci tenete.
Vi darei anche un bacio in bocca se vi aggrada, o vi infilerei l'organo genitale in qualche vostro orifizio a vostro piacimento se vi aggrada, o farei qualsiasi cosa possa farvi star meglio, perché vedo che dietro tutte le vostre maschere siete quasi tutti dei poveri disperati quanto me, in fondo l'unica differenza è che usiamo stupefacenti diversi.
Dai coraggio, un fatto bello sicuramente accadrà: per tre anni non sentiremo più dire la scemenza "anno bisesto, anno funesto".
Ciao.





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