giovedì 19 maggio 2016

550 - I POVERI CANI

Se i poveri fossero cani,
neri o bianchi, di qualsiasi razza
non sarebbero così
abbandonati, appesi al destino
e a qualche casuale atto di generosità.

Alla fine rimangono sempre fuori
dal recinto della sopravvivenza
in una roulette russa giornaliera
tra la vita e la morte
per qualcosa da mangiare
che c'è dietro al muro
a cui si appoggiano
quando gira la testa dalla fame,
qualcuno magari poi lo butterà nei rifiuti
dove è finito da tempo
un minimo comune garantito
di dignità umana.

A te che stai pensando di cambiare nuovamente auto
te ne frega un cazzo, lo so, dei poveri
pensi a te non toccherà mai
perchè baci i culi vincenti
e comunque sono loro che vogliono vivere così
non si danno da fare, colpa loro,
potrebbero fare come in tv
creare un'impresa
o viaggiare il mondo in cerca di nuove occasioni
o volare su un altro pianeta
o su un'altra galassia;
se la pensi così
e non ti rendi conto di quanto sei coglione
sei proprio irrecuperabile
e sappi che sei solo una merda umana
fortunata.

Intanto i poveri
marciano
macerano
marciscono
muoiono
rinascono
ancor più poveri
e germogliano,
così ci saranno
fiori bellissimi
nascosti
tra le loro parole
fuggite dai denti marci
e solo chi riuscirà a vederli
li potrà portare
nei suoi pensieri, per farli migliori
essendo più umani.

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