sabato 27 febbraio 2016

511 - Serate divertenti

Non me ne frega fondamentalmente un cazzo dei sabato sera dai tempi in cui è finita l'adolescenza, però capisco certe persone che lavorano duramente tutta la settimana, alzandosi presto al mattino, possa essere la sera del sabato l'unica occasione per svagarsi un po', oppure a volte ci sono appuntamenti o serate interessanti proprio al sabato per cui si fanno dei progetti, ma capita che vadano in fumo e si rientri delusi, in queste occasioni mi sovviene in mente lo Sfregiato.
Allo Sfregiato avevano arato la faccia con una bottiglia rotta in una rissa da ragazzino, era già bruttissimo di suo, in aggiunta con questo solco profondo tra la bocca e l'occhio non aveva un gran successo con le ragazze, era sempre solo.
Al sabato sera usciva con lo Strafatto, un tossico impasticcato ed eroinomane.
Lo Strafatto era senza patente e auto per cui gli faceva comodo un autista automunito, lo Sfregiato invece non si drogava ma in questa maniera stava in compagnia.
Finivano le serate in un'osteria del porto dove andavo anch'io a volte con altri amici, facevano da mangiare benissimo e pagavi poco, il proprietario era un brav'uomo, grande, grosso, barbuto e comunista, assomigliava un po' a un Guccini con gli occhi arrossati dalle canne.
Era un'osteria ricavata da una casa vecchia, con corridoi stretti in cui c'erano i tavoli con di fronte il muro; erano stati appesi alle pareti antichissimi cimeli marinai dei velieri (lampade, gomene, timoni, rampini, reti) ma in mezzo c'erano foto di comunisti (Lenin, Che Guevara , Fidel Castro) e musicisti (Rolling Stones, Doors, Bob Marley, Clash), in una miscellanea strana, tra antico e moderno.
Sul tardi Strafatto essendo a quell'ora per l'appunto strafatto crollava in stato comatoso con la faccia sul tavolo e lo Sfregiato in silenzio guardava fisso il muro davanti al tavolo, si passavano in questa maniera il resto della serata.
Una delle ultime volte che li ho visti lo Strafatto crollando sul tavolo aveva piantato la faccia nel piatto di zuppa di pesce, uscivano le bolle, stava annegandosi nel piatto fondo, lo Sfregiato in silenzio lo ha sollevato prendendolo per i capelli e ha spostato il piatto, poi ha rilasciato la testa sul tavolo, senza scambiarsi una parola, hanno continuato così, uno in stato comatoso e l'altro a fissare il muro di fronte.
Successivamente un giorno siamo andati per andare nell'osteria ma c'era tutto chiuso.
Abbiamo chiesto spiegazioni a uno che abitava accanto e stava rincasando, ci disse che il proprietario barbuto aveva dei debiti, non andava più d'accordo con la moglie, così si è rotto il cazzo e all'improvviso un giorno ha mandato tutto affanculo, ha preso tutti i soldi che aveva ancora in banca ed è fuggito su un'isola in Polinesia, con una cameriera che lavorava lì.
Non lo vedemmo più.
Non vedemmo più neanche lo Sfregiato e lo Strafatto, magari sono ancora uno in coma con la faccia sul tavolo e l'altro che guarda il muro, chiusi là dentro.

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