domenica 17 giugno 2012

176 - codice morse



Grazie, prego, come stai, bene, non c'è male, buongiorno, arrivederci,...
Parole, vuote, abitudinarie, codici comportamentali, non so chi sei dietro questi codici senza significato che mi sbatti in faccia come una seppia che getta la nuvola nera per nascondersi dall'aggressore, ci sentiamo aggrediti, ci siamo programmati il cervello per nasconderci e parlarci senza dire niente.
Mi dici non c'è male e vorresti spararti in bocca,
ti dico come sei elegante e vorrei leccarti la topa,
mi dici ho bisogno di rilassarmi e vorresti succhiarmelo,
ma che cazzo parliamo a vuoto,
ci autocondanniamo in una vita insulsa.
Le parole falle uscire dai genitali, dalle viscere, dal buco del culo.
La sanno più lunga che il tuo programmato cervello.
La corrente elettrica esce dall'istinto, l'interruttore delle convenzioni la spegne e brancoli nel buio, anche brancolare è un verbo del cazzo, nessuno brancola, che minchia dico, sono fottuto, siamo fottuti, meglio intingere il pene nel calamaio e lasciare che scriva lui per noi o comunicare a scorregge col codice morse.

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