venerdì 30 settembre 2016

582 - BOTTIGLIE SVUOTATE

A volte mi viene una strana voglia.
Una voglia di ascoltare un pezzo musicale trucido fracassone, che mi riporti indietro nel tempo...sui bordi degli autoscontri, tra i fumi di libanese al rosmarino, i giubbotti di jeans invernali col pelo bianco sul colletto, con le spillette e le toppe degli Iron Maiden o la lingua degli Stones, i tirapugni e i coltelli a scatto sempre a portata di mano per difendersi dalle proprie paure, le cassette registrate da scambiarsi, poi la tipa che ti piace la vedi passare...ha guardato te..no ha guardato me...ma vada a cagare che se la tira troppo...intanto un cane pastore tedesco randagio si è affezionato e ti segue ovunque, anche se il panino che avevi diviso con lui l'hai finito e ti è rimasta solo la bottiglia di Adelscott da finire di scolare seduto su uno scalino, guardi le giostre accarezzando un cane sconosciuto che ti vuole bene, vedi da lontano la compagnia...ma non vedi che stiamo volando via tutti, ognuno a suo modo e nei corpi fermi in paese ancorati ai doveri della vita rimangono solo i ricordi... nessuno se ne è accorto, tranne il cane randagio, all'improvviso capisce che qualcosa è finito e si allontana sparendo nel nulla, da cui era apparso.
Resti solo nella notte, con la bottiglia di birra vuota in mano.
Davanti hai la scena della compagnia che si sfalda, ognuno torna a casa, dentro la sua vita.
Quel noi che svanisce in tanti io.
Ma cercheremo tutti di rivivere ogni momento di quel periodo, per il resto della vita.


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