domenica 10 gennaio 2016

società

 La libertà di scelta consiste in modelli di consumatore tra cui puoi scegliere la maschera da indossare. Oppure uno può seguire i suoi gusti, ma il problema è che non ha gusti propri, sono indotti dalle influenze mediatiche assunte fin dalla nascita, però almeno si cerca ciò che piace veramente e non di farsi piacere quello che piace agli altri.



su certe cose sono d'accordo con quanto afferma, ma su altre mi pare alquanto confusa anche lei dai luoghi comuni mediatici, la fregatura è ragionare per gruppi contrapposti, gli uomini, le donne, gli occidentali, ecc E anche certe mitologie di una certa sinistra loffia tipo le donne velate che però sono libere perché possono studiare e laurearsi, libere anche di essere prese a pietrate se amano qualcuno non consentito dalle tradizioni o solo se girano senza velo, però intellettualmente è cool affermare che hanno anche loro delle libertà, oppure il presidente americano che se è donna cambia la percezione nel mondo verso le donne, e se non cambia come con Obama verso  gli afroamericani ma anzi peggiora è per reazione. Affermano una cosa e danno per certo che sia la verità, se la realtà dimostra che non cambia niente o peggiora allora è per reazione, ridicolo, alla stragrande maggioranza gliene frega meno di niente del presidente, sono influenzati dal capitalismo senza regole Da come la vedo io il consumismo acefalo indotto da questo tipo di capitalismo speculatore ci fa diventare tutti oggetti e non persone, pieni di odi e di rancori verso gli altri che coviamo e alla minima occasione si palesano. Ci hanno messo in competizione tra sfruttati e gli altri sono avversari, per cui ogni categorizzazione è una valvola di sfogo per l'odio covato. Le donne, gli immigrati, e per gli immigrati lo siamo noi occidentali. Sono i raggruppamenti e le contrapposizioni che ci fregano, io non mi sento né uomo né occidentale, e non vado d'accordo con la maggioranza degli altri esseri umani, però almeno cerco di non dividerli in categorie basate su pelle o sesso o altro e quando vedo discriminazioni verso qualcuno, chiunque sia, cerco nel mio piccolo di difenderlo.

Da come la vedo io il consumismo acefalo indotto da questo tipo di capitalismo speculatore ci fa diventare tutti oggetti e non persone, pieni di odi e di rancori verso gli altri che coviamo e alla minima occasione si palesano. Ci hanno messo in competizione tra sfruttati e gli altri non sono più esseri umani ma avversari, per cui ogni categorizzazione è una valvola di sfogo per l'odio covato.
Le donne, gli immigrati, ecc e per gli immigrati lo siamo noi occidentali.
Sono i raggruppamenti e le contrapposizioni che ci fregano.
Io non mi sento né uomo né occidentale, sono un essere umano e generalmente non vado d'accordo con la maggioranza degli altri esseri umani. Però almeno cerco di non dividerli in categoria basate su pelle o sesso o altro e quando vedo discriminazioni verso qualcuno, chiunque sia, cerco nel mio piccolo di difenderlo.

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