giovedì 25 giugno 2015

455 - LA STORIA DI PENTOLONE

Pentolone, un tipo grande e obeso, col viso sempre rosso e un piumino blu scolorito nonché sformato che toglieva solo in piena estate, rideva e cantava sempre, sembrava fosse ubriaco invece era così di natura.
Lo chiamavano Pentolone perché mangiava in fretta, si riempiva e svuotava velocemente come una pentola, aspirava in un attimo il cibo e girava voce che poi defecava quello che aveva mangiato quasi come era, che si vedeva ancora la forma.
Raccontavano che una volta, anni 80, era andato con amici in una elegante discoteca della zona frequentata da fighetti, mentre era lì gli venne da defecare ma in bagno si accorse che le toilette erano occupate, c'erano solo gli orinatoi a muro liberi, gli scappava, così si tirò giù i calzoni e defecò in un orinatoio, si pulì con le salviette di carta e se ne uscì, subito dopo entrò un tipo curato e vestito di nero dark new wave, pallido, magro, col ciuffo, si avvicinò all'orinatoio senza farci caso, quando all'improvviso vide la massa di spaghetti e merda cagati dentro l'orinatoio indietreggiò inorridito...e svenne, cadendo di schiena sul pavimento del cesso, dovettero venire i buttafuori e portarlo fuori a riprendersi dallo shock.
Ivan, un criminale della malavita locale sempre vestito elegante e di marca. cocainomane, fanatico di palestra e cattivo come una merda, sapendo che Pentolone viveva con gli anziani genitori che avevano da parte un certo gruzzoletto, dopo una vita di lavoro, riuscì a convincerlo a fare una società con lui, così con la società a Pentolone intestava le cambiali e Ivan si intestava gli assegni, Pentolone doveva scaricare i camion e l'altro stava in ufficio a fare un cazzo o trombarsi qualche malcapitata segretaria.
Ogni tanto Pentolone si lamentava per questo, allora Ivan gli dava una ripassata di botte, aiutandosi anche con una spranga di ferro, a volte lo fece finire in ospedale, una volta pisciava sangue dai calci che si era preso nella schiena.
Diceva al pronto soccorso che era caduto dal camion o che si era fatto male lavorando, altrimenti ne prendeva ancora di più o finiva seppellito.
Poi la società cominciò ad andare male, Ivan si tolse imboscandosi i soldi e lasciò fallire Pentolone; come liquidazione per le sue lamentele gli diede una scarica di botte megagalattica, lo ritrovarono alla sera incapace di muoversi e col viso fracassato i suoi anziani genitori, che vennero a cercarlo preoccupati perché non era tornato a cena. Non volle denunciarlo per paura che finisse peggio.
Pentolone fallì con la società.
Ivan a forza di farsi cominciò a delirare, vedeva poliziotti dappertutto, aveva paranoie che lo volessero uccidere, lo ricoverarono, finì in una comunità mezzo rincoglionito.
Pentolone finì in miseria, viveva mantenuto dalla pensione dei genitori, ma incontrò una biondina timida e a lei Pentolone piaceva, diceva che non le importava se fosse brutto, ma lo apprezzava perché era buono e simpatico, si fidanzarono, lei era piena di soldi e lui trovò lavoro nella ditta di suo suocero, fecero famiglia, ebbero dei figli.
Ora Pentolone sta bene, e dicono che mangia più lentamente, così non defeca più le sue orripilanti merde scioccanti.




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