sabato 3 marzo 2012

146 - Quattro amici




Ultimi sedili in corriera
motorini birre liquori
sigarette sofferte
sempre fuori dal bar
sempre sulla panchina
più distante dagli altri
notti insonni
in compagnia
tranquillanti ed eroina
per sopravvivere
acqua, cucchiaino e accendino
nel sangue
polvere di marmo
con acqua di pozzanghere
e stagnola ad asciugare
da liquidi vaginali
e gli anni passavano
durando poco e
sfregiando i volti
gonfiando i fegati
ingiallendo gli occhi
con discorsi rochi
occhi a capoccia di spillo
occhi bagnati guardavano
verso gli ultimi fuochi
di un futuro che non c'è mai stato
per chi si siede sulla panchina
più distante dagli altri
e anni dopo nessuno si ricorda
l'esistenza di chi c'era seduto
ma la panchina l'ho vista
c'è ancora
e ancora ci si siede qualcuno
con dentro l'inverno
ci passo davanti
e ricordo i morti passati
invano
il viaggio all'inferno è
sempre breve
sempre attraente
sempre insensato
e ingiallisce gli occhi
che diventano foglie secche
e svolazzano nel vento
cadono a terra
ci cammino sopra
e sento scrocchiare
il peso della vita.

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