sabato 7 novembre 2015

495 - COMUNQUE

Che fare?

Obbedire, non pensare
e lavorare?

Oppure
disoccupare
le case dagli incubi.

Pensare, creare.

Ricreandosi,
perdendosi,
ritrovandosi.

O così così.

Un po' qua e un po' la.

Contestando
il proprio capitale
per non stare bene
per non stare male
ma per stare con gli altri.

Mi dico:
"Amico mio, annota:
se vuoi essere te stesso
non nasconderti
né dietro qualcuno
né dietro qualcosa."

Solo col vento in faccia
e le mani in tasca
sbatterò fra i giorni
battendomi con la vita mia,
come la chiglia frangente onde
schivante scogli
poi arenata,
poi disincagliata,
poi fracassata.

Essendo me comunque
e non merda, una qualunque.







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