martedì 25 giugno 2013

276 - il rappresentante



Apre la porta, è un rappresentante di aspirapolvere che aveva suonato.
"Non mi serve niente!" 
"Ma signora non sa ancora cosa volevo dirle."
"Ha una targhetta sulla giacca con scritto Apirapolveretop e quindi non mi serve niente."
"Ma questa targhetta è solo per non dare nell'occhio se entro nei condomini, in realtà sono un rapinatore e il bozzo che vede dalla tasca della giacca è una pistola che le buca la topa se non mi fa entrare."
Lei atterrita indietreggia, lui con decisione entra spingendola e chiudendo la porta. 
"Non ho soldi, non mi faccia del male."
"E chi vuole i soldi, io voglio corpi."
Lei impietrita lo osserva: calvo, alto, magro, completo di cotone beige con camicia azzurra e cravatta blu, occhi inquietanti, completamente neri.
"Non aver paura, ti farò star meglio e non ricorderai niente di questo incontro." Estrae una strana pistola nera con delle luci rosse intermittenti e gliela punta alla fronte, uno strano rumore e poi il silenzio. 
Lui esce dall'appartamento con la sua valigetta, mentre scende le scale pensa a quel corpo in cui aveva inoculato il ricettore, era bello, avrebbe potuto farci un giretto se non fosse serio sul lavoro, comunque era l'ultima, con lei aveva finito tutto il condominio, tutte le inquiline avevano il ricettore, i loro corpi erano a disposizione per percepire gli ordini impartiti dal telecomando, quest'anno con tutti quei nuovi corpi a disposizione, nonostante gli scandali, il sindaco sarebbe stato rieletto.

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