Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

sabato 13 agosto 2016

569 - Charles Bronson

Una volta nei primi anni 80 ho incontrato casualmente un tossico in pelata più vecchio di me, mi attaccò discorso raccontandomi che spesso quando lo fermavano i poliziotti gli fregavano i soldi, approfittando del fatto che fosse pieno di precedenti penali e la sua parola valesse niente contro la loro, era andato per comprarsi un vestito per il matrimonio del fratello ma lo hanno fermato e si sono tenuti i soldi del vestito, lui si è dovuto adattare un vestito vecchio per l'occasione.
Era molto tradizionalista, con i classici discorsi della campagna veneta più ancorata alle tradizioni. Mi raccontava dei suoi fratelli e mi restò impresso che mi raccontò di uno di loro con orgoglio, era il playboy della famiglia, diceva fosse il sosia dell'attore Charles Bronson, faceva l'operaio, nel tempo libero girava in vestito e cravatta col baffo su una vecchia Fiat 850 coupé nera con i cerchioni in lega, andava messo così la domenica pomeriggio nei piccoli paesini della campagna veneta, dove si fermava davanti al bar e arrivavano subito le ragazze a chiedergli gli autografi, credendo fosse veramente l'attore e andava a finire che trombava come un riccio con le fan.
Per immaginarsi Charles Bronson, allora famoso attore americano, girare con una vecchia 850 la domenica nella più desolata campagna veneta e poi magari rispondere alle fan in dialetto veneto ce ne vuole, devono essere state ben predisposte o annoiate, con la voglia di colorarsi la vita facendo sesso con il sosia di Charles Bronson.
Magari adesso saranno diventate nonne le amanti del falso Charles Bronson e faranno la morale alle nipoti quando vogliono uscire la sera, lamentandosi del degrado attuale e dicendo che al loro tempi le ragazze erano più serie, pensavano a sposarsi e uscivano solo la domenica pomeriggio.




domenica 31 luglio 2016

568 - TRITURATI

Parole
inviate
finite
nelle menti
foglie morte nel trituratore.

Gabbiani vivi tra i rifiuti.

Gabbiani morti nei rifiuti.

Intanto splende il sole estivo
sulle lamiere vacanziere arroventate.

Intanto splendono le scorie tossiche
nelle sane merende dei bambini.

Però usiamo carta igienica
sterilizzata e profumata.

Però votiamo i burattini
con i loro burattinai.

Infiniti indefiniti dubbi
malesseri esistenziali
delebili
consegnandosi ai consumi,
obliandosi.

567 - BRUCHI E FARFALLE

Siamo tutti bruchi, siamo tutti farfalle.
Siamo universi infiniti.

I nostri limiti li creiamo noi
imitando gli altri
rinunciando a noi stessi.

Troviamoci nell'infinitamente.
Scopriamoci nell'immensamente.

mercoledì 20 luglio 2016

566 - PERSI

A me piace la poesia delle menti perse nelle strade dimenticate.
Visioni inattese e paesaggi polverosi.
Senza nessuna patina di rispettabilità.

M'immagino Mario Santiago Papasquiaro
mentre camminava di notte,
vagando
ubriaco di alcol e poesia per le strade di Città del Messico
bestemmiando ogni dio e ogni istituzione,
per trovare le parole giuste
per colpire le brutture del mondo,
per non pubblicarle le poesie
per perdere e ritrovare idee e parole
perdendo e ritrovando se stesso.

O penso tutti gli altri poeti
persi
aggrappati alle loro parole
su fogli precari
svolazzanti cangianti evanescenti
nel tempo
con le parole naufragate
tra i sogni e le disperazioni.

Io amo tutto questo,
amo i perdenti e i dimenticati,
i disperati e i disadattati,
amo chi si perde per trovarsi
e odio
chi fa star male questa splendida gente,
iniziando dai poeti da esposizione
col manico della scopa in culo
e parole desuete in bocca
inutili, tronfi
orripilanti
fanno scappare
chi cerca una qualche forma di poesia
e la poesia autentica, di cui dicevo.

sabato 16 luglio 2016

565 - SMARRITI

Moriamo ogni anno
nei tempi persi
negli amplessi estivi.

Rinasciamo ogni anno
ritrovandoci spermatozoi
germogli di tempo.

La strada alberata
percorsa in bicicletta, di notte, d'estate
tra la solitudine e la luna piena
mi conduce dai fantasmi
passati, andati
presenti in me.

Nascosti negli angoli della vita.
trovo occhi
porte di precipizi
che mi fanno cadere lontano
da me e da questo
dentro il fascino dell'ignoto.

Rilascio germogli di sperma
nella tua vagina
e ci allontaniamo
quando pensiamo di conoscerci.

Un giorno
se perderemo noi stessi
ci ritroveremo
cogliendoci dai nostri nulla.


mercoledì 13 luglio 2016

564 - UN OGGI

Oggi ho fatto circa 40 km in bici tra la campagna, mi sono fermato a fare delle foto e passando sotto una sbarra mi sono accorto c'era un ragno enorme, per evitarlo mi sono spostato svelto, fracassandomi la spalla sinistra contro il supporto della sbarra.
Sono finito in un paesino minuscolo in cui comincia a dividersi il fiume, i due argini si uniscono, le case sotto gli argini sembrano in montagna, ci sono trenta case, un bar e due chiese con il vicolo principale ciottolato alto sull'argine, oltre il tetto delle case più in basso.
Tornando stavo mettendomi una mano in tasca e ho sentito una fitta tipo scossa elettrica alla mano, mi ha punto qualcosa, credo una qualche vespa, ho morso il punto dolente e pedalando controvento sono arrivato a casa, ho guardato e non avevo più niente, devo avere una saliva che disinfetta qualsiasi cosa,
Poi mi sono preparato un mix di verdure da mangiare come insalata, le carote prese pochi giorni fa erano già ammuffite e le ho buttate, ho mangiato un cetriolo, mangiandolo mi sono accorto che c'era la galleria di un verme dentro ma lui non c'era, presumo di averlo ingoiato.
Mi sono butttato sul divano a leggere il giornale ma il vento faceva sbattere tutto in casa, ho dovuto chiudere le finestre.
Mi sono addormentato.
Quando mi sono svegliato sono uscito e mi sono accorto che era caduta qualche goccia di pioggia.
In cielo c'erano due arcobaleni.
Rintrato in casa ho acceso il pc ma per mezz'ora abbondante è andato avanti con gi aggiornamenti che doveva installare, non si accendeva.
Quando ho visto aveva terminato d'aggiornarsi mi sono seduto, ho risposto ai messagi ricevuti e ho scritto questo.
Ma ora che ho finito mi chiedo cosa possa fregargliene alla gente quanto ho scritto.

sabato 9 luglio 2016

563 - PRIMA GLI ITALIANI (racconto breve)

Gridò: - Prima gli italiani veri, e noi lo siamo, siamo autentici italiani di nascita, regolarmente iscritti all'associazione "Noi italiani siamo i migliori", stiamo tornando in patria dalla gita annuale!
Intervenne il suo vicino di posto, dicendo: - Giusto, ha ragione, prima gli italiani, anche perché siamo a bordo di un aereo italiano, quindi in questo caso di avaria i paracadute se non ci sono per tutti i passeggeri vanno dati prima a chi appartiene alla nazione italiana, ne abbiamo più diritto, perché paghiamo le tasse perciò sono nostri, lo so bene io che sono un avvocato e se lo dico io dovete crederci!
Un passeggero obiettò: - Ma voi siete anziani, alcuni con 80 o più anni, potete con i pochi paracadute disponibili  fare salvare i bambini e le loro madri che ci sono a bordo.
Nessuno rispose, ma si alzarono tutti gli anziani italiani dell'associazione e strapparono di mano i paracadute alle hostess.
Si buttarono in gran fretta dal portellone.
Il comandante disse all'equipaggio e ai passeggeri rimasti: - Bene, il piano ha funzionato, potete smettere di fingere d'essere stranieri, ora riaccendo i motori che avevo spento.
Riaccese i motori e riprese quota.
Poco dopo dagli altoparlanti si sentì: - È il comandante che vi parla, ho controllato: i fanatici italiani rompicoglioni di cui ci siamo liberati sono finiti come previsto nella zona infestata dagli squali.
Le hostess distribuirono il miglior vino che avevano a bordo, per festeggiare.




mercoledì 6 luglio 2016

562 - LE STORIE D'AMORE

Le storie d'amore che durano spesso sono basate sull'ubriacatura per l'altro che fa distrarre dai suoi difetti, frequentandolo il partner diventa un'abitudine.
Come quando vai a cagare col giornale, caghi e leggi, distratto non noti la puzza, permani e ti ci abitui; ma se succede un cambiamento di prospettiva, a esempio esci e poi rientri nel cesso, ecco che te ne accorgi subito della puzza di merda, l'abitudine e la distrazione non fanno notare i difetti perciò ti pare piacevole pure una merda.
Poi magari qualcosa cambia e quando ce se ne accorge chi si amava ci farà schifo, oltre i suoi demeriti, perché ci avrà deluso. Prima c'era solo lui per noi al mondo, dopo sembra il peggior mostro schifoso che sia mai esistito.
Ma in realtà siamo stati noi che lo vedevamo come non era, ci siamo illusi ubriachi d'amore, creandoci l'inevitabile conseguente delusione.
Inoltre tutto ciò non sarà servito a niente, perché saremo sempre pronti a ripetere l'errore, finché, senza nessuna autocritica per il nostro comportamento, addosseremo tutte le colpe all'altro.


lunedì 4 luglio 2016

561 - AMERICAN DREAM


Da bambini
guardavamo alla tv i film western con John Wayne
ma una sera
lui si fermò, scese da cavallo
si calò i pantaloni
e ci cagò nel cervello.

Da ragazzi
guardavamo i telefilm con Fonzie
ma una sera
lui si fermò, scese dalla motocicletta
si calò i pantaloni
e ci cagò nel cervello, lui
e pure tutta la famiglia Cunningham.

Era merda americana originale.

Ancora ne abbiamo
possiamo accorgercene
quando desideriamo comprarci una Harley,
quando guardiamo film che contestano il sistema prodotti a Hollywood,
quando esultiamo se viene eletto un democratico presidente degli Stati Uniti
o quando crediamo che
comunque
i buoni siano sempre gli americani.

www.sallyedelsteincollage.com/

venerdì 1 luglio 2016

560 - ANIMALI E UMANI

Gli animali fanno capire che quelli sbagliati siamo noi con le nostre menate, loro vivono, noi umani pensiamo al vivere.


lunedì 27 giugno 2016

559 - Un sogno di vecchi vestiti


Ricordo impermeabili chiari
verso la fine degli anni 70
giravano le strade
con i libri racchiusi con una cinghia sotto un braccio
jeans e stivali portavano tutto in giro
in equilibri precari tra i sampietrini.

Mi facevano pensare gli impermeabili
presagivano brutti tempi
vagavano
tra un tempo passato e uno futuro
tra vecchie certezze e nuovi punti di domanda
tra bomboloni, caffè, canne e pere
tra sbirri dichiarati e sbirri infiltrati
tra ubriacature ideologiche, cazzate e risate
tra rock divinizzato e cantautori santoni;
mentre io credevo fossero miei
i viottoli nebbiosi
la brina mattutina
le attese nelle stazioni degli autobus
le infinite gauloises fumate in fretta
i preludi e le attese.

Fino a un quando
tutto si ruppe
molto cambiò.

Gli impermeabili girano ancora
quei tempi
nella mente
tra le tradizioni passate,
il futuro che non c'è stato,
e il peggio che non se ne è andato
è rimasto ed è proliferato.

Ma la realizzazione di qualunque sogno
prevarrà sempre
su ogni rassegnazione.



giovedì 23 giugno 2016

558 - FUORIMODA

Quello in cui credi,
quello che ritieni giusto,
quello che ti scalda il petto
quello che ti fa scorrere il sangue nelle vene
quello che ti accende le speranze
è quello che non ti fa spegnere
e non può essere un trend passeggero
anche se il mondo attorno cambia
anche se molti inseguono
i flauti incantatori delle pubblicità
quel qualcosa che hai dentro
non cambia
né cambierà
mai
e sai che è tutto ciò che hai,
lo sai quando tendi la mano al più debole,
lo sai quando sputi in faccia al prepotente,
lo sai come sei
sono gli altri che magari si sono fatti confondere
ma tu ce l'hai dentro
non ti passa
perché non è mai stata una moda
la tua essenza.



mercoledì 22 giugno 2016

557 - ALLEGRE ESTATI

Lavorare chiusi in una camera
tutto l'anno
arrivano finalmente le agognate ferie
l'ora d'aria del lavoratore 2.0
e il massimo del divertimento sarà
state immobili sotto il sole
a bruciarsi la pelle
per ore e ore
fermi come stoccafissi
di stocazzo
che quando li guardo
quasi mi commuovo
nel vedere degli idioti simili
e mi viene l'istinto
di pisciare loro addosso
per provare se sono ancora capaci
di una qualche reazione
o se l'encefalogramma è ormai piatto.

Poi quando tornano
in ufficio, al lavoro
controllano
chi ha la pelle più ustionata dal sole
e lo considerano quello che si è più divertito.

martedì 21 giugno 2016

556 - LE NUOVE LEVE

Un giorno in bici sono passato verso sera davanti a una villa antica dove fanno i ricevimenti e c'era una marea di giovani.
Entravano con vestiiti eleganti da sera, sia gli uomini in molti con folte barbe, sia le donne con tacchi alti, molte con capelli tinti e acconciature da ricevimento importante.
Sembravano tutti tra i 25 e i 30 anni.
C'era il piazzale pieno zeppo di macchine lucide, parcheggiate.
Ho incontrato un mio coetaneo che conosco, stava camminando a piedi, gli ho chiesto se sapeva che ricevimento del cazzo era quello lì.
Mi ha detto che era l'addio all'anno scolastico, erano quindi giovanissimi, di 18/19 anni.
Sono rimasto supefatto, mai visto dei giovani così vecchi in vita mia, lo ha detto pure lui.
Forse al giorno d'oggi invecchiano prima a forza di mangiare merda chimica e di rincoglionirsi con gli smartphone.
Fanno impressione i giovani d'oggi.
Anche quelli di ieri, ma meno.
Pensavo a cosa possono mai contestare tipi simili, sembrano i loro genitori, cuccioli d'adulto che seguono gli ordini ricevuti alla lettera.
Magari mi sbaglio a giudicarli male solo con un'occhiata superficiale, però se mi smentissero con i fatti rivoluzionando qualcosa sarei il più felice di tutti.
Ma non credo succederà.

giovedì 16 giugno 2016

555 - GLI OSCURI

Senza rifugi
nella vita programmata
si rifugge dalle luci
ci si nasconde nelle oscurità
vestendosi dello scuro
mimetizzandosi
tra le ombre delle notti
finché non si diventa
parte d'ombra
rimanendo
in universi paralleli
nascosti per sempre
a chi cerca in noi
solo quello che vuole lui
nell'estranea realtà imposta
dalle masse obbedienti
paurose del buio
perché sanno che mostri
hanno dentro loro
in agguato
pronti a esplodere incontrollati.

Le gente veramente libera
al di fuori dagli schemi usuali
viene vista come una mostruosa minaccia
dai veri mostri
repressi.


martedì 14 giugno 2016

554 - OUTING

Volevo fare outing: sono un guardone di vite.
Adoro guardare inosservato le vite altrui, ma non per farmi i cazzi degli altri, non so neppure come si chiamano in gran parte i miei vicini di casa.
Mi interessa vedere dei momenti di vita, prenderli e portarli via con me.
Ogni tanto quando mi coglie questa passione vado verso l'ora di cena in qualche cittadina con i vicoli, scendo dall'auto e faccio una passeggiata lungo quelle viuzze vecchie e strette, in cui non ci possono passare le auto.
Dalle finestre delle case si vedono le famiglie che mangiano o si stanno preparando da mangiare.
Fotografo mentalmente quei momenti, spiando dentro per un attimo.
Mi piace sentire gli odori della cucina, vedere e immaginare la vita che fanno, mentre annoto mentalmente i programmi che guardano in tv, ogni particolare della stanza, ogni gesto che compiono e ogni dettaglio riesco a percepire in quel momento. Quella che faccio in pratica è una specie di ricerca statistica, con un immagazzinamento mentale dei dati.
C'è l'anziana che sembra mia madre e fa la minestra con lo stesso odore, quell'altra che guarda sempre un televisore vecchio dai colori sbiaditi, un'altra sempre piena di maglioni e scialli in una casa dai muri interni scrostati e ammuffiti che accende alla sera solo la lucina sopra il forno per risparmiare la corrente, c'è il cinquantenne che fa ancora la vita da ragazzino in casa coi genitori e si fuma la sigaretta davanti a casa mentre aspetta che la cena sia pronta.
Anche in bicicletta giro i paesini limitrofi e mi infilo in strade che non avevo mai percorso o in altre che era tanto non ci passavo, così mi affiorano mille ricordi che avevo dimenticato.
Perché col contatto diretto senti gli odori, entrando nell'atmosfera del posto. Mentre se giri in automobile sei chiuso nel tuo recinto sotto forma di scatola metallica, avrai solo impressioni superficiali e veloci; pure in motocicletta passi troppo velocemente e sei impedito dal casco nel captare certi particolari.
Bisogna invece passarci lentamente, con la dovuta calma, percependo così pezzi di vite degli altri che alla fine si riveleranno pezzi tuoi, che credevi perduti.



lunedì 13 giugno 2016

553 - NEL NOSTRO ANONIMATO

Anonimamente noi
rimaniamo
in anonimi sguardi
persi negli anonimi vicoli
dei nostri vincolanti percorsi
tra questa città di ricordi
in cui ci perdiamo
gli attimi migliori
che non ci trovano
fra le previsioni meteo
e le ultime notizie
costellanti
quel gran nulla
eternamente presente
nelle nostre programmate
assenze.

René Magritte - Les pommes masquées


mercoledì 8 giugno 2016

Dana Babei : Pensieri Riflessi”/Gânduri Reflecții

"Finalmente un'opera di poesia leggera, non pretenziosa, ma piacevole e allo stesso tempo profonda."
"Un fulgido esempio di integrazione sociale e culturale della diversità etnica, Dana Babei, brillante signora rumena che scrive poesie in lingua italiana."
I link per avere il libro li trovate quì:
https://filipponiscrittore.blogspot.it/2016/06/you-face-mete-narratori-edizioni-si.html

Pensieri Riflessi”/Gânduri Reflecții è questa raccolta delle poesie di Dana Babei, poetessa di origine rumena che lavora come badante in Italia, con cui l’autrice ci riporta la sua visuale del mondo attraverso le parole da lei scritte.
Dalle poesie si percepiscono i suoi pensieri e le sue idee che viaggiano dalla parola scritta alla mente del lettore, portando una ventata di freschezza e di semplicità, con sentimenti innocenti e puri, attraverso uno sguardo capace di cogliere le piccole meraviglie del quotidiano che avendo la capacità di osservarle tramite l’autrice arricchiscono chi legge le sue parole, facendolo osservare quello che lo circonda in modo più spontaneo e aiutandolo così a vedere le cose oltre i filtri con cui ci obnubila questo sistema sociale, dove l’accumulo di beni inutili offusca le menti rendendoci incapaci di cogliere e assaporare le sfumature delle nostre vite.
Nessuno sente più il gusto dell’acqua fresca, la fragranza del pane appena sfornato, il profumo dei fiori di campo quando ci danno il loro buongiorno al mattino.
Così come nessuno si accorge del sole che accarezza la pelle, delle nuvole che attraversano il cielo in forme inimmaginabili, degli insetti nella primavera che trasportano il polline per tenere vivo questo nostro pianeta e noi. Siamo presi dal fare soldi e dal consumare, sempre di più, pensiamo solo ai nuovi prodotti da acquistare per poi buttarli in un angolo delusi dopo pochi giorni perché ne vogliamo altri, diversi e più nuovi, e sempre così, senza ragionare, continuamente di corsa, ipnotizzati dalle pubblicità, senza più alcun contatto con le cose semplici che sono la base per assaporare lentamente il meglio della vita.
Ecco che Dana Babei riesce a riportarci queste capacità perdute o assopite, con le sue poesie.
Come la luce della luna piena illumina la nostra notte buia, facendo affiorare i ricordi spersi nella mente, che credevamo dimenticati e ci riportano pezzi del nostro passato in cui eravamo più ingenui e più felici.
Questa è la benefica magia della poesia.

(Dalla prefazione di Andreas Finottis)


lunedì 30 maggio 2016

552 - Against Shitty Poesy (antimerda poetica): Forty poetries by Andreas Finottis; Eng - Ita version



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Roberta Gabrielli (artista):
Antimerda poetica è poesia.
Una poesia della quotidianità vivisezionata, posta sotto una lente affatto attenta e critica.
Andreas Finottis un poeta che morde catene di stilismo preconfezionato e certo, come i cibi insipidi di certi supermercati.
Tutta la sua opera è un viaggio di riflessione su e contro un sociale che si è disumanizzato, coinvolto nel fluire delle dinamiche compulsive del nostro tempo in una continua mercificazione dell'Io prostituito nelle nuove Agorà, nel senso di un comune sentire spersonalizzato e vuoto.
Le sue parole dirette, forti, pregne di significato moderno, come può esserlo la modernità di una lingua viva, parlata e attuale nelle sue espressioni graffianti e 'volgari', si contrappongono ad un sentire di rara delicatezza, capace di cogliere il singolo frammento della realtà ricomponendolo attraverso considerazioni che sono un atto d'amore per il vero senso dell'essere Umano.
Una poetica di denuncia quella di Finottis, che nella sua chiarezza espressiva, nel suo modo lucido e pur sempre ad un passo dal delirio ricorda, sebbene in altro ambito, la semplicità schietta, ripulita da qualsiasi orpello e un po' disincantata anche nella scelta stilistica di una traduzione volutamente letterale, il migliore Carver.

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"Against shitty poesy" is poetry.
A poetry that dissects everyday’s life, placing it under a lens, looking at all carefully and with true ferocious critical sense.
Andreas Finottis is a poet able to bite literary style's prepackaged chains, the same one often treated like bland foods in supermarkets.
All his work is a journey of reflection through and against a dehumanized social, involved in the flow of compulsive dynamics of our time, in a never interrupted ego's commodification like a continous prostitution in the new Agora, in which sense of a common feeling is depersonalized and empty.
His words are direct, strong, realistic, full of modern meaning as it can be only a living language's modernity, spoken and current in its expressions politically uncorrect and 'vulgar', even if they are every time full of a rare delicacy in feelings, able to grasp the single fragment of reality reassembling it through the poet's personal considerations. Every word is an act of love for the true meaning of human being.
A poetry of complaint, Finottis's one, which in its clarity of expression, in its way glossy and still one step away from delusion remembers, albeit in a different context, the straightforward simplicity, cleared of any tinsel and a little 'disenchanted in the choice of style of deliberately literal translation from Italian language, the best Carver's works.


32 INCHES OF HEAD

A finger in the ass and one on the remote control,
it is all you need
to be happy
in the scratchcard democracy
you go around with your suv in debt
pretending to be rich and mocking the poor.
Dreams of glory and success to all you consenting slaves
You kiss your superior's genitals,
you kick the starving in the stomach,
and relaxing in the evening,
happily, satisfied, laughing on comand infront of the tele.
May the crap be with you and your spirit.
May go fuck yourself.
Amen.


***

 32 POLLICI DI TESTA

Un dito in culo e uno sul telecomando,
è tutto quello di cui avete bisogno
per essere felici
nella democrazia dei grattaevinci.
Girate col Suv in debito
fingendovi ricchi e deridendo i poveri.
Sogni di gloria e di successo per tutti gli schiavi consenzienti.
Baciate i genitali ai vostri superiori,
prendete a calci nello stomaco chi soffre la fame,
e vi rilassate alla sera,
felici e contenti, mentre ridete a comando davanti alla tv.
La merda è con voi e col vostro spirito.
Andate affanculo.
Amen.

domenica 29 maggio 2016

551 - PORNO PER TUTTI

Alle superiori con un paio di amici abbiamo ritagliato le immagini di una rivista porno e poi all'inizio della ricreazione, quando tutti si precipitavano per andare a prendere i panini, le attaccavamo con dei pezzetti di nastro adesivo sulla schiena, modello numero dei calciatori.
Certi se ne accorgevano ma tanti no, ed erano bellissimi quando passavano davanti agli insegnati, compreso il prete di religione, con attaccata alla schiena una che faceva un bocchino e veniva sodomizzata contemporaneamente o altre amenità simili.
Ci facevano piegare dalle risate le facce degli insegnanti in espressioni contorte e subito dopo le reazioni isteriche che avevano, correvano a staccarle, dicevano ai ragazzi di staccarle anche agli altri.
Un insegnante più esagitato degli altri, quando un qualche spione leccaculi disse che eravamo stati noi, minacciò di denunciarci e sospenderci, ma poi non fece niente.
Mentre noi avevamo vissuto un bellissimo momento, di quelli che ricordi per sempre e pure a distanza di anni ti rinfrancano lo spirito, aiutandoti a passare anche i momenti più difficili tra le burrasche della vita.