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domenica 4 febbraio 2024

732 - BARCOLLARE

Non credo,
non ho credenze
e nemmeno vetrine.

Sono un essere vivente solo
nella polvere, nell'universo
barcollo, a volte crollo
ma sempre mi rialzo
per prendere ancora botte
barcollare, crollare
vivere.

Magari un giorno
diventerò miliardario
e mi comprerò un paio di scarpe buone,
donando il resto.

giovedì 11 marzo 2021

705 - Polesine

Terre storte
alberi contorti
per esistenze distorte,
in foto 
sbilenche.



sabato 19 ottobre 2019

697 - Gli eterni attimi delle instantanee

I miei veri amori passati
sono gli sguardi persi
delle occasioni svanite nel tempo.

Quegli scambi di sguardi
che ti porti dentro
finché campi,
attimi che diventano eterni,
poiché
immaginifiche porte della mente
che trasportano
in altre dimensioni spaziotemporali.

Penso a come sarebbe stato
se coglievo quello sguardo,
seguivo quel percorso,
vivendo quella situazione.

Probabilmente quella persona
conoscendola
mi avrebbe deluso,
invece così resta in me,
attraente,
perfetta,
sarà sempre tutto bello e possibile,
con l'idea di lei
scaturita da quell'istante.

E se me la troverò  di fronte
non la riconoscerò più,
sembrerà un'altra
e lo è un'altra persona
quella ragazza
idealizzata
è rimasta
nell'istantanea di quel momento
immaginato.





giovedì 7 settembre 2017

655 - CONSIGLI A CHI SCRIVE POESIE

Per scrivere vere poesie oggi non bisogna cercare d'essere poeti, perché diventerà una recita scolastica, riempirai ciò che scrivi degli stereotipi sulla poesia che ti hanno inculcato.
Non devi dimostrare niente, non devi far sfoggio di termini dotti o strani per far vedere che li conosci.
Impara tanto anche casualmente da libri, giornali, canzoni, persone, animali, cose o avvenimenti, ma poi non ripetere, mentre ti esprimi devi proprio scordarti tutto ciò che hai imparato e ti hanno insegnato, guardando l'universo senza filtri.
Tira fuori quello che hai sepolto in te.
Masturbati, fa sesso, partecipa a orge o corri nudo su una spiaggia deserta mentre sorge il sole.
Liberati.
Scrivi ciò che hai liberato.
Leggi solo i poeti che non conosce nessuno.
Poi guarda chi si alza alle 5 del mattino per andare a fare un lavoro che non gli piace, dove viene sfruttato peggio di una bestia per una paga che gli consente di arrivare a fine mese a fatica. Arrabbiati per lui, a maggior ragione se lui sei tu.
Scrivilo.
Se scrivi poesie non dire mai che sei un poeta, e se qualcuno te lo dice affrettati ad aggiungere immediatamente: "del cazzo!"
Accarezza i gatti, gli unici che possono definirsi poeti.
Soprattutto non leggere mai i consigli a chi scrive poesie, tanto meno questi, ma l'hai già fatto, allora scordali e scrivi ciò che vuoi nella maniera che più ti piace.
Sii te stesso e mai altro.


mercoledì 19 aprile 2017

626 - NON È NIENTE

Non me ne importa niente
della vita, della morte
del tirare a campare
del tirare la coca
del tirarsi una sega
dell'amore e dei tradimenti
dei ragionamenti intelligenti
dei discorsi dementi
della rima e dell'assonanza
della tua poesia
e della mia.

Sono stanco
sono lo squalo tra i bagnanti
sono il culo sporco alla cerimonia
sono il vomito sul palco
sono l'immondizia da gettare
sono il coccio della bottiglia rotta
sono la parola giusta non detta.

Vorrei piangere ma non ci riesco
invece di piangere rido
rido in faccia a me stesso
al mio passato
al mio destino
alla vita che mi sfugge da sempre
all'ansia, alle paure
alle persone serie
alle autorità
agli insegnanti
alle tradizioni
alle patrie, ai dii e alle famiglie.

Non c'è niente di serio
e tutto di tragico
ridicolmente tragico.

Mi piacerebbe pregare
per dimenticarmi
ma non riesco
a essere sufficientemente
stupido.

Queste parole saranno giudicate
come intrattenimento
troppo tristi per chi le legge al mattino
troppo allegre per chi aspira al suicidio
inutili per chi cerca quello che ha già letto
utili per chi non sapeva come passare il tempo.

Avevo il cane cieco, ora è cieco anche il gatto
e pure io senza occhiali fatico a vedermi la cappella
lo scrivo per non farla sembrare una poesia
ma una defecata di parole buttata lì
che una volta letta si dimentica
e ognuno continuerà a pensare ai fatti suoi
mentre ai fatti miei
continuerò a non pensarci nemmeno io.

E se morirà qualcuno famoso oggi
faremo tutti finta di conoscerlo e rimpiangerlo
anche se era il re delle merde.

Più mi passa il tempo
e più non capisco un cazzo
di me, di te, di noi, di voi, di tutti.

Ascolterei solo le onde del mare
mentre il vento mi porta via i soliti pensieri
lasciandomi insolito.



*
NB
Lo so che la grammatica dice che si scrive "agli dei" invece di come ho scritto io "ai dii", ogni volta che la ripubblico qualcuno me lo ricorda, ho scritto così perché mi piaceva il suono, per l'assonanza con addii; inoltre per il tocco satirico e anche per il senso di scontro tra religioni monoteistiche che mi dà la parola dii invece di dei, più legati nell'immaginario agli dei pagani. Tenendo pure in considerazione che avendo la licenza poetica uso le parole a mio piacimento.



lunedì 27 giugno 2016

559 - Un sogno di vecchi vestiti


Ricordo impermeabili chiari
verso la fine degli anni 70
giravano le strade
con i libri racchiusi con una cinghia sotto un braccio
jeans e stivali portavano tutto in giro
in equilibri precari tra i sampietrini.

Mi facevano pensare gli impermeabili
presagivano brutti tempi
vagavano
tra un tempo passato e uno futuro
tra vecchie certezze e nuovi punti di domanda
tra bomboloni, caffè, canne e pere
tra sbirri dichiarati e sbirri infiltrati
tra ubriacature ideologiche, cazzate e risate
tra rock divinizzato e cantautori santoni;
mentre io credevo fossero miei
i viottoli nebbiosi
la brina mattutina
le attese nelle stazioni degli autobus
le infinite gauloises fumate in fretta
i preludi e le attese.

Fino a un quando
tutto si ruppe
molto cambiò.

Gli impermeabili girano ancora
quei tempi
nella mente
tra le tradizioni passate,
il futuro che non c'è stato,
e il peggio che non se ne è andato
è rimasto ed è proliferato.

Ma la realizzazione di qualunque sogno
prevarrà sempre
su ogni rassegnazione.



mercoledì 30 marzo 2016

529 - PREMI

Non ho soldi, ma ho molte berrette e cappelli.
Forse sono il povero con più copricapi esistente.
Ho anche centinaia di poesie già scritte.
Alcune non piacciono neppure a me; ma altre, invece, quando le rileggo mi dico che non ho mai letto una poesia migliore, non c'è di meglio al mondo, in ogni tempo, nell'universo tutto.
Allora con i pochi spiccioli che ho in tasca voglio premiarmi e vado a comprarmi un nuovo copricapo.

sabato 19 marzo 2016

520 - I NOSTRI COLORI PERSI

Ricordo
quando guardavamo la televisone in bianco e nero
quando leggevamo i fumetti in bianco e nero
coloravamo tutto con la mente
e il mondo era colorato, vivo.

Invece da quando sono arrivati i colori
ovunque
prevedibili
imposti
le menti non colorano più
si sono spente
e il mondo è diventanto un posto peggiore.

Ora le immagini che più ci affascinano
sono in bianco e nero.


venerdì 15 febbraio 2013

256 - VECCHI LIBRI DI POESIE




Libri di poesie di poeti sconosciuti, sembrano bottiglie che hanno navigato il mare della vita con dentro un messaggio, lo raccolgo, ne apro uno, sono persone comuni in gran parte, qualche amico di mio padre che lo ha scritto e lui lo ha comprato, adesso li ritrovo io in un angolo, persi e dimenticati come sono perse e dimenticate le esistenze di coloro che li hanno scritti, non so se sono vivi o morti, probabilmente hanno avuto dei figli che neanche lo leggeranno se hanno qualche copia del libretto in casa.
Mentre io leggendoli posso conoscere chi era l'autore più di quelli che gli vivevano accanto, riesco a capire meglio cosa aveva dentro quel corpo che è transitato su questo pianeta, le sue sensazioni svanite nel tempo sono qui nelle mie mani.
È come quando vivi dei momenti con una persona e questa dopo muore, sparisce e rimani solo tu a conoscere quei momenti, quelle parole, quelle riflessioni, quello che c'era dentro quel corpo.
Ecco, forse è tutto lì, i corpi sono libri di poesie chiusi che se non fanno vedere i pensieri che contengono nessuno li saprà, avranno viaggiato vanamente.
Siamo tutti polvere di cielo che appare un attimo e ritorna invisibile.
Ho dei pensieri di persone che svaniranno se non li leggo.

mercoledì 13 luglio 2011

70 - Polvere

Mi chiedevi ogni sera
un motivo per sperare
due volti, i nostri
lancette nell' orologio della vita
ci abbracciavamo stretti, stretti
per fermarne lo scorrere
ci guardavamo negli occhi
per scorgere domani migliori
ci parlavamo lenti
per tornare negli ieri più belli
oggi bollette cambiali miserie
volavamo oltre, oltre.
Rimangono le pareti ammuffite
e i vecchi mobili,
i figli con qualche ricordo.
Due persone sospese
momenti sperduti
nel pulviscolo controluce
aspirati dal tempo.

martedì 5 luglio 2011

59 - SONO STANCO

sono stanco di essere vivo
sono stanco di essere morto
porto a spasso il mio corpo
mostro a tutti la mia maschera
dovrei mostrare i pensieri o il cazzo
perché possano capirmi
e sarei più a mio agio in pubblico
se condividono i miei pensieri
o il mio cazzo
sarebbe il modo ideale
per conoscerci, finalmente

venerdì 1 luglio 2011

55 - GABBIE DI CEMENTO

Teste di cemento con genitali di plastica sorridono trionfanti
ridono scemi e felici
io triste vedo la disperazione
loro ottimisti vedono solo il loro naso sniffante
hanno cementato la natura
animali selvaggi derisi e rinchiusi in gabbie
cercano di ingabbiare il dissenso
ma se vi avvicinate solo un po
vi strappo il sorriso, me lo mangio e ve lo cago in faccia
siete finiti, fuori dal tempo e dalla natura
i vostri figli, i vostri nipoti sono solo vecchia merda secca
la natura prima o poi presenta il conto
e se non sei in armonia con lei ti fa a pezzi
il cemento non vi proteggerà.



sabato 25 giugno 2011

50 - ANNI DOPO

Ti ho vista
mentre mangiavi il solito gelato color sterco
con occhi da vacca rassegnata
hai avuto ciò che volevi
marito, casa, famiglia
pizza, gelato, vacanze
e un'espressione sempre più da scema.

sabato 28 maggio 2011

30 - INFINITE VETRINE

Negozi con le loro stupide insegne
con le loro noiose vetrine multicolorate
piene di cose vuote
e palazzi grattacieli asfalto automobili
gas nell'aria, manca il respiro
città
piena di gente dalla faccia tesa
cammina veloce come se corresse
sembra che un dio sadico si diverta
infilandogli del pepe nel buco del culo
o della polvere nelle narici,
che cazzo corrono
con le facce da repressi che si ritrovano
si atteggiano a gran furbacchioni scaltri
chiusi dentro un videogioco ossessivo
costretti in questa ossessione tutto l'anno,
si sentono liberi quando sniffano
o quando fanno quei pochi giorni di vacanza
scordandosi per un momento della loro vita,
poi tornano sentendosi morti
essendo morti
senza via di scampo
condannati all'ergastolo, alla tortura, alla camera a gas
e credendo pure di esser furbi.
Sparite.
Meglio la campagna
non c'è niente di superfluo
e sei meno un automa,
respirando, esistendo, resistendo.

martedì 24 maggio 2011

23 - PLASTICA PADANA

Salami
di carne umana
avvolti
di plastica colorata
passeggiamo
per le vie del centro
in barriere plastificate
divisori estensibili
protendo la mano
tra tripla plastica
ti tocco
urlo parole
in sacchetti di plastica
appesantite cadono
con fragorosi schianti
nell' immensa pianura
desertificata
lontanissimi echi
vago lieve bussare
alla tua porta.