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domenica 9 ottobre 2016

584 - VESTITI BUONI


Ricordatevi sempre che è molto importante avere vestiti buoni.
Una volta da ragazzo stavo scappando di notte e scavalcando un muro altissimo con sopra una recinzione da stadio sono rimasto appeso, impigliato a un ferro della recinzione col retro della giacca a un'altezza di circa 10 metri, ero sopra i lampioni, che vedevo in basso e illuminavano il selciato dello stretto vicolo che passava sotto il muro.
Sono rimasto fermo, appeso così finché è passata l'auto di quelli che mi cercavano e potevano vedermi, invece l'ho vista proseguire, andandosene tra i vicoli senza notare che c'ero io appeso in alto, immobile, come un salame gigante che si stagionava nell'umidità della notte.
Passato il pericolo mi sono sfilato faticosamente e sono sceso.
La giacca ha retto il peso perché era un'ottima giacca pesante, vecchia ma valida, ereditata da mio padre, volevano buttarla negli stracci ma a me piaceva così ho iniziato a usarla, era di una stoffa grossa quasi come un cappotto, nera con quadretti minuscoli grigi, c'era scritto in un'etichetta interna che era stata creata da Angelo Litrico, non sapevo chi fosse ma gli sono stato poi grato per aver creato quella giacca così robusta, che mi ha salvato la vita.
Se mi succedesse con addosso una di quelle che fanno adesso, confezionate con materiale scadente nei paesi dove sfruttano la manodopera, si strapperebbe subito e cadrei giù come un caco strafatto marcio, spappolandomi sul selciato sottostante.
Perciò vestitevi con roba buona, non si sa mai.
Inoltre spesso trovate di meglio nell'armadio tra la roba vecchia che vorreste buttare che nelle vetrine dei negozi.



lunedì 27 giugno 2016

559 - Un sogno di vecchi vestiti


Ricordo impermeabili chiari
verso la fine degli anni 70
giravano le strade
con i libri racchiusi con una cinghia sotto un braccio
jeans e stivali portavano tutto in giro
in equilibri precari tra i sampietrini.

Mi facevano pensare gli impermeabili
presagivano brutti tempi
vagavano
tra un tempo passato e uno futuro
tra vecchie certezze e nuovi punti di domanda
tra bomboloni, caffè, canne e pere
tra sbirri dichiarati e sbirri infiltrati
tra ubriacature ideologiche, cazzate e risate
tra rock divinizzato e cantautori santoni;
mentre io credevo fossero miei
i viottoli nebbiosi
la brina mattutina
le attese nelle stazioni degli autobus
le infinite gauloises fumate in fretta
i preludi e le attese.

Fino a un quando
tutto si ruppe
molto cambiò.

Gli impermeabili girano ancora
quei tempi
nella mente
tra le tradizioni passate,
il futuro che non c'è stato,
e il peggio che non se ne è andato
è rimasto ed è proliferato.

Ma la realizzazione di qualunque sogno
prevarrà sempre
su ogni rassegnazione.



venerdì 11 aprile 2014

337 - Essere nessuno

Nessun come, nessun dove, nessun perché,
mentre ognuno tira avanti
per sé
e tu per salvarti dal vuoto
aggiungi un posto al tuo fianco
aggrappandoti a una persona
illudendoti di essere il doppio
rendendoti poi conto che invece sei solo una metà
che in aggiunta è proprio la metà che non ti appartiene.

Lungo il viale che mi porta a casa
alla sera intravedo spesso persone morte
che si mescolano con i vivi,
indistinguibili.