Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

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lunedì 20 settembre 2021

709 - NON PICCHIATE I POETI

Non picchiate mai i poeti
o aspiranti tali,
vogliate loro bene
anche se vi fanno schifo.

Si tratta spesso di gente repressa,
depressa,
un po' cessa,
dell'emarginato vituperato
che cerca un illusorio riscatto sociale
dicendosi poeta,
credendo d'insegnare qualcosa
senza aver capito nulla 
nemmeno di se stesso.

Insomma soventemente 
è gente demente, 
col poeta sii clemente
pagagli una tazza di caffè
fagli una carezza
fatti regalare il suo libro,
ringrazialo, 
anche se te ne sbatti il cazzo.

Poi col libro 
accendi il camino
nelle fredde serate invernali,
così anche i poeti potrannno essere 
utili.

Perché, come ragni sospesi nel vuoto,
ci aggrappiamo 
al filo creato dalle nostre parole.


Street art di Pejac


martedì 2 luglio 2019

694 - WEB E POESIA

Io ho sempre amato la poesia, già da adolescente, ne leggevo e ne scrivevo, è stato un amore che è durato fino a quando ho conosciuto i poeti del web.
In larga parte simpatici come una merda di rottweiler sotto i sandali a ferragosto, chiusi nei loro orticelli di complimenti reciproci e pieni d'arie scorreggiate, hanno trasformato un'occasione unica nella storia, per poter diffondere le proprie parole a un pubblico mondiale, nella fiera del cretinismo.
Si esibiscono inutili fotocopie sbiadite di quanto si ha letto, idiote poesie passionali scritte da repressi, depresse noiose ripetitive descrizioni dei propri mal di pancia di alternativi che replicano nei comportamenti quello che contestano a parole.
Poi i premi alla scimmia meglio ammaestrata del circolo, da esibire.
In tutto questo merdaio dove è finita la poesia?
Se la cerco la trovo ancora; nella parola sincera che esce dagli schemi, nel pensiero che prende forma libero e in tutto quello che si scrive senza voler recitare un ruolo.
Insomma basta seguire chi non se la tira, chi non si crede stocazzo, chi per un attimo riesce a non pensare solo a se stesso. Che sono poi quelle persone che dividono il loro panino con il primo cane randagio che passa, che ti danno dieci euro dei venti che hanno se ti vedono con le tasche vuote, che ti offrono una birra e un tramezzino se chiedi un bicchier d'acqua. In qualsiasi gesto imprevedibile denso di umanità trovi la vera poesia.
Il mio vecchio cane cieco è un vero poeta.

Foto di Andreas Finottis

giovedì 7 settembre 2017

655 - CONSIGLI A CHI SCRIVE POESIE

Per scrivere vere poesie oggi non bisogna cercare d'essere poeti, perché diventerà una recita scolastica, riempirai ciò che scrivi degli stereotipi sulla poesia che ti hanno inculcato.
Non devi dimostrare niente, non devi far sfoggio di termini dotti o strani per far vedere che li conosci.
Impara tanto anche casualmente da libri, giornali, canzoni, persone, animali, cose o avvenimenti, ma poi non ripetere, mentre ti esprimi devi proprio scordarti tutto ciò che hai imparato e ti hanno insegnato, guardando l'universo senza filtri.
Tira fuori quello che hai sepolto in te.
Masturbati, fa sesso, partecipa a orge o corri nudo su una spiaggia deserta mentre sorge il sole.
Liberati.
Scrivi ciò che hai liberato.
Leggi solo i poeti che non conosce nessuno.
Poi guarda chi si alza alle 5 del mattino per andare a fare un lavoro che non gli piace, dove viene sfruttato peggio di una bestia per una paga che gli consente di arrivare a fine mese a fatica. Arrabbiati per lui, a maggior ragione se lui sei tu.
Scrivilo.
Se scrivi poesie non dire mai che sei un poeta, e se qualcuno te lo dice affrettati ad aggiungere immediatamente: "del cazzo!"
Accarezza i gatti, gli unici che possono definirsi poeti.
Soprattutto non leggere mai i consigli a chi scrive poesie, tanto meno questi, ma l'hai già fatto, allora scordali e scrivi ciò che vuoi nella maniera che più ti piace.
Sii te stesso e mai altro.


domenica 16 luglio 2017

648 - MUTANDO MUTANDE

Sto morendo.

Sto vivendo.

Devo comprarmi delle mutande nuove,
per risparmiare comprerò quelle da due soldi,
di quelle che ti infiammano la cappella.

Vivrò e morirò
con la cappella infiammata
e tre soldi in più nelle tasche.

Comunque questa non è poesia
poiché ho scritto: cappella
( e ben tre volte adesso).

I veri poeti
non usano mutande da due soldi,
non hanno genitali infiammati,
non muoiono mai,
non vivono mai.


mercoledì 22 febbraio 2017

621 - L'AMICIZIA TRA POETI

Due molto amici, poeti di Facebook,  pubblicano entrambi il proprio libro, contemporaneamente.
Nessuno dei due compra il libro dell'altro.
Litigano furiosamente.
Uno va a trovare l'altro, lo aspetta vicino a casa nascosto dietro un cespuglio, quando l'altro torna, mentre sta aprendo la posta di casa, lo accoltella alla schiena, uccidendolo.
Mettono in galera il poeta assassino.
Intanto il poeta ucciso vende tantissime copie, ne parla anche Fabio Fazio.
Entra in classifica.
Il poeta incarcerato  viene a saperlo e roso dall'invidia cerca di suicidarsi, impiccandosi con degli asciugamani, lo salvano per un pelo.
Al processo la giuria dopo aver letto le sue poesie gli concede l'infermità mentale.
Esce dal carcere e scrive lettere a tutti i giornali, in cui si dichiara pentito di ciò che ha fatto.
Lo invitano in molti programmi televisivi pomeridiani.
Entra in classifica anche il suo libro di poesie.
Lo invitano all'isola dei famosi.
Una notte, invidioso della fama maggiore della sua degli altri concorrenti, fa una strage ammazzandoli tutti, a coltellate nella schiena..
Finisce nuovamente in carcere, ma il suo libro ha ancor più successo, viene tradotto in 42 lingue.
Si prende i migliori avvocati e riesce a uscire dal carcere.
Ora si è sposato con la nuova velina mora.
Lui ha 64 anni e lei 19, ma lei ha dichiarato che non sente la differenza di età che c'è, perché lui le dà molta sicurezza e sono in sintonia su tutto.
Però sono sorti dei problemi nel programma in cui lavora la velina mora, è già la terza velina bionda che devono cambiare nel programma, sono state tutte trovate morte, mentre alla sera rientravano e aprivano la porta di casa sono state accoltellate alla schiena.
Gli inquirenti stanno indagando, si segue la pista anarchica.

mercoledì 20 luglio 2016

566 - PERSI

A me piace la poesia delle menti perse nelle strade dimenticate.
Visioni inattese e paesaggi polverosi.
Senza nessuna patina di rispettabilità.

M'immagino Mario Santiago Papasquiaro
mentre camminava di notte,
vagando
ubriaco di alcol e poesia per le strade di Città del Messico
bestemmiando ogni dio e ogni istituzione,
per trovare le parole giuste
per colpire le brutture del mondo,
per non pubblicarle le poesie
per perdere e ritrovare idee e parole
perdendo e ritrovando se stesso.

O penso tutti gli altri poeti
persi
aggrappati alle loro parole
su fogli precari
svolazzanti cangianti evanescenti
nel tempo
con le parole naufragate
tra i sogni e le disperazioni.

Io amo tutto questo,
amo i perdenti e i dimenticati,
i disperati e i disadattati,
amo chi si perde per trovarsi
e odio
chi fa star male questa splendida gente,
iniziando dai poeti da esposizione
col manico della scopa in culo
e parole desuete in bocca
inutili, tronfi
orripilanti
fanno scappare
chi cerca una qualche forma di poesia
e la poesia autentica, di cui dicevo.

sabato 30 aprile 2016

543 - I POETI PIACENTI

Molti poeti mi odiano, pensano sempre che li prenda per il culo.
Invece non prendo per il culo nessuno, lo fanno già benissimo da soli.
A me piace la gente sincera, tutto lì, uno quando è sincero anche se fa delle rime banali cuore/amore non mi piace quello che ha scritto ma non lo critico, è lui, è fatto così.
Lascio che ognuno si esprima come vuole.
Ovviamente seguo e rispetto solo quelli che sento in sintonia con me, e stimo veramente solo chi tenta di scrivere cose innovative, trasmettendo qualcosa.
Ma soprattutto mi chiedo che gliene frega alla gente di piacere a me?
Sono un signor nessuno, con gusti difficilissimi, al punto che a volte non mi piace neppure quello che è stato scritto da me.
Invece il vizio di fondo dei nostri giorni, quello che frega molti, è il voler piacere a tutti, questo porta a restare nell'ovvio, in ciò che si sa verrà apprezzato, a limitare perciò le asprezze, smussando di conseguenza i pensieri, edulcorandoli, al fine di essere accettati il più possibile nel mondo dei pensieri cocacolizzati della gente che piace, anche se fa schifo.
Si recita un ruolo nella commedia umana, cercando di nascondersi dietro la maschera già approvata dal pubblico che si indossa.
Cancellandosi, non sapendo più chi si è.

mercoledì 13 aprile 2016

536 - I POETI NEL WEB

I poeti di facebook
sono i jukebox sfigati della poesia
non prendono neanche la monetina
pagano loro per collegarsi
e scrivere una poesia
sempre nuova, ogni giorno
nuova ma che contenga il proprio personaggio
per riproporsi quotidianamente
per avere qualche secondo di attenzione
per sentirsi apprezzati
per fuggire dalla vita insoddisfacente
per sognare di essere...
per essere
...un jukebox
in un angolino del web
in attesa di un attimo di notorietà
senza nessuna monetina infilata
in nessun orifizio
basta solo un "mi piace"
per sentirsi meglio
e ringraziare riconoscenti
per l'illusione donata.

domenica 3 aprile 2016

533 - O

Poeti custodite con cura la o, se la perdete diventate peti.




sabato 27 giugno 2015

457 - CHE FARSENE DEI POETI?

Un poeta nell'era digitale
vale come lo sputo di un ubriaco sul marciapiede.

Ma per lui la poesia è tutto
quello che ha e che può dare
è così
e così rimarrà
anche se la folla sulle poesie ci piscia sopra,
anche se la pubblicità ci cancella tutti,
anche se i morti ormai ci fanno ridere,
anche se la sensibilità serve solo negli slogan
per vendere profilattici.

Un poeta resta poeta
per non essere un altro
qualsiasi qualunque.

martedì 20 gennaio 2015

418 - POETI

I poeti non esistono,
ma esistono messaggi di naufraghi
messi in bottiglie vuote
gettati nell'oceano dell'indifferenza.


mercoledì 3 luglio 2013

278 - poeti

che 2 (due) palle i poeti aspirantisuicidi,
io voglio una poesia violenta, reale,
che spacca le teste come una mannaia
che distrugge cose e case,
di poeti che si cagano e/o si piangono addosso ne sono piene le prime classi dei licei,
usciamo dagli stereotipi dei luoghi comuni
ruoli di comodo predeterminati da altri per noi,
mandiamo affanculo tutto
altrimenti diventiamo utili marionette
poeti sniffascorregge che si beano nei loro paroloni desueti
o poeti aspirantisuicidi maledetti con oltre un secolo di ritardo che vivono in un'ingenua subcultura creata da vecchi miti per giunta male interpretati.
- IO VOGLIO SPACCARE I CULI  / IO VOGLIO APRIRE I CERVELLI -


mercoledì 3 ottobre 2012

217 - Fanculo i poeti




La poesia ha sfracellato il cazzo
tante finzioni
parole desuete.
Mi dicono:
"Bisogna assaporare le frasi"
rispondo:
"Già che ci siete
assaporatevi le scorregge in ascensore".
Dietro poesie con alti ideali
trovo quasi sempre gente di merda
rancorosa, invidiosa, subdola
con atteggiamenti da sapientoni.
Scriviamo solo stronzate
sinceramente senza pretese
saremo noi stessi.