Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post

sabato 19 gennaio 2019

686 - FANCULO GLI SCRITTORI

Mi infastidiscono quelli che se la tirano da grandi artisti di successo qui sui social, ipocriti fino al midollo, che poi li vedi elemosinare scambi di like o ricattare amici e parenti per vendere un libro in più. Avevo scritto un post ironico sul fatto che prendo pochi soldi di diritto d'autore, poi l'ho tolto, perché ho notato che veniva frainteso e ho visto altrove commenti che mi facevano cadere i testicoli, basati sull'assioma che loro sono scrittori di successo e io sono un povero sfigato.
Non me ne importa niente di quello che pensano, ma mi irrita l'incapacità di cogliere l'ironia, travisando, usandomi per descriversi come gente di successo. 
Mi fa proprio vomitare questo atteggiamento. 
Perciò per dar loro fastidio volevo precisare che probabilmente vendo più io di loro, perché sto parlando di libri usciti nel 2015, che ancora vendono, mentre gran parte dei loro dopo un mese o due non lo compra neanche la vecchia zia invalida, che hanno scovato per venderle il libro. Mentre io non ho mai cercato di vendere un libro ai parenti o a quelli che conosco, compresi quelli di fb, non c'è uno che possa dire che ho cercato di vendergli un libro, nemmeno con lo scambio di acquisti, perché onestamente ho sempre detto che sono a cortissimo di soldi, non posso ricambiare, anche se con alcuni lo farei perché mi piace come scrivono.
Non chiedo niente a nessuno, faccio appelli generali e chi vuole e può compra. 
Persino le recensioni avute sono stati loro a contattarmi, non ho mai chiesto a nessuno di recensirmi.
Altri mi snobbano perché mi autopubblico, poi magari lodano il punk del DIY, c'è da ridere, per non cagare. Tra l'altro anche sotto il profilo pratico se ti autopubblichi ti arrivano i soldi il mese dopo la vendita, se invece pubblichi con un editore ti arrivano (e vedere se te li dà) dopo un anno o più, oltre al fatto che ti dà il 10 o 15% al massimo sulle vendiite, si percepisce molto meno che autopubblicandosi; inoltre c'è l'aspetto per me essenziale che puoi pubblicare quello che vuoi, liberamente, senza doverlo contrattare con un editore.
Ma per loro uno deve potersela tirare da scrittore pubblicato da un editore, magari a pagamento o con formule mascherate che significano in pratica sempre a pagamento. 
Ci piscio sopra queste convenzioni di gente repressa, che cerca un riscatto sociale recitando la parte dello scrittore e dell'intellettuale.
Io mi prendo in giro da solo, rido, ironizzo, faccio quel cazzo che voglio, probabilmente riderò anche dalla tomba e continuerò a pisciare su certi atteggiamenti.
Non sono come chi se la tira, non voglio apparire, anzi vorrei sparire, non esistere nel gioco delle maschere. Preferisco la mia vecchia faccia da culo a ogni maschera.
Scrivo, non sono uno scrittore, se lo fossi girerei con espressione da stitico, il maglioncino lupetto nero e la giacca in velluto ricoperta di forfora sulle spalle.
Sono un nessuno e i qualcuno mi fanno schifo, da sempre.
Tutto lì.
Sono fuori da ogni gioco, non partecipante. Nonostante ciò magari da qualcuno sono apprezzato più e meglio di chi si crede un gran scrittore, questo dovrebbe far riflettere su quanto questi siano solo un fuoco di paglia, che risalta la stronzaggine.
Fanculo gli scrittori.


lunedì 21 agosto 2017

653 - FACEBOOK DI NOTTE

Delle volte di notte mi sveglio e non riesco a riprendere a dormire. Accendo il pc portatile e accedo qui a fb, mi metto a leggere sullo schermo, notando i post più interessanti e certi comportamenti meglio che di giorno.
Mi accorgo di come in fondo la maggior parte delle persone recitino cercando di rendersi belli, ma rendendosi in realtà patetici; mi riferisco a quelli che deridono gli altri, credendosi furbi, nei vari gruppi o sulle varie pagine, prendono in giro per esempio uno che sbaglia la grammatica e fa un ragionamento stupido, senza accorgersi che è palesemente un post finto, creato apposta per gli scemotti, perché possano sentirsi migliori deridendo qualcuno. Di questi che passano le giornate sui social cercando di deridere gli altri delle volte guardo il loro profilo, rendendomi conto che se impiegassero quel tempo guardando alla loro stupidità, cercando di limitarla, sarebbe meglio per tutti; perché vedo facce da stupidi, foto da stupidi, pose da stupidi ma dentro certi codici comportamentali per illudersi di non essere scemi, quindi hanno bisogno di qualcuno che sembri un imbecille per sentirsi intelligenti.
Nel mentre ci sono post interessantissimi, ragionamenti validi, pezzi di vita raccontati, poesie o anche della satira veramente intelligente e divertente, ma viene tutto ignorato, passa in secondo piano, prevale l'inseguimento del trend e la recita del personaggio che si vorrebbe apparire.
Io condivido articoli formidabili che fanno luce su eventi ignorati dai principali mezzi di informazione o ragionamenti illuminanti o anche poesie strepitose e sconosciute, ma saranno condivisioni lette da due o tre persone, quando va  bene.
Però penso che in fondo è così da sempre, la maggior parte delle persone non vuole il meglio, cerca il peggio per sentirsi parte del meglio. Quando trovano qualcosa di buono non sono capaci di apprezzarlo, perché non vogliono migliorarsi; vogliono solo essere rassicurati, ascoltare la canzone già sentita, leggere l’autore conosciuto e così via, da adoranti del prevedibile.
Io no.
Ma io non sono nessuno, se non un poveraccio cinquantacinquenne senza prospettive che digita i propri pensieri su una tastiera, da un paesino disperso nel culo del mondo.
Però, anche se non piace quello che scrivo, guardando quello che condivido si trova qualcosa di utile e non comune; comunque sarà sempre meglio che seguire degli idioti per sentirsi meno idioti.
Torno a dormire.

martedì 8 novembre 2016

595 - LE RECITE LETTERARIE

Non volevo pubblicare libri.
Non ho mai spedito manoscritti a nessun editore, stavo bene anche a pubblicare sul mio blog e condividere sui social, consideravo che ho più lettori così che pubblicando un libro.
Però molti di quelli che leggevano mi dicevano: "Perché non pubblichi un libro che lo compro, ecc...".
Alcuni arrivavano a offendermi perché non avevo mai pubblicato libri.
Allora li ho pubblicati i libri, così la quasi totalità di quelli che mi invitavano a pubblicarli sono spariti, non hanno comprato niente.
Per fortuna non ci ho perso soldi perché mi sono autopubblicato su richiesta, principalmente per essere libero di scrivere come voglio e per non dover essere esposto in qualche serata come un orso ammaestrato agli ordini di qualche editore; ma comunque ho conosciuto editori che mi sembrano brave persone, se dovessero pubblicarmi senza impormi niente potrei anche farlo. Quello che non sopporto è il tentativo di ammaestrare la letteratura e chi scrive.
Non mi vedo ai premi e nei salotti a promuovere il libro, non mi piace quel mondo e non aspiro a farne parte, i premi e i salotti letterari sono frequentati da chi ha voglia di riconoscenze ufficiali, e ho constatato che la maggioranza di coloro che si dichiarano contro poi si scopre che sognano riconoscenze da quel sistema, in pratica lo contestano finché non riescono a farne parte.
Prevalendo perciò le persone false e le aspirazioni a entrare nel sistema esistente non si riesce a organizzare niente di alternativo alla realtà marcia che ci circonda, ognuno in fondo pensa ai suoi interessi, pertanto non ci sarà mai un'organizzazione di scrittori dal basso, capace di cambiare le cose. Lo fanno senza guardare in faccia alla realtà e rendersi conto che si potrebbe fare veramente qualcosa di concreto tra noi, o almeno provarci, ma ormai la do per persa l'occasione. Faccio solo notare che l'editoria è in perdita, al tracollo, ci vorrebbero nuove idee, magari migliori e non si dovrebbero ricalcare modalità in crisi.
Ma se ne parli con lo scrittore "alternativo" tipico ti dice che lui è contro il mercato, gli fa tutto schifo, anche chi cerca di creare un'organizzazione alternativa, ma poi ecco che accetta se ne ha l'occasione tutto quello che a parole contestava, poiché fa parte della sua aspirazione piccolo borghese di avere una rispettabilità in quel mondo consolidato da cui si sente escluso; perciò non gli interessa creare alcuna reale alternativa; perciò io che vado da sempre per la mia strada, senza tanti proclami, ho tutto il diritto di sputargli in faccia, sia metaforicamente che realmente.
Odio le autogiustificazioni, sono quelle che ammazzano il mondo, uno accetta questo sistema, lo dice, punto, e merita più rispetto di un finto alternativo.
L'autogiustificarsi mi ricorda quel racconto di Bolano del torturatore che appena finito l'orario di lavoro si metteva a parlare amichevolmente dei suoi problemi familiari con il torturato, ma ci restava male che questo lo guardava con odio, si chiedeva perché quel torturato non capiva che lui prima stava facendo solo il suo lavoro.
In maggioranza pensano che il mondo fa schifo ma non possono farci niente, quindi è meglio rassegnarsi, mentre è proprio questo modo di pensare il vero problema.
La rassegnazione è quella che ci frega oggi, la rinuncia a priori a ogni forma di protesta, e succede soprattutto qui in Italia.
Noto per esempio che se condivido una petizione non me la firma nessuno, "Tanto cosa vuoi che cambi" mi dicono, o magari mi dicono "Poi mi intasano la casella email con altre petizioni". Rendiamoci conto della situazione odierna, i nostri padri e nonni si facevano ammazzare per quello che ritenevano giusto mentre adesso è troppo disturbo anche solo fare una firma. Ci sono persino quelli che si autocensurano le parole per non venire bannati da Facebook; un giorno stavo criticando Facebook e una mi scrive che sarebbe d'accordo con quanto affermavo, ma non lo scriveva per non farsi cancellare l'account; ecco, a me leggendo queste dichiarazioni viene da ridere, per non piangere, e ovviamente mi cadono le palle.


mercoledì 13 aprile 2016

536 - I POETI NEL WEB

I poeti di facebook
sono i jukebox sfigati della poesia
non prendono neanche la monetina
pagano loro per collegarsi
e scrivere una poesia
sempre nuova, ogni giorno
nuova ma che contenga il proprio personaggio
per riproporsi quotidianamente
per avere qualche secondo di attenzione
per sentirsi apprezzati
per fuggire dalla vita insoddisfacente
per sognare di essere...
per essere
...un jukebox
in un angolino del web
in attesa di un attimo di notorietà
senza nessuna monetina infilata
in nessun orifizio
basta solo un "mi piace"
per sentirsi meglio
e ringraziare riconoscenti
per l'illusione donata.

martedì 16 giugno 2015

454 - GENERAZIONE WEB

Moriremo di miseria e fame,
ci ritroveranno dopo mesi o anni
con un sorriso ebete stampato in faccia
mentre stavamo cercando
post divertenti in facebook
necessari per dimenticarci
la povertà e le rate da pagare
dello smartphone e del computer
necessari per collegarci
al web,
che commosso dalla notizia
ci commemorerà
con quaranta mi piace
una ventina di RIP
e ci scorderà
dopo una decina di minuti.



lunedì 27 aprile 2015

448 - SUICIDI

Negli anni 70 c'era un ragazzo in paese a cui era venuta una malattia per cui perdeva ciuffi di capelli, era rimasto quasi in pelata con ciuffi qua e là, allora al bar dicevano che sembrava gli avessero sparato una fucilata in testa e hanno iniziato a chiamarlo Fucilata, quando lo vedevano gli facevano battute e lo pigliavano continuamente per il culo.
Lui già depresso dal fatto di essere in pelata in un periodo in cui erano di moda i capelli lunghi  ha cominciato a stare sempre in casa, dopo un po' di tempo si è impiccato alla maniglia di una finestra di casa, ci vuole una gran determinazione disperata per impiccarsi dove tocchi con i piedi
Sono passati decenni e ancora adesso in paese se qualcuno ha dei problemi e lo vedono giù di morale gli dicono "Impiccati come Fucilata!", ridendo e pigliandolo per il culo tuttora, dopo anni e anni, per sempre.
I suicidi spesso sono divertenti  proprio per quelli che ne sono stati una causa.
Inoltre tanti si ammazzano per delle stronzate che a loro sembrano in quel momento insormontabili, ma non lo sono. Per esempio una volta ho visto uno che raccontava aveva tentato di ammazzarsi perché aveva una brutta pelle del viso, rovinata dall'acne.
Quel ragazzo detto Fucilata se fosse vissuto oggi che la pelata è di moda non si sarebbe ammazzato, magari se si faceva della palestra e dei tatuaggi  lo avrebbero pure ammirato e rispettato, poiché aderiva a un modello imposto dai media e accettato dalla massa.
Un giorno ho visto casualmente un tipo su facebook scrivere che aveva deciso di suicidarsi e chiedeva gli consigliassero un metodo veloce per farlo, era un tipo magro sui diciott'anni, vestito di nero con un aspetto tra l'emo e l'emorroide, tutti cercavano di farlo desistere, mentre a me pareva il solito imbecille che cercava di attirare attenzioni e pietismi. Notando che era bruttarello e con un naso enorme modello roncola pensai fosse quello il motivo, così scrissi un commento: "Ti consiglio di ammazzarti mettendo la testa nella tazza del cesso e tirando l'acqua, con quella enorme roncola che hai al posto del naso aspiri tutta l'acqua immediatamente e muori all'istante".
Mi pareva perfetto come commento, ironizzando sui suoi difetti gli avrebbe fatto passare ogni idea di suicidio, in quanto se era una posa gli avrebbe fatto capire che era ridicolo, mentre se era un'intenzione seria ridicolizzando il suicidio avrei smontato la stupida mitizzazione che si fanno dell'evento gli aspiranti suicidi.
Stavo per premere il tasto di invio, ma mi ricordai di Fucilata, magari avrei ottenuto l'effetto contrario, ironizzando troppo lo avrei fatto ammazzare veramente e forse poi mi sarebbe dispiaciuto, ci sarei rimasto male.
Vidi proprio in quel momento che una ragazza sua amica aveva scritto stava andando a casa sua per farlo desistere, allora cancellai il commento.
Ho rivisto il tipo sempre casualmente su facebook dopo alcuni anni, ostentava una certa ricchezza, si era fatto crescere la barba e aveva messo una foto in cui si pavoneggiava della sua auto nuova con i cerchioni in lega.
Probabilmente sarebbe stato meglio lo avessi spedito quel commento, magari in circolazione c'era uno stronzo in meno.



mercoledì 28 gennaio 2015

421 - TELEVISIONE E STUPIDITA'

La televisione rimbambisce la gente si sente sempre dire e la colpa delle condizioni in cui ci troviamo è della televisione, io invece credo che la gente dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e smetterla di scaricare le proprie manchevolezze sulla televisione.
Sarebbero stupidi ugualmente anche senza televisione, infatti se leggono i giornali, se comprano libri, se vanno al cinema, se navigano in internet quasi tutti cercano solamente e unicamente stupidaggini, solo la stupidità li fa sentire a proprio agio.
Anzi guardando certi programmi considerati idioti si evolvono, sono ancora più cretini dei programmi e a vederli hanno un miglioramento; esempio se vedono Maria De Filippi che tratta alla pari degli altri un ballerino extracomunitario diventano un po' meno razzisti.
Stanno proprio messi male; la maggioranza degli italiani stimata in oltre due terzi della popolazione non riesce a capire un articolo di giornale.
C'è il discorso della pubblicità e dei comportamenti che vengono indotti a fini politici o di lucro, ma siamo la nazione che si è tenuta per un ventennio un regime fascista, se non ci fosse stata la guerra sarebbe durato ancora, e non c'era la televisione a cui dare la colpa per la stupidità.
Guardiamo in faccia alla realtà: siamo circondati da gente subdola, codarda, che non capisce niente e si venderebbe per un piatto di spaghetti.
La televisione non ha alterato più di tanto la sostanza delle cose, anche se tutti la spegnessero non cambierebbe la testa marcia che hanno.
La televisione sarà anche un mostro che inebetisce la gente ma il meccanismo è già dentro le persone, in realtà  la tv è un elettrodomestico, basta che te lo gestisci; io guardo la tv ma salto i programmi di merda, le pubblicità non le conosco, i tg idioti non li guardo, guardo Rainews se guardo un tg, abbiamo da decenni in mano il telecomando, si pigia il bottone, si cambia se una cosa fa schifo e si guarda quel cazzo che si vuole, però se uno è già idiota guarda fisso nello schermo il suo vuoto, sta lì ipnotizzato fisso e aspira tutto quello che viene propinato.
Perciò se spegni tutte le tv restano sempre cretini uguali, ricominciano come quando non c'era la tv a spiare i vicini e a parlare dei cazzi altrui, perché sono vuoti, inutile illudersi tanto.
Anche la retorica del libro oggetto sacro e di redenzione  si scontra con la realtà, vedo che in testa alle classifiche ci sono sempre Moccia, Vespa, Volo, ecc, ed  è tutto veicolato dalla pubblicità, raramente dal gusto personale perché non hanno gusti propri, sono fatti così; e persino i libri più validi, visti come fonte di salvezza per l'umanità, hanno il limite che parlano a quelli che già la pensano in quel modo, e scelgono quel libro per rafforzare le loro opinioni, un vegetariano non comprerà un libro a favore dell'alimentazione con proteine animali e viceversa uno che la pensa in maniera opposta.
Adesso la tv è meno seguita e tanti sono su internet, ma vedo ugualmente diffusi comportamenti idioti nonché discorsi da merda allucinanti,  e si vedono delle pagine di Facebook tipo "quanto è buona la nutella" con ottocentomila fan, mentre altre che fanno informazione intelligente hanno qualche centinaio di persone al massimo.
Seguono le stronzate anche senza che glielo dica la tv.
Pasolini era un grande e preveggente, ma aveva un'idea poetica di un mondo pretelevisivo che purtroppo non c'è mai stato; io sono vissuto in casa con i miei nonni pretelevisivi e l'ho conosciuto un po', il consumismo era minore ma non c'era quella indipendenza di ragionamento che permette di pensare in maniera autonoma.
Infatti come dicevo il fascismo è regnato grazie alla propaganda, nonostante non ci fosse la televisione, il meccanismo sbagliato è dentro la testa di chi non riesce a ragionare per conto proprio.
Pure pensare che se il tale ha detto questo allora è verità e vangelo diventa un atteggiamento che fa parte di quel meccanismo, anche se il tale è un grande, anche se si chiama Pasolini, tu individuo ragiona sempre con la tua testa, sempre, altrimenti il meccanismo imputato alla cattiva tv ce l'avrai dentro di te; tante persone non riescono ad avere pareri propri, dovrebbe aiutarli a imparare a pensare una scuola non indottrinante, ma non succede, ritengono troppo pericolosi per la società dei consumi gli individui pensanti in maniera autonoma.
Non nasciamo stupidi ma la stupidità è la via più facile nell'esistenza e in maggior parte la seguono, poi procreano e influenzano la prole con questa loro visione.
La tv era un mezzo di massa ora in decadenza, ma anche nei periodi peggiori se uno cercava magari in orari assurdi c'erano delle cose validissime, penso a Fuori orario e ai tanti capolavori devastanti proposti, o a certi speciali di approfondimento, o anche ai video musicali, ce n'erano di bellissimi, vere opere d'arte, ricordo New Frontier di Donald Fagen a esempio.
Basta volere e trovi , ora col digitale terrestre a casa mia ho più di cento canali diversi con ogni argomento 24 ore al giorno, per cui se mi mettessi a guardare un'idiozia è perché sono io l'idiota, c'è scelta per non esserlo.


martedì 13 marzo 2012

149 - Poesia viscerale da facebook

Raccolta di poesia viscerale per capire il presente della letteratura
con, tra gli altri, il fantasmagorico Andreas Finottis.
Non mi hanno messo le s finali del nome per un errore tipografico, ma è l'unico piccolo difetto di questo imprescindibile libro.
E costa solo 12 fottutissimi euro.
Clicca sulla scritta sottostante per averlo:

http://www.ibs.it/code/9788897681021/lardichella-road-poetry.html