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venerdì 7 luglio 2017

646 - LA POESIA DEI VUOTI PERSI

Cerco di descrivere la poesia
dei viali deserti
dei vicoli abbandonati
dei cazzi inutilizzati
delle fighe dimenticate
dei culi sfondati
delle vite perse
dei vuoti mai resi
diventati cocci sui piazzali
che brillano di riflessi notturni
tra fazzoletti di carta pieni di sperma secco
e cani randagi che rovistano nelle immondizie
con i lampioni che ballano cigolando
spinti dal vento
danza la luce disperata che fanno
su ogni animale senza padrone
su ogni profilattico sborrato
e su tutti quei pezzi di realtà
che mi porto dentro
dimenticati da tutti
raccontati da me
schifati dai poeti premiati
evitati dai lettori televisivizzati.

Qualche giorno fa
sono entrato in una stazione ferroviaria dismessa
con l'erba che cresceva sulla banchina
davanti alle panchine arrugginite
mi aggiravo solo tra i vecchi tabelloni spenti
con un senso di pace
uscendo
c'era una prostituta africana
seduta sul muretto esterno di recinzione
aveva una faccia simpatica
avrei voluto baciarla
prenderla per mano
e andare via con lei
in un'altra dimensione
raccontandole che stavo bene
perché avevo appena azzerato
le mie fondamenta/scorie
ammirando la fine
delle nostre sovrastrutture,
ma ho proseguito
verso un nuovo pensiero
di persone, oggetti, attimi
smarriti
smarrendomi, nuovamente.



mercoledì 20 luglio 2016

566 - PERSI

A me piace la poesia delle menti perse nelle strade dimenticate.
Visioni inattese e paesaggi polverosi.
Senza nessuna patina di rispettabilità.

M'immagino Mario Santiago Papasquiaro
mentre camminava di notte,
vagando
ubriaco di alcol e poesia per le strade di Città del Messico
bestemmiando ogni dio e ogni istituzione,
per trovare le parole giuste
per colpire le brutture del mondo,
per non pubblicarle le poesie
per perdere e ritrovare idee e parole
perdendo e ritrovando se stesso.

O penso tutti gli altri poeti
persi
aggrappati alle loro parole
su fogli precari
svolazzanti cangianti evanescenti
nel tempo
con le parole naufragate
tra i sogni e le disperazioni.

Io amo tutto questo,
amo i perdenti e i dimenticati,
i disperati e i disadattati,
amo chi si perde per trovarsi
e odio
chi fa star male questa splendida gente,
iniziando dai poeti da esposizione
col manico della scopa in culo
e parole desuete in bocca
inutili, tronfi
orripilanti
fanno scappare
chi cerca una qualche forma di poesia
e la poesia autentica, di cui dicevo.

lunedì 28 settembre 2015

487 - SOGNI PERSI

Da bambino sognavo:

di fare il ferroviere che guida un treno rosso,

di fare il battelliere che guida un battello del Mississipi con la ruota dietro,

di fare il pilota di un idrovolante che vola sui fiumi in Amazzonia,

di fare il vigile del fuoco che salva persone e animali dagli incendi,

di fare l'acrobata del circo al trapezio che tutti lo guardano a bocca aperta col fiato sospeso.

Invece sono diventato un disoccupato del cazzo.



mercoledì 5 agosto 2015

466 - PERSI NEL TEMPO

Tutte le parole che non ti ho detto
me le sono messe in tasca
e tastavo a ogni passo
per sentire se erano ancora con me.

Mi hanno accompagnato
tra vicoli tossici e notti solitarie.

Le stringevo quando barcollavo
per aggrapparmi alla mia parte migliore
che nessuno ha mai conosciuto.

Poi quel giorno che ti ho rivista
le ho tirate fuori per regalartele
ma erano diventate parte di me,
erano il mio sangue e le mie budella.

Tu scappasti inorridita
vedendo le interiora
del pupazzetto perfetto
che desideravi avere a disposizione.

Io ero già perso e finito
dall'inizio e senza di te
definitivamente
mi sono ritrovato
alzando la testa dagli sguardi quotidiani,
guardando il cielo che scorre
sfuggendo tra i tetti dall'assedio dei palazzi .

466 - PERSI NEL TEMPO

Tutte le parole che non ti ho detto
me le sono messe in tasca
e tastavo a ogni passo
per sentire se erano ancora con me.

Mi hanno accompagnato
tra vicoli tossici e notti solitarie.

Le stringevo quando barcollavo
per aggrapparmi alla mia parte migliore
che nessuno ha mai conosciuto.

Poi quel giorno che ti ho rivista
le ho tirate fuori per regalartele
ma erano diventate parte di me,
erano il mio sangue e le mie budella.

Tu scappasti inorridita
vedendo le interiora
del pupazzetto perfetto
che desideravi avere a disposizione.

Io ero già perso e finito
dall'inizio e senza di te
definitivamente
mi sono ritrovato
alzando la testa dagli sguardi quotidiani,
guardando il cielo che scorre
sfuggendo tra i tetti dall'assedio dei palazzi .