Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

giovedì 7 luglio 2011

61 - MOMENTI NEL VENTO

il vento che sorvola il pontile
agitando il mare nella notte illuminata dalla luna piena
una nave passa all'orizzonte con le sue luci
si espandono nelle stelle
i tuoi capelli biondi danzano nell'aria
e con occhi umidi mi guardi
mentre i tuoi capezzoli turgidi
tra le camicie aperte
mi entrano nell'anima,
giochiamo con le lingue,
respiriamo insieme.
Certi momenti dovrebbero durare in eterno.


martedì 5 luglio 2011

60 - NON CHIAMATELI MATTI O RITARDATI

Con amici abbiamo visto delle persone che scendevano da una corriera di una gita organizzata, dal comportamento si vedeva che erano differenti, alcuni risero di loro, io no, e rimproverai i miei amici facendo notare che non è giusto ridere dei problemi dei poveri disgraziati, con cui la natura non era stata benigna.
Si vedeva che questi infelici quando parlavano cercavano un po' di comprensione, cercando lo sguardo di complicità dell'interlocutore, facevano discorsi forse banali e un po' assurdi, ma ci credevano, erano persone semplici, vestite male con colori improbabili, ma avevano diritto quanto i cosiddetti "normali" a esprimersi e a vivere senza essere emarginati da battute superficiali o cattive.
Anzi, va ammirata l'associazione che organizza gite per far vivere a queste persone disgraziate momenti che nella loro vita sono senz'altro importanti, li inserisce nella società nella maniera migliore, bisogna dare il proprio contributo ad associazioni simili, lo meritano, io mi sono scritto il nome che c'era sulla corriera per fare una donazione, l'associazione si chiama: lega nord.
Aiutateli.

59 - SONO STANCO

sono stanco di essere vivo
sono stanco di essere morto
porto a spasso il mio corpo
mostro a tutti la mia maschera
dovrei mostrare i pensieri o il cazzo
perché possano capirmi
e sarei più a mio agio in pubblico
se condividono i miei pensieri
o il mio cazzo
sarebbe il modo ideale
per conoscerci, finalmente

lunedì 4 luglio 2011

58 - FUOCO

Mio nonno era un piromane
bruciava tutto, quasi continuamente
i vicini protestavano, quasi continuamente
lui raccoglieva immondizie,
pezzi di legno, copertoni, sterpaglie
che si rilassava a bruciare
era stato in guerra
odiava Mussolini e Hitler
invece delle favole
mi raccontava storie di stragi e torture
aveva disertato, era un pregiudicato
fumava continuamente nazionali
beveva continuamente vino e liquori
si faceva strani cappelli con quello che trovava
giornali, sacchi di cemento, borse della spesa
lo consideravano un matto
ma non glielo dicevano, lo temevano
dicono che gli assomiglio molto
non credo
ma quando do fuoco a qualcosa
mi rilasso.

Il fuoco purifica. 

sabato 2 luglio 2011

57 - COME ACQUISTARE UN'AUTO BUONA CON POCHI SOLDI

Macchine usate da pochi soldi, tristemente abbandonate sul prato fuori dalla concessionaria, non le mettono neanche dentro la notte, aspettano un poveraccio o andranno all'autodemolizione, io e alcuni stranieri le guardiamo con desiderio, apriamo le porte,ci sediamo per sentire il sedile se è sfondato, proviamo il volante per sentire le condizioni della scatola dello sterzo, proviamo la pedaliera, il cambio, scendiamo e controlliamo le gomme, apriamo il cofano e controlliamo i minimi particolari del vano motore.
E quando fiuti l'occasione devi precipitarti a comprarla perché altrimenti se la prende un altro, vince il più furbo ed esperto, ma io in questo campo non penso proprio di avere rivali, tanta esperienza e molto intuito mi permettono di essere di una bravura inarrivabile.
Ho preso una Volkswagen blu da mille euro, 180.000 km raggiunti da poco, unico proprietario, perfette condizioni meccaniche (la cosa più importante), un po rovinata di carrozzeria, aria condizionata manco col cazzo, vetri elettrici idem, ma è bellissima col suo fascino vintage e alla guida si prova una sensazione di benessere perché sembra di averlo messo in culo al sistema capitalistico, anche se è stata una scelta obbligata, ma sicuramente mi piace la mia nuova auto vecchia, poi cosa vuoi che ti diano con mille euro, ho fatto il tagliando e cambiato la batteria (cosa consigliata su un auto vecchia e ferma da tempo), incredibilmente funziona tutto e c'è pure lo stereo, ma è rotto.
Davanti al supermarket hard discount mi ha salutato un africano gigantesco sui due metri, l'ho salutato e dopo mi sono ricordato, era insieme a me che cercava un auto da pochi soldi, ho visto che saliva con la borsa della spesa su una Ford Fiesta terz'ultimo modello bella e perfetta di carrozzeria, mentre passava ho sentito che funzionava la sua autoradio, si sentiva con i vetri chiusi, ho l'impressione che la sua abbia anche il climatizzatore e funzionante, passando mi ha salutato nuovamente ridendo.
Ride tanto, penso che l'abbia pure pagata meno della mia.


.

56 - SUMMERTIME




Sera d'estate sulla riviera adriatica,
passeggiando sul lungomare,
ero piccolo, con la mia famiglia
parco giochi multicolorato pieno di famiglie,
tutti rilassati sorridenti e vocianti,
bar gelati e bibite, risate e giochi,
da una radio accesa una voce disse:
"Summertime significa tempo d' estate
canta Janis Joplin"
tutti parlavano ridevano
ma io sentivo un lamento
sentivo un vento che saliva di forza
aumentava sempre più
una bufera spostava tutto
un tuono
squarciò il mondo davanti a me
ringhiava disperazione e rabbia
lanciando lampi
mentre un uragano distruggeva tutto
spezzava le persone
sfondava i palazzi
portava il cervello oltre le stelle
e te lo rimetteva lì
stravolto
camminavo in un altro pianeta,
niente era più uguale a prima,
ero entrato in un'altra dimensione
tutti erano diversi
loro erano burattini insensibili
i discorsi li sentivo da una lontananza siderale,
mi parlavano
non rispondevo
ero via di lì,
ma come facevano dopo un evento del genere
a continuare con quelle stupidate,
chi sono questi?
Erano differenti da me,
la famiglia, gli amici, la gente,
ora erano completamente differenti.
Solo e sconvolto in un altro mondo,
sensazione di ipersensibilità
e di essere nel posto giusto per me.
Non è cambiato niente, da allora sono io,
senza Janis Joplin non sarei dentro la mia vita
confuso e solitario.
Janis Joplin non la ringrazierò mai abbastanza.







venerdì 1 luglio 2011

55 - GABBIE DI CEMENTO

Teste di cemento con genitali di plastica sorridono trionfanti
ridono scemi e felici
io triste vedo la disperazione
loro ottimisti vedono solo il loro naso sniffante
hanno cementato la natura
animali selvaggi derisi e rinchiusi in gabbie
cercano di ingabbiare il dissenso
ma se vi avvicinate solo un po
vi strappo il sorriso, me lo mangio e ve lo cago in faccia
siete finiti, fuori dal tempo e dalla natura
i vostri figli, i vostri nipoti sono solo vecchia merda secca
la natura prima o poi presenta il conto
e se non sei in armonia con lei ti fa a pezzi
il cemento non vi proteggerà.



giovedì 30 giugno 2011

54 - L' UOMO PIU' BELLO DEL MONDO

Se mi vedete ora non si direbbe ma verso i 18/ 20 anni sono stato l'uomo più bello del mondo.
Ero di una bellezza mai vista, infinita, indescrivibile, le ragazze mi abbordavano loro, mi baciavano, mi palpavano il culo quando passavo, anche qualche uomo lo faceva, una volta mentre stavo parlando in compagnia di diverse persone una esagitata ha tentato di succhiarmelo attraverso i pantaloni, un'altra volta ero andato allo zoo e ho visto un paio di scimpanzé che si masturbavano al mio passaggio.
Poi ho fatto una dieta di alcol e psicofarmaci e dopo pochi anni sembravo il fratello scemo di Vasco Rossi.
Poi mi sono messo a fare arti marziali e dopo alcuni anni sembravo il fratello scemo di Van Damme.
Poi ho cercato di sviluppare il cervello con l'arte e ora sembro il fratello scemo di Enzo Biagi.
L'unica certezza della mia vita è sembrare il fratello scemo di qualcuno.
Però sono stato l' uomo più bello del mondo, vaffanculo.


53 - SBIRRI

Accendo la tv: sbirri, sbirri ovunque, belli, bravi, intelligenti, simpatici.
Esco di casa: sbirri, sbirri ovunque, un poco meno belli, bravi, intelligenti, simpatici.
Possono: fermarti, legarti, imprigionarti, toglierti tutto quello che hai di più caro.
Lo possono fare in qualunque attimo della tua vita, ogni secondo, ogni giorno.
Anche se non hai fatto niente: errore giudiziario o stavi antipatico a qualcuno.
Possono in ogni momento perquisirti infilandoti le mani dentro: casa, automobile, borsetta, tasche, orecchie, naso, gola, figa, culo.
E se per qualche motivo protesti ti sfondano la calotta cranica a manganellate.
Ma ti amano, lo fanno per il tuo bene, per far rispettare le regole, sono pagati da te, sono tuoi dipendenti, come potrebbero non amarti.
Tu sta sempre zitto, rispetta le regole prestabilite e quando vedi uno sbirro bacialo delicatamente sulla bocca sussurrandogli: "Ti amo sbirro".
Vedrai che i suoi occhi si illumineranno di ulteriore amore per te.

martedì 28 giugno 2011

52 - LA BOMBA

Mi avevano preso, tagliato il petto e messo una bomba a orologeria dentro, l'avevano rinchiuso, se l'avessi tolta sarei morto subito, se la lasciavo sopravvivevo fino a quando esplodeva, si sentiva il ticchettio , perennemente lì a ricordarmi la morte, ma la gente rideva, quando mi vedeva rideva.
Ridevo anch'io, mi piaceva ridere e vedere la gente divertirsi, ma il ticchettio perenne della bomba non era uno scherzo, era la morte che ogni secondo mi chiamava, io ridevo, tutti ridevano.
Poi cominciai a sentirmi male, mi venne voglia di fare una poesia triste, la scrissi con una cinepresa.
La bomba scoppiò.
Mi trovai davanti un anziano, capelli lunghi e barba bianca, seduto su una vecchia moto custom blu con una birra in mano.
Gli chiesi: "Chi sei?"
Rispose: "Tu piuttosto, qual è il tuo nome?"
Dissi: "Massimo"
"Avrai anche un cognome?"
Risposi: "Troisi"
Si mise a ridere, mi fece salire sulla moto.
Ci allontanammo tra le stelle.






domenica 26 giugno 2011

51 - IL PENDOLARE

Scese dal treno, nella stazione la gente proseguiva ognuno sul suo binario con i suoi pensieri, lo aspettava l' ufficio, le solite facce, i discorsi del calcio del lunedì, i sorrisi finti ai dirigenti, gli sguardi torvi tra colleghi.
Senza lavoro muori - continuava a ripetersi - non si può vivere senza lavoro, hai 51 anni, non ne trovi un altro, niente, devi andarci.
Erano più di vent'anni, sempre quella vita, non ce la faceva, non ce la faceva più, si sentiva soffocare, non respirava, si distese su una panchina, tutto girava, sudava freddo, lampeggi di buio, si tolse il giubbotto , lo appoggiò sulla panchina, si sentiva come a morire in un deserto, era pieno di gente ma era solo, qualcuno lo guardava ma proseguiva, si sollevò da disteso, si sedette e appoggiò la testa tra le mani, chiuse gli occhi, si sentiva morire, sudava ed aveva freddo nello stesso istante, non ne poteva più di quella vita, non ne poteva più, stette così per un po a meditare, poi alzò la testa dalle mani, aprì gli occhi, era tutto uguale a prima, stessi visi indifferenti, si voltò, non c'era più il giubbotto, rubato, c'erano telefono portafogli chiavi di casa, senza niente, senza nessuno.
Si sollevò, aveva una strana sensazione di tranquillità che l'inebriava, cominciò a camminare a caso, uscì dalla stazione e cominciò a fare l' autostop.
Nessuno lo trovò più.
Lui si trovò.

sabato 25 giugno 2011

50 - ANNI DOPO

Ti ho vista
mentre mangiavi il solito gelato color sterco
con occhi da vacca rassegnata
hai avuto ciò che volevi
marito, casa, famiglia
pizza, gelato, vacanze
e un'espressione sempre più da scema.

venerdì 24 giugno 2011

49 - GENTE

Cammino per la strada
facce che non si sa cosa nascondano
maschere
dietro può esserci un universo di bellezza
o immense mostruosità
o entrambi
buoni assassini caritatevoli ladri gentili stupratori
spesso più personalità convivono nella stessa persona
non sai chi c'è dentro
chi ti sta davanti
non sai chi c'è dentro
di te


48 - PACE & AMORE

Colazione
odio la parola colazione
sono nervoso e cattivo
quando passo per strada la gente si sposta
ogni minima cosa mi dà sui nervi
e quando sento un adulto
dire: "Faccio colazione"
o vedo che beve tenendo con due mani la tazza
percepisco comportamenti indotti dalle pubblicità
mi irrito
e mi vien voglia di dargli un calcio in faccia
che gli spacchi la tazza sul viso.

Parole e atteggiamenti idioti m'infastidiscono
sono i miliardi di calci in faccia ricevuti dalla vita
che li restituisco con gli interessi
a chi rappresenta ciò che mi reprime
se mi trattano male
se mi danno fastidio.

Ero il buon cane randagio
bastonato
sono diventato un lupo feroce.

E ringraziate il cielo che sono pacifista!


47 - L'AMORE È ...MERDA LIQUIDA

A me sta sul cazzo l'amore
l'amore è una malattia mentale
è la copertina del libro dell'odio
è una parola falsa che piace agli ipocriti
chi si riempie la bocca d'amore
ha il cervello pieno di merda liquida
un cazzo nella figa è l'amore nella realtà
e quando uno dei due si stanca
finisce l'amore, e pure la merda liquida
nasci solo, cerchi illusioni, muori solo
e se dovessi trovare che stai bene con una persona
non è certo amore
ma sintonia, amicizia, complicità, sesso
e tu ragazza, e tu ragazzo
che cerchi l'amore
masturbati fino a svenire
e ti salverai la vita.

mercoledì 22 giugno 2011

46 - ARMONIA NATURALE

Dal seme cresce un albero
tra i rami
foglie e danze di sole
albe, giorni, tramonti, notti
stagioni, anni
foglie verdi, gialle, rossicce
cadono, rinascono
e il vento, dolcemente o selvaggiamente
accarezza i rami
bacia il tronco
e scorre la linfa
nella bellezza della natura
in un albero, la vita.

Un leggero rumore in sottofondo
sempre più forte,
più forte
schianto a terra,
segato
diventerà stuzzicadenti
per togliere caccole dai denti
mentre un infinito deserto
darà spazio ai nuovi prodotti
fabbricati
per alzare il Pil
e morire
soli con i soldi.

martedì 21 giugno 2011

45 - SOCIETA' PER AZIONI

Bocche aperte
volano rapide
dentro la gabbia
teste scoppiate
vegetali umani
stronzi piegati

domenica 19 giugno 2011

44 - Attimi

Sono l'uomo che ogni giorno muore quando si addormenta
e rinascerà se si sveglierà
quello che ogni attimo può essere l'ultimo o il primo o niente
un cazzo d'attimo, niente , semplici cazzi d'attimi
scorrono, scorrono
hai vent'anni sogni nelle mutande e orgasmi nella testa
ti alzi, spalanchi gli occhi, ne hai cinquanta
guardi allo specchio e vedi un viso secco vecchio
ma ieri ne avevi venti e oggi ti ritrovi
con quella faccia di merda allo specchio
e la prossima volta che ti svegli ne avrai ottanta o novanta
se ci sarai
la faccia sarà ancora più di merda secca
dentro ne avrai sempre venti
e saranno passati pochi giorni per te.

Che cazzo di storia è questa?

La tua,
non perdere attimi
o gli attimi perderanno te
o è lo stesso, vaffanculo anche la vita.

Salvador Dalì - La persistenza della memoria (1931)



sabato 18 giugno 2011

43 - LA FINE DEL MONDO

Ormai ne era sicuro, stava per accadere.
La fine del mondo sarebbe arrivata tra 48 ore al massimo, il meteorite stava per scontrarsi con la terra, proveniva dalle profondità spaziali a una velocità mai vista, al di fuori di ogni  regola acquisita dalla scienza.
Guglielmo telefonò ai Vigili del fuoco, ma non fece in tempo a spiegare il pericolo imminente perché gli riattaccarono il telefono invitandolo a fare in culo.
Provò con tutti gli altri numeri utili che trovò sull' elenco telefonico, ma il risultato fu simile, commiato compreso.
Poi si ricordò di aver scritto nell' agenda il numero di un centro avvistamento extraterrestri, aveva visto il presidente che aveva dato il numero in un programma televisivo, e lui se l' era scritto, ne era sicuro, infatti eccolo lì, telefonò subito, rispose una voce di ragazza
- Sì, pronto.
Guglielmo chiese - Centro avvistamento extraterrestri? Devo urgentemente parlare con il presidente.
- Ah sì, è mio padre, non c'è, è stato ricoverato.
- Ma è urgentissimo, dov'è ricoverato devo parlargli.
Lei seccata - E' nel reparto psichiatrico e non può ricevere visite.
- E il vicepresidente c'è?
- Mio padre era l'unico membro del centro.
E riattaccò il telefono.
Lui non sapeva a chi rivolgersi, uscì di casa.
Provò nei bar, sorrisi di scherno e battute lo accompagnavano.
Nessuno lo ascoltava.
Aveva provato a spiegare che l'unica probabilità di salvarsi era di rifugiarsi in montagna, perché il meteorite sarebbe sicuramente caduto in mare e avrebbe causato un onda gigantesca che avrebbe sconvolto tutte le terre emerse fino alla propria altezza.
Era l' unico con il computer collegato al telescopio tramite un programma di calcolo astronomico da lui inventato, tutto dava per certo l' arrivo del meteorite.
Niente da fare nessuno lo ascoltò.
Lui si rifugiò in montagna.
Il meteorite arrivò e si schiantò contro il pianeta.
Era però più piccolo del previsto a causa dell' usura della velocità, non cadde in mare e non causò danni eccessivi.
Tutti continuarono a vivere come prima.
Guglielmo nessuno lo vide più in giro.
Un giorno mentre recuperavano i resti del meteorite trovarono sotto i resti di un uomo e di un computer con uno strano programma di calcolo astronomico.





lunedì 13 giugno 2011

42 - LA BATTAGLIA

 http://grotslair.wordpress.com/2011/05/28/mostri-assortiti-2/#jp-carousel-877  


Jackson Green era un ragazzo bianco di ceto medio-alto, aveva 28 anni, aveva cominciato a dirigere l'azienda del padre dopo la laurea, aveva un buon successo con le donne e curava moltissimo il suo aspetto: ci teneva a fare bella figura.
C'era solo un problema che lo tormentava: il cagamento; il dover cagare tutti i giorni gli sembrava una cosa non degna di un laureato di successo e in carriera, per non parlare delle scomodità connesse.
Con esercizi di concentrazione era riuscito ad arrivare  a cagare una volta alla settimana, però quando succedeva erano dolori partorire uno stronzo infinito che regolarmente ostruiva il water e il dover manovrare con lo scopino per liberare la tazza e gli schizzi che spesso gli arrivavano sul suo taglio di capelli impeccabile e in faccia mentre cercava di risolvere l'inghippo, e inoltre ogni volta doveva pure lavarsi accuratamente il culo nel bidet, una noiosa perdita di tempo.
Una volta si era schizzato la faccia, allora si era fatto il bidet e lavato la faccia, velocemente si era controllato allo specchio perché era in ritardo a un appuntamento con una splendida bionda.
Mentre stava cenando romanticamente in un lussuoso ristorante assaporò il vino consigliatogli dal sommelier e sentì uno strano retrogusto, un profumo misto di fragole, muschio e stronzo.
Insospettito da quel vino  dal sapore di stronzo muschiato alla fragola con una scusa si allontanò e andò in bagno dove con orrore si accorse di uno strano riflesso marrone sul suo ciuffo di capelli neri, toccò delicatamente con la punta delle dita, annusò e poi se le mise in bocca e assaggiò, i suoi peggiori timori si erano avverati, era originale merda pura, uno schizzo sfuggito al controllo troppo veloce.
Cominciò a lavarsi le mani forsennatamente, poi il ciuffo se lo bagnò, poi se lo insaponò e stava per sciacquarlo quando sentì che stava venendo qualcun altro in bagno, allora si chiuse nella cabina di cagaggio, infilò la fronte nella tazza, tirò l'acqua e si sciacquò per bene il suo ciuffo.
Uscì dalla cabina, si pettinò velocemente, si asciugò sotto il getto d'aria calda in fretta, uscì dal bagno e riprese elegantemente posto al tavolo.
Però sentiva più odore da merda di prima, cercò di fare l' indifferente ma la sua bionda compagna continuava ad annusare con un espressione di disgusto, lui le disse che il ristorante non era come le altre volte, il mangiare aveva un gusto che non lo convinceva, lei assentì non molto convinta e continuava a osservarlo con una strana espressione, poi lei si allontanò verso il bagno, lui sicuro di sé si passò una mano tra i capelli e notò un colore giallastro tra le dita, non poteva essere ancora merda sua, lui cagava stronzi settimanali di colore scuro, non merda squacquara giallastra, non era merda sua pensò, sospirando tranquillo.
Dopo un attimo ci ripensò ed ebbe un'illuminazione: era merda altrui!
Intuì che quando si era sciacquato la testa nella tazza si era appoggiato al bordo con la nuca e sul bordotazza resti di squacquara erano in agguato, poi pettinandosi se l'era passata accuratamente tra i capelli, corse in bagno per verificare, si osservò in uno specchio: era pieno di riflessi biondastri, uscì di corsa dal bagno, pagò il conto con una generosa mancia al cameriere, gli suggeri una scusa da riferire alla ragazza assente, cose di lavoro, e si allontanò veloce e disperato.
Uscendo dal ristorante notò la bionda che aspettava il taxi piegata in due: rideva e vomitava; lui fuggì, non aveva fatto una bella figura quella volta.
Da quel giorno si trasferì in un altra città e cominciò la sua battaglia contro il cagaggio.
Cominciò con il farsi la doccia ogni volta che aveva finito di defecare e prima della doccia si lavava il culo energicamente affinché non sapesse da merda e si ripassava il buco del culo con uno scopino per pulire le bottiglie, così da non avere traccia di merda neanche nel buco del culo.
Ma era sempre una cosa scomoda per un uomo impegnato come lui, allora si decise a coronare il suo sogno, andò in una costosissima clinica e si fece modificare l'organismo, una cosa sperimentale dal costo altissimo: consisteva in una trasformazione dell'organismo per cui la merda fuoriusciva per la bocca.
Jackson era felicissimo, l'intervento era riuscito perfettamente, adesso cagava con la bocca, bastava che si leccasse le labbra e poi mangiasse una caramella e non si notava nulla.
Quando doveva cagare si appartava con classe in un angolo ed evacuava con la bocca la merda che doveva fare e poteva tornare subito dalle sue ragazze, che erano felici di frequentare una persona talmente elegante da non cagare per il culo ma per la bocca.
L'alito finito l'effetto caramella lasciava a desiderare, ma le comodità e la praticità erano enormi, i vantaggi indubbi.
Durante una convention di manager in un'isola tropicale si scordò di cagare per più di una settimana ed essendo già stato abituato a questi tempi non se ne accorse, quando dovette cagare lo stronzo che uscì dalla bocca era talmente enorme che si bloccò e Jackson morì soffocato con il suo enorme stronzo che stava uscendo dalla bocca.
Non fece una bella figura neanche quella volta, con la fotografia del suo cadavere con lo stronzo orale pubblicata sui giornali di tutto il mondo nella rubrica delle curiosità.
La merda aveva vinto ancora!


- ringraziamenti per l'immagine al prode Grotesquer:
 cliccate qui ed entrerete nell'incredibile tana di Grotesquer