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sabato 9 agosto 2014

361 - Come creare una startup

"Nonno aiutami tu, voglio un giocattolo nuovo" disse il bambino povero piangendo, prese la manona di suo nonno sdraiato sul divano sotto il condizionatore al massimo, ma staccandosi la manona gli restò nelle sue manine.
Essendo suo nonno morto da diversi mesi lo tenevano nascosto in casa, perché non avevano i soldi per il funerale, e così potevano anche continuare a ritirare la sua pensione con una falsa delega.
Il bambino smise di piangere e sorrise divertito ritrovandosi in mano questo nuovo giocattolo, corse subito a cercare una scatola nella discarica di rifiuti per fare come nella famiglia Addams, che avevano una mano dentro una scatola.
Tornò a casa la mamma del bambino e vide che mancava la mano del vecchio, prese il cellulare e chiamò subito il marito: "Ciaknorris ha staccato un altro pezzo di mio padre, non ne posso più, l'altro ieri ha staccato gli occhi per farsi le biglie, ieri con la dentiera si è fatto le nacchere, oggi ha staccato la mano. Dobbiamo liberaci del cadavere, sta marcendo ormai, rischiamo di prendere delle malattie, e tu invece di aiutarmi stai tutto il giorno a giocare i pochi soldi che abbiamo alle macchinette, sei un imbecille incapace"
Dal telefono una voce rabbiosa tuonò: "Sentimi bene troia sfondata dal cervello di gallina: non azzardarti più a rompermi il cazzo mentre sono concentrato a calcolare i sistemi vincenti, pensa a buttare via meno soldi tu che devi andare col gippone pure al bar a cento metri da casa, tutte le settimane vestiti nuovi, e da parrucchiera ed estetista, che sono tutti soldi buttati, resti sempre una cessa con una faccia da merda, vaffanculo. Quando vengo a casa ci penso io a sistemare quella merda di vecchio putrefatto." E riattaccò di colpo.
Lei si mise a piangere, quando le parlava in quel modo si sentiva morire dentro, in fondo che c'era di male se voleva fare un po' di vita bella, come gli altri, anche se risparmiava su tutto per farlo, saltavano di mangiare spesso, ma era più importante di tutto non farsi vedere poveri.
Si asciugò le lacrime e si mise a cucinare la verdura che aveva trovato nel cassonetto dietro al supermercato, accese la tv per distrarsi da quella malinconia.
Vide dal monitor da 60 pollici al plasma un servizio del tg su chi faceva collezione di animali imbalsamati.
Quando tornò il marito a casa bestemmiando incazzato, perché come al solito con i suoi metodi vincenti aveva perso tutti i soldi, cercò di calmarlo spiegandogli la brillante idea che le era venuta.
"Max, possiamo imbalsamare mio padre dandogli l'aspetto di un animale strano e venderlo a qualche collezionista, così continuiamo a tirare la pensione, ci liberiamo del cadavere putrefatto e ci guadagniamo pure dei soldi"
Max disse:  "Sei una genia Katiuscia!"
Si mise a piangere e si inginocchiò ai suoi piedi, grande e grosso come un orso grigio, iniziò a baciarli chiedendole scusa per averle urlato quelle offese al telefono.
A Katiuscia piacevano quei momenti, quando lo aveva ai suoi piedi, disposto a tutto per lei, si sedette su una sedia della cucina, sfilò i piedi sudati dai sandali e glieli fece leccare a lungo, e mentre lui leccava lei con una mano si masturbava.
Suonò il campanello.
Si ricomposero frettolosamente, Max andò ad aprire la porta.
Era il solito postino con le solite ingiunzioni di pagamento che rompevano i coglioni quasi ogni giorno.
Firmò, e mentre stava per chiudere la porta vide che stava tornando a casa suo figlio Ciaknorris con una scatola, tenne aperta la porta, " Cosa hai combinato oggi birbante?"
"Mi sono fatto un nuovo gioco con un pezzo di nonno, papà!" Ed entusiasta mostrò al padre la scatola come la famiglia Addams che aveva fatto.
Il padre si complimentò ma gli disse che dovevano aggiustare il nonno, di tirare fuori tutti i pezzi che aveva tolto.
Dopo mangiato Max e suo figlio Ciaknorris andarono in soffitta in cerca di vecchi colletti in pelo dei giubbotti, presero tutti quelli che trovarono e con la colla gli attaccarono al nonno, per farlo sembrare un orso o qualcosa del genere.
Gli rimisero anche occhi, dentiera e mano che aveva preso il figlio, sugli occhi aveva scritto col pennarello i nomi di due ciclisti famosi poiché aveva giocato a biglie di ciclisti con un suo amico, non si poteva togliere la scritta.
Riuscirono a conciare il cadavere come una specie di animale, sembrava uno yeti con scritto sugli occhi Quintana e Nibali.
"Lo yeti ha gli occhi scuri, diamogli il nero fino a coprire le scritte." disse Katiuscia.
Colorarono gli occhi di nero, così sembrava uno yeti con le pupille dilatate che prendevano tutto l'occhio, una specie di yeti cocainomane morto.
L'aspetto ora andava bene, bisognava imbalsamarlo.
Max trovò alla sala slot uno che conosceva, un macellaio appassionato di caccia e del gioco, pieno di debiti, che arrotondava facendo qualsiasi cosa, anche illecita; chiese a lui spiegando la situazione e accettò immediatamente. Andarono a casa, caricarono il vecchio yetizzato sul furgone della macelleria e se lo portò via.
Dopo alcuni giorni telefonò il macellaio che aveva finito, e riportò il cadavere imbalsamato a casa di Max, era venuto benissimo, sembrava proprio uno yeti cocainomane, misero l'annuncio su internet e già il giorno dopo avevano un'offerta da un giapponese, offriva una bella cifra, 20 mila euro, accettarono subito.
Quando Max ebbe i soldi diede la sua parte a macellaio e il resto lo investì nei suoi metodi di gioco vincenti.
Restò senza soldi dopo poche settimane, allora insieme al macellaio ebbe l'idea di mettersi d'accordo col becchino che aveva anche lui debiti e il vizio del gioco, misero su un'attività nel retro della macelleria che si rivelò proficua: trasformavano i morti in yeti imbalsamati e li vendevano sul web.
Ma Katiuscia quando venne a saperlo andò nella loro sede e minacciò di scatenare il finimondo essendo stata sua l'idea, li ricattò con la minaccia di denunciarli, quando si misero ad implorarla si fece leccare i piedi lungamente da tutti e tre quei pirla viziosi masochisti, da allora prese lei il comando dell'attività.
Così dopo alcuni anni nacque la Yeti Imbalsamati Spa, una delle società che tutti i guru della finanza consigliano come investimento, e alla guida ora c'è un giovane manager legato ai vecchi azionisti: Ciaknorris Brambilla.


lunedì 13 giugno 2011

42 - LA BATTAGLIA

 http://grotslair.wordpress.com/2011/05/28/mostri-assortiti-2/#jp-carousel-877  


Jackson Green era un ragazzo bianco di ceto medio-alto, aveva 28 anni, aveva cominciato a dirigere l'azienda del padre dopo la laurea, aveva un buon successo con le donne e curava moltissimo il suo aspetto: ci teneva a fare bella figura.
C'era solo un problema che lo tormentava: il cagamento; il dover cagare tutti i giorni gli sembrava una cosa non degna di un laureato di successo e in carriera, per non parlare delle scomodità connesse.
Con esercizi di concentrazione era riuscito ad arrivare  a cagare una volta alla settimana, però quando succedeva erano dolori partorire uno stronzo infinito che regolarmente ostruiva il water e il dover manovrare con lo scopino per liberare la tazza e gli schizzi che spesso gli arrivavano sul suo taglio di capelli impeccabile e in faccia mentre cercava di risolvere l'inghippo, e inoltre ogni volta doveva pure lavarsi accuratamente il culo nel bidet, una noiosa perdita di tempo.
Una volta si era schizzato la faccia, allora si era fatto il bidet e lavato la faccia, velocemente si era controllato allo specchio perché era in ritardo a un appuntamento con una splendida bionda.
Mentre stava cenando romanticamente in un lussuoso ristorante assaporò il vino consigliatogli dal sommelier e sentì uno strano retrogusto, un profumo misto di fragole, muschio e stronzo.
Insospettito da quel vino  dal sapore di stronzo muschiato alla fragola con una scusa si allontanò e andò in bagno dove con orrore si accorse di uno strano riflesso marrone sul suo ciuffo di capelli neri, toccò delicatamente con la punta delle dita, annusò e poi se le mise in bocca e assaggiò, i suoi peggiori timori si erano avverati, era originale merda pura, uno schizzo sfuggito al controllo troppo veloce.
Cominciò a lavarsi le mani forsennatamente, poi il ciuffo se lo bagnò, poi se lo insaponò e stava per sciacquarlo quando sentì che stava venendo qualcun altro in bagno, allora si chiuse nella cabina di cagaggio, infilò la fronte nella tazza, tirò l'acqua e si sciacquò per bene il suo ciuffo.
Uscì dalla cabina, si pettinò velocemente, si asciugò sotto il getto d'aria calda in fretta, uscì dal bagno e riprese elegantemente posto al tavolo.
Però sentiva più odore da merda di prima, cercò di fare l' indifferente ma la sua bionda compagna continuava ad annusare con un espressione di disgusto, lui le disse che il ristorante non era come le altre volte, il mangiare aveva un gusto che non lo convinceva, lei assentì non molto convinta e continuava a osservarlo con una strana espressione, poi lei si allontanò verso il bagno, lui sicuro di sé si passò una mano tra i capelli e notò un colore giallastro tra le dita, non poteva essere ancora merda sua, lui cagava stronzi settimanali di colore scuro, non merda squacquara giallastra, non era merda sua pensò, sospirando tranquillo.
Dopo un attimo ci ripensò ed ebbe un'illuminazione: era merda altrui!
Intuì che quando si era sciacquato la testa nella tazza si era appoggiato al bordo con la nuca e sul bordotazza resti di squacquara erano in agguato, poi pettinandosi se l'era passata accuratamente tra i capelli, corse in bagno per verificare, si osservò in uno specchio: era pieno di riflessi biondastri, uscì di corsa dal bagno, pagò il conto con una generosa mancia al cameriere, gli suggeri una scusa da riferire alla ragazza assente, cose di lavoro, e si allontanò veloce e disperato.
Uscendo dal ristorante notò la bionda che aspettava il taxi piegata in due: rideva e vomitava; lui fuggì, non aveva fatto una bella figura quella volta.
Da quel giorno si trasferì in un altra città e cominciò la sua battaglia contro il cagaggio.
Cominciò con il farsi la doccia ogni volta che aveva finito di defecare e prima della doccia si lavava il culo energicamente affinché non sapesse da merda e si ripassava il buco del culo con uno scopino per pulire le bottiglie, così da non avere traccia di merda neanche nel buco del culo.
Ma era sempre una cosa scomoda per un uomo impegnato come lui, allora si decise a coronare il suo sogno, andò in una costosissima clinica e si fece modificare l'organismo, una cosa sperimentale dal costo altissimo: consisteva in una trasformazione dell'organismo per cui la merda fuoriusciva per la bocca.
Jackson era felicissimo, l'intervento era riuscito perfettamente, adesso cagava con la bocca, bastava che si leccasse le labbra e poi mangiasse una caramella e non si notava nulla.
Quando doveva cagare si appartava con classe in un angolo ed evacuava con la bocca la merda che doveva fare e poteva tornare subito dalle sue ragazze, che erano felici di frequentare una persona talmente elegante da non cagare per il culo ma per la bocca.
L'alito finito l'effetto caramella lasciava a desiderare, ma le comodità e la praticità erano enormi, i vantaggi indubbi.
Durante una convention di manager in un'isola tropicale si scordò di cagare per più di una settimana ed essendo già stato abituato a questi tempi non se ne accorse, quando dovette cagare lo stronzo che uscì dalla bocca era talmente enorme che si bloccò e Jackson morì soffocato con il suo enorme stronzo che stava uscendo dalla bocca.
Non fece una bella figura neanche quella volta, con la fotografia del suo cadavere con lo stronzo orale pubblicata sui giornali di tutto il mondo nella rubrica delle curiosità.
La merda aveva vinto ancora!


- ringraziamenti per l'immagine al prode Grotesquer:
 cliccate qui ed entrerete nell'incredibile tana di Grotesquer