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lunedì 19 settembre 2016
sabato 17 settembre 2016
578 - MYSTIC MAN
Una volta nella piazza del paese arrivò un "mystic man", come cantava Peter Tosh in quel periodo.
Sembrava appena uscito dalla macchina del tempo.
In pieno periodo tra il punk e la new wave girava vestito come oltre dieci anni prima, da hippie orientaleggiante, era proprietario di un banchetto al mercato di oggettini orientali, profumi e foulard. Era un bel ragazzo sui 25 anni, alto circa 185 centimetri e magro, sbarbato con capelli castani lunghi e lisci, perfetti, parevano freschi di parrucchiera evidenziando una notevole attenzione all'aspetto estetico, dietro a una ricercata apparente trascuratezza.
Camminava con un modo di fare autorevole, pieno di sé e di collane, collanine, braccialetti, emanando anche un forte profumo.
Alcune ragazzine presenti lo guardavano ammirate
Chiese in giro se c'era del fumo, ma non c'era in quel momento chi ce l'aveva. Allora un manovale edile tatuato, basso e grosso gli disse. - Vieni qui che mi è avanzato da ieri sera un pezzetto da fare una canna, ce la fumiamo tutti assieme.-
Il mistico disse: - Grazie, sediamoci sull'erba, facciamo un cerchio per raccogliere le buone energie.-
Andò tra le siepi, a sedersi con le gambe incrociate in mezzo all'erba e alle merde di cane.
Gli altri lo seguirono perplessi, si sedettero ognuno a suo modo, il manovale tatuato restò in piedi e con le spalle appoggiate a un albero rollò la canna, la accese e dopo un paio di tiri, la passò a un suo amico accanto a lui, che fece un altro paio di tiri e la passò al mistico.
Il mistico unì le mani come in preghiera, prese la canna dalla parte dei mignoli e portando la mani davanti alla fronte, puntando la canna in alto, cominciò a lamentarsi con gli altri: - Non sapete fumare, il fumo è sacro, ma voi fumando in questa maniera attirate solo energie negative, in questo momento le percepisco, invece dobbiamo attirare energie buone, positive, vi insegno io come si fa a fumare bene: intanto chi prepara deve dire quando è tutto pronto "Bambulè" e tutti devono rispondere "Bambulè", dopo la accende, fa i suoi tiri e quando la passa dice "Buon Shiva", e così deve fare ognuno quando la passa a un altro, deve sempre dire "Buon Shiva", in modo da scacciare le energie negative ed avere un buon viaggio, poi si deve tirare così...-
Avvicinò con aria solenne la bocca tra il pollice e l'indice delle mani unite e aspirò lentamente, lungamente, poi con gli occhi socchiusi tenne il fumo dentro, dopo diversi secondi, lo espulse fuori con calma, sempre con gli occhi socchiusi, si riavvicinò lentamente le mani alla bocca per dare una seconda tirata...ma non tirò niente...gli strappò via dalle mani giunte la canna il manovale, urlandogli: - Se non la smetti di fare il deficiente ti sfondo di calci, mi finisci la canna perdendo tempo con le tue stronzate, vaffanculo fuori dai coglioni! -
Il mistico tra le risate si alzò e si allontanò.
Poco dopo stava lamentandosi con dei vigli urbani, dicendo che mentre si era allontanato un attimo gli avevano fregato parecchi oggetti dalla bancarella e tutti i soldi dalla cassa, aveva detto ai vicini di bancarella di dare un'occhiata alla sua roba ma loro avevano da fare, o magari pure a loro il mistico saccente stava sul cazzo.
Però aveva ragione quando diceva che percepiva cattive energie, gli stavano fregando tutto.
Sembrava appena uscito dalla macchina del tempo.
In pieno periodo tra il punk e la new wave girava vestito come oltre dieci anni prima, da hippie orientaleggiante, era proprietario di un banchetto al mercato di oggettini orientali, profumi e foulard. Era un bel ragazzo sui 25 anni, alto circa 185 centimetri e magro, sbarbato con capelli castani lunghi e lisci, perfetti, parevano freschi di parrucchiera evidenziando una notevole attenzione all'aspetto estetico, dietro a una ricercata apparente trascuratezza.
Camminava con un modo di fare autorevole, pieno di sé e di collane, collanine, braccialetti, emanando anche un forte profumo.
Alcune ragazzine presenti lo guardavano ammirate
Chiese in giro se c'era del fumo, ma non c'era in quel momento chi ce l'aveva. Allora un manovale edile tatuato, basso e grosso gli disse. - Vieni qui che mi è avanzato da ieri sera un pezzetto da fare una canna, ce la fumiamo tutti assieme.-
Il mistico disse: - Grazie, sediamoci sull'erba, facciamo un cerchio per raccogliere le buone energie.-
Andò tra le siepi, a sedersi con le gambe incrociate in mezzo all'erba e alle merde di cane.
Gli altri lo seguirono perplessi, si sedettero ognuno a suo modo, il manovale tatuato restò in piedi e con le spalle appoggiate a un albero rollò la canna, la accese e dopo un paio di tiri, la passò a un suo amico accanto a lui, che fece un altro paio di tiri e la passò al mistico.
Il mistico unì le mani come in preghiera, prese la canna dalla parte dei mignoli e portando la mani davanti alla fronte, puntando la canna in alto, cominciò a lamentarsi con gli altri: - Non sapete fumare, il fumo è sacro, ma voi fumando in questa maniera attirate solo energie negative, in questo momento le percepisco, invece dobbiamo attirare energie buone, positive, vi insegno io come si fa a fumare bene: intanto chi prepara deve dire quando è tutto pronto "Bambulè" e tutti devono rispondere "Bambulè", dopo la accende, fa i suoi tiri e quando la passa dice "Buon Shiva", e così deve fare ognuno quando la passa a un altro, deve sempre dire "Buon Shiva", in modo da scacciare le energie negative ed avere un buon viaggio, poi si deve tirare così...-
Avvicinò con aria solenne la bocca tra il pollice e l'indice delle mani unite e aspirò lentamente, lungamente, poi con gli occhi socchiusi tenne il fumo dentro, dopo diversi secondi, lo espulse fuori con calma, sempre con gli occhi socchiusi, si riavvicinò lentamente le mani alla bocca per dare una seconda tirata...ma non tirò niente...gli strappò via dalle mani giunte la canna il manovale, urlandogli: - Se non la smetti di fare il deficiente ti sfondo di calci, mi finisci la canna perdendo tempo con le tue stronzate, vaffanculo fuori dai coglioni! -
Il mistico tra le risate si alzò e si allontanò.
Poco dopo stava lamentandosi con dei vigli urbani, dicendo che mentre si era allontanato un attimo gli avevano fregato parecchi oggetti dalla bancarella e tutti i soldi dalla cassa, aveva detto ai vicini di bancarella di dare un'occhiata alla sua roba ma loro avevano da fare, o magari pure a loro il mistico saccente stava sul cazzo.
Però aveva ragione quando diceva che percepiva cattive energie, gli stavano fregando tutto.
domenica 11 settembre 2016
577 - SCARAFAGGI
Ho la casa piena di scarafaggi, poiché sono ecologista non do il veleno ma dopo mezzanotte so che escono, allora vado nei punti strategici e con i miei magici sandali del numero 44 rapidamente li schiaccio. Poi li raccolgo con la paletta raccogli polvere e al mattino seguente li getto nel campo dietro casa, per la gioia degli uccelli insettivori.
Mi sono così inserito nella catena alimentare dell'ecosistema della zona.
Però ieri sera ho schiacciato quello che credo sia stato l'ultimo,
Ora dovrei procurarmi altri scarafaggi per non essere licenziato anche dall'ecosistema.
Mi sono così inserito nella catena alimentare dell'ecosistema della zona.
Però ieri sera ho schiacciato quello che credo sia stato l'ultimo,
Ora dovrei procurarmi altri scarafaggi per non essere licenziato anche dall'ecosistema.
576 - Rock progressivo, punk, new wave e il problema delle caccole
Quando vedo Roberto Saviano che parla mi distrae, non sta mai fermo, si tocca il naso, si gratta la pelata, si mette le dita in bocca, negli occhi, nelle orecchie, ecc...e facendo così mi ricorda un venditore di elettrodomestici che conoscevo.
Se andavi nel suo negozio e ti spiegava come funziona qualcosa era uguale, solo che era in versione meno soft, lui era molto più hard.
Aveva un aspetto trasandato, sui sessant'anni con barba e capelli lunghi, sembrava un povero disperato senzatetto anche dal modo in cui era vestito, persino i colori dei vestiti sembravano opachi, coperti di polvere, era un allevamento di acari semovente. Aveva il negozio pieno di santini e crocifissi, era un cattolico praticante, ma dedito al culto sozzonista.
Mentre spiegava si toglieva gli occhiali con le lenti fumé marroni e con aria pensierosa alternando i pollici si puliva le croste degli occhi, poi si rimetteva gli occhiali ma poco dopo si infilava la punta del pollice e dell'indice nelle fossette del naso per rovistare le caccole vicine all'uscita nasale, finita la parentesi caccolista passava nelle orecchie scavando con l'unghia appositamente lunga dei mignoli dentro, per estrarre il cerume, poi stringeva le mani a pugno per raccogliere le forze e spartire equamente sulle dita e nella mano il raccolto; a volte tornava indietro, dalle orecchie al naso agli occhi, traslocando le varie secrezioni corporali, per cui una eventuale ispezione poteva trovargli delle caccole del naso nelle orecchie o del cerume nel naso o un mix di tutto attaccato alle ciglia degli occhi.
Quando aveva finito si grattava lungamente con le dita i peli della barba, imboscandoci i residui scovati. Chiudeva la spiegazione pulendosi con pollice e indice destri i lati della bocca e porgendoti immediatamente dopo la sua mano destra.
Io avendo subito notato con altri che mi precedevano questo suo atteggiamento avevo imparato, quando sentivo stava per chiudere il discorso mi allontanavo repentinamente, fingendomi interessato a qualcosa, poi, mostrando una certa fretta, prendevo la direzione dell'uscita ringraziandolo della spiegazione e salutandolo con un cenno della mano, da lontano.
Probabilmente si sarà chiesto perché ero sempre di fretta.
Però una volta mi ha fregato, mi sono voltato per allontanarmi ma dietro aveva spostato le lavatrici chiudendomi la solita via di fuga, non passavo, ero intrappolato!
Mi ha teso la mano... l'ho stretta.
Sono uscito senza mettermela nemmeno in tasca e sono entrato in un bar poco distante, andando dritto al bagno a lavarmela.
Probabilmente sarò un po' troppo schizzinoso, ma non mi entusiasma girare con la mano sporca di caccole e residui corporali vari di un cattolico, e neppure se fossero degli appartenenti ad altri culti religiosi mi entusiasmerebbe la faccenda.
Inoltre alle caccole va giustamente posto un limite, perché hanno una vita propria, si incollano ovunque e viaggiano nello spazio e nel tempo, ho visto con i miei occhi caccole del naso attaccate a banconote, tra la pagine di un libro preso in biblioteca, attaccate sulla tasca destra posteriore dei calzoni bianchi stretti di uno che voleva fare il figo, attaccate a dischi dei Genesis.
Ecco, i Genesis credo siano la rock band preferita dai rovistatori di caccole più accaniti così come il rock progressivo sia il loro genere musicale preferito, con quelle lunghe canzoni sognanti tra il rock, il jazz e la musica classica, che sono l'ideale per abbandonarsi allo scaccolamento senza limiti.
Anche i punk, notoriamente opposti e nemici dei seguaci del rock progressivo, con brani brevi in cui contava più l'energia trasmessa che la tecnica esibita, mentre ascoltavano la musica non avevano molto tempo per scaccolarsi ma nelle pause ne ho visti molti scaccolarsi in pubblico, come per dimostrare un anticonformismo anche alle regole dell'igiene e del buon senso.
Sarà anche per questo che io mi sento new waver più che punk, pur avendo condiviso lo spirito sovversivo del punk degli albori, uno spirito che infatti è traslocato subito nella new wave innovativa e imprevedibile, mentre il punk perdeva questo spirito iniziale uniformandosi a certi canoni e diffondendosi su larga scala.
Quindi è meglio la new wave, anche perché i new waver non si scaccolano mai in pubblico.
Se andavi nel suo negozio e ti spiegava come funziona qualcosa era uguale, solo che era in versione meno soft, lui era molto più hard.
Aveva un aspetto trasandato, sui sessant'anni con barba e capelli lunghi, sembrava un povero disperato senzatetto anche dal modo in cui era vestito, persino i colori dei vestiti sembravano opachi, coperti di polvere, era un allevamento di acari semovente. Aveva il negozio pieno di santini e crocifissi, era un cattolico praticante, ma dedito al culto sozzonista.
Mentre spiegava si toglieva gli occhiali con le lenti fumé marroni e con aria pensierosa alternando i pollici si puliva le croste degli occhi, poi si rimetteva gli occhiali ma poco dopo si infilava la punta del pollice e dell'indice nelle fossette del naso per rovistare le caccole vicine all'uscita nasale, finita la parentesi caccolista passava nelle orecchie scavando con l'unghia appositamente lunga dei mignoli dentro, per estrarre il cerume, poi stringeva le mani a pugno per raccogliere le forze e spartire equamente sulle dita e nella mano il raccolto; a volte tornava indietro, dalle orecchie al naso agli occhi, traslocando le varie secrezioni corporali, per cui una eventuale ispezione poteva trovargli delle caccole del naso nelle orecchie o del cerume nel naso o un mix di tutto attaccato alle ciglia degli occhi.
Quando aveva finito si grattava lungamente con le dita i peli della barba, imboscandoci i residui scovati. Chiudeva la spiegazione pulendosi con pollice e indice destri i lati della bocca e porgendoti immediatamente dopo la sua mano destra.
Io avendo subito notato con altri che mi precedevano questo suo atteggiamento avevo imparato, quando sentivo stava per chiudere il discorso mi allontanavo repentinamente, fingendomi interessato a qualcosa, poi, mostrando una certa fretta, prendevo la direzione dell'uscita ringraziandolo della spiegazione e salutandolo con un cenno della mano, da lontano.
Probabilmente si sarà chiesto perché ero sempre di fretta.
Però una volta mi ha fregato, mi sono voltato per allontanarmi ma dietro aveva spostato le lavatrici chiudendomi la solita via di fuga, non passavo, ero intrappolato!
Mi ha teso la mano... l'ho stretta.
Sono uscito senza mettermela nemmeno in tasca e sono entrato in un bar poco distante, andando dritto al bagno a lavarmela.
Probabilmente sarò un po' troppo schizzinoso, ma non mi entusiasma girare con la mano sporca di caccole e residui corporali vari di un cattolico, e neppure se fossero degli appartenenti ad altri culti religiosi mi entusiasmerebbe la faccenda.
Inoltre alle caccole va giustamente posto un limite, perché hanno una vita propria, si incollano ovunque e viaggiano nello spazio e nel tempo, ho visto con i miei occhi caccole del naso attaccate a banconote, tra la pagine di un libro preso in biblioteca, attaccate sulla tasca destra posteriore dei calzoni bianchi stretti di uno che voleva fare il figo, attaccate a dischi dei Genesis.
Ecco, i Genesis credo siano la rock band preferita dai rovistatori di caccole più accaniti così come il rock progressivo sia il loro genere musicale preferito, con quelle lunghe canzoni sognanti tra il rock, il jazz e la musica classica, che sono l'ideale per abbandonarsi allo scaccolamento senza limiti.
Anche i punk, notoriamente opposti e nemici dei seguaci del rock progressivo, con brani brevi in cui contava più l'energia trasmessa che la tecnica esibita, mentre ascoltavano la musica non avevano molto tempo per scaccolarsi ma nelle pause ne ho visti molti scaccolarsi in pubblico, come per dimostrare un anticonformismo anche alle regole dell'igiene e del buon senso.
Sarà anche per questo che io mi sento new waver più che punk, pur avendo condiviso lo spirito sovversivo del punk degli albori, uno spirito che infatti è traslocato subito nella new wave innovativa e imprevedibile, mentre il punk perdeva questo spirito iniziale uniformandosi a certi canoni e diffondendosi su larga scala.
Quindi è meglio la new wave, anche perché i new waver non si scaccolano mai in pubblico.
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venerdì 9 settembre 2016
575 - Da bambino volevo volare via
Abitavo in una casa rosso sangue lungo una strada statale trafficatissima, la più pericolosa d'Italia, prima nella classifica degli incidenti mortali. Migliaia di camion e auto passavano ininterrottamente e fragorosamente giorno e notte a pochi metri dalla porta e dalle finestre sul lato sud della casa.
Mentre dietro casa, sul lato nord, eri immerso in una realtà opposta, un paesaggio che iniziava con un enorme salice piangente alto otto metri che sbatteva con le lunghe fronde contro la casa sporcandola di verde e come un sipario apriva dietro di lui un altro mondo, verde campagna, multicolori fiori di campo, uccellini, animali, insetti ci vivevano gioiosi, abbracciati da un orizzonte fatto di campi di terra coltivati, inframezzati da boschi, case, stalle e sullo sfondo il grande argine del fiume.
Sul lato est c'era, duecento metri dopo casa, una zona industriale, con fabbriche micidiali e vapori tossici, una produceva vernici e ogni tanto ne scartava e le riversava nei fossi, facendoli diventare di ogni sorta di colore; un'altra produceva mangime per pesci sciogliendo col solvente carcasse di animali ed emanando una puzza pestilenziale, una volta un paio di operai sono caduti in una cisterna, uno è morto subito e l'altro con i vapori è impazzito, lo hanno poi portato in un istituto dove è rimasto, incapace di intendere e volere, per decenni, fino alla fine dei suoi giorni.
Subito dopo la zona industriale c'era una vasta discarica intercomunale a cielo aperto di immondizie, con copertoni, plastica e ogni sorta di rifiuti che bruciavano in continuazione.
Sul lato ovest della mia casa invece c'era un paesaggio metropolitano, cominciava con un palazzo di appartamenti dell'edilizia popolare, poi un incrocio con una strada comunale che era diventato il ritrovo della piccola delinquenza della zona, poi negozi, case, la scuola e un viavai continuo di gente indaffarata, operai, agricoltori, impiegati, pescatori, commercianti, delinquenti, assicuratori, prostitute, frati, ritardati mentali e soprattutto casalinghe, infinite casalinghe, una marea di casalinghe di ogni foggia e dimensione. Non esistevano donne che lavoravano o donne single, lì tutte erano casalinghe sposate perennemente indaffarate, forse qualcuna non era sposata ma fingeva di esserlo, perché le rarissime di cui si sapeva non avevano marito venivano guardate male, come delle appestate, avevano qualcosa che non andava, erano considerate in pratica delle merde umane da guardare con compatimento; così come gli uomini non sposati, anche loro erano considerati merde o matti, non a posto con il cervello, comunque dei paria fuori casta.
Nel caotico continuo vociare di questo affollamento umano come degli spot pubblicitari si inserivano, sovrastando le altre, le potenti voci dei venditori ambulanti : "Callegari Amaro, Amaro Callegari" del rappresentate dell'amaro del Cavalier Callegari; "Taio rosso taio romagnolo" del venditore di angurie di qualità romagnola; "Gambari gambari gambari oooooh" del venditore di gamberi che prolungava la frase urlando un oh finale come un tenore per richiamare l'attenzione della gente; "Maria vola pesce?" di una venditrice di pesce, con una grande bicicletta arrugginita dotata di due enormi portapacchi davanti e dietro pieni di cassettine bianche con dentro il pesce fresco, si fermava davanti alle porte delle case urlando a squarciagola per chiedere alla Maria della casa se voleva del pesce, si chiamavano quasi tutte Maria le donne e pure lei si chiamava Maria, era la "Maria del pesce".
Tra questi multiformi scenari c'ero io, leggevo continuamente libri di favole o avventure e fumetti, spesso mi arrampicavo su qualche albero dove rimanevo anche per ore a leggere o a immaginarmi di essere Tarzan; poi quando scendevo cercavo di costruire delle assurde macchine volanti, che mi facessero volare via, lontano da tutto.
Ma non volavano mai, ancorate a terra, non si sollevavano di un millimetro.
Allora andavo a giocare con i miei amici al nostro parco giochi che era la discarica di rifiuti dopo la zona industriale, avevamo tutti un coltello a scatto e lo tiravamo contro un qualche bersaglio facendo scommesse, o spaccavamo le bottiglie con le pietre, oppure cercavamo tra i rifiuti se c'era qualcosa di interessante, a esempio dei giocattoli rotti che poi aggiustavamo oppure dei fumetti o anche degli oggetti in ferro che raccoglievamo, caricavamo su un carrettino preso al nonno di uno di noi e lo portavamo al ferrivecchi, quindi con i soldi ricavati andavamo in qualche bar a spenderceli tutti in bibite, gelati, jukebox e flipper.
martedì 6 settembre 2016
574 - SMARRENDO L'IMPALPABILE
domenica 4 settembre 2016
573 - AMIAMO I NOSTRI TORTURATORI
Siamo animali da macello
spiati, schedati, catalogati
numerati
controllati
in ogni nostra espressione
in ogni nostra espressione
bloccati
quando usciamo dal consentito
quando usciamo dal consentito
torturati
con sostanze chimiche tossiche
con sostanze chimiche tossiche
sfruttati
per il profitto di chi comanda.
per il profitto di chi comanda.
Ma il sistema di controllo
in questo campo di concentramento
piace ed è difeso dai prigionieri torturati
poiché impone pensieri e desideri
facendosi chiamare: libertà.
![]() |
| Immagine di Pawel Kuczynski |
lunedì 29 agosto 2016
572 - PULVISCOLO NELLO SPAZIOTEMPO
Siamo volatili cellule destinate a svanire
che si aggrappano a qualsiasi cosa
possa fare immaginare
al di là della labilità dei nostri tempi,
potendo così distrarsi
dimenticando
di vivere la vita.
Chi fugge dalla propria esistenza
perde
se stesso.
Ogni tempo
che non riempiamo
ci vola via.
che si aggrappano a qualsiasi cosa
possa fare immaginare
al di là della labilità dei nostri tempi,
potendo così distrarsi
dimenticando
di vivere la vita.
Chi fugge dalla propria esistenza
perde
se stesso.
Ogni tempo
che non riempiamo
ci vola via.
![]() |
| Giovanni Segantini: Ave Maria ai monti |
martedì 23 agosto 2016
571 -- ATTRAZIONI
Spesso le donne più sono basse più sono attratte da quelli alti, invece a quelle alte piacciono i bassi, mi è capitato di conoscere una alta più o meno come me e non le piacevo, le piaceva un mio amico basso, proprio per l'altezza, me lo ha detto lei che era attratta da quelli di bassa statura.
Oppure conoscevo una che sarà stata poco più di un metro e mezzo, con la testa non mi arrivava alle spalle e diceva a me che ero troppo basso, gli piacevano quelli altissimi, difatti c'era uno grasso che sarà stato oltre un quintale e mezzo per circa due metri di altezza, lei lo guardava come John Belushi quando ha visto la luce durante la predica di James Brown...impallidiva, farfugliava le parole, diceva che è bellissimo...ma lui faceva obiettivamente schifo al cazzo, era brutto, antipatico e fatto come una damigiana gigantesca con la barba, praticamente le piaceva solo per il fatto che era enorme.
A me fa vomitare la barba, la taglio appena mi cresce, e se fossi una donna a un barbuto non gliela farei nemmeno vedere, invece noto che a molte donne il barbuto stimola l'ormone, sono attratte solo dai barbuti.
Ricordo anche una che conoscevo da Bologna, mi ha raccontato di una sua amica fanatica dei ragazzi con i capelli lunghissimi, si era fidanzata con uno lungocrinito ma un giorno lui si è tagliato i capelli corti e lei si è arrabbiata, così lo ha lasciato, diceva non gli piaceva più.
Ma potrei dire lo stesso anche dei gusti degli uomini, ognuno ha una qualche fissazione, uno che conoscevo mi confidò lo eccitavano da impazzire quelle che puzzano di sudore.
Il fatto è che la gente è quasi tutta deficiente, uomini, donne o x che siano, hanno gusti idioti che rasentano o a volte oltrepassano la follia, un classico esempio sono quelli che si innamorano delle fotocopie umane di loro padre o della loro madre, e ne vedo molti, qualche problemino mentale evidentemente ce l'hanno.
Per fortuna io mi sono accorto fin dall'infanzia che le persone in maggioranza sono veramente malate di mente, perciò non le bado e cerco di essere me stesso, se piaccio bene e se non piaccio possono comodamente andarsene affanculo.
Meglio soli che Mal dei Primitives accompagnati.
Oppure conoscevo una che sarà stata poco più di un metro e mezzo, con la testa non mi arrivava alle spalle e diceva a me che ero troppo basso, gli piacevano quelli altissimi, difatti c'era uno grasso che sarà stato oltre un quintale e mezzo per circa due metri di altezza, lei lo guardava come John Belushi quando ha visto la luce durante la predica di James Brown...impallidiva, farfugliava le parole, diceva che è bellissimo...ma lui faceva obiettivamente schifo al cazzo, era brutto, antipatico e fatto come una damigiana gigantesca con la barba, praticamente le piaceva solo per il fatto che era enorme.
A me fa vomitare la barba, la taglio appena mi cresce, e se fossi una donna a un barbuto non gliela farei nemmeno vedere, invece noto che a molte donne il barbuto stimola l'ormone, sono attratte solo dai barbuti.
Ricordo anche una che conoscevo da Bologna, mi ha raccontato di una sua amica fanatica dei ragazzi con i capelli lunghissimi, si era fidanzata con uno lungocrinito ma un giorno lui si è tagliato i capelli corti e lei si è arrabbiata, così lo ha lasciato, diceva non gli piaceva più.
Ma potrei dire lo stesso anche dei gusti degli uomini, ognuno ha una qualche fissazione, uno che conoscevo mi confidò lo eccitavano da impazzire quelle che puzzano di sudore.
Il fatto è che la gente è quasi tutta deficiente, uomini, donne o x che siano, hanno gusti idioti che rasentano o a volte oltrepassano la follia, un classico esempio sono quelli che si innamorano delle fotocopie umane di loro padre o della loro madre, e ne vedo molti, qualche problemino mentale evidentemente ce l'hanno.
Per fortuna io mi sono accorto fin dall'infanzia che le persone in maggioranza sono veramente malate di mente, perciò non le bado e cerco di essere me stesso, se piaccio bene e se non piaccio possono comodamente andarsene affanculo.
Meglio soli che Mal dei Primitives accompagnati.
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domenica 14 agosto 2016
570 - FUORI DAI CANONI
Ho sentito una che diceva, a una sua amica, lei è anni non va al mare perché non passa la prova costume. Una che non va al mare perché è grossa credo proprio sia scema completa, si fa imporre dei canoni estetici dalla pubblicità e così si rovina la vita. Tra l'altro aveva la borsa con la spesa ed era piena di pacchi di biscotti e brioche, magari se mangiasse meno dolciumi calerebbe il culo da damigiana. Oppure mangia quel cazzo che vuoi e fregatene.
Invece vogliono mangiare come maiali senza un domani e avere il fisico da top model.
Ne ho visto un'altra grossa che girava a metà agosto vestita di nero e con un maglione legato in vita, per occultare il culo.
Pensa di affascinare messa così, che non si veda sotto il maglione il culo a due piazze. Magari trova uno che vuole accoppiarsi con lei e che fa? Si tiene il maglione legato in vita anche quando tromba o spegne tutte le luci, così secondo lei il partner non vede e non sente che ha il culone. Non so che idee si facciano!
Sembra una falsona una che si comporta così, al massimo trova qualche disperato morto di figa terminale che se la zompa per scaricarsi l'apparato urogenitale e poi fugge via.
Invece bisogna accettarsi, per essere accettati.
Evitando di farsi schiavizzare dai canoni estetici imposti.
Invece vogliono mangiare come maiali senza un domani e avere il fisico da top model.
Ne ho visto un'altra grossa che girava a metà agosto vestita di nero e con un maglione legato in vita, per occultare il culo.
Pensa di affascinare messa così, che non si veda sotto il maglione il culo a due piazze. Magari trova uno che vuole accoppiarsi con lei e che fa? Si tiene il maglione legato in vita anche quando tromba o spegne tutte le luci, così secondo lei il partner non vede e non sente che ha il culone. Non so che idee si facciano!
Sembra una falsona una che si comporta così, al massimo trova qualche disperato morto di figa terminale che se la zompa per scaricarsi l'apparato urogenitale e poi fugge via.
Invece bisogna accettarsi, per essere accettati.
Evitando di farsi schiavizzare dai canoni estetici imposti.
sabato 13 agosto 2016
569 - Charles Bronson
Una volta nei primi anni 80 ho incontrato casualmente un tossico in pelata più vecchio di me, mi attaccò discorso raccontandomi che spesso quando lo fermavano i poliziotti gli fregavano i soldi, approfittando del fatto che fosse pieno di precedenti penali e la sua parola valesse niente contro la loro, era andato per comprarsi un vestito per il matrimonio del fratello ma lo hanno fermato e si sono tenuti i soldi del vestito, lui si è dovuto adattare un vestito vecchio per l'occasione.
Era molto tradizionalista, con i classici discorsi della campagna veneta più ancorata alle tradizioni. Mi raccontava dei suoi fratelli e mi restò impresso che mi raccontò di uno di loro con orgoglio, era il playboy della famiglia, diceva fosse il sosia dell'attore Charles Bronson, faceva l'operaio, nel tempo libero girava in vestito e cravatta col baffo su una vecchia Fiat 850 coupé nera con i cerchioni in lega, andava messo così la domenica pomeriggio nei piccoli paesini della campagna veneta, dove si fermava davanti al bar e arrivavano subito le ragazze a chiedergli gli autografi, credendo fosse veramente l'attore e andava a finire che trombava come un riccio con le fan.
Per immaginarsi Charles Bronson, allora famoso attore americano, girare con una vecchia 850 la domenica nella più desolata campagna veneta e poi magari rispondere alle fan in dialetto veneto ce ne vuole, devono essere state ben predisposte o annoiate, con la voglia di colorarsi la vita facendo sesso con il sosia di Charles Bronson.
Magari adesso saranno diventate nonne le amanti del falso Charles Bronson e faranno la morale alle nipoti quando vogliono uscire la sera, lamentandosi del degrado attuale e dicendo che al loro tempi le ragazze erano più serie, pensavano a sposarsi e uscivano solo la domenica pomeriggio.
Era molto tradizionalista, con i classici discorsi della campagna veneta più ancorata alle tradizioni. Mi raccontava dei suoi fratelli e mi restò impresso che mi raccontò di uno di loro con orgoglio, era il playboy della famiglia, diceva fosse il sosia dell'attore Charles Bronson, faceva l'operaio, nel tempo libero girava in vestito e cravatta col baffo su una vecchia Fiat 850 coupé nera con i cerchioni in lega, andava messo così la domenica pomeriggio nei piccoli paesini della campagna veneta, dove si fermava davanti al bar e arrivavano subito le ragazze a chiedergli gli autografi, credendo fosse veramente l'attore e andava a finire che trombava come un riccio con le fan.
Per immaginarsi Charles Bronson, allora famoso attore americano, girare con una vecchia 850 la domenica nella più desolata campagna veneta e poi magari rispondere alle fan in dialetto veneto ce ne vuole, devono essere state ben predisposte o annoiate, con la voglia di colorarsi la vita facendo sesso con il sosia di Charles Bronson.
Magari adesso saranno diventate nonne le amanti del falso Charles Bronson e faranno la morale alle nipoti quando vogliono uscire la sera, lamentandosi del degrado attuale e dicendo che al loro tempi le ragazze erano più serie, pensavano a sposarsi e uscivano solo la domenica pomeriggio.
domenica 31 luglio 2016
568 - TRITURATI
Parole
inviate
finite
nelle menti
foglie morte nel trituratore.
Gabbiani vivi tra i rifiuti.
Gabbiani morti nei rifiuti.
Intanto splende il sole estivo
sulle lamiere vacanziere arroventate.
Intanto splendono le scorie tossiche
nelle sane merende dei bambini.
Però usiamo carta igienica
sterilizzata e profumata.
Però votiamo i burattini
con i loro burattinai.
Infiniti indefiniti dubbi
malesseri esistenziali
delebili
consegnandosi ai consumi,
obliandosi.
inviate
finite
nelle menti
foglie morte nel trituratore.
Gabbiani vivi tra i rifiuti.
Gabbiani morti nei rifiuti.
Intanto splende il sole estivo
sulle lamiere vacanziere arroventate.
Intanto splendono le scorie tossiche
nelle sane merende dei bambini.
Però usiamo carta igienica
sterilizzata e profumata.
Però votiamo i burattini
con i loro burattinai.
Infiniti indefiniti dubbi
malesseri esistenziali
delebili
consegnandosi ai consumi,
obliandosi.
567 - BRUCHI E FARFALLE
Siamo tutti bruchi, siamo tutti farfalle.
Siamo universi infiniti.
I nostri limiti li creiamo noi
imitando gli altri
rinunciando a noi stessi.
Troviamoci nell'infinitamente.
Scopriamoci nell'immensamente.
Siamo universi infiniti.
I nostri limiti li creiamo noi
imitando gli altri
rinunciando a noi stessi.
Troviamoci nell'infinitamente.
Scopriamoci nell'immensamente.
mercoledì 20 luglio 2016
566 - PERSI
A me piace la poesia delle menti perse nelle strade dimenticate.
Visioni inattese e paesaggi polverosi.
Senza nessuna patina di rispettabilità.
M'immagino Mario Santiago Papasquiaro
mentre camminava di notte,
vagando
ubriaco di alcol e poesia per le strade di Città del Messico
bestemmiando ogni dio e ogni istituzione,
per trovare le parole giuste
per colpire le brutture del mondo,
per non pubblicarle le poesie
per perdere e ritrovare idee e parole
perdendo e ritrovando se stesso.
O penso tutti gli altri poeti
persi
aggrappati alle loro parole
su fogli precari
svolazzanti cangianti evanescenti
nel tempo
con le parole naufragate
tra i sogni e le disperazioni.
Io amo tutto questo,
amo i perdenti e i dimenticati,
i disperati e i disadattati,
amo chi si perde per trovarsi
e odio
chi fa star male questa splendida gente,
iniziando dai poeti da esposizione
col manico della scopa in culo
e parole desuete in bocca
inutili, tronfi
orripilanti
fanno scappare
chi cerca una qualche forma di poesia
e la poesia autentica, di cui dicevo.
Visioni inattese e paesaggi polverosi.
Senza nessuna patina di rispettabilità.
M'immagino Mario Santiago Papasquiaro
mentre camminava di notte,
vagando
ubriaco di alcol e poesia per le strade di Città del Messico
bestemmiando ogni dio e ogni istituzione,
per trovare le parole giuste
per colpire le brutture del mondo,
per non pubblicarle le poesie
per perdere e ritrovare idee e parole
perdendo e ritrovando se stesso.
O penso tutti gli altri poeti
persi
aggrappati alle loro parole
su fogli precari
svolazzanti cangianti evanescenti
nel tempo
con le parole naufragate
tra i sogni e le disperazioni.
Io amo tutto questo,
amo i perdenti e i dimenticati,
i disperati e i disadattati,
amo chi si perde per trovarsi
e odio
chi fa star male questa splendida gente,
iniziando dai poeti da esposizione
col manico della scopa in culo
e parole desuete in bocca
inutili, tronfi
orripilanti
fanno scappare
chi cerca una qualche forma di poesia
e la poesia autentica, di cui dicevo.
sabato 16 luglio 2016
565 - SMARRITI
Moriamo ogni anno
nei tempi persi
negli amplessi estivi.
Rinasciamo ogni anno
ritrovandoci spermatozoi
germogli di tempo.
La strada alberata
percorsa in bicicletta, di notte, d'estate
tra la solitudine e la luna piena
mi conduce dai fantasmi
passati, andati
presenti in me.
Nascosti negli angoli della vita.
trovo occhi
porte di precipizi
che mi fanno cadere lontano
da me e da questo
dentro il fascino dell'ignoto.
Rilascio germogli di sperma
nella tua vagina
e ci allontaniamo
quando pensiamo di conoscerci.
Un giorno
se perderemo noi stessi
ci ritroveremo
cogliendoci dai nostri nulla.
nei tempi persi
negli amplessi estivi.
Rinasciamo ogni anno
ritrovandoci spermatozoi
germogli di tempo.
La strada alberata
percorsa in bicicletta, di notte, d'estate
tra la solitudine e la luna piena
mi conduce dai fantasmi
passati, andati
presenti in me.
Nascosti negli angoli della vita.
trovo occhi
porte di precipizi
che mi fanno cadere lontano
da me e da questo
dentro il fascino dell'ignoto.
Rilascio germogli di sperma
nella tua vagina
e ci allontaniamo
quando pensiamo di conoscerci.
Un giorno
se perderemo noi stessi
ci ritroveremo
cogliendoci dai nostri nulla.
mercoledì 13 luglio 2016
564 - UN OGGI
Oggi ho fatto circa 40 km in bici tra la campagna, mi sono fermato a fare delle foto e passando sotto una sbarra mi sono accorto c'era un ragno enorme, per evitarlo mi sono spostato svelto, fracassandomi la spalla sinistra contro il supporto della sbarra.
Sono finito in un paesino minuscolo in cui comincia a dividersi il fiume, i due argini si uniscono, le case sotto gli argini sembrano in montagna, ci sono trenta case, un bar e due chiese con il vicolo principale ciottolato alto sull'argine, oltre il tetto delle case più in basso.
Tornando stavo mettendomi una mano in tasca e ho sentito una fitta tipo scossa elettrica alla mano, mi ha punto qualcosa, credo una qualche vespa, ho morso il punto dolente e pedalando controvento sono arrivato a casa, ho guardato e non avevo più niente, devo avere una saliva che disinfetta qualsiasi cosa,
Poi mi sono preparato un mix di verdure da mangiare come insalata, le carote prese pochi giorni fa erano già ammuffite e le ho buttate, ho mangiato un cetriolo, mangiandolo mi sono accorto che c'era la galleria di un verme dentro ma lui non c'era, presumo di averlo ingoiato.
Mi sono butttato sul divano a leggere il giornale ma il vento faceva sbattere tutto in casa, ho dovuto chiudere le finestre.
Mi sono addormentato.
Quando mi sono svegliato sono uscito e mi sono accorto che era caduta qualche goccia di pioggia.
In cielo c'erano due arcobaleni.
Rintrato in casa ho acceso il pc ma per mezz'ora abbondante è andato avanti con gi aggiornamenti che doveva installare, non si accendeva.
Quando ho visto aveva terminato d'aggiornarsi mi sono seduto, ho risposto ai messagi ricevuti e ho scritto questo.
Ma ora che ho finito mi chiedo cosa possa fregargliene alla gente quanto ho scritto.
Sono finito in un paesino minuscolo in cui comincia a dividersi il fiume, i due argini si uniscono, le case sotto gli argini sembrano in montagna, ci sono trenta case, un bar e due chiese con il vicolo principale ciottolato alto sull'argine, oltre il tetto delle case più in basso.
Tornando stavo mettendomi una mano in tasca e ho sentito una fitta tipo scossa elettrica alla mano, mi ha punto qualcosa, credo una qualche vespa, ho morso il punto dolente e pedalando controvento sono arrivato a casa, ho guardato e non avevo più niente, devo avere una saliva che disinfetta qualsiasi cosa,
Poi mi sono preparato un mix di verdure da mangiare come insalata, le carote prese pochi giorni fa erano già ammuffite e le ho buttate, ho mangiato un cetriolo, mangiandolo mi sono accorto che c'era la galleria di un verme dentro ma lui non c'era, presumo di averlo ingoiato.
Mi sono butttato sul divano a leggere il giornale ma il vento faceva sbattere tutto in casa, ho dovuto chiudere le finestre.
Mi sono addormentato.
Quando mi sono svegliato sono uscito e mi sono accorto che era caduta qualche goccia di pioggia.
In cielo c'erano due arcobaleni.
Rintrato in casa ho acceso il pc ma per mezz'ora abbondante è andato avanti con gi aggiornamenti che doveva installare, non si accendeva.
Quando ho visto aveva terminato d'aggiornarsi mi sono seduto, ho risposto ai messagi ricevuti e ho scritto questo.
Ma ora che ho finito mi chiedo cosa possa fregargliene alla gente quanto ho scritto.
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sabato 9 luglio 2016
563 - PRIMA GLI ITALIANI (racconto breve)
Gridò: - Prima gli italiani veri, e noi lo siamo, siamo autentici italiani di nascita, regolarmente iscritti all'associazione "Noi italiani siamo i migliori", stiamo tornando in patria dalla gita annuale!
Intervenne il suo vicino di posto, dicendo: - Giusto, ha ragione, prima gli italiani, anche perché siamo a bordo di un aereo italiano, quindi in questo caso di avaria i paracadute se non ci sono per tutti i passeggeri vanno dati prima a chi appartiene alla nazione italiana, ne abbiamo più diritto, perché paghiamo le tasse perciò sono nostri, lo so bene io che sono un avvocato e se lo dico io dovete crederci!
Un passeggero obiettò: - Ma voi siete anziani, alcuni con 80 o più anni, potete con i pochi paracadute disponibili fare salvare i bambini e le loro madri che ci sono a bordo.
Nessuno rispose, ma si alzarono tutti gli anziani italiani dell'associazione e strapparono di mano i paracadute alle hostess.
Si buttarono in gran fretta dal portellone.
Il comandante disse all'equipaggio e ai passeggeri rimasti: - Bene, il piano ha funzionato, potete smettere di fingere d'essere stranieri, ora riaccendo i motori che avevo spento.
Riaccese i motori e riprese quota.
Poco dopo dagli altoparlanti si sentì: - È il comandante che vi parla, ho controllato: i fanatici italiani rompicoglioni di cui ci siamo liberati sono finiti come previsto nella zona infestata dagli squali.
Le hostess distribuirono il miglior vino che avevano a bordo, per festeggiare.
Intervenne il suo vicino di posto, dicendo: - Giusto, ha ragione, prima gli italiani, anche perché siamo a bordo di un aereo italiano, quindi in questo caso di avaria i paracadute se non ci sono per tutti i passeggeri vanno dati prima a chi appartiene alla nazione italiana, ne abbiamo più diritto, perché paghiamo le tasse perciò sono nostri, lo so bene io che sono un avvocato e se lo dico io dovete crederci!
Un passeggero obiettò: - Ma voi siete anziani, alcuni con 80 o più anni, potete con i pochi paracadute disponibili fare salvare i bambini e le loro madri che ci sono a bordo.
Nessuno rispose, ma si alzarono tutti gli anziani italiani dell'associazione e strapparono di mano i paracadute alle hostess.
Si buttarono in gran fretta dal portellone.
Il comandante disse all'equipaggio e ai passeggeri rimasti: - Bene, il piano ha funzionato, potete smettere di fingere d'essere stranieri, ora riaccendo i motori che avevo spento.
Riaccese i motori e riprese quota.
Poco dopo dagli altoparlanti si sentì: - È il comandante che vi parla, ho controllato: i fanatici italiani rompicoglioni di cui ci siamo liberati sono finiti come previsto nella zona infestata dagli squali.
Le hostess distribuirono il miglior vino che avevano a bordo, per festeggiare.
mercoledì 6 luglio 2016
562 - LE STORIE D'AMORE
Le storie d'amore che durano spesso sono basate sull'ubriacatura per l'altro che fa distrarre dai suoi difetti, frequentandolo il partner diventa un'abitudine.
Come quando vai a cagare col giornale, caghi e leggi, distratto non noti la puzza, permani e ti ci abitui; ma se succede un cambiamento di prospettiva, a esempio esci e poi rientri nel cesso, ecco che te ne accorgi subito della puzza di merda, l'abitudine e la distrazione non fanno notare i difetti perciò ti pare piacevole pure una merda.
Poi magari qualcosa cambia e quando ce se ne accorge chi si amava ci farà schifo, oltre i suoi demeriti, perché ci avrà deluso. Prima c'era solo lui per noi al mondo, dopo sembra il peggior mostro schifoso che sia mai esistito.
Ma in realtà siamo stati noi che lo vedevamo come non era, ci siamo illusi ubriachi d'amore, creandoci l'inevitabile conseguente delusione.
Inoltre tutto ciò non sarà servito a niente, perché saremo sempre pronti a ripetere l'errore, finché, senza nessuna autocritica per il nostro comportamento, addosseremo tutte le colpe all'altro.
Come quando vai a cagare col giornale, caghi e leggi, distratto non noti la puzza, permani e ti ci abitui; ma se succede un cambiamento di prospettiva, a esempio esci e poi rientri nel cesso, ecco che te ne accorgi subito della puzza di merda, l'abitudine e la distrazione non fanno notare i difetti perciò ti pare piacevole pure una merda.
Poi magari qualcosa cambia e quando ce se ne accorge chi si amava ci farà schifo, oltre i suoi demeriti, perché ci avrà deluso. Prima c'era solo lui per noi al mondo, dopo sembra il peggior mostro schifoso che sia mai esistito.
Ma in realtà siamo stati noi che lo vedevamo come non era, ci siamo illusi ubriachi d'amore, creandoci l'inevitabile conseguente delusione.
Inoltre tutto ciò non sarà servito a niente, perché saremo sempre pronti a ripetere l'errore, finché, senza nessuna autocritica per il nostro comportamento, addosseremo tutte le colpe all'altro.
lunedì 4 luglio 2016
561 - AMERICAN DREAM
Da bambini
guardavamo alla tv i film western con John Wayne
ma una sera
lui si fermò, scese da cavallo
si calò i pantaloni
e ci cagò nel cervello.
Da ragazzi
guardavamo i telefilm con Fonzie
ma una sera
lui si fermò, scese dalla motocicletta
si calò i pantaloni
e ci cagò nel cervello, lui
e pure tutta la famiglia Cunningham.
Era merda americana originale.
Ancora ne abbiamo
possiamo accorgercene
quando desideriamo comprarci una Harley,
quando guardiamo film che contestano il sistema prodotti a Hollywood,
quando esultiamo se viene eletto un democratico presidente degli Stati Uniti
o quando crediamo che
comunque
i buoni siano sempre gli americani.
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venerdì 1 luglio 2016
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