Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

mercoledì 28 novembre 2018

684 - VUOTI NATALIZI

Oggi
Natale straccia le palle
oltre un mese prima.

Manca l'aria
nel sottovuoto quotidiano
pieno di infiniti
impulsi agli acquisti
e accadimenti inutili.

A volte sento la mancanza
di una compagna di vita
di un'isola da naufrago
di un'ancora di salvezza
di un periscopio sessuale
per viaggi siderali
dentro di noi
e fuori dallo schifo
che ci opprime.

Ma  mi pare
una stupida illusione
l'ora d'aria dei servi
l'ago in vena del tossico
la testa chinata della rassegnazione
di chi ha perso la propria vita
e riesce a ripetere, ossessivamente
solo la mantrica svuotata parola
amore
per non sentirsi morto
per non cagarsi addosso
dalla paura
di vedere in faccia la realtà.

Tuttavia in fondo ci facciamo tutti
di qualcosa,
siamo tutti da sert
e io mi sento morire dentro
ogni giorno di più
sono stanco
di faticare a tirare avanti
tra idioti e bollette da pagare
sono solo
un cumulo di carne
che inizia a deteriorarsi
su questo pianeta
e che ha perso
ogni treno possibile.

Voglio andarmene
in un'altra dimensione
divergente
senza denaro
e stupide maschere
azzerandoci
tornando puri come da bambini
quando si parlava per ore
della vita e dell'universo
guardando le nuvole
finché le mamme non ci chiamavano
a cenare
ma sapevamo che c'era sempre un domani
magari migliore.

Ora invece ci sono dei tristi natali
che riempiono il nulla
e rompono i coglioni
già due mesi prima.






lunedì 19 novembre 2018

683 - RIVOLUZIONI & ABBONAMENTI

Eravamo nelle piazze e nelle strade
dovevamo cambiare il mondo,
siamo finiti davanti alle televisioni
dove non cambiavamo nemmeno il canale,
guardoni passivi.

Ora siamo risorti nel web
ma gli anni di rincoglionimento televisivo
si notano tutti,
ormai fanno parte del DNA.

Le rivoluzioni oggi
non si dirigono
verso i palazzi del potere statale
o economico,
ma vanno nei centri commerciali
a saccheggiare preferibilmente
i gadget elettronici di tendenza.

Si rinforza così il sistema
che ci opprime
e sopprime.

Ma se pagheremo l'abbonamento
lo potremo dire che ci opprime
o se qualcun altro lo scriverà
metteremo il grrrrrr
sentendoci tanto liberi
e tanto riconoscenti
per tutta questa libertà
concessaci dai padroni
e vorremo
in fondo, in fondo essere
come loro.




sabato 17 novembre 2018

682 - LA CULTURA CHE PIACE

La cultura che piace puzza
da cadaveri putrefatti e da immondizia
ma è bella da vedere
da mettere come centrotavola
sopra al merletto fatto a mano dalla bisnonna
oggetti piacevoli per innocui trastulli
pagine culturali che ripetono il risaputo
e hanno paura del diverso
per gente di tendenza
scorregge viventi che si fingono sapienti
con l'accessorio giusto nel momento giusto
perciò anche i migliori pensieri
usati come accessori
puzzano da cadaveri e immondizia
squallore
vuoto;
ma l'importante è apparire
se non si esiste.

Immortalarsi
riguardarsi
ammirarsi
masturbarsi con se stessi
perfette icone del conformismo.

Un giorno
riguardando questi anni
vedremo solo un canale televisivo
del cazzo
fatto di repliche
e di replicanti
che al massimo saranno
scadenti e noiose imitazioni
di ciò che fu.

Il presente
eravamo noi.


domenica 21 ottobre 2018

681 - PEDALANDO, CERCANDO UN SENSO ALLA VITA

Mi piace andare in bicicletta lungo strade desolate, all'alba o al tramonto.
Mentre cambia il giorno in notte o viceversa e non c'è nessuno all'orizzonte.
Ci sono solo la mia vita temporanea e l'universo eterno.
Capisco con estrema chiarezza quello che sono. Sono un qualcosa di indefinito, che anima un essere vivente vagante senza senso, in una infinitesima parte di una smisurata immensità.
Il peggior difetto che ho è che non accetto la morte, mi sono sempre chiesto fin da bambino dove finiva quello che c'era nel cadavere del mio gatto morto schiacciato da un'auto, mi sembrava un'altra cosa quel cadavere rigido, più pesante, diverso, senza il mio gatto dentro.
Poi successe anche con le persone.
Non credo in niente, ma credo che quelle vite svanite siano dentro di noi, restiamo in ciò che abbiamo dato agli altri. 
Nelle parole, nei gesti, nei momenti che sono rimasti impressi nella memoria di chi ci ha conosciuto. Poi scompare anche tutto questo, insieme alla vita di quelle persone che erano rimaste o di quelle successive, alle quali era arrivato qualcosa di noi.
Siamo parole scritte sul bagnasciuga dell'oceano spaziotempo.
Parole che si scrivono solo con gesti di altruismo.
Chi vive pensando solo a se stesso, egoista, chiuso, sarà dimenticato come uno stronzo malcagato, in una vita sprecata, sulla quale tirare lo sciacquone e dimenticare così al più presto la sua inutile o, peggio, dannosa esistenza. 
Mentre chi continua oltre la sua esistenza, a vivere in quanto di buono ha dato, la sua sarà stata una vita degna di essere vissuta.
Perciò voliamo sempre più in alto possibile con il pensiero.
Più in alto di ogni barriera, confine, razza, religione, possesso.
Giriamo a piedi o in bicicletta senza sporcare, senza far rumore, in armonia con l'universo tutto. Essendo rivoluzionari spietatamente gentili con i bisognosi di qualcosa, da lasciare dentro loro. Trasformiamo i nostri momenti vissuti in multicolorati coriandoli, evanescenti, di eternità.
Ricordandoci sempre di vivere senza farci troppi pensieri. Guardando con occhi sempre capaci di stupirsi ciò che ci circonda, senza farsi assorbire dalle sabbie mobili delle abitudini.
Però io, adesso che ho scritto questo, sento un fortissimo impulso di cancellarlo che fatico a trattenere; vorrei almeno sporcarlo con parolacce o battuttacce che lo rovinino. Non mi piace rileggermi e sembrarmi un defecatore di sentenze, che crede di aver capito tutto dell'esistenza umana, salendo su un piedistallo per spiegare come vivere a gente che nemmeno conosce. 
Preferisco, come dicevo, percorrere luoghi solitari immerso nel silenzio e osservare.
Stasera ho visto un cavallo bianco libero, è scappato dal recinto ma dopo pochi metri si è messo a mangiare l'erba dell'argine del  fiume, tornando non c'era più, lo avranno ripreso; un'altra sera è successa la stessa identica cosa, ma era un cervo scappato da un allevamento lì vicino, anche lui si è fermato a mangiare, anche lui lo hanno ripreso subito e non c'era più al ritorno.
Pensando a loro che sono tornati prigionieri lascio ciò che ho scritto, mi sembra di aver scritto un giro fuori dalle convenzioni del mangia e caga, del solo vivere concreto senza elucubrazioni mentali.
Anche a essere troppo concreti ci si frega, si finisce chiusi nei recinti.


Foto di Andreas Finottis



venerdì 12 ottobre 2018

680 - Il poeta Tex Willer

La poesia è utile
ai malati di mente e ai falliti
per credersi qualcuno.

La poesia è utile
ai fanatici ambiziosi
per sentirsi importanti.

La poesia è utile
ai saputelli
per sbolognare i loro insulsi predicozzi.

La poesia è utile
agli scrittori che non sanno scrivere
per spacciarsi come scrittori.

La poesia è utile
per scrivere defecate informi di parole
e dire che è arte.

Io invece vorrei che la poesia fosse utile
a vivere
e che uno con la poesia possa comprarsi il pane,
la mortadella
e un litro di chinotto nella bottiglia di plastica
al discount;
quella sarebbe la vera poesia della poesia
per me,
per te
e per Tex,
anche se lui preferirebbe
una bistecca alta tre dita,
una montagna di patatine fritte
e un boccale di birra.

Comunque Tex è più poetico
del 90% dei poeti in circolazione.


venerdì 21 settembre 2018

679 - PROTAGONISTI

Più si vuol essere protagonisti
e più si nausea.
Il vero fascino è altrove:
tra l'erba selvatica
e il muschio sul retro delle case,
nei vicoli abbandonati
e dimenticati,
dentro i dischi in vinile
degli artisti che non conosci,
nei film
e nelle letture casuali,
nelle persone
che non aspetti.

mercoledì 12 settembre 2018

678 - La grande presa per il culo

È tutta una presa per il culo questo mondo che ci circonda, di servi che ci credono e sono i difensori del sistema.
Sono andato in un'oreficeria che ha 5 commesse indaffarate ed era già al mattino piena di gente ad acquistare come se fosse il panettiere, una cosa che se non l'avessi vista stenterei a crederci.
Anelli simili al mio come caratteristiche li vendono da 480 euro in sù, ma non solo lì, anche sul web. Ho parlato con il titolare con la faccia da maiale e il mio non lo vuole, al massimo mi dà 100 euro di peso dell'oro. Ho un anello di mia nonna con un diamante taglio brillante purissimo, montato su un anello in oro 18 carati peso totale 4,91 grammi, bellissimo, sembra fatto ieri e ha quasi un secolo, ma a 170 euro in vendita su ebay è ancora lì.
La gente ne compra di peggiori al triplo o al quadruplo di quello che chiedo, ne ho visti oltre i 900 euro. Perché?
Perché hanno marchi pubblicizzati sulle riviste o dai fashion blogger, marchi anche ridicoli, ma essendo pubblicizzati ed avendo quella gioielleria l'esclusiva per la zona di molti marchi sembrava di stare al supermarket nell'ora di punta.
Perciò con un marchio giusto tramite la pubblicità puoi vendere una merda come se fosse più preziosa dell'oro. Ho visto tempo fa un marchio noto che faceva i suoi giacconi in Cina ed erano uguali a quelli da 40 euro che trovi sulle bancarelle, ma li vendevano a quasi mille euro.
La gente in maggioranza segue i marchi, vende anche il culo per comprarsi le cose pubblicizzate e se gli metti sotto il naso qualcosa di meglio la schifa se non è pubblicizzata.
Poi dicono che questa è la libertà.
C'è solo la libertà di essere degli schiavi idioti e consenzienti, in un festival perenne dell'imbecilità.
Magari arriverà il saputello con la barbetta a dirmi che sono libero di fare quello che voglio, così come sono liberi loro di comprare ciò che vogliono con i propri soldi.
Gli risponderò; Stocazzo!
Perché questa presunta libera democrazia è in realtà una dittatura della maggioranza più manovrabile da chi detiene il potere, essendo maggioranza chi non è d'accordo deve subire le regole imposte da loro. Comprese quelle di mercato, poiché se tutti fossero consumatori consapevli non ci sarebbe il disastro che ho descritto.





677 - RAGIONERIA E RIVOLUZIONE

Lucio Battisti e i libri di ragioneria,
ricordo
infiniti bar, autobus e discorsi rivoluzionari
con i culi fasciati dai jeans della marca giusta.

Vento e nebbia,
tanto comunismo declamato
ma chi era senza
dischi/libri/film/jeans/look
imposti dalle tendenze
lo vedevo con pochi amici
anche allora.

Quando i poveri
non faranno più schifo ai rivoluzionari
sarà una rivoluzione.


venerdì 24 agosto 2018

676 - CREDERE E OBBEDIRE

Obbedite agli ordini
che vi fanno immaginare
di essere un dio
di piccoli spicchi
della spocchia
degli specchi.

Siete i pizzichi del nulla
che svegliano
dai migliori sogni,
che concretizzano
i peggiori incubi.

Oggi vi credete
belli e vincenti,
domani sarete
svaniti e dimenticati
pezzi di sterco secco
persi nello spaziotempo.

675 - FOGLIE E QUERCE

Se muoio mettetemi su un albero
come pasto per gli uccelli.
O buttatemi in mare
per sfamare gli squali.
O fate una buca, buttatemi dentro,
ricoprite il tutto e sborrateci sopra.
Magari piantateci una quercia,
che diventa gigantesca, dura secoli
e spacca tutto con le sue radici.
Vorrei essere stato una quercia.

Invece sono stato una foglia,
sbattacchiata dal vento.

giovedì 23 agosto 2018

674 - CREDERE

Sono un credente,
credo
nel sedersi sugli scalini delle chiese a ubriacarsi
nella musica ad alto volume
nelle seghe con le riviste porno
nel nudismo nelle spiagge libere
nelle coppie aperte
nell'espandere la mente
nella libertà di essere come si è
nel rispetto reciproco.

Non credo invece in nessun dio
guru, santone o lama sputacchiante.

Qualcosa di superiore c'è
in me
e anche in te,
se non sei stronzo marcio.

martedì 21 agosto 2018

673 - LA POVERTÀ AMMAZZA I POETI

Sono mesi che non scrivo
una poesia
delle volte mi dico di scriverne una
poi mi chiedo perché dovrei scriverla
ho altre cose più importanti da pensare
come le bollette della luce o dell'acqua da pagare
e la poesia non le paga
non paga niente la poesia
ti dà qualcosa di nascosto
talmente nascosto che nemmeno sai se c'è
perciò finisce che lasci perdere
diventi una persona normale
ammazzando quello che sei
perdendo
perdendoti
e la tua vita è solamente
fatta di scadenze.


mercoledì 8 agosto 2018

672 - DILLO CON GLI HASTAG

Con i vaccini o pro o contro
#aveterottoilcazzo.

Con l'invasione degli immigrati o pro o contro
#aveterottoilcazzo.

Con gli animali sono meglio della gente
#aveterottoilcazzo.

Con i selfie da aspiranti vip
#aveterottoilcazzo & #machivicaga.

Con i pipponi contro qualcuno che nessuno sa chi è
#aveterottoilcazzo & #machivicaga & #andateveloapigliareinculo.

Con la cultura del risaputo dei soliti noti
#maallorasietetuttafuffaenoncapiteunasega e comunque #aveterottoilcazzo.



giovedì 26 luglio 2018

671 - COME DIVENTARE INVISIBILI

Sono l'uomo invisibile,
ci vuole poco per fare questa magia
basta perdere il lavoro,
basta avere le rughe e i capelli bianchi,
basta non assomigliare a nessuna pubblicità,
basta non fare come fanno gli altri,
basta seguire solo te stesso.

E sparisci,
sei il nulla.

Solamente
tra le crepe di questo muro
che ci circonda
potresti trovare qualche filo d'erba
che cresce imperterrito
e ti vede
perché sei un suo simile.




giovedì 28 giugno 2018

670 - Johnny Cash, o la vita o la morte.

Che voce aveva Johnny Cash prima di morire!.
Ogni parola sembra scolpita dall'essenza dell'esistenza.
Profonda come l'universo e il mistero che ci circonda.
Dolente come ogni pezzo vissuto che sfugge, fatto sparire dal tempo inesorabile.
Con la malinconia di quando si guarda la propria mano vuota, che stringeva la persona amata, e del viale del tramonto, con i tuoi figli che si allontanano all'orizzonte.
Con la forza sovrumana che ti fa andare avanti, comunque.
Perché è la tua vita.



martedì 26 giugno 2018

669 - INVENDUTAMENTE

Se volete comprarmi
sono in vendita
ho anch'io il mio cartello
VENDESI:
ditemi cosa volete:
il mio cervello
la mia lingua
le mie mani
il mio ano
o i miei organi genitali?

Scegliete
è tutto sul mercato,
fate un'offerta
e sarà vostro
potete avermi
per pochi soldi.

Devo lavorare.

Ho un cervello funzionante ma confuso,
ho un corpo
con oltre mezzo secolo d'invecchiamento,
ho un carattere pessimo
ma mi sforzo di essere gentile con tutti
anche se prenderei molti a calci e pugni.
Però non obbedisco agli ordini
faccio quello che voglio,
perciò non mi vuole nessuno.

Sono un modello difettoso.
Ai colloqui di lavoro
so in partenza che non mi prendono.
Cercano vere facce da culo,
mentre la mia vedono che finge
momentaneamente di essere da culo.
Neanche in svendita vado via
rimango sullo scaffale
invenduto.

Scrivo poesie,
invendute pure loro.

Non ho speranze.

SHEPHARD FAIREY street art

lunedì 18 giugno 2018

668 - LA PIAGA DEL SEGAIOLISMO

Una vita può essere bella o brutta, intensa o monotona, ad attimi e sprazzi è tutto o è niente, è tremenda o è gioiosa. Magari hai le carte giuste da giocare che ti passano per le mani, poi spariscono, poi ritornano o non capitano più. Cogli i momenti al volo o ti volano via, ma in ogni caso il tuo sarà un rapporto con gli altri, col tuo prossimo; con cui ti confronti, vivi in sintonia, cresci, guardandolo negli occhi capisci come comportarti. In quello stare in equilibrio mentre ti rapporti con gli altri si sviluppa la tua personalità, la tua esperienza, il tuo saper comportarti, scorre la tua esistenza, conosci e magari ti innamori, stai bene o puoi venirne deluso, finisce, stai male, ti lecchi le ferite e riparti fiducioso in nuove avventure, che formano il tuo percorso di vita.
Tutto ciò però sparisce se sei affetto da segaiolismo.
Vivi chiuso in te stesso, rimbambito dai tuoi sogni, dai desideri che guardano a un ideale erotico sfuggente e irraggiungibile, e si deforma la mente che applica il medesimo sistema in ogni altro campo, immergendoti in un immaginario universo dove ogni fantasia è possibile e realizzabile, così mentre il tuo cervello sta realizzandolo come vero, il tuo corpo si sfoga con l'amica manovella in una realtà falsata, perciò, sempre più amareggiato e deluso nel tuo subconscio dalla realtà, ti ritrai ancor più nell'universo fantastico che ti sei creato, dentro un trip permanente, sembrerai sotto effetto LSD perennemente; invece è il pippaiolismo che ti ha ridotto così, spappolandoti la mente.
La massima musa ispiratrice della gioventù pipparola del mio periodo è stata Debbie Harry, cantante dei Blondie. Nel 1979, furba come una volpe, in un periodo tra punk e disco esce con Heart Of Glass, che è un brano da discoteca, ma avendo il suo gruppo una nomea punk veniva considerato pure un pezzo punk, anche se lo sentiva pure un sordo che non era punk. Ma lei era troppo figa e giusta in quel periodo, inoltre la canzone era il massimo per spippettarsi al meglio, perciò il pipparolo doc del periodo non poteva chiedere di più dalla vita e ne decretò il successo.
Io preferivo Rifle Range dei Blondie e come icona punk mi pareva più devastantemente punk Wendy O Williams, ma proprio per questo suo estremismo comportamentale e musicale era troppo selvaggia e improponibile per i grossi media, mentre Debbie era più accettabile.
Debbie aveva posato per Playboy mentre Wendy aveva lanciato palline da golf con la vagina in un film porno. La Harry cantava negli show in tv, la Williams è stata arrestata e picchiata dalla polizia per comportamenti ritenuti osceni durante un suo concerto.
Il pipparolista medio preferisce donne rassicuranti, infatti i Blondie di Debbie sono schizzati in testa alle classifiche mondiali; mentre i Plasmatics di Wendy non hanno mai avuto molto successo commerciale.
Dopo decenni da quel periodo ho letto articoli di giornalisti delusi per essere andati a intervistare Debbie e averla trovata diversa, a loro dire deludeva perché dimostrava molti più anni della loro musa ispiratrice, ed ecco dimostrata la mia teoria: il pippaiolismo spappola il cervello. Perché obbiettivamente è un ragionamento da dementi aspettarsi che una sia uguale a venti, trenta o quarant'anni prima e rimanere perciò delusi se non è più quella.
Ma le menti forgiate a suon di seghe non ragionano bene.




martedì 8 maggio 2018

667 - POETANDO

Moriremo,
disse il soldato.
Morì Remo,
disse Romolo.
Mò riremo,
disse il vogatore
Morire mò,
disse il suicida.
Mori Remo,
disse, quando gli chiesero le generalità,
Remo Mori.

Intanto le cince si appoggiano sulle frasche
anche a Frascati.

Ma che è una poesia questa?
No,
è una scemenza verticale
per intrattenere
ed è un pensiero orizzontale
che vale meno dello sterco
del maiale.

666 - SENZA DOMANI

Il mio futuro ha chiuso
per cessata attività.

Sento che sto morendo.

Compro vecchie cartoline
con dentro pezzi di me
e mi spedisco nel passato
che vorrei.


Street art: Dan Ferrer: past-present-future

mercoledì 2 maggio 2018

665 - TESORI NASCOSTI

Ho notato girando che ogni tanto c'è gente adulta che si caga addosso e fa l'indifferente. Sono già un paio di volte che sento puzza da merda che proviene da qualcuno, tipo quando i bambini si cagano addosso ed è ora di cambiare il pannolino, ma costui perché è adulto e vestito bene fa finta di niente, crede che non noti nessuno il fatto. Un giorno era uno sui sessant'anni col vestito completo, sembrava un benestante dall'aspetto, mi dava l'idea che fosse un commercialista, era al supermercato e lasciava la scia di puzza da merda, faceva finta di niente e guardava gli altri dall'alto in basso.. Un altra volta era una donna sui 45/50 anni, pure lei vestita abbastanza elegantemente con un aria sostenuta e con la scia di merda che proveniva da lei, passeggiava indifferente guardando le vetrine con uno che presumo fosse il marito. Probabilmente avrà anche chiesto al marito se aveva scorreggiato, per sviare i sospetti, mi pareva una tipa losca, capace di farlo.
Sono d'accordo che potrebbe capitare a chiunque, anche al vostro attore di Hollywood preferito, non criminalizzo chi si caga addosso, ma, dico io, almeno va in un bagno a darti una ripulita, non girarci col malloppo tra le chiappe credendo che nessuno sospetti di te, perché sei elegante e benestante.
Però bisogna anche stare attenti di non dare colpe a casaccio, io alle elementari ero in classe con un ripetente che quando si sentiva puzza da scorreggia faceva il giro dietro le sedie di tutti, ad annusare i culi finché non scopriva chi è stato; così probabilmente mi ha insegnato che bisogna essere precisi nell'indicare il colpevole, senza accusare a casaccio, era a suo modo un investigatore il mio compagno di classe.
Perciò una volta che mi è capitato un altro caso come i precedenti, ero anche in quel caso al supermarket, sentivo una puzza da merda tremenda. Ho guardato, sollevando alternativamente i piedi, se avevo schiacciato una merda di cane con la suola delle scarpe, ma non c'era niente, poi ho notato annusando che proveniva da una coppia vicina a me, e ho notato anche che si sentiva solo quando lui apriva la bocca, quindi non era un culo fuori controllo ma l'alito di lui che era da merdaiolo. Si stava comprando una enorme quantità di scatolette di tonno, faceva presumere che si cibasse quasi esclusivamente di roba in scatola, probabilmente era quella la spiegazione dell'alitosi merdosa, Mi sono allontanato a gran velocità, non prendendo niente da quello scaffale, ho rimandato a un'altra occasione, senza la presenza di quel letamaio.
Ero seccato del contrattempo ma al contempo ero soddisfatto di non aver accusato un culo a vanvera, di non essere caduto nel tranello, e di aver risolto brillantemente il caso scoprendo l''orifizio colpevole, di ciò devo ringraziare il mio vecchio compagno di classe. Tra l'altro lui fu protagonista anni dopo, da adolescente, di un fatto strano. Aveva altri cinque fratelli e suo padre abbandonò loro e la madre per andare a stare con la sua amante, essendo l'unica fonte di reddito della famiglia si trovarono in stato d povertà assoluta, lui poco più che bambino fu costretto ad andare a lavorare come aiutante muratore. Si mise a bere alcolici, diventò un alcolizzato, una volta uscì da un locale e fece una vomitata enorme davanti all'ingresso, così gran parte di quelli che uscivano o entravano vendendo la vomitata vomitavano pure loro, un delirio. Mentre a lui nel frattempo era passato il malessere così andò a bere qualche grappa nel bar dall'altro lato della strada, perché quello lì gli faceva schifo, con la gente che ci vomitava davanti.
Lo davano per perso nell'alcolismo.
Un giorno incontrò una ragazza bruttissima, che non si filava nessuno, e alcolizzata, lei si innamorò di lui e lui di lei, si misero insieme, grazie alle endorfine dell'amore smisero di bere e andarono a convivere; però lei era figlia unica di un industriale, piena di soldi, così lui lo misero nella fabbrica del padre, dopo alcuni anni suo suocero andò in pensione e gli lasciò l'attività, diventò lui il proprietario, da poverissimo a ricchissimo nel giro di pochi anni, grazie a una brutta e ubriacona. Poi dicono che non esistono le favole, invece basta crederci e riuscire ad andare oltre l'apparenza, per trovare i tesori nascosti.
Ma se senti puzza meglio girarci al largo, ti indica che l'apparenza spesso inganna, lì non trovi meravigliosi tesori bensì tremende sgommate nelle mutande.

Immagine di BrooklynStreetArt