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mercoledì 12 settembre 2018

678 - La grande presa per il culo

È tutta una presa per il culo questo mondo che ci circonda, di servi che ci credono e sono i difensori del sistema.
Sono andato in un'oreficeria che ha 5 commesse indaffarate ed era già al mattino piena di gente ad acquistare come se fosse il panettiere, una cosa che se non l'avessi vista stenterei a crederci.
Anelli simili al mio come caratteristiche li vendono da 480 euro in sù, ma non solo lì, anche sul web. Ho parlato con il titolare con la faccia da maiale e il mio non lo vuole, al massimo mi dà 100 euro di peso dell'oro. Ho un anello di mia nonna con un diamante taglio brillante purissimo, montato su un anello in oro 18 carati peso totale 4,91 grammi, bellissimo, sembra fatto ieri e ha quasi un secolo, ma a 170 euro in vendita su ebay è ancora lì.
La gente ne compra di peggiori al triplo o al quadruplo di quello che chiedo, ne ho visti oltre i 900 euro. Perché?
Perché hanno marchi pubblicizzati sulle riviste o dai fashion blogger, marchi anche ridicoli, ma essendo pubblicizzati ed avendo quella gioielleria l'esclusiva per la zona di molti marchi sembrava di stare al supermarket nell'ora di punta.
Perciò con un marchio giusto tramite la pubblicità puoi vendere una merda come se fosse più preziosa dell'oro. Ho visto tempo fa un marchio noto che faceva i suoi giacconi in Cina ed erano uguali a quelli da 40 euro che trovi sulle bancarelle, ma li vendevano a quasi mille euro.
La gente in maggioranza segue i marchi, vende anche il culo per comprarsi le cose pubblicizzate e se gli metti sotto il naso qualcosa di meglio la schifa se non è pubblicizzata.
Poi dicono che questa è la libertà.
C'è solo la libertà di essere degli schiavi idioti e consenzienti, in un festival perenne dell'imbecilità.
Magari arriverà il saputello con la barbetta a dirmi che sono libero di fare quello che voglio, così come sono liberi loro di comprare ciò che vogliono con i propri soldi.
Gli risponderò; Stocazzo!
Perché questa presunta libera democrazia è in realtà una dittatura della maggioranza più manovrabile da chi detiene il potere, essendo maggioranza chi non è d'accordo deve subire le regole imposte da loro. Comprese quelle di mercato, poiché se tutti fossero consumatori consapevli non ci sarebbe il disastro che ho descritto.





giovedì 17 agosto 2017

652 - IL MISTERO DEL CULO ROTTO

Da ragazzini si andava a fumare di nascosto dietro una scuola, al pomeriggio o alla sera quando non c'era nessuno, scavalcavamo la recinzione e andavamo a sederci sul muretto della recinzione sul retro, tra salici piangenti e muschio verdissimo, con i rami dei salici che scendevano fino a toccare l'erba, come delle stalattiti, ci sembrava di stare in una grotta verde e si stava bene, in più non c'era nessuno che ci vedesse fumare o scambiarci le riviste porno.
Ma un giorno andammo e trovammo il nostro rifugio sporco di sangue, merda e pezzi di vetro.
Ci chiedevamo cosa fosse successo.
Indagammo.
C'era un bottiglione di vino fracassato, quindi i pezzi di vetro provenivano da quello, c'era una merda cagata e sangue ovunque.
Unimmo i punti che ci erano chiari e ci apparve la soluzione all'enigma.
Un ubriaco era andato lì a cagare, bevendo ha finito la bottiglia che si portava appresso quindi in un raptus di libidine se l'è infilata nel culo, approfittando del culo sporco come lubrificante, però ha fatto il vuoto d'aria e non riusciva più a togliersela. Noi leggendo molte riviste porno sapevamo che le bottiglie in culo si infilano sempre col tappo, altrimenti se sono vuote possono sorgere quei problemi. 
Leggere e farsi una cultura torna sempre utile, invece l'ubriacone era ignorante e infatti si è cacciato nei guai con la bottiglia bloccata in culo.
Quindi preso dalla disperazione ha cominciato a sbatterla contro il cemento del muretto e a picchiarci sopra i sassi che trovava. Finendo per romperla ma tagliandosi, quindi perdendo copiosamente sangue.
Ci rimaneva da capire solo chi era stato.
Finirono per attribuire la colpa a uno che era bisessuale, ma era a letto con l'influenza, non era stato lui, poi neanche beveva alcolici, ma essendo un po' gay continuarono gli altri a insistere e dire che era stato lui. Feci notare che era in casa con l'influenza e non beveva, dissero che probabilmente era guarito, per festeggiare era andato lì a ubriacarsi, gli era venuto da cagare e aveva combinato quel disastro, poi era tornato a letto a curarsi il culo sanguinante.
Uno nei giorni seguenti si inventò persino di aver visto davanti a casa sua delle lenzuola lavate, significava che col culo sanguinante le aveva sporcate, erano supposizioni senza alcun fondamento, però rimase nell'immaginario collettivo lui quello che si è infilato la bottiglia di vino nel culo sporco e non riusciva a togliersela. Nonostante abbia cercato di farli ragionare e anche un altro della compagnia fose d'accordo con me, però eravamo solo in due, fu inutile, hanno prevalso i pregiudizi della maggioranza nel depistare le indagini e attribuire tutto a un falso colpevole.
D'altronde eravamo in Italia e negli anni 70, ma almeno per questa volta credo c'entrino poco P2, fascisti, mafia e servizi segreti deviati, con i depistaggi e il culo rotto dell'alcolizzato.

martedì 7 aprile 2015

443 - RIPETENTI

Inseguendo un fine
fra le linee del destino
scegli una carta
dal mazzo delle facce conosciute
e ti sposi
alle rassicuranti tradizioni
alle parole zavorranti
al pensiero condiviso
al lavoro concesso
ai pranzi di famiglia
alle domeniche tristi
ai commenti sportivi del lunedì,
con una residua forma di vita
nei rimpianti illuminati
dalle luci arancioni dei lampioni
con turbinii di
pensieri, speranze, desideri
e tutto il resto
che finisce
in qualche buco
30 bocca, 50 figa, 100 culo.

Ora premi
REPEAT.



mercoledì 19 novembre 2014

392 - L'ascia o raddoppia (racconto d'amore)

Dormiva.
Avevano appena litigato, le aveva detto che domani mattina se ne sarebbe andato via per sempre e adesso dormiva beato; mentre lei aveva le budella che si contorcevano dal dispiacere, le mancava l'aria, le girava la testa, le pareva di svenire...e lui se la dormiva.
Si allontanò da quella visione che la faceva stare ancora più male, scese in garage
Si sentiva sola come mai in vita sua, si rendeva conto che era solo un oggetto di carne da usare e gettare, nessuno le aveva mai dato del vero amore, le rapivano il cuore per quell'attimo che consentiva loro di usarla sessualmente e poi fuggivano, e il cuore glielo buttavano dal finestrino dell'auto in fuga, che cadesse, si frantumasse, si essiccasse al sole tra i tormenti della sua anima.
Pesando ciò rivolse lo sguardo verso la lampadina che non era il sole, ma come un sole illuminava impietosa la fine delle sue illusioni.
Di lei non gliene importava più niente, era stata una figa da usare per aggiungerla alla raccolta, e ora era diventata solamente un numero in più sulla lista delle donne trombate con cui pavoneggiarsi al bar, durante l'aperitivo con gli amici.
Facendo questi ragionamenti la colse un nervoso indicibile, cominciò a sbattere la testa contro il muro, il dolore le fece aumentare la rabbia, vide nell'angolo del garage il ceppo con l'ascia che aveva usato il coglione per tagliare la legna, l'aveva lasciata lì senza rimetterla al suo posto, abbandonava tutto, pensava solo a se stesso, non si curava di niente e nessuno.
Ormai i nervi erano un fascio unico d'odio verso di lui, prese l'ascia.
Cominciò una danza folle, girando su se stessa brandendo con entrambe le mani il manico dell'ascia la sbatteva ovunque, poi la puntava come un'alabarda e si immaginava di infilzarlo, colpendo forte il muro.
All'improvviso si fermò, salì le scale di corsa, andò in camera da letto, si fermò davanti al letto alzando l'ascia con entrambe le mani sopra la sua testa e stette a guardarlo mentre lui ancora dormiva nudo, girato con la schiena verso di lei.
Una botta improvvisa alla testa la fece accasciare, intanto il pavimento emetteva un fragore metallico.
Sentì le sue urla:
- Vecchia gallina idiota, volevi farmi del male con quell'ascia! Ben ti sta che si sia staccata dal manico e ti abbia rotto quella testa da troia.
Balzò giù dal letto e le diede un calcio nel culo che la fece finire sotto il letto, con la testa e ora pure il culo doloranti; poi la tirò per i piedi, estraendola da sotto il letto, la sollevò di peso e la gettò dentro la stanzina del ripostiglio, chiudendo la porta a chiave.
Lei si chinò in quello stanzino chiuso e appoggiò la bocca alla serratura, urlando:
- Tirami fuori di qui, non ti avrei mai fatto del male, volevo solo farti paura perché non voglio perderti.
Dopo una breve pausa lei urlò con tutta la forza che aveva: - TI AMOOOOOOOO!
Lui con voce calma le rispose: - Sai cosa penso del tuo amore? Avvicinati con l'orecchio alla serratura che te lo sussurro.
Si avvicinò subito, con l'orecchio aderente al buco della serratura dello sgabuzzino, in fremente attesa.
Sentì che si appoggiava alla porta, spinse ancor di più l'orecchio incollandolo contro la serratura.
- PRRRRRRRROOOOOOTTTTT!
Il frastuono di uno scorreggione le rimbombò nella cavità auricolare.
- Brutto ciccione bifolco, sei uno stupido cesso insensibile.
- Tu vecchia puttana sei insensibile, e pure completamente scema. Io posso anche dimagrire se voglio, tu invece vecchia e scema ci rimani. Inoltre sei pure incapace di succhiare i cazzi, fai cagare. Invece di rifarti il viso e le tette impara a fare i bocchini che è meglio. E poi il culo no, l'ingoio no, ma vedi di andartene affanculo tu e la tua slabbrata patacca pelata!
- Tu grassone col quel cazzetto da dieci centimetri che funziona una volta sì e una no credi d'essere tanto meglio? Ma vedi di andartene affanculo tu che questa è casa mia!
Sentì silenzio, poi la chiave girò e si aprì la porta.
Lui davanti alla porta con i boxer e i suoi vestiti sotto braccio disse: - E' finita, me ne vado per sempre.
Lei si gettò in ginocchio, ai suoi piedi, piangendo e singhiozzando riusci a dire:
- Io ti amo ancora Paul, non voglio restare sola.
- Guardiamo in faccia alla realtà Nancy, c'è troppa differenza tra noi, io ho 28 anni tu 61 e c'è poca intesa sessuale.
- Ma io sono disposta a fare tutto quello che vuoi, non abbandonarmi.
- Comincia a essere più sincera invece che sei falsa in tutto, ti fai le operazioni per falsificare l'età, ti fai chiamare Nancy invece di Annunziata falsificando il nome, fingi di essere ricca girando col macchinone invece sei piena di debiti, dici di essere disinibita invece non vuoi mai che te lo infili nel sedere che a me piacerebbe tanto.
- Farò tutto quello che vuoi, dai!
Paul prese in braccio Nancy e la depositò dolcemente sul letto sfatto, si distese di fianco a lei, la baciò delicatamente sulle labbra.
- Non sono così male allora, guarda che mi hanno detto un paio di volte che assomiglio un po' a Patty Pravo e un'altra volta che ho una certa somiglianza con Donatella Versace.
- Ma sì che sei bella, devi solo succhiare con più passione il cazzo e ingoiare.
Senza rispondere lei gli abbassò i boxer, si chinò e prese in bocca il corto e moscio cazzo, iniziò a stimolarlo come meglio poteva, sentì che le cresceva in bocca, continuò con foga finché finalmente le venne in bocca, soffocò subito l'istinto di mandarlo giù e ingoiò tutto quello schifo come fosse un'amara medicina, necessaria per star meglio.
Paul la guardò con amore, le bacio la fronte e le sussurrò: - Così si fa, amore mio.
Nancy fu pervasa da un senso di soddisfazione, gli aveva dimostrato tutto il suo amore, quanto ci teneva a lui, e sentiva che lui lo aveva capito
Gli sussurrò in un orecchio:
- Tesoro fammi anche il resto, fammi tutto ciò che vuoi, sono tutta tua
Lui con occhi felici le ribaciò la fronte e si alzò:
- Vado a prendere il burro in frigo, bisogna prima lubrificarlo bene come insegnava Ultimo tango a Parigi.
- Ma non c'è burro in frigo, non lo prendo più perché ho il colesterolo alto.
- Allora prenderò l'olio nella credenza.
Andò in cucina, lei sentì a lungo che rovistava, finalmente tornò con la bottiglia d'olio e un imbuto.
- Scusami amore se ti ho fatto aspettare ma non trovavo la bottiglia.
- Eppure mi pare di averla messa nel solito posto, ma che devi fare con l'imbuto?
- Sì, ma me lo ero scordato dove la metti, sono troppo preso dall'eccitazione e dall'amore per te, l'imbuto serve per oliare bene anche l'interno.
Paul si chinò, le allargò le chiappe e ci versò in mezzo un po' d'olio sfregandolo attorno all'ano, poi cominciò a penetrare nell'ano con le dita, lo allargò e lei sentì che ci infilava l'imbuto.
La mise col culo più in alto e spinse il petto più verso il letto, nel culo così alzato ci infilò più profondamente l'uscita dell'imbuto, poi cominciò a versarci dentro l'olio.
Tolse l'imbuto e le disse:
- Acqua e olio sono a posto signora.
E si mise a ridere rumorosamente, anche lei a testa in giù e culo in alto sorrise, un po' sforzata, non gradiva molto quando lui faceva le sue battute, quasi sempre volgari e sempre nei momenti più romantici.
Fu un'inculata che durò a lungo.
Appena lui venne e si staccò lei fu colta da una improvvisa necessità di correre a evacuare.
Mentre era chiusa in bagno lui dalla porta le chiese se le fosse piaciuto.
- Certo amore.
Anche se non era vero e le bruciava tremendamente il buco del culo.
- Allora ti preparo un altro gioco erotico, vedrai che ti piacerà, esco a prendere il materiale necessario.
- Un altro gioco? Mi vuoi far impazzire di piacere. Attendo con ansia, mi sto eccitando al solo pensiero.
- Torno subito, aspettami.
- Certo Paul, amore mio
Pensava più preoccupata che invogliata a che gioco potesse essere.
Uscì da  bagno e si mise sul divano ad aspettarlo.
Non lo rivide più tornare.
Si accorse più tardi che le aveva preso la macchina e gli 800 euro per le bollette che teneva nel cassetto della cucina.
Telefonò alla polizia, spiegò del tipo che le aveva preso la macchina e i soldi, le chiesero se sapeva come si chiamava.
- Era di origini francesi, mi aveva detto che si chiamava Paul, Paul Verlaine.
- Ma era uno scrittore.
- Mi aveva detto che studiava ancora letteratura all'università, non so se era anche scrittore.
- Il nome signora, è quello di uno scrittore che è morto da molti anni.
- Veramente? Io non seguo molto la letteratura, mi piace di più guardare la televisione e i balli latino americani.
- Signora, scusi se le parlo francamente, ma credo proprio che glielo abbia messo in culo.
-  Devo farle i miei complimenti, lei è un grande investigatore, ma come fa a saperlo già?



lunedì 28 maggio 2012

169 - L'era dei culi lindi


Nessuno cagava più da anni per una mutazione genetica indotta a scopo igienico-sanitario.
L' ultimo culo sporco di merda era rimasto quello di Frank Nerkia, di professione boss mafioso, che grazie alla peculiarità del suo culo divenne l' idolo dei giovani di tutto il mondo; le ragazze in delirio glielo volevano baciare o almeno annusare, i ragazzi volevano toccarglielo sperando che le mani si sporcassero di merda; merda che i più scaltri rivendevano a prezzi astronomici ai fan più facoltosi.
Ma un giorno Frank Nerkia si stancò della situazione e con un vecchio mitragliatore AK 47 cominciò a smitragliare tutti i giovani fan che incontrava, però non essendo più da tempo un reato smitragliare il prossimo nessuno poteva dirgli niente.
Alcuni anni dopo riuscirono finalmente a coglierlo in flagrante mentre commetteva un  reato gravissimo: aveva scorreggiato allo stadio.
Venne incarcerato e condannato alla disintegrazione.
Dal giorno della disintegrazione tutti vissero con una struggente nostalgia della merda e dei giovani.

venerdì 16 settembre 2011

94 - SE FOSSI PRESIDENTE

Se fossi un qualcuno che decide ne avrei di idee.
Inizierei demolendo tutte le case e piantando alberi, ci saranno solo case piccole e singole immerse nei boschi; continuerei togliendo i confini, aprendo le galere e ogni gabbia, eliminerei il denaro e il lavoro, abrogherei i matrimoni.
Nelle spiagge con la ruspa abbatterei tutti gli stabilimenti balneari, ci saranno solo spiagge libere.
E tante altre idee avrei.
Ma non credo si realizzeranno mai.
Essendo la maggior parte della popolazione composta da individui mentalmente schiavizzati sono diventati i più strenui difensori del loro mondo di merda.
Ma non è il mio, io sono sempre fuori come un alligatore mimetizzato nella palude, che quando un turista dal culo grosso gli passa accanto se lo sbrana.
Distruzione totale dei cretini e delle usanze cretine è il mio desiderio primario.





sabato 9 luglio 2011

65 - LA MASSA

La massa inerme adora:
i libri vuoti,
le canzonette,
i film consolatori,
le facce da culo.

Tutto quello che non può mettere in dubbio
il loro mondo idiota
lo adorano.

Fuori dagli stereotipi non hai certezze,
tutto è incerto,
però senti che è vivere veramente
scoprendo ed esplorando nuovi modi di vedere le cose,
dando senso al tempo che trascorriamo su questa terra.