Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

domenica 18 novembre 2012

237 - COME FAR CARRIERA

Entrò nella stanza per fare il provino da valletta televisiva.
Trovò ad aspettarla il regista, il produttore, alcuni noti politici e la troupe, tutti completamente nudi.
"Ma che provino è questo?" esclamò lei.
"Un provino del cazzo, si spogli che iniziamo" rispose il regista.
Venne assunta e condusse un programma di successo che difendeva i valori cattolici tradizionali della famiglia.
Poi entrò in politica e fece carriera ai massimi livelli.
Si sposò con un bellissimo ufficiale dell'aviazione più giovane di lei, cerimonia in chiesa con le più alte autorità presenti.
Ora è stata eletta Presidente della Repubblica, tutti, anche gli avversari politici, ne riconoscono la coerenza e la sincerità.



sabato 17 novembre 2012

236 - Surf

Siamo surfisti delle macerie
in precario equilibrio
sulle onde che solcano il tempo


venerdì 16 novembre 2012

235 - POSSESSIVITA'



è mio, è tuo, no è suo
ogni oggetto, persona, animale, pianta
la terra, il cielo
ogni cosa deve essere di proprietà
appropriarsi di tutto è la merda delle menti umane
liberati da questo pensare possessivo che ti frega
che ti impedisce di vivere veramente
dona, condividi
hai la possibilità
di non essere stronzo.


giovedì 15 novembre 2012

234 - SENSO DI VUOTO

Senso di vuoto, senza niente dentro, farsi penetrare dalle cose per riempire il tempo.
Guardo nelle stupide vetrine e vedo riflettersi la situazione che mi circonda.
Vedo zombie che girano in circolo alla ricerca perenne di oggetti, che una volta avuti gettano schifati pensando a un altro oggetto nuovo da avere.
Il fumo cancerogeno prodotto da questo ciclo sta distruggendo ogni forma residua di vita, ma non gliene frega niente a nessuno.
Quelli pagati  per proteggere la popolazione in realtà sono quelli che dirigono questo gioco, lo difendono facendo manganellare e imprigionare chi lo critica o lo attacca.
E' il gioco degli utili zombie idioti.
E' un gioco mortale.


mercoledì 14 novembre 2012

233 - AL BORDO


Stava sul bordo della strada statale a guardare i veicoli passare, vestita in minigonna e reggiseno con i capelli tinti di biondo, quando qualcuno si fermava chiedendole quanto voleva cominciava a urlare:
"Come si permette, stavo aspettando un'amica, porco, bastardo, io la denuncio, i maschi sono tutti uguali, tutti maiali".
Tirava fuori il cellulare e diceva che chiamava la polizia, quelli che si erano fermati diventavano rossi di vergogna, cercavano di scusarsi, lei continuava a fare l'offesa e a dire che avrebbe chiesto loro i danni morali, allora loro proponevano di mettersi d'accordo, lei chiedeva che per punizione si spogliassero nudi e si facessero fare una foto.
La maggior parte accettava.
Alla mattina saliva nella sua auto, si cambiava e ritornava in tempo per la Santa Messa del mattino in convento, vestita da suora.

lunedì 12 novembre 2012

232 - Lontananze


In lontananza le luci del paese
con gente che vive la quotidianità
io sono rimasto fuori
dal gruppo, dalla mandria,
dalla vita, dalla morte, dalla merda
non riesco a cantare in coro
sono
bandito, fallito, astratto, distratto
ma vedo tutto
e non mi piacciono le luci della festa
il mangiare che esce dagli occhi
gli sguardi falsi con aliti da fogna.
Non sono omologato
al virus del pianeta.


domenica 4 novembre 2012

231 - ATTRAVERSANDO IL TEMPO

A piedi, di notte, cammino nella pioggia controvento.
Una pioggia di settembre col sapore della morte, il sapore dato dalla delusione per lo schianto di ogni speranza sulle scogliere della vita adulta.
Sento freddo, freddo, dentro le ossa, dentro di me, un gelo improvviso.
Pochi mesi fa era un'altra era, risate in compagnia, ora c'è solo freddo e io, solo, bagnato dentro la pioggia battente.
Nessuno mi carica più in autostop, è notte e non ci sono autobus, è finita un epoca, è finito il periodo in cui ti prendevano su, trovavi passaggi, avevo una vecchia copia di "Sulla strada" nella tasca di una giacca pesante nera a quadretti grigi, mi mettevo sul ciglio della strada e mi raccoglievano i primi giusti che passavano, e nei momenti di attesa seduto su di un paracarro/marciapiede/scalino/panchina leggevo un po' il mio libro preferito, ora non più, tutto svanito in pochi mesi.
Sono gli anni 80 che stanno cambiandoci tutti, freddi, dentro se stessi, paurosi degli altri.
Sto camminando nel tempo, un tempo di cambiamento.
Ma resterò sempre fedele alle mie idee, non voglio cedere mai, sarei un morto.

venerdì 2 novembre 2012

230 - Deragliamenti




Indifferentemente
spersi nella città
sguardi spenti sui marciapiedi
da facce stanche di vivere
con pensieri svuotati
pieni del vuoto
si esiste
in un'inutile danza
su sinfonie di motori
tra panorami di cemento e acciaio
desiderando
corse spensierate verso oggetti pubblicizzati
e simpatici cocktail ridenti come uno spot.
Solo della solitaria carne umana
che siede ai bordi
inutile al gioco, fastidiosa, disturbante
dona un attimo di deragliante dubbio
nella corsa al massacro.

domenica 28 ottobre 2012

229 - Branco di matti (racconto)




Di corsa verso l'auto, Max Mandolon ci aspetta col motore acceso, partenza con sgommata, sono sul sedile davanti, Taddeo Zanforlin dietro con Tony Burson, svuoto il contenuto del sacco nero da immondizie a lato del sedile in velluto liscio beige, i soldi  sparpagliati sono salutati da bestemmie felici, li conto io essendo il capo, El Ragionier, tutti pendono dalle mie parole, 50,100,150,... mi fermo, 8.750 euro in biglietti da 50, tutti zitti con gli occhi felici, mi rilasso e accendo una Gauloises, il silenzio di tutti aspetta i miei gesti ma sto pensando alla macchina su cui viaggiamo, una citroen ds 2.300 cc di colore marrone metallizzato, che macchina da ladri idioti, ce ne sarà una su un milione, un auto di quarant'anni che si nota, ma Mandolon aveva quella ed era l'unica con benzina sufficiente di noi disoccupati, lui ha la nonna che porta a tirare la pensione e a fare spese quindi lo foraggia con laute mance; "Buttate pistole e passamontagna!" urlo agli altri abbassando il finestrino, mi piace urlare all'improvviso per abituarli sempre pronti e svegli, Taddeo abbassa il suo, "Pezzodimerda, ti hanno cagato nel cervello? Butta da sta parte, dalla parte del canale! Che vadano spersi".
Svolazzano verso l'acqua in ordine sparso i passamontagna, le pistole le butto io, lanciate lontano, gran lanciatore.
Accendo la radio stile antico, una stazione di jazz mi fa bloccare la sintonia, mi pare la musica adatta per il momento, sistemo i soldi, mi appare ancora l'immagine del marocchino col viso pieno di sangue, col calcio della pistola gli ho sfondato l'occhio, spacciatori da quattro soldi che ne avevano molti, non ci stavano inseguendo sicuramente ma le pistole con matricola abrasa, prese già usate perché erano le uniche che potevamo permetterci, è stato meglio farle sparire,............................

IL SEGUITO DEL RACCONTO POTETE LEGGERLO NEL LIBRO "NAGASAKI LUNA PARK" EDITO DA POP LIBRI- EDIZIONI LA GRU:

http://www.poplibri.it/nagasaki_luna_park.html

lunedì 22 ottobre 2012

228 - PAROLE, INFINITE PAROLE

Parole
parole ovunque,
vuote come vecchie scatole di latta arrugginite.

Parole senza pensieri.

Continue parole
evacuazioni fisiologiche di un sistema.

Parole che vogliono possedere vuota carne umana,
che vogliono penetrare ogni orifizio;
vogliono imporre ordini, opinioni, informazioni, pubblicità, deliri;
vogliono dirmi cosa devo comprare, pensare, dire, fare, baciare.

Prendete tutte le parole destinate a me
oliatevi per bene l'ano
e rimettetevele dentro.

Desidero pensieri, non parole,
e che siano pensieri mai sentiti
contenenti orizzonti mai visti
componenti persone inusuali e anormali.

La normalità dell'attuale sistema sociale
facciamola scorrere via
verso lo scarico, nel sistema fognario.

sabato 20 ottobre 2012

227 - ULTIMA OCCASIONE




3x2
- 50%
- 70%
Offerte
Sconti
Occasioni imperdibili
Oggetti
riempiono occhi, menti, corpi, vite
benessere
che entra nelle bocche
ed esce dai culi
e svanisce
tutto
noi, il tempo, l'universo
in bocca, nel culo
godiamoci il benessere
con tristi orgasmi
inutili.

giovedì 18 ottobre 2012

226 - PERIODI


Periodo tra il depresso e l'autistico.
Dura da quando sono nato, ma ci rido sopra.
Bilancio momenti di depressione con momenti di esaltazione, mi sento un dio/mi sento un cesso, con prevalenza cesso, adesso.
Mi piacerebbe provare la sensazione di essere normale.
Divertirmi a fare shopping e godermi la pizza della domenica sera, una compagna e un lavoro, la partita alla tv, parlare di calcio al bar, ridere a crepapelle con Crozza e la Littizzetto, poter dire che Belen è bella, desiderare un bel suv, sognare cerchioni in lega, dire di amare, farmi raccomandare, in un dio sperare.
Niente.
Non ci riesco.
Giuro che ci ho provato.
Non ci riesco, devo essere un esemplare difettoso, non virtuoso, a volte presuntuoso, odioso, menoso, eroso anche nel coso.
Vorrei salutarvi sorridendo, dirvi il buongiorno più gioioso, ma mi sento morire al mattino, mi sento un po' meglio di notte.
Mi chiudo, come una tartaruga spaventata rientro nella corazza, mi sento continuamente in pericolo.
Guardandomi nello specchio leggo vecchi calendari strappati dall'orologio, il tempo scorre e l'avulsità cresce.
Credo sia solo la curiosità di vedere come continua il film che fa andare avanti.
E perdonatemi se sembra che non badi a nessuno.
Mi scordo anche di me.
Mi sono perso, cerco di ritrovarmi però c'è nebbia fitta.
Ma non scordo i pochi che mi hanno sempre rispettato, che mi hanno cercato, c'è ancora qualcuno in questo deserto.
Quelli che sono esclusi da una società insopportabile sono i più sopportabili, a volte amabili, sempre rispettabili.



mercoledì 17 ottobre 2012

225 - Amore, immenso e unico ( faccio anch'io una poesia d'amore con le solite parole)




Essere oltre l'esistere
nel tuo sorriso, alba del mio cuore
in infinita aurora boreale vedevo
il limpido degli occhi tuoi beati di me
ed era vento
che mi sorreggeva in ogni frangente
sollevandomi la mente oltre la gente
tutto era al di fuori della nostra sfera
paradisi in angoli della nostra pelle
e nelle nostre menti fuse nell'amore,
anche ora nello sguardo sul passato
mi riconosco solo in quanto ti avevo amato,
attimo svolazzante nel vento del tempo
contenente tutta la meraviglia della vita
che vola
oltre le stelle
verso l'infinito.

Mentre io
mi trovo
come un gabbiano ferito
sanguinante sul mare
le onde spargono il sangue
dalle ferite del mio cuore
cancellandomi 
d'innanzi all'immensità
cado sfinito
piango senza dolore
che se ne è andato
svanendo nel blu marino.

Mi rialzo, proseguo
anche il resto del corpo va avanti
portandomi
verso il mio destino,
vissuto da un ricordo vagante.
.


224 - ISTRUZIONI

Sto ancora cercando
il libretto di istruzioni per l'uso
di questa vita,
è da quando sono nato che lo cerco
inutilmente.

Devo proseguire a tentoni
sbagliando e imparando,
non esistono maestri,
non esistono vecchi saggi,
non esiste una mappa da seguire.

Solo i sedimenti del proprio passato
creano esperienze
che danno un aiuto
per affrontare il presente.



223 - frammenti tossici


Passo delle giornate meravigliose
divertendomi
ridendo
parlando
correndo spensierato
insieme agli amici
morti
dentro la mia mente.


lunedì 15 ottobre 2012

222 - QUANDO STAI MALE

Hai sempre davanti
la morte o la vita
fine o inizio
distruggerti o ricostruirti,
per cui non abbatterti mai
non buttarti via
con tutti gli sforzi fatti finora
da te
da chi ti ha cresciuto
da chi ti ha dato qualcosa di sé.
Cerca di volerti sempre  bene.
Siamo un'esigua minoranza in un mare di dementi
siamo preziosi
sei prezioso
non scordarlo mai.
Si è fuori posto in un gioco che non ci appartiene
ma è il gioco che è sbagliato
non tu
non devi sentirti una nullità
se non rientri nei loro canoni prestabiliti
se stai male in certe situazioni
è normale per un anormale
per uno fuori dagli schemi
stare male dentro questa loro normalità.
Se non ti va di fare una cosa non farla
segui te stesso
ricostruisciti tirando fuori quello che sei
creandoti una nuova vita
in ciò che vuoi e ti piace.
Io vivo in un mio lungo sogno
da cui esco se vedo una situazione che mi interessa
altrimenti ritorno nel mio paradiso artificiale
fatto di film, letture, musica
e persone che mi fanno ridere o imparare
del resto non me ne importa
un cazzo.




venerdì 12 ottobre 2012

221 - impulsi

Corpi che diventano un oggetto desiderato solo tramite gli oggetti posseduti, che diventano parte del corpo, lo identificano, ne sono i connotati.
Il soggetto in questione non esiste, è solo un accumulo degli impulsi pubblicitari ricevuti e concretizzati.


giovedì 4 ottobre 2012

220 - indifferenti

Niente ci riguarda
chiusi nei nostri sogni di benessere
il cervello si inerpica cogliendo mille scuse
e obiezioni
murandoci dentro noi stessi
aprendo uno spiraglio
solo per ciò che ci fa comodo
marcendo ogni giorno di più
nella nostra indifferenza.

219 - Quelli rimasti fuori


In cartoni scaldati dai lampioni
solitari corpi in sovversivi sogni
distruzioni del sistema
piattaforme petrolifere in fiamme
esaltanti fuochi tra le onde
avvistati dalla spiaggia
ma i desideri onirici
si dissolvono nelle conchiglie spezzate
rifugi infranti
sotto il peso della realtà
mentre i minuti e le ore
dalle lattine di birra colano sul marciapiede
la fortuna è tutta in un sorriso
che ti regala un cane
mentre piscia su un cerchione in lega.




mercoledì 3 ottobre 2012

218 - Segnali


Imprevisti
ricordi
momenti dimenticati
creduti persi
invece erano lì
aspettavano
nascosti
nei meandri della mente
attendevano
quel segnale, quella scintilla
che li riaccende.