Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

giovedì 3 marzo 2016

512 - L'impiegato nella tempesta

Ho visto un impiegato disperato rimasto senza lavoro che camminava da solo in riva al mare nella bufera, tra vento e pioggia, trascinandosi l'ombrello chiuso che lasciava un solco nella sabbia, vestito da impiegato, ingobbito e triste.
Credevo si buttasse in mare, mentre facevo delle foto dalle dune di sabbia l'ho sorvegliato, c'eravamo solo noi due in circolazione.
Invece dopo un po' si è seduto per terra a giocare con le conchiglie.
Sembrava un bambino malinconico, cinquantenne e pelato.
Gli ho girato al largo, senza disturbarlo.
Ho lasciato che giocasse in pace.
In fondo gli impiegati disoccupati sono nuvole grigie che precipitano tra le onde, nel mare della vita.
Magari lui, giocando in riva al mare con le conchiglie, potrebbe ricostruirsi in nuovi modi di vedere la realtà.

sabato 27 febbraio 2016

511 - Serate divertenti

Non me ne frega fondamentalmente un cazzo dei sabato sera dai tempi in cui è finita l'adolescenza, però capisco certe persone che lavorano duramente tutta la settimana, alzandosi presto al mattino, possa essere la sera del sabato l'unica occasione per svagarsi un po', oppure a volte ci sono appuntamenti o serate interessanti proprio al sabato per cui si fanno dei progetti, ma capita che vadano in fumo e si rientri delusi, in queste occasioni mi sovviene in mente lo Sfregiato.
Allo Sfregiato avevano arato la faccia con una bottiglia rotta in una rissa da ragazzino, era già bruttissimo di suo, in aggiunta con questo solco profondo tra la bocca e l'occhio non aveva un gran successo con le ragazze, era sempre solo.
Al sabato sera usciva con lo Strafatto, un tossico impasticcato ed eroinomane.
Lo Strafatto era senza patente e auto per cui gli faceva comodo un autista automunito, lo Sfregiato invece non si drogava ma in questa maniera stava in compagnia.
Finivano le serate in un'osteria del porto dove andavo anch'io a volte con altri amici, facevano da mangiare benissimo e pagavi poco, il proprietario era un brav'uomo, grande, grosso, barbuto e comunista, assomigliava un po' a un Guccini con gli occhi arrossati dalle canne.
Era un'osteria ricavata da una casa vecchia, con corridoi stretti in cui c'erano i tavoli con di fronte il muro; erano stati appesi alle pareti antichissimi cimeli marinai dei velieri (lampade, gomene, timoni, rampini, reti) ma in mezzo c'erano foto di comunisti (Lenin, Che Guevara, Fidel Castro) e musicisti (Rolling Stones, Doors, Bob Marley, Clash), in una miscellanea strana, tra antico e moderno.
Sul tardi Strafatto essendo a quell'ora per l'appunto strafatto crollava in stato comatoso con la faccia sul tavolo e lo Sfregiato in silenzio guardava fisso il muro davanti al tavolo, si passavano in questa maniera il resto della serata.
Una delle ultime volte che li ho visti lo Strafatto crollando sul tavolo aveva piantato la faccia nel piatto di zuppa di pesce, uscivano le bolle, stava annegandosi nel piatto, lo Sfregiato in silenzio lo ha sollevato prendendolo per i capelli e ha spostato il piatto, poi ha rilasciato la testa sul tavolo, senza scambiarsi una parola, hanno continuato così, uno in stato comatoso e l'altro a fissare il muro di fronte.
Successivamente un giorno siamo andati per andare nell'osteria, ma c'era tutto chiuso.
Abbiamo chiesto spiegazioni a uno che abitava accanto e stava rincasando, ci disse che il proprietario barbuto aveva dei debiti, non andava più d'accordo con la moglie, allora si è rotto il cazzo e all'improvviso un giorno ha mandato tutto affanculo, ha preso i soldi che aveva ancora in banca ed è fuggito su un'isola in Polinesia, insieme a una cameriera che lavorava lì.
Così non lo vedemmo più e il locale rimase chiuso per sempre.
Non vedemmo più neanche lo Sfregiato e lo Strafatto, magari sono ancora uno in coma con la faccia sul tavolo e l'altro che guarda il muro, chiusi là dentro.

venerdì 26 febbraio 2016

510 - FUGGENDO

Forse mi troverò
cercandomi nei forse.

Sto volando via
oltre gli ultimi lampioni
oltre gli ultimi cancelli
nelle terre di nessuno
dove non esistono facce dietro ai vetri
né oggetti dietro ai quali nascondersi
né calendari, né scadenze, né appuntamenti.

Solo la vita e io.

Senza mete
cammineremo insieme andando
ancora un passo più in là.

domenica 21 febbraio 2016

509 - CURRICULUM

Muoio quasi ogni giorno
anche un paio di volte al dì,
ho più dipartite che cagate
nel mio curriculum vitae
da presentare ai datori di lavoro.

Di rilevante
non ho fatto altro in vita mia
oltre a mangiare
cagare
morire
e scrivere.

Sembrerà poca cosa
ma vi garantisco che non lo è,
non è facile per niente.
mangiare cagando morendo scrivendo.

Però in pratica non importa a nessuno
di ciò che ho scritto
e delle mie continue morti.

Preferiranno sempre un vero servo
più giovane
più specializzato
più mansueto
più morto.

lunedì 15 febbraio 2016

508 - TEMPI E PAROLE

Scrivo poesie dal 1978, non c'era il web
l'aria era elettrica e il tempo era intenso.

Condivido poesie sul web dal 2011
nell'aria ammosciata di tempi svuotati.

Vivo su questo pianeta dal 1962
dovrei vivere intensamente
ma me ne sono scordato
mi sono spesso nascosto
anche con me stesso
a volte confuso, a volte incerto
essendo diverso dagli altri
senza riferimenti
capita di perdersi
mi ritrovo solo
guardando dentro me stesso.

Non so quanto e come
durerà il viaggio.

So solamente
diperdere pensieri
dentro parole scritte
gettate nel vento
in tentativi
di riempire con un senso
lo spazio del tempo.

domenica 14 febbraio 2016

507 - FUGGIASCHI

C'era Risucchio
aveva il Citroen Ds
aveva l'impresa di famiglia in fallimento
stava bene solo
con i capelli lunghi
Neil Young dallo stereo dell'auto
la testa china in avanti
tutti i capelli sul volto
a nascondere il mondo
mentre si faceva
la sega quotidiana
con il sangue
lo stantuffo
risucchiando con la spada
rigettando in vena
lentamente
continuando così
a lungo, senza senso
in una sua estasi
tutto il mondo attorno
tutto l'universo
tutto
andava dove doveva andare.

Finché se ne andò
anche lui, altrove, per sempre.

I fuggiaschi dalla realtà
fuggono da sé stessi
facendosi sfuggire la vita.

Li ritroverai a volte
nei ricordi svaniti
delle notti ventose,
tra i refoli
fra gli angoli
di palazzi cementamente ottusi,
in una flora di
lattine schiacciate,
bottiglie rotte,
sogni svuotati.




domenica 7 febbraio 2016

506 - DROGHE PESANTI

C'era un drogato, lavorava in una cartiera dove riciclano la carta vecchia e ne fanno di nuova.
Tutti gli dicevano: "Hai un buon lavoro, sei fortunato, lavora e non drogarti!"
Lui ha smesso di drogarsi e ha continuato a lavorare; ma poi è morto di tumore. Tutti maledivano la droga che aveva assunto, era causato da quello dicevano.
Un giorno facendo una camminata col mio cane sono passato per la zona industriale. La strada passa accanto alla cartiera, a circa cento metri di distanza, faticavo a respirare dall'odore di solventi che arrivava fin lì e dai fumi che uscivano dai camini.
Il cane ha voluto tornare indietro. Gli operai invece vedevo che lavoravano tranquillamente, loro si erano abituati.
Ho pensato al tipo morto, se gli avessero detto di smettere di lavorare e continuare a drogarsi ascoltandoli avrebbe fatto una vita più sana, probabilmente non sarebbe morto.
Avete fatto caso che non c'è mai nessuno che consiglia di smettere di lavorare, anche se uno fa il lavoro più schifoso, pericoloso e degradante dell'universo; mentre c'è sempre qualcuno che consiglia di smettere col drogarsi, anche a chi si fuma una cannetta alla settimana.
Certe sostanze stupefacenti sicuramente fanno male; ma la droga più pesante e tossica per l'uomo spesso è il lavoro.
Però il lavoro è legale, e obbligatorio.




venerdì 22 gennaio 2016

505 - LA MIA STORIA

Ho solo camminato
lungo strade sabbiose
abbandonate
abbandonandomi
lungo anni
lungo decenni
per evitare persone,
per evitare impegni e pegni,
per evitare appuntamenti.

In luoghi immaginari incontro
suoni che divento io
pensieri che condivido
immagini che vivo.

Quando la realtà
mi sbatte in faccia
mi ritiro ancor di più
schifato
disadattato
avulso
confuso
sempre convulso.

Poi magari ci incontriamo
e ti rispondo faticosamente
con parole di circostanza
non mie, non tue
trovate
buttate in giro.

Mi spiace
se intravedo qualcosa
di me dentro te
per te mi spiace veramente
ma sono rimasto
via.


mercoledì 20 gennaio 2016

504 - NON PROTAGONISTI

A me piacerebbe che fossimo protagonisti della nostra vita,
io, tu, noi, essi, tutti
con sempre in mano le redini
del proprio presente.

Invece purtroppo
si cercano appigli per non essere sé
si cerca
una religione, un'ideologia,
un divo di Hollywood, un cantante rock, un rapper
una squadra di calcio, uno sportivo
un marito a caso, una moglie a caso, un amante a caso
un'auto veloce, una moto potente
o una qualsiasi cosa ci faccia illudere
di essere qualcosa d'altro
in cui identificarsi, in cui morire
con cui sperare di fuggire da chi si è.

Chi fugge da se stesso
rimane in un involucro vuoto.

E non è previsto nessun premio
per il peggiore attore non protagonista.

giovedì 14 gennaio 2016

503 - FOSSI

Se fossi Dio mi eliminerei.

Se fossi io sopravviverei.

Se fossi non sarei me
stesso, spesso
non so cosa
ero, sono, sarò.

Perduto
in perduta mente
in perduto luogo
non considerato
né classificato
nemmeno catalogabile.

Risplendo solo
nelle notti di luna piena
dei 29 febbraio.

domenica 10 gennaio 2016

società

 La libertà di scelta consiste in modelli di consumatore tra cui puoi scegliere la maschera da indossare. Oppure uno può seguire i suoi gusti, ma il problema è che non ha gusti propri, sono indotti dalle influenze mediatiche assunte fin dalla nascita, però almeno si cerca ciò che piace veramente e non di farsi piacere quello che piace agli altri.



su certe cose sono d'accordo con quanto afferma, ma su altre mi pare alquanto confusa anche lei dai luoghi comuni mediatici, la fregatura è ragionare per gruppi contrapposti, gli uomini, le donne, gli occidentali, ecc E anche certe mitologie di una certa sinistra loffia tipo le donne velate che però sono libere perché possono studiare e laurearsi, libere anche di essere prese a pietrate se amano qualcuno non consentito dalle tradizioni o solo se girano senza velo, però intellettualmente è cool affermare che hanno anche loro delle libertà, oppure il presidente americano che se è donna cambia la percezione nel mondo verso le donne, e se non cambia come con Obama verso  gli afroamericani ma anzi peggiora è per reazione. Affermano una cosa e danno per certo che sia la verità, se la realtà dimostra che non cambia niente o peggiora allora è per reazione, ridicolo, alla stragrande maggioranza gliene frega meno di niente del presidente, sono influenzati dal capitalismo senza regole Da come la vedo io il consumismo acefalo indotto da questo tipo di capitalismo speculatore ci fa diventare tutti oggetti e non persone, pieni di odi e di rancori verso gli altri che coviamo e alla minima occasione si palesano. Ci hanno messo in competizione tra sfruttati e gli altri sono avversari, per cui ogni categorizzazione è una valvola di sfogo per l'odio covato. Le donne, gli immigrati, e per gli immigrati lo siamo noi occidentali. Sono i raggruppamenti e le contrapposizioni che ci fregano, io non mi sento né uomo né occidentale, e non vado d'accordo con la maggioranza degli altri esseri umani, però almeno cerco di non dividerli in categorie basate su pelle o sesso o altro e quando vedo discriminazioni verso qualcuno, chiunque sia, cerco nel mio piccolo di difenderlo.

Da come la vedo io il consumismo acefalo indotto da questo tipo di capitalismo speculatore ci fa diventare tutti oggetti e non persone, pieni di odi e di rancori verso gli altri che coviamo e alla minima occasione si palesano. Ci hanno messo in competizione tra sfruttati e gli altri non sono più esseri umani ma avversari, per cui ogni categorizzazione è una valvola di sfogo per l'odio covato.
Le donne, gli immigrati, ecc e per gli immigrati lo siamo noi occidentali.
Sono i raggruppamenti e le contrapposizioni che ci fregano.
Io non mi sento né uomo né occidentale, sono un essere umano e generalmente non vado d'accordo con la maggioranza degli altri esseri umani. Però almeno cerco di non dividerli in categoria basate su pelle o sesso o altro e quando vedo discriminazioni verso qualcuno, chiunque sia, cerco nel mio piccolo di difenderlo.

venerdì 25 dicembre 2015

502 - SCOMPARENDO

Onde grigie dalle oscurità
vagano lungo le strade deserte
tenendomi a galla
chiuso dentro i miei pensieri
deluso da ogni addio servito
tra i bicchieri di cristallo
tra i sorrisi di circostanza
vorrei diventare invisibile
dove lo sono
sono a mio agio
fra gli oceani delle solitudini
nelle città vuote
nelle vie desolate
nelle case abbandonate
nelle menti svuotate.

Essendo abituato
a ricevere calci dalla nascita
non voglio essere notato,
ricercato
o amato.

Cerco di evitare gli sguardi
mimetizzandomi
per vivere inosservato
tra questo nulla
in compagnia
solo
di me stesso.



giovedì 24 dicembre 2015

502 - LA SACRA FAMIGLIA

La famiglia
secerne sostanze tossiconocive
schiavizza corpi e menti
per perpetrare la specie
ma la specie è un nulla e uccide
perciò io non voglio
perpetrare nessun nulla che uccide.

Stando solo
seduto sullo scalino davanti a casa
l'alba sulla faccia
una birra come compagna
comprendo
non mi serve nessuna famiglia
se ho la vita.

Avrò una famiglia
se morirò.



501 - LA POESIA NON È UN SOGNO

La poesia oggi è
tante belle parole
per dire
un bel niente.

Mentre per me
la vera poesia è
non fare
il poeta.

Quando uno è pieno
di merda mentale
non dovrebbe espellerla
e meno si esprime meglio è
dovrebbe solo leggere, ascoltare, imparare;
invece spesso oggigiorno diventa poeta
sui social network
e comincia con la farsa
insieme ad altre scimmiette ammaestrate
pone regole, mette paletti, organizza recite
esclude quelli fuori dalle regole,
premia la scimmietta meglio addestrata
e amenità simili.

Così
piccolezze piccolo borghesi
diventano similpoesia
tra amori e angeli
rugiade, rose rosse, labbra frementi
banalità da romanzo rosa
per sognare
dormendo in piedi.


mercoledì 23 dicembre 2015

500 - UN BUON LIBRO

Salotti letterari che parlano di buoni libri,
tra eleganti tazze da tè e deliziosi pasticcini.
Ma un buon libro non va mai accompagnato con tè e pasticcini.
Un buon libro nella bella tazza da tè ci piscia.
Sui deliziosi pasticcini ci scorreggia.
Vi rovescia a calci i tavoli un buon libro.
Niente sarà più come prima dopo il passaggio di un buon libro.
Il resto è solo intrattenimento per scimmiette ammaestrate.



martedì 8 dicembre 2015

499 - "FANTASMAGORIA DI RACCONTI PUNK"


"FANTASMAGORIA DI RACCONTI PUNK" di Andreas Finottis è un'imprevedibile e divertente raccolta di racconti, tutta da scoprire, per sorprendersi, ridere, riflettere pagina dopo pagina.

Per potere avere l'ebook o il libro di carta cliccate qui:  http://www.amazon.it/finottis

Per la versione ebook in formato per kobo qui: kobobooks.

Altri libri dell'autore:
- "Come fare per essere ammirati e rispettati" il primo libro di racconti.
- "antimerda poetica" il libro di poesie devastanti
Disponibili tutti in versione ebook o su carta, i link per ulteriori informazioni e per poterli avere li trovate cliccando qui: per avere i libri






domenica 29 novembre 2015

498 - PRESEPI E TRADIZIONI

Una volta il prete del paese fece un presepe gigantesco, bellissimo, con giochi di luci mai visti.
Aveva chiamato una ditta specializzata spendendo parecchi soldi, il risultato era notevole: c'era il sole che levava e tramontava, dopo il tramonto veniva la notte, le stelle luminose si accendevano nel cielo,  pure i rossi fuochi dei pastori si accendevano nelle grotte; mentre l'acqua dei ruscelli nel presepe scorreva perpetuamente, gli angioletti volavano nel cielo sopra la grotta della  natività e in sottofondo si sentivano canti natalizi provenienti dalle montagne.
Noi bambini andavamo in chiesa solo per guardarlo, meravigliati attendevamo le varie fasi del cielo, ci pareva di vedere la vita dal di fuori, con le giornate che in pochi minuti scorrevano, succedendosi davanti ai nostri occhi spalancati.
Però il prete un pomeriggio sul viale che conduceva alla sacra grotta del presepe, fatto col ghiaino bianco, notò un inquietante oggetto misterioso.
Si avvicinò e scoprì con orrore che era un grosso stronzo, cagato da un folle sacrilego proprio dentro al presepe.
Smontò immediatamente tutto e da quell'anno non fece più il presepe grande; lo fece sempre da allora piccolo e semplice.
Il cagatore non venne  mai smascherato, si vociferava fosse stato un alcolizzato che era andato a chiedere l'elemosina al prete ma il prete lo aveva scacciato dicendo che aveva speso tutti i soldi per il presepe, così per vendicarsi glielo aveva mollato proprio sul viale nel presepe.
Questo episodio ci deve far riflettere: a volte basta uno stronzo per cancellare le tradizioni o forse sono le tradizioni che stimolano gli stronzi.


giovedì 26 novembre 2015

497 - FULMINI E ARCOBALENI

Tuonano paure su questi tempi
filmano i fulmini
fermano le menti
per chiudere gli orizzonti.

Mi respiro in umana convinzione
alle offerte di un lugubre avvenire
mi ribello
inseguendo gli arcobaleni
sfondando ogni scena imposta
ti tendo la mano
cogliendoti straniero
facendo umanamente parte
di un futuro noi.

Padroni
di acciai e petroli
si vogliono far dimenticare
distraendo i servi
facendoli lottare tra di loro
per racimolare le briciole
mentre chi comanda
si prende tutto
sempre più, senza limiti.

Il nemico
è sempre e solo
chi ci manovra.











lunedì 9 novembre 2015

496 - Libro : COME FARE PER ESSERE AMMIRATI E RISPETTATI

Ho pubblicato in ebook kindle il fantasmagorico "Come fare per essere ammirati e rispettati"
http://www.amazon.it/COME-FARE-ESSERE-AMMIRATI-RISPETTATI

"Se è vero che l'ironia ha il potere di rendere la vita più leggera e accettabile, questa raccolta di racconti che ci accompagna nella vita dell'autore è una vera e propria cura per lo stress e le delusioni della realtà.
Si ride leggendo, si ride con una leggerezza meravigliosa anche quando ci sarebbe ben poco da ridere, ma forse è proprio questo il segreto della vita, riuscire a restare a galla con stile prendendosi un po' in giro e l'autore in questo è un maestro.
La scrittura immediata e realista ci rende partecipi in ogni racconto, ricordandoci che anche noi ci siamo sentiti così e finiamo per ridere anche di noi stessi. E se l'autoironia è cura, l'autore è un geniaccio da cui abbiamo solo da imparare questa serenità leggera, questa semplicità disarmante da non dimenticare mai, leggendo e rileggendo i suoi racconti."

Ty Elle, scrittrice


sabato 7 novembre 2015

495 - COMUNQUE

Che fare?

Obbedire, non pensare
e lavorare?

Oppure
disoccupare
le case dagli incubi.

Pensare, creare.

Ricreandosi,
perdendosi,
ritrovandosi.

O così così.

Un po' qua e un po' la.

Contestando
il proprio capitale
per non stare bene
per non stare male
ma per stare con gli altri.

Mi dico:
"Amico mio, annota:
se vuoi essere te stesso
non nasconderti
né dietro qualcuno
né dietro qualcosa."

Solo col vento in faccia
e le mani in tasca
sbatterò fra i giorni
battendomi con la vita mia,
come la chiglia frangente onde
schivante scogli
poi arenata,
poi disincagliata,
poi fracassata.

Essendo me comunque
e non merda, una qualunque.