Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

martedì 4 marzo 2014

330 - ieri, oggi e domani

Oggi ti ho pensata, gli attimi assieme, orgasmi dispersi tra le dune di sabbia, caduti nel mare, assorbiti dal sole.
Vado a letto e qualcosa mi cade dalle palpebre mentre chiudo gli occhi per addormentarmi.
E' un album di foto scattate che cadendo si frantuma diventando polvere, spargendosi sul pavimento, finendo sotto il letto, disperdendosi nell'aria.
Un giorno qualcosa di quella polvere dispersa incontrerà qualcosa della polvere che hai perso tu mentre mi pensavi.
Nei momenti che ci siamo persi resteremo, resisteremo, sopravviveremo.
Abbiamo avuto forse un'esistenza, ma siamo esistiti solo nei forse.
I pezzi di tempo che vogliamo trattenere stringendoli nelle mani sono quelli che più ci sfuggono tra le dita.
Ci restano i domani mattina e le ineluttabili bollette da pagare.



domenica 2 marzo 2014

329 - Ehi tu

Io scrivo per me stesso
per te forse sarò un fesso, un po' lesso o un cesso
ma credimi
della tua opinione non può importarmene di meno
scrivo per ritrovarmi, per capirmi, per amarmi, per ricordarmi
scovarmi nelle pieghe del tempo e riavermi
non fingo, non sgomito, non spingo
mi scrivo
messaggi infilati nelle bottiglie che ho svuotato
li abbandono nella corrente per un giorno rileggerli
e rivedermi
ritratto in quadri di parole
con i miei pensieri
in cui sento la fatica del mio vivere
con le unghie che tentano di arrampicarsi
sul cemento
contrastato dagli sguardi usati come coltelli
per cui ti guardo negli occhi vuoti
e ci sputo dentro
la mia essenza
in lettere
che cadono nella tua assenza.
Tu non farci caso, prosegui,
hai cerchioni cromati nuovi
il tavolo riservato con la bottiglia pregiata
e la prenotazione per la crociera ai Caraibi;
divertiti, accontentati.
Io, invece, sto solo
ho solamente le mie parole
non sono per te
sono per me
per ricordarmi, sempre,
quanto mi fai schifo.


martedì 25 febbraio 2014

328 - Andiamo al cinema

Il cinema è sempre stato un luogo magico per molti, in cui al buio della sala si fa un viaggio di qualche ora, con la mente che segue una vicenda al di fuori del proprio corpo, vivendo un sogno a occhi aperti.
Però c'è anche chi questo viaggio della mente lo ha quasi sempre avuto disturbato, e uno di questi sono io.
Da bambino andavo in un economico cinema parrocchiale di paese, polveroso oltre l'inverosimile, in cui alla domenica dopo il catechismo obbligatorio potevamo entrare pagando pochissimo; facevano il cinema per i ragazzi proiettando film vecchi o poco richiesti, a esempio ne ricordo uno dal titolo: "Zorro contro Maciste" che neanche c'era un vincitore, diventavano amici Zorro e Maciste, e insieme menavano tutti.
Quando entravi in platea vedevi tutte le sedie occupate tranne le fila a metà immediatamente sotto la galleria, nessuno si sedeva lì tranne qualche novellino sprovveduto che appena si spegnevano le luci veniva bersagliato dagli sputi che piovevano dalla galleria, con urla e risate.
C'era la Mina, una vedova dalla faccia  feroce, bassa e massiccia, sempre vestita di nero con uno smanicato che lasciava scoperte due braccia enormi da scaricatore di porto, faceva i biglietti e poi vendeva brustolini, arachidi, popcorn, patatine fritte e dolciumi all'ingresso, il prete l'aveva messa lì che si guadagnasse qualcosa per mantenere i suoi figli; era un viavai continuo di ragazzini che andavano a prendersi qualcosa e i rimasugli li tiravano in testa a quelli delle file avanti, per cui era un continuo litigare con un polverone che si alzava durante le risse dal pavimento ultrasporco, quando le urla diventavano eccessive entrava la Mina con un enorme scatolone di patatine pieno, urlava più forte di tutti, ci urlava di stare buoni e seduti, sbattendo forte lo scatolone in testa a quelli che trovava in piedi, sprigionando nuvole di polvere che ostruivano la visuale dello schermo, se vedeva che ce n'erano ancora impegnati a litigare gettava lo scatolone, li divideva, li trascinava via  e buttandoli fuori dal cinema li diffidava di non tornare più per un tot di domeniche, secondo la gravità della rissa; una volta che ero io uno dei protagonisti mi ha dato una domenica di sospensione mentre al mio avversario ne ha date tre, perché avevano detto tutti che era stato lui a cominciare.
In queste condizioni era difficile seguire i film, ma con l'esperienza avevo scoperto che i posti migliori e più sicuri erano gli ultimi, meglio in galleria ma di solito ci andavano tutti per cui era occupata e allora in platea mi mettevo nell'ultima fila, protetto dagli sputi dalla galleria e dal lancio di oggetti dalle fila posteriori.
Poi crescendo non andavamo più al cinema parrocchiale dei ragazzi  ma a quello degli adulti, lo scopo principale era vedere donne nude, per cui qualsiasi film era giudicato in base a quello, più donne nude c'erano più era considerato un capolavoro da consigliare agli altri al bar, quindi c'erano masse di ragazzini a vedere film scadenti, mentre a vedere film veramente belli ma casti c'era poca gente, quelli migliori in quel senso erano ovviamente vietati ai minori di 14 anni, noi ne avevamo 12/13 perciò ci facevamo accompagnare da uno ritardato mentale che aveva 17 anni  ed era sempre solo al bar, lo tenevamo in compagnia con noi e gli davamo i soldi, faceva 5 o 6 biglietti, mentre noi col colletto del giubbotto tirato su cercavamo di nasconderci atteggiandoci a più vecchi di quello che eravamo, se a volte ce lo chiedevano dicevamo di avere 14 anni tutti,  riuscivamo spesso così a entrare, ma il problema era che non sempre il film corrispondeva alle premesse,  ho visto Taxi Driver in cui eravamo capitati perché dicevano che andava a puttane e si vedeva qualcosa, invece non si vedeva molto perciò si lamentavano che era una merda di film quelli venuti con me, mentre io ero rapito dal film, solo io lo trovavo magnifico, ne ero tutto preso nonostante le continue critiche negative durante le proiezione per il poco sesso che c'era, quando uscii mi sembrava di essere ancora dentro il film, distratto stavo per attraversare la strada senza guardare, una macchina suonando mi ha ridestato, mentre gli altri dietro di me ancora stavano lamentandosi, confrontandolo con un pessimo film commedia trash in cui invece c'erano delle ragazze nude che facevano la doccia a lungo, dicevano che quello sì che era stato un bel film.
Qualche anno dopo avevamo trovato un cinema isolato gestito da un anziano mezzo rintronato pieno di soldi, noto per la sua avarizia, per non dover pagare nessuno faceva tutto lui al cinema e si poteva entrare gratis quando iniziava il film, perché si metteva nel botteghino a sonnecchiare e dalla porta d'ingresso non visti si riusciva a salire in galleria passandogli a fianco, per cui era un eldorado di film gratis, anche vietati ai minori di 18 anni, e come non bastasse lasciava la porta socchiusa pertanto gli fregavano i popcorn e le patatine.
Poi la voce si è sparsa e si esagerava, ha cominciato a parlare da solo quando uscivamo tutti dicendo:  "Guarda quanta gente stasera, mi pareva di aver venduto pochi biglietti" e "Ho venduto anche tanta roba, ci sono le scatole quasi vuote".
Dopo poche settimane ha mangiato la foglia, ha iniziato a chiudere la porta del botteghino ed è diventato difficile anche salire senza biglietto perché  stava sveglio a controllare, però riuscivamo ugualmente a farla losca facendo che mentre uno faceva il biglietto si appoggiava per un momento con le spalle alla parete, nascondendo le scale che salivano alla galleria così  entravano gli altri di corsa , si riusciva a entrare con un biglietto in 4/5.
Alle superiori ci portavano a volte a vedere dei film d'autore o degli spettacoli teatrali e anche lì era un delirio.
Spettacoli teatrali non ne ho mai visto uno senza che gli attori si interrompessero una o più volte a rimproverarci per le battute o i fischi o le pernacchie o le offese che arrivavano.
Se invece proiettavano dei film era ancora peggio col buio, in un film di Bergman a uno gli hanno tirato una lattina piena di cocacola in testa e lo hanno portato in ospedale, un'altra volta in un film lento d'autore con i sottotitoli uno ha cominciato a urlare che non ne poteva più del film, che si buttava giù dalla galleria, che si ammazzava e ha gettato uno scatolone grande pieno di altri scatoloni vuoti giù in platea, cadendo ha rimbombato schiantandosi fragorosamente al suolo, sparpagliando gli scatoloni che conteneva...i più sensibili si sono messi a urlare credendo si fosse veramente ammazzato qualcuno...si creò un gran fuggi fuggi...i professori che ci accompagnavano sono corsi trafelati con gli occhi spiritati a vedere chi si era suicidato...i gestori del cinema hanno acceso le luci...e non era successo niente, tra le risate generali degli altri studenti.
Qualche volta da maggiorenne in quelle serate padane nebbiose e fredde in cui si è in compagnia ma non si sa cosa fare siamo capitati in un cinema porno, c'era gente ma sparsa e le poltroncine erano in similpelle, si intuiva subito che molti si segavano al cinema, c'era sempre un continuo andirivieni ai bagni. Era una situazione piuttosto disgustosa, abbiamo smesso di andarci.
Successivamente mi sono comprato un lettore di dvd e andavo a prenderli a noleggio da un obeso ingioiellato e col suv che sembrava uscito da un video rap, però bisogna dire che era gentile e aveva tariffe molto convenienti, le novità 2 euro, dopo 6 mesi li toglieva dalle novità così con un euro ti vedevi il film, e se facevi 20 euro di ricarica ne avevi 5 omaggio.
Mi sono visto parecchi film in quel periodo, meglio che nei cinema a cui ero abituato, e potevo rivedermi le scene o risentirle in lingua originale
Poi sono stato alcuni mesi senza frequentarlo, avendo poco tempo a disposizione, un giorno avevo tempo di vedermi un film, sono andato ed era chiuso con un cartello di cessata attività, mi è dispiaciuto molto, soprattutto perché avevo ancora 12 euro di ricarica e c'era solo un mese per farseli restituire, svaniti, insieme alla maggior parte dei negozi di dvd.
Era arrivata l'era dei film in internet.



venerdì 14 febbraio 2014

327 - sperma deludente

Speri nello sperma
che cresca meglio di te
e invece un giorno
ti ritrovi davanti uno ancora più stronzo
con le magliette che fanno pubblicità a marchi noti
che pensa solo a comprarsi oggetti come hanno gli altri
che si atteggia e parla aderendo alla moda del momento
un vero cretino
e quel cretino è tutto quel che lasci su questo pianeta.
Credevi di fare un figlio
invece hai cagato l'ennesimo stronzone
e la cosa più agghiacciante
è che la sua stronzaggine deriva dalla tua
è cresciuta proliferando
tutte le volte che non hai reagito
facendo come facevano gli altri
non spegnendo la televisione davanti all'idiozia
ridendo ebete alle battute razziste
considerando con superiorità chi stava peggio.
Concentrandoti solo sulla materialità
hai trasmesso stupidità.
Chi segue solo se stesso
ribellandosi
affermando quello che pensa
non lasciandosi trasportare dalla corrente
ma andando controcorrente
subendone gli svantaggi
solo lui
trasmetterà qualcosa di valido
e può sperare in qualcosa di migliore.





sabato 8 febbraio 2014

326 - qualcosa

Ho studiato per imparare
ma hanno tentato di lobotomizzarmi.
Ho lavorato per essere autonomo
ma hanno cercato di farmi morire.
Ho tentato di scappare via
ma hanno provato a rendere tutti i posti uguali.
Però ho visto qualcosa dentro i tuoi occhi
e mi sono aggrappato con tutte le mie forze
evitando il peggio.


venerdì 7 febbraio 2014

325 - vecchi

Vedo spesso due vecchi
col cane entrambi
faticano a camminare entrambi
lo fanno ognuno appoggiato al suo bastone
seguito lentamente dal proprio cane
con un'espressione triste e rassegnata
vecchi e cani
fanno una lentissima passeggiata tutti i giorni
nel pomeriggio alla stessa ora
lungo un viale alberato
vanno come al rallentatore
come se volessero fermare il tempo
e si siedono a riposare su una panchina
poi tornano a casa
sono soli, sempre soli
e starebbero bene insieme
essendo uno uomo, l'altra donna
ma sono a 50 chilometri di distanza
in due paesi diversi
non avendo l'automobile non si vedranno mai
e anche se si vedessero rimarrebbero chiusi dentro di sé
nelle proprie abitudini, nelle proprie paure
magari hanno un parente che se si ricorda
una volta ogni tanto passa a trovarli
e loro temono di perdere quella briciola di attenzione.
La vita ti dà un bastone per appoggiarti
infilandotelo nel culo.
Però io che vedo spesso entrambi li immagino insieme
andrebbero d'accordo essendo così simili
starebbero meglio in compagnia
loro e anche i cani
e potrebbero avviarsi assieme
lungo un enorme viale alberato
tenendosi una mano
e con l'altra appoggiata al bastone
andando più lentamente possibile
verso il tramonto
seguiti dai loro cani
e quando spariranno
si fermeranno
mente tutti i loro parenti compariranno
frugheranno nelle loro case
prenderanno gli oggetti di valore
e il resto lo butteranno nei rifiuti
venderanno la casa
e porteranno i cani al canile
dove guarderanno le sbarre della gabbia
verso il sole che si spegne
ricordando con nostalgia i loro vecchi
e le passeggiate al rallentatore.
Saranno gli unici a ricordarli.




venerdì 31 gennaio 2014

324 - Poesia criminale

Spara pallottole che devastano le facce da copertina
Tira coltellate che aprono i pigri ventri
Sferra mazzate che sfracellano i crani addomesticati
Versi incivili, primitivi, selvaggi
bruceranno
la casa
la macchina nuova
la moto usata
il mutuo
il bancomat
le rate
Parole come strisciate di merda
sulle tende in tinta
sui sorrisi di convenienza per socializzare
sui discorsi del cazzo con gli aperitivi colorati
sulle maschere false che usi per lavorare
sui tatuaggi ipocriti fatti per nascondere la tua melensaggine
Prenderanno fuoco
ustionando la pelle
penetrando nella carne
entrando nel midollo spinale
Ogni tuo angolino di rassicuranti piccole sicurezze
esploderà in frantumi
Niente sarà come prima
E ti troverai rinato
davanti a quell'orizzonte
che ti era nascosto.




venerdì 24 gennaio 2014

323 - viaggi qualunque

Futuri presenti
in quadri appesi
a cordoni ombelicali
mentre rose rosse clandestine
schiacciate dai tacchi a spillo
agonizzano specchiandosi in pozzanghere
e impropri lampioni
si arrampicano sul buio
io e i miei piedi strisciamo
slalom di pensieri sui marciapiedi
tra appuntamenti e scadenze
penosamente, faticosamente
arrivo alla stazione
faccio il biglietto
e parto
verso nessun luogo.



lunedì 13 gennaio 2014

322 - Piove sull'amore

Piove sulla festa degli innamorati
pioggia acida, corrosiva
loro incuranti lo trovano romantico
troverebbero romantico anche se piovesse
merda liquida da dei culi volanti
tutto è romantico per loro
chiusi nel proprio microcosmo
ubriachi nel loro delirio di possesso
inebetiti come fosse eroina afgana
grazie al loro silenzio assenso
intanto il mondo si corrode irreparabilmente
e quando al culmine del loro amore
faranno dei figli
questi un giorno penseranno
e non si spiegheranno
come han fatto i loro genitori
a essere così idioti;
ve lo dico io ragazzi:
è stato l'amore!
L'amore
per la beota stupidità
per l'adeguarsi agli altri
per il proprio esclusivo interesse
per una sessualità ipocrita.
E sappiate ragazzi
che io ero
quello che diceva quanto sono stronzi,
ma nessuno mi ascoltava.



martedì 7 gennaio 2014

321 - Gli angoli del pane

Briciole di pane
raccolte da dispense
disperse nel passato
e sparse nel futuro.
Negli angoli dei tuoi mobili nuovi
troverai i vecchi ricordi
immobili nel tempo
diamanti che brillano
di effimera eternità.



domenica 5 gennaio 2014

320 - paroleparole

In Italia tutti parlano,
parlano sempre, in continuazione, a raffica,
parole dette tanto per parlare nella strada e nei bar,
parole dalla televisione che nascondono la mancanza di idee e le fregature insite,
parole dalla radio e nelle canzoni italiane che sommergono la musica,
parole dal computer che tutti vorrebbero tu leggessi con attenzione fino a pregarti e supplicarti di leggerle.
Ubriachi di parole.
Parole ovunque.
E non riesco a percepire una sola parola vera.
Stiamo zitti,
meglio stare in silenzio e invece che parlare
agire.




venerdì 3 gennaio 2014

319 - Innamorati persi

Chiusi dal cieco egoismo
ubriacandosi l'uno dell'altro
e calpestando tutto il resto
nell'idiozia totale
gli innamorati fanno festa
regalandosi
infiocchettati pezzettini di merda
promessa premessa
di quel che sarà.

L'universo gira intorno
al loro piccolo mondo giocondo
astratti
stagnanti
in una bolla di illusioni
che quando scoppierà
farà loro sentire
la nudità della nullità.

sabato 28 dicembre 2013

318 - vivere e scrivere

Scrivi ciò che vivi
ma se scrivi non vivi
se vivi non scrivi
comunque
vivrai davanti ai bivi.



venerdì 27 dicembre 2013

317 - Vagando

Cammino
accompagnato dal sole che si spegne,
intanto il mare
cercando di invadere la spiaggia
versa il tramonto
in onde metallizzate rosa e azzurre,
e i vecchi tronchi di alberi morti
mi segnano il tempo umano.
Se non c'è nessuno
oltre me stesso
mi trovo
bene.

foto andreasfinottis

giovedì 26 dicembre 2013

316 - Prede natalizie

Ieri pomeriggio era il giorno di Natale, sentivo sbattere delle ali tra la siepe, vado a vedere a c'era una tortora col collo mezzo staccato che agonizzava tra piume svolazzanti e sangue.
Per fare una cosa giusta avrei dovuto prendere il falcetto e mozzarle la testa così finiva di soffrire, ma essendo un inguaribile ottimista l'ho messa oltre la siepe sperando che le passi il malessere.
Quando sono tornato alla sera ho guardato ed era morta stecchita
Capita spesso, perché il gatto prende le prede e le dà al cane che le morde al collo agitandole con violenza, sono un'associazione a delinquere che ammazza tutte le lucertole e gli uccellini che capitano a tiro.
Non è un giorno di pace e serenità per tutti il Natale.

domenica 15 dicembre 2013

315 - Devi amare la democrazia

Suca la bomba!
Amami.
Armami.
Bombardami.
Combattimi.
Quarantottomila elicotteri
rombano nella notte
rubandone il nero
per sbianchettare i confini
per banchettare con i panorami
tirano le righe
usano le fighe
creano le dighe
con mitragliate di parole di regime
i missili partono lasciando solo colorate traiettorie
sono missili nostri, missili buoni
in divertenti videogiochi
per le cene davanti ai telegiornali
con i prodotti consigliati
partono ma non arrivano mai
vanno verso l'infinito
immensamente buoni
portano via quelli brutti e cattivi
senza morti e feriti
ora staranno meglio col nostro benessere
diventeranno tutti come noi
buoni, belli,
simpatici, puliti, sorridenti,
smisuratamente grati e felici
di morire democratici.



venerdì 13 dicembre 2013

314 - RAGNATELE NUCLEARI

Ragnatele cosparse di brina
tra le sbarre, nella recinzione
della centrale termonucleare
dismessa
la natura che esiste,
resiste,
persiste
è come una merda di cane triste
per noi.

Domani crederò
per fare qualcosa
comprerò
una macchina che inquina meno
e una pistola per difenderla.

Nonostante tutto questo
il ragno è a posto
così anche tu
se stai al tuo posto
se ti assolvi
credendo in un dio
e nelle pubblicità
tutto scorrerà
e niente sembrerà toccarti.

Mentre naturalmente
il sole accarezza
dolcemente
anche le teste di cazzo
radioattive.





lunedì 9 dicembre 2013

domenica 8 dicembre 2013

312 - Psicofarmacologico

C'era una volta
un ragazzo che non c'è mai stato
un cervello perso in un paese disperso
tra terre bruciate dalla chimica sotto un sole malato
tra i rifiuti del fiume, del mare, della vita
tra le pieghe del tempo
inesistente
in un sorriso svanito con sigarette spente sulla carne
guardava sul pavimento la realtà come in un sogno
viveva i sogni come fossero realtà
assente inebetito
davanti allo schermo in cui trasmettevano
il suo pensiero
è morto per voi
per la vostra crudele vuotaggine
per lo schifo che gli avete fatto
si è ritratto dentro se stesso.

Non uscì più.

Solo i farmaci uscirono con le urine
finirono nel fiume
finirono nel mare,
e tu d'estate nelle tue agognate ferie
quando sei felice a nuotare
se una boccata d'acqua più salata del solito
ti rende più triste e più assente
sappi che è il piscio del ragazzo sparito.
















martedì 3 dicembre 2013

311 - SIAMO SOLI NOI

Saltellando
con i flash di Jack
tra corpi con i cervelli bloccati
nella morfina degli ieri
in equilibrio sui bordi dei marciapiedi
abbiamo visto
nascere i nostri sogni
e morire
fra sprangate e piombo
inviati dalla gente perbene
quelli che
trucidano e torturano
per proteggere
il loro champagne e i loro pasticcini
lontani da noi.

Nei nostri bruschi risvegli
trovandoci
con facce segnate
con corpi piegati
con pensieri confusi
cercando di ricomporre
pezzi sparsi ovunque
tra passati e presenti
per dare un senso al mosaico
con le residue speranze
che ci condannano
nelle attuali solitudini.

Siamo solo soli
che illuminano