Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

venerdì 31 gennaio 2014

324 - Poesia criminale

Spara pallottole che devastano le facce da copertina
Tira coltellate che aprono i pigri ventri
Sferra mazzate che sfracellano i crani addomesticati
Versi incivili, primitivi, selvaggi
bruceranno
la casa
la macchina nuova
la moto usata
il mutuo
il bancomat
le rate
Parole come strisciate di merda
sulle tende in tinta
sui sorrisi di convenienza per socializzare
sui discorsi del cazzo con gli aperitivi colorati
sulle maschere false che usi per lavorare
sui tatuaggi ipocriti fatti per nascondere la tua melensaggine
Prenderanno fuoco
ustionando la pelle
penetrando nella carne
entrando nel midollo spinale
Ogni tuo angolino di rassicuranti piccole sicurezze
esploderà in frantumi
Niente sarà come prima
E ti troverai rinato
davanti a quell'orizzonte
che ti era nascosto.




venerdì 24 gennaio 2014

323 - viaggi qualunque

Futuri presenti
in quadri appesi
a cordoni ombelicali
mentre rose rosse clandestine
schiacciate dai tacchi a spillo
agonizzano specchiandosi in pozzanghere
e impropri lampioni
si arrampicano sul buio
io e i miei piedi strisciamo
slalom di pensieri sui marciapiedi
tra appuntamenti e scadenze
penosamente, faticosamente
arrivo alla stazione
faccio il biglietto
e parto
verso nessun luogo.



lunedì 13 gennaio 2014

322 - Piove sull'amore

Piove sulla festa degli innamorati
pioggia acida, corrosiva
loro incuranti lo trovano romantico
troverebbero romantico anche se piovesse
merda liquida da dei culi volanti
tutto è romantico per loro
chiusi nel proprio microcosmo
ubriachi nel loro delirio di possesso
inebetiti come fosse eroina afgana
grazie al loro silenzio assenso
intanto il mondo si corrode irreparabilmente
e quando al culmine del loro amore
faranno dei figli
questi un giorno penseranno
e non si spiegheranno
come han fatto i loro genitori
a essere così idioti;
ve lo dico io ragazzi:
è stato l'amore!
L'amore
per la beota stupidità
per l'adeguarsi agli altri
per il proprio esclusivo interesse
per una sessualità ipocrita.
E sappiate ragazzi
che io ero
quello che diceva quanto sono stronzi,
ma nessuno mi ascoltava.



martedì 7 gennaio 2014

321 - Gli angoli del pane

Briciole di pane
raccolte da dispense
disperse nel passato
e sparse nel futuro.
Negli angoli dei tuoi mobili nuovi
troverai i vecchi ricordi
immobili nel tempo
diamanti che brillano
di effimera eternità.



domenica 5 gennaio 2014

320 - paroleparole

In Italia tutti parlano,
parlano sempre, in continuazione, a raffica,
parole dette tanto per parlare nella strada e nei bar,
parole dalla televisione che nascondono la mancanza di idee e le fregature insite,
parole dalla radio e nelle canzoni italiane che sommergono la musica,
parole dal computer che tutti vorrebbero tu leggessi con attenzione fino a pregarti e supplicarti di leggerle.
Ubriachi di parole.
Parole ovunque.
E non riesco a percepire una sola parola vera.
Stiamo zitti,
meglio stare in silenzio e invece che parlare
agire.




venerdì 3 gennaio 2014

319 - Innamorati persi

Chiusi dal cieco egoismo
ubriacandosi l'uno dell'altro
e calpestando tutto il resto
nell'idiozia totale
gli innamorati fanno festa
regalandosi
infiocchettati pezzettini di merda
promessa premessa
di quel che sarà.

L'universo gira intorno
al loro piccolo mondo giocondo
astratti
stagnanti
in una bolla di illusioni
che quando scoppierà
farà loro sentire
la nudità della nullità.

sabato 28 dicembre 2013

318 - vivere e scrivere

Scrivi ciò che vivi
ma se scrivi non vivi
se vivi non scrivi
comunque
vivrai davanti ai bivi.



venerdì 27 dicembre 2013

317 - Vagando

Cammino
accompagnato dal sole che si spegne,
intanto il mare
cercando di invadere la spiaggia
versa il tramonto
in onde metallizzate rosa e azzurre,
e i vecchi tronchi di alberi morti
mi segnano il tempo umano.
Se non c'è nessuno
oltre me stesso
mi trovo
bene.

foto andreasfinottis

giovedì 26 dicembre 2013

316 - Prede natalizie

Ieri pomeriggio era il giorno di Natale, sentivo sbattere delle ali tra la siepe, vado a vedere a c'era una tortora col collo mezzo staccato che agonizzava tra piume svolazzanti e sangue.
Per fare una cosa giusta avrei dovuto prendere il falcetto e mozzarle la testa così finiva di soffrire, ma essendo un inguaribile ottimista l'ho messa oltre la siepe sperando che le passi il malessere.
Quando sono tornato alla sera ho guardato ed era morta stecchita
Capita spesso, perché il gatto prende le prede e le dà al cane che le morde al collo agitandole con violenza, sono un'associazione a delinquere che ammazza tutte le lucertole e gli uccellini che capitano a tiro.
Non è un giorno di pace e serenità per tutti il Natale.

domenica 15 dicembre 2013

315 - Devi amare la democrazia

Suca la bomba!
Amami.
Armami.
Bombardami.
Combattimi.
Quarantottomila elicotteri
rombano nella notte
rubandone il nero
per sbianchettare i confini
per banchettare con i panorami
tirano le righe
usano le fighe
creano le dighe
con mitragliate di parole di regime
i missili partono lasciando solo colorate traiettorie
sono missili nostri, missili buoni
in divertenti videogiochi
per le cene davanti ai telegiornali
con i prodotti consigliati
partono ma non arrivano mai
vanno verso l'infinito
immensamente buoni
portano via quelli brutti e cattivi
senza morti e feriti
ora staranno meglio col nostro benessere
diventeranno tutti come noi
buoni, belli,
simpatici, puliti, sorridenti,
smisuratamente grati e felici
di morire democratici.



venerdì 13 dicembre 2013

314 - RAGNATELE NUCLEARI

Ragnatele cosparse di brina
tra le sbarre, nella recinzione
della centrale termonucleare
dismessa
la natura che esiste,
resiste,
persiste
è come una merda di cane triste
per noi.

Domani crederò
per fare qualcosa
comprerò
una macchina che inquina meno
e una pistola per difenderla.

Nonostante tutto questo
il ragno è a posto
così anche tu
se stai al tuo posto
se ti assolvi
credendo in un dio
e nelle pubblicità
tutto scorrerà
e niente sembrerà toccarti.

Mentre naturalmente
il sole accarezza
dolcemente
anche le teste di cazzo
radioattive.





lunedì 9 dicembre 2013

domenica 8 dicembre 2013

312 - Psicofarmacologico

C'era una volta
un ragazzo che non c'è mai stato
un cervello perso in un paese disperso
tra terre bruciate dalla chimica sotto un sole malato
tra i rifiuti del fiume, del mare, della vita
tra le pieghe del tempo
inesistente
in un sorriso svanito con sigarette spente sulla carne
guardava sul pavimento la realtà come in un sogno
viveva i sogni come fossero realtà
assente inebetito
davanti allo schermo in cui trasmettevano
il suo pensiero
è morto per voi
per la vostra crudele vuotaggine
per lo schifo che gli avete fatto
si è ritratto dentro se stesso.

Non uscì più.

Solo i farmaci uscirono con le urine
finirono nel fiume
finirono nel mare,
e tu d'estate nelle tue agognate ferie
quando sei felice a nuotare
se una boccata d'acqua più salata del solito
ti rende più triste e più assente
sappi che è il piscio del ragazzo sparito.
















martedì 3 dicembre 2013

311 - SIAMO SOLI NOI

Saltellando
con i flash di Jack
tra corpi con i cervelli bloccati
nella morfina degli ieri
in equilibrio sui bordi dei marciapiedi
abbiamo visto
nascere i nostri sogni
e morire
fra sprangate e piombo
inviati dalla gente perbene
quelli che
trucidano e torturano
per proteggere
il loro champagne e i loro pasticcini
lontani da noi.

Nei nostri bruschi risvegli
trovandoci
con facce segnate
con corpi piegati
con pensieri confusi
cercando di ricomporre
pezzi sparsi ovunque
tra passati e presenti
per dare un senso al mosaico
con le residue speranze
che ci condannano
nelle attuali solitudini.

Siamo solo soli
che illuminano













mercoledì 27 novembre 2013

310 - ECONOMIA REALE

ECONOMIA REALE

Ho visto un'inaugurazione di un negozio di stereo hi-fi, c'era il rinfresco subito pieno di anziani che si ingozzavano come disperati riempiendosi anche tasche e borsette con i tramezzini e i pasticcini, senza alcuna vergogna, dopo poco è arrivata la gente per l'inaugurazione e non c'era più niente, i vecchi che c'erano se n'erano andati, non gliene fregava niente dell'inaugurazione, alcuni si sono allontanati su automobili nuove.
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Avevano fatto delle panchine lungo il fiume per sedersi, ma certi prima hanno fregato le viti, si vede che facevano comodo anche quelle, poi hanno fregato i travetti di legno delle panchine, ora ci sono solo i ferri, finché qualche genio della new economy non riuscirà a toglierli dalla base di cemento e venderli al ferrovecchio.
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C'era una dal tabaccaio davanti a me che conosco, erano pieni di soldi ma si sono mangiati tutto per vestiti firmati, auto di lusso, vacanze, ora è nelle case popolari ed è mantenuta dai servizi sociali: ha giocato 120 euro al lotto e preso quattro pacchetti di Marlboro gialle, ha pagato ed è uscita.
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Quando andavo alle superiori un amico ha cagato uno stronzo al cesso, non ha tirato l'acqua e ha infilato 50 lire in mezzo allo stronzo. 50 lire erano poca cosa tipo 20 centesimi adesso, alla fine delle lezioni è andato a vedere: lo stronzo c'era ancora, le 50 lire non c'erano più.
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Una volta da ragazzo sono andato con degli amici alla festa dell'unità all'ora di chiusura verso l'una di notte, avevamo fame ma eravamo senza soldi.
Entrando abbiamo visto che all'ingresso c'era in quel momento incustodita una scatola, con la bandiera rossa sopra, in cui avevano messo dei soldi in offerta quelli che erano entrati, in un lampo ne abbiamo prelevati parecchi e ce li siamo intascati, poi siamo andati allo stand in cui cucinavano per mangiare, stavano per chiudere e ci hanno chiesto loro se volevamo da mangiare e bere, perché erano salsicce già cotte, pastasciutta che avanzava nelle pentole, vino che restava dopo che avevano aperto le bottiglie, ci siamo riempiti e non ci hanno fatto pagare niente.
Allora all'uscita ho detto anche agli altri di rimettere i soldi che avevamo fregato dov'erano, lo abbiamo fatto tutti.
Gli organizzatori della festa hanno visto il gesto, erano felici e compiaciuti vedendo dei giovani così a modo, che dopo che avevano a loro offerto da mangiare e bere ricambiavano con generose offerte, entusiasti ci hanno ringraziato e salutato calorosamente.
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martedì 26 novembre 2013

309 - Sogni

Da bambino sognavo a occhi aperti
sognavo d'impiccarmi
e m'immaginavo la scena
quando mi ritrovavano
i discorsi, i gesti, le facce
mi divertiva molto
poi pensavo e mi svegliavo
capivo che mi erano tutti estranei
che era stupido e inutile impiccarsi
ero già inesistente per loro.

Sei morto dalla nascita per gli altri
mentre quello che sei veramente
lo sai solo tu.

lunedì 18 novembre 2013

308 - Non chiederti chi sei

Hai mai visto un morto?
Guardandoti allo specchio ne vedrai uno
con una faccia fissa e stanca
che ti guarda chiedendoti chi sei
e tu ti risponderai che non lo conosci
ti chiederai dov'è finito quello visto prima
lo conoscevi, ti eri abituato
ci avevi preso confidenza.
Invece non c'è più.
Tutto scorre
scappa via, sfugge
come l'acqua del ruscello
che va nel fiume
che va nel mare
e con le mani l'afferri per fermarla
ma è solo un momento
che va via
e tu quel momento l'hai perso
cercando di fermarlo.
Il tempo fa il suo corso
lascialo andare
fatti i cazzi tuoi
con le tue facce nuove
sempre più vecchie.


venerdì 15 novembre 2013

307 - Eroe nell'eroina

Inebriato dai sogni
il pistone preme
nella testa
la miscela esplode.
Funzioni, vai, fai
sempre nuove esplosioni
spingono oltre i limiti
sempre nuovo carburante
corsa continua
moto perpetuo
sognando le immagini di un paradiso
che un giorno ti spegnerà
come una sigaretta contro il muro
nella sala d'attesa del Sert.
Se vivi un attimo
muori il successivo
e risorgi il seguente
o anche no.
Quando l'importante è solo fuggire
da ogni forma di vita
ti incontrerai
con ogni forma di morte.
E se sopravvivendo ti ritroverai
specchiandoti negli occhi di tuo padre
capirai che hai perso
quello che eri.



giovedì 14 novembre 2013

306 - Saluto definitivo

Domani sarà il tuo giorno fortunato amico
ti inculeranno con oggetti vari in acciaio inox 18/10
tu dovrai solo annuire e fingere che ti piaccia
così sarai assunto con un contratto definitivo.
Quando ti sveglierai alla mattina ringrazierai il tuo padrone
per la sua benevolenza nell'averti dato un lavoro
non soffrirai fame, sete, freddo e pulci
come gli altri che sono rimasti senza padrone
e vengono pure picchiati se sono di razze che piacciono poco.
Starai sempre buono e obbediente agli ordini
così un giorno andrai in pensione
e potrai finalmente goderti la vita:
con una dentiera tremolante in bocca
con un pannolone pieno di merda e piscio
con i genitali  atrofizzati
farai gite
vedrai posti nuovi, anche se li hai già visti, grazie alla demenza senile
andrai al teatro ad addormentarti con la replica di Tootsie
e ti lamenterai dei giovani che si ribellano
perché non vogliono sacrificarsi per fare una vita sicura
e merdosa come la tua.
Io mi complimento per la tua vita tranquilla  e morigerata
e ti saluto dicendoti solo una cosa:
se morivi prima di nascere stavamo tutti meglio.
Va pure all'inferno vecchio sacco di merda secca,
adios amigo.


mercoledì 13 novembre 2013

305 - Pioggia di sperma (racconto breve)

Pioveva sperma sul piazzale del municipio, il segaiolo folle col cappuccio nero si era arrampicato nudo sulla torretta dell'orologio e continuava a masturbarsi ogni ora, quando l'orologio del municipio suonava l'ora lui cominciava una nuova sega.
La gente accorsa a vedere si teneva lontana, a distanza antisperma, i vigili urbani capitanati dal sindaco in persona stavano per salire a prenderlo per la scaletta che porta alla torretta, per porre fine a quello scandalo.
Ma appena iniziarono a salire vennero raggiunti da una pisciata dall'alto, il folle segaiolo urlava che se salivano si sarebbe buttato giù.
Si fermarono, fradici di piscio, li aveva centrati alla grande.
Il sindaco furioso per quel degrado della sua immagine pubblica tanto faticosamente costruita, asciugandosi con un fazzolettino di carta  i capelli bagnati di urina , disse al capo dei vigili di andare a prendere il fucile per addormentare gli animali che avevano in dotazione, intanto decise che bisognava farlo parlare, per capire cosa voleva e per distrarlo dai sui insani propositi.
Il sindaco salì con un megafono nel cesto dell'autogru comunale che usavano per mettere gli striscioni e sistemare i lampioni, e si fece portare sotto la torretta dell'orologio,  lo alzarono a tutta altezza, arrivava quasi al livello del segaiolo folle, un paio di metri più in basso.
Con il magafono cominciò a parlargli: "Dimmi chi sei e cosa vuoi, sono il sindaco e sono qui per farti ottenere quello che vuoi".
"Mavaffanculo sindaco di merda, faccia da cazzo, va via che mi fai schifo".
"Ma perché dici così? Sono un uomo che lavora, al servizio della cittadinanza, quindi anche al tuo servizio, dimmi cosa vuoi e vedrai che faccio il possibile per soddisfarti"
"Veramente sindaco di merda sei al mio servizio,? Allora sali su e succhiami il cazzo, che ho il polso che comincia a farmi male".
Il sindaco imbarazzato cercò di ostentare sicurezza e prontezza di riflessi:
 "Mi dispiace, non sono gay, dimmi le tue richieste seriamente e vedrai che cerco di accontentarti"
"Senti sindaco di merda: o vieni su e mi succhi il cazzo o mi butto giù così farai una figura che ti rovinerà la carriera politica"
Il sindaco vedendo il comandante dei vigili col fucile carico di sonnifero dal lato opposto che prendeva la mira, gli fece segno di tirare, ma il folle vide il gesto, si gettò dalla torretta dentro la cesta dell'autogrù e cadde alle spalle del sindaco, il comandante fidandosi della sua mira puntò nuovamente e sparò.
Il sonnifero colpì il sindaco che prima di addormentarsi urlo qualcosa verso il comandante, la stampa le descrisse come parole senza senso di un uomo che stava perdendo conoscenza e le riportò così:
"Portodio, tesca di caso, sei un pezzo di merla, desicente, credino, idioma".
Quando il sindaco fu completamente addormentato il folle se lo caricò sulle spalle, prese il megafono, usci dalla cesta dll'autogru andando sul cornicione del municipio  alla stessa altezza  e risalì sulla torretta.
Spogliò nudo il sindaco, lo appoggiò a 90 gradi alla ringhiera esterna e col megafono disse:
"Ora, invece di farmi una sega, ogni ora inculerò il sindaco, se volete farmi smettere dovete portarmi un milione di euro e un elicottero che mi porti all'estero".
Il comandante dei vigili vista la situazione d'emergenza decise di intervenire con i suoi metodi.
Prese la pistola d'ordinanza, prese bene la mira e sparò.
Il proiettile fece apparire del rosso sul culo nudo del sindaco addormentato.
Riprese meglio la mira, questa volta fu l'apparato genitale del sindaco ad andare a pezzi con mille schizzi di pelle/carne/sangue.
Il comandante decise allora di riporre la pistola, ma vide che le sue pallottole avevano ottenuto l'effetto di far sparire il segaiolo folle, non si vedeva più, forse si era calato dal retro della torretta, ordinò subito di bloccare tutte le uscite e di circondare il palazzo.
Salirono a recuperare il sindaco e lo portarono in ospedale d'urgenza.
Il segaiolo folle non fu trovato, col cappuccio nero nessuno aveva visto il suo volto, diffusero degli identikit del suo corpo con le caratteristiche fisiche e del pene, le ricerche furono coordinate del sindaco in persona, nonostante fosse convalescente volle subito tornare al suo lavoro, per recuperare il danno d'immagine avuto, dando un'impressione d'efficienza.
Il comandante dei vigili venne licenziato.
Il segaiolo folle non venne mai trovato.
Il sindaco non venne più rieletto, la sua immagine nonostante l'alacre impegno ne risultò danneggiata, un sindaco castrato e col culo bucato non lo voleva nessuno; gli elettori desiderano votare per persone che abbiano un'immagine esteriore perfetta, devono vedere nel politico un eroe con cui sognare giorni migliori anche se li prende palesemente per i fondelli,  l'illusione che viene creata supera la realtà.