Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post

sabato 5 novembre 2016

594 - FREGARSENE DELLE TENDENZE

Ho visto in giro che hanno quasi tutti i calzoni stretti sotto, alla caviglia.
Io invece ho quelli giù dritti, come andavano di moda vent'anni fa, anche perché ce li ho da quel periodo. Non seguo la moda, me ne sbatto il cazzo, apro l'armadio e mi metto quello che trovo.
Di solito giro vestito dalla cintola in giù come il cantante ex-grasso dei 99 Posse, pantaloni larghi con tasconi o, appunto, i jeans di 20 anni fa, mentre dalla cintola in su sono vestito come un pensionato con la pensione minima, indosso camicie e maglioncini presi in svendita per pochi euro all'upim o all'oviesse o nel cestone delle offerte degli ipermarket e dei mercati.
Quando qualcosa si logora o si rompe la taglio e faccio stracci.
Se sono di cotone li uso per pulire i vetri dell'auto o le mani quando faccio un lavoro meccanico, se sono di lana li metto al cane e al gatto che ci dormano sopra, così stanno caldi nella brutta stagione.
Ho notato che al gatto se metto un pezzo di un cardigan colore rosa antico di mia mamma, che si metteva spesso per casa, fa le fusa e ci va sempre a dormire, con altri pezzi di maglioni no. Credo si ricordi di quando andava a dormirle in braccio mentre lei guardava la televisione, sono stati cinque anni insieme prima che lei morisse e hanno una notevole memoria i gatti, diceva un esperto.
Infatti un giorno stavo leggendo un giornale vecchio sul tavolo in cucina, mi sono messo ad appallottolare il foglio che avevo già letto, ho visto il gatto che è balzato sullo schienale della poltrona e mi guardava, mi sono ricordato che tre o quattro anni prima gli facevo delle palline con un foglio di giornale appallottolato e gliele lanciavo, lui andava sullo schienale della poltrona per prenderle meglio. Ancora se lo ricordava e vedendomi rifare lo stesso gesto è andato ad aspettare che gliele lanciassi, per giocare.
Per quello quando vedo qualche gatto o cane morti per strada mi dispiace, muore un essere che ne sapeva di cose.

venerdì 4 novembre 2016

593- IL CAGNACCIO DELLA BASSA

Sono un cane randagio
nella bassa padana
tra una vita di afe e nebbie
ferite e incomprensioni
solitudini e calci del destino.

Diffido di chiunque
ringhio a chi mi guarda
non me ne importa di nessuno
di niente
e neanche di me.

Se qualcuno mi fa una carezza
batto la coda
ma subito dopo mi chiedo
dove sta la fregatura.

Noi cagnacci della bassa
ci si abitua così.










martedì 25 ottobre 2016

588 - IL VECCHIO CANE E IL MARE

Ieri ho portato il mio vecchio cane praticamente cieco in spiaggia, era più di un anno che non lo portavo, perché ci vado raramente e se vado con lui si stanca dopo un po' a camminare.
Ma lui se lo ricordava e ogni volta che salivo in macchina veniva vicino, con la speranza che lo portassi via con me.
Dovevo andare in un posto vicino al mare allora ho preso l'occasione per portarlo. Era felicissimo anche se guardava verso di me invece che fuori dal finestrino, come faceva una volta, non guarda più in giro perché non vede niente.
Poi quando siamo arrivati al mare faceva versi di contentezza sentendo l'aria di mare entrare dal finestrino. L'ho portato col guinzaglio lungo la spiaggia; era contento di seguirmi e sentire il rumore del mare, camminava vicino all'acqua incurante se gli bagnava le zampe, era felice così.
Dopo qualche centinaio di metri si è stancato e siamo tornati indietro.
Per lui un giorno così è un giorno di festa, memorabile.


martedì 30 dicembre 2014

407 - IL CANE VECCHIO

Ho il cane vecchio con la cataratta a entrambi gli occhi, pure io ho un inizio di cataratta, e vaghiamo così tra campi e spiagge, lui quasi cieco e io che faccio da cane guida a lui, lo tiro da una parte o dall'altra per fargli evitare gli ostacoli. Se lo lascio libero finisce nelle buche, si pianta i rami addosso, sbatte contro ogni ostacolo.
Un giorno sono andato a pisciare in spiaggia dietro a un cespuglio e tornando non trovo più il cane, lo cerco andando verso una direzione, poi verso l'altra; niente non c'è. Dopo oltre mezz'ora mi avvio per tornare a casa senza cane, ma vedo da lontano un gigante dell'est, tipo un wurstel di circa 2 metri ben oltre il quintale, pieno di grasso e con gli occhiali cammina accompagnandosi con 2 bastoni ed è seguito a distanza da un cane bianco, vado nella sua direzione e vedo che è il mio cane. L'insaccato mi guarda male, io lo guardo male, perché vedendo che il cane lo segue impaurito mi immagino che lo abbia minacciato o menato con uno dei suoi bastoni del cazzo poiché si avvicinava credendo fossi io; chiamo il cane e gli metto il guinzaglio.
Il wurstel gigante si allontana silenzioso, la voglia di prendere un ramo depositato sulla spiaggia e spaccargli la faccia la reprimo a fatica.
Ho ritrovato il mio cane vecchio e semicieco, tutto va bene.

martedì 17 luglio 2012

185 - Ricordi tossici




Sulla riva del fiume
ho visto un cane morto annegato
era un cane piccolo bianco
ora è gonfio, tanto gonfio
da distante sembra una pecora morta
mosconi verde metallizzato coprono tutto
ho respirato l'aria putrefatta
e ho provato nostalgia, una struggente nostalgia
ricordi d'infanzia
quando giocavo nella gigantesca discarica di rifiuti
tra copertoni bruciati e cadaveri di animali
la zona industriale accanto colorava l'acqua del fosso
a volte giallo, altre rosso, più raro il blu
poi il sole tramontava tra i fumi perenni
tornavo a casa felice
la mia infanzia tossica
mi ha abituato al futuro.

venerdì 19 agosto 2011

90 - FORSE, LA VITA

Sono stanco di tutto.
Binari morenti con persone morte
urlano vuotamente percorrendo il loro breve tragitto.
Io, rido e canto
penso e spero
ma sono fermo, urlo più forte di tutti
nessuno ascolta, e se mi ascolta ha occhi strani
specchi della mente a distanze siderali.
Che serve
tutto, che senso ha?
Credo gli occhi del mio gatto tigrato
credo gli occhi del mio cane bianco
o i miei tre pesci rossi
sono gli unici sguardi vicini,
se gli do da mangiare.
Forse ha senso un altro giorno
con altri biscotti al cacao
o un altro succo d'ananas,
inutili piccoli piaceri.
O pensare agli sforzi di mio padre
o agli occhi stanchi di mia madre
rassegnati a spegnersi nell'ovvio
sperando che possa continuare la vita
e farli vivere oltre la morte,
ma sono estraneo alla loro visione.
Forse addormentarsi morendo
e svegliarsi nascendo
ogni giorno
è l'unica forma di sopravvivenza possibile.