Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

lunedì 14 maggio 2012

165 - ALLEGRIA



Impulsi elettrici
animano
sacchi di pelle umana contenenti
carnesanguemerdapiscio
illusi di vivere
invece
aspettano la morte in sala d'aspetto
cercando di distrarsi
non pensandoci
in allegrie effimere
per scordarsi la vita
per scordarsi la morte
vivendo
una non vita presunta vita;
preferibile la consapevolezza della fine
usando al meglio il tempo
animati dall'elettricità.


martedì 8 maggio 2012

164 - MINORANZE NON ALLINEATE

Gli altri e la vita sono una cosa inseparabile, ci si può isolare,diventare anacoreti o vivere come Tarzan tra le scimmie, ma ogni pensiero che sviluppi e ogni cosa che impari se non la comunichi a nessuno sparisce con te, e sarà uno spreco inutile.
Un'esistenza inesistente è insensatamente innaturale, ed  è duro, difficile, disagevole vivere se non sei in sintonia con la maggioranza, ma è una ragione in più per farlo.
Dentro una battaglia continua che conosciamo solo noi, eroi di noi stessi e uniche reali speranze per un futuro migliore su questo pianeta, solo intercettandosi come simili nella nostra dissomiglianza alla maggioranza, possiamo aggregarci creandoci nuovi percorsi .

lunedì 7 maggio 2012

163 - Negando

Negando i dogmi si afferma il proprio essere, l'importante è perdere quella mentalità religiosa del cazzo che ci viene inculcata per cui anche da laici si tende a santificare le persone e a farne vangelo delle loro parole, Gaber ha detto, Pasolini ha detto, ecc spesso pure travisando il senso del discorso e/o riportando solo l 'aforisma figo. Devi dire che cosa ne pensi tu, non bisogna nascondersi dietro parole degli altri per rendere intoccabile ciò che si dice, uno può anche ispirarsi a chi sente vicino a ciò che pensa, ma quando si copia e basta è merdaiolismo vigliacco.

sabato 5 maggio 2012

162 - Sono antipatico



Non saluto nessuno se non mi saluta lui, non parlo con nessuno se non comincia lui.
Fondamentalmente perché non me ne frega un cazzo di alcuno.
Troppe bruciature e cicatrici porto dentro per non essere diffidente.
Sono un cagnaccio randagio che ringhia ai suoi fantasmi.
Ma se conosco le persone solitamente è peggio, mi deludono tutti, troppe gelosie possessività meschinità falsità e schifo vario.
Una delle cose che mi dà più fastidio è l'incapacità di ragionare in proprio, la maggior parte vanno a rimorchio dei discorsi sentiti da altri e recitano parti non loro, aderendo a personaggi della recita con i loro stilemi, idee e punti di riferimento comuni intoccabili, se glieli critichi si infuriano.
Io trovo sopravvalutati: i Queen, i Beatles, Giorgio Gaber, Carmelo Bene, Fabrizio De André, la musica progressive, Dante, Manzoni, Capareza, Leopardi, D'Annunzio, le sostanze stupefacenti, l'alcol, la democrazia, l'amore, il cazzo & la figa.
Poiché sono imposti come santi da rispettare se lo dici diventi antipatico, ma come dicevo essendolo già non me ne fotte un pene.
Baci a tutti.

domenica 22 aprile 2012

161 - Fuori dal contesto


Stazionario
come un passaggio a livello
sul bordo del mondo
osservo ma non partecipo
mi sento altro, non ci sto dentro
in dimensione parallela
io viaggio spesso nella notte
seguendo i fanali della mia auto
lungo strade abbandonate di campagna
o tra capannoni chiusi nelle zone industriali
nella desolazione dell'abbandono
trovo
finalmente una persona
con cui capirmi
la vedo
nello specchietto retrovisore.

sabato 21 aprile 2012

160 - Disadattato

Vento sulla schiena
dentro il buio della notte
luci di stelle e lampioni
in lontananza
vado
verso la nuova storia
in una vita dimenticata
abbandonata, stravolta
sul bordo della strada
depressione e sterco di cani
mi accompagnano
senza tregua
verso i domani.

giovedì 19 aprile 2012

159 - immagine di Angela Caporaso: Foulard - parole di Andreas Finottis: PROGRAMMATA


PROGRAMMATA


Simulando
una vita
che svolazza
tra shopping e ultime mode
ginnastica e diete isteriche
e la trasgressione
di qualche tatuaggio consentito
nel viaggio organizzato
bara compresa
dentro un binario.
Solo un foulard dopo la morte
spostato a balzi dal vento
lungo i binari
lascia immaginare
un volo imprevisto
che non c'è mai stato.
Avevi la vagina pettinata alla moda.

158 - immagine di Angela Caporaso: trash avatar - parole di Andreas Finottis: DOVUNQUE


DOVUNQUE

Marea di rifiuti
rigurgiti di benessere
dall'aria
dall'acqua, dalla terra
riemergono dentro le nostre cellule
sgorgano ovunque
rifiuti dell'intestino capitalista
fiumi, oceani di immondizie
pezzi di società
non si eliminano
non se ne vanno
mai
sono noi
rivomitati, ricagati
accettarli, amarli, riutilizzarli
rifarli in nuove identità
in nuove visioni di vita
è dare un senso alla nostra esistenza
rifiutata.

157 - immagine di Angela Caporaso: MARE NOSTRUM - parole di Andreas Finottis: QUANDO IL MARE ERA NOSTRO


QUANDO IL MARE ERA NOSTRO


Correvo nel 1970
sulla spiaggia
nell'acqua gamberetti e pesciolini
che prendevo col retino
facce da pausa lavoro
sotto gli ombrelloni
mio padre faceva l' impiegato
c'era l' operaio, c'era il medico
c'era il camionista arrivato col camion
c'era un vecchio fortino sulla spiaggia
monolitico ricordo di guerra
i tedeschi eliminavano continuamente birra
e spesso si pescava al tramonto con una rete
poi si mangiava il pesce tutti assieme
davanti a un fuoco
tedeschi, italiani, marocchini
e il bagnino col baffo
che si appartava nel fortino con la moglie di un tedesco
le giornate duravano una vita
si stava bene
tutti
soprattutto il bagnino.


156 - immagine di Angela Caporaso: INCONTAMINATI FONDALI MARINI - parole di Andreas Finottis: ACQUA E SANGUE


ACQUA E SANGUE

Correndo sempre verso un'alba
dentro un continuo orgasmo
fendendo le mediocrità del benessere
sfondando le paure delle vite organizzate
strappando le immagini delle pubblicità
ridicolizzando l'imposto mondo di cartapesta
dentro se stessi
dentro una moltitudine colorata
eravamo
un mare
rosso come il sangue
miliardi di frammenti
nella vita che correva
via.

mercoledì 18 aprile 2012

155 - Città d'arte

Io quando vado nelle città d'arte
vedo quelle splendide opere
quelle piazze circondate da antichi palazzi e chiese
in cui riverbera il sole senza che ci sia un albero
e mi viene da vomitare nel vedere quello schifo.
Tutto costruito
neanche un filo d'erba
già si vedeva la mentalità demente di cementare tutto
della scimmiauomo
il prepotente dominatore presuntuoso
distruttore dell'universo, per celebrare se stesso.
Perciò dei monumenti non me ne frega un cazzo
meglio una foresta
e fanculo i monumenti con i professori che ci si fanno le seghe.
Lasciamoli lì come testimonianza,
ma se cerchi arte c'è di meglio:
una tigre che sbrana un uomo è vera arte
un serpente a sonagli dentro uno stivale è vera arte
un avvoltoio che mangia le budella di un cadavere è vera arte.
La natura è imprevedibile, profonda, artistica
più di una piazza rinascimentale.


domenica 15 aprile 2012

154 - Sale d'aspetto



Senti
il cuore dentro di te
batte
pompa sangue
t'irrora di vita
e tu fermo
ad aspettare
nei labirinti creati
dal ticchettio degli orologi
mentre i cuori battono
aspettando, inutilmente.

venerdì 30 marzo 2012

153 - Idoli

Non esistono idoli o eroi, siamo tutti teste da cazzo, io ammiro solo quelli che cercano in tutti i modi di esserlo il meno possibile.

immagine: Neon Park


venerdì 23 marzo 2012

152 - Tempo scuro

Un cane randagio
sulla strada deserta
corre con la coda bassa
si aspetta botte dal destino
da tutti, da tutto
quando va tutto male
temi tutto, ringhi a tutti
vedi nero, tutto nero
ed è nero
un cane nero.

sabato 17 marzo 2012

151 - Angela Caporaso, immagine: Pen - Andreas Finottis, parole: Tradizionale

Pen - opera di Angela Caporaso
Tradizionale


Schiaffi in faccia
e calci sulle palle.
Baci orali
e doveri genitali.
Sprangate al cervello
e pugnalate al cuore.
Amore, fedele, eterno.
Una tagliola
con dentro i miei testicoli
le tue labbra che sussurrano
innamorate di me.
Piango, lacrime e sperma
sul nostro grande amore.
Eterno ergastolo
sì lo voglio.
Vi dichiaro marito e moglie.
Viva gli sposi.






mercoledì 14 marzo 2012

150 - immagine di Angela Caporaso: Nero 0.1 - versi di Andreas Finottis: Black night

Nero 0.1 di Angela Caporaso

Black night


Esportando democrazia
bombardando le scuole
ogni popolo sarà libero
per essere sfruttato
ognuno deve poter specchiarsi
nel ghigno d'oro del presidente
nella plastica da comprare
nelle viscere da ingrassare
kalashnikov e marchi trendy
per conquistare nuovi mercati
su budella di persone asfaltate
nuove mode colorate
nascondono vecchie e noiose foto di morti
e tutti in nuove strade veloci
per correre verso il progresso
verso un'unica agonia
tra colline di rifiuti
un tramonto risplende sull'oro
dei denti da squalo del presidente.

martedì 13 marzo 2012

149 - Poesia viscerale da facebook

Raccolta di poesia viscerale per capire il presente della letteratura
con, tra gli altri, il fantasmagorico Andreas Finottis.
Non mi hanno messo le s finali del nome per un errore tipografico, ma è l'unico piccolo difetto di questo imprescindibile libro.
E costa solo 12 fottutissimi euro.
Clicca sulla scritta sottostante per averlo:

http://www.ibs.it/code/9788897681021/lardichella-road-poetry.html


giovedì 8 marzo 2012

148 - Ven di Angela Caporaso - Spazio pubblicitario di Andreas Finottis

Ven di Angela Caporaso
Spazio pubblicitario


Piovono serpenti radioattivi
mangiando escrementi industriali
germogli schiacciati e asfaltati
terra bruciata, asfalto coltivato
e fiorisce il cemento
tamburi pubblicitari nel cervello
donna dal bel culo
miliardi di applausi per te
e quando il culo scade
nuova carne arriverà
e tutto continua
lodi al cemento
lodi all'asfalto
lodi al tuo culo
finché è giovane e bello
è il motore del potere
utile, funzionale, serve
a venderti la tua morte
saluti e baci.


Immagine: Ven di Angela Caporaso
Parole: Spazio pubblicitario di Andreas Finottis

martedì 6 marzo 2012

147 - Viaggiando nel nulla




La strada verso il niente
percorro a velocità ridotta
per rendere interminabile questo momento
di attesa
attesa di niente
attesa e basta
immerso in fari proiettati dentro il buio
ai lati della strada intravedo altre forme
di vita e di morte in un cocktail malriuscito
vado avanti, inesorabile
dritto verso la mia meta
inesistente niente
io, immerso dentro il nulla verso
una bolla di spazio e di tempo in cui staziono
fuori da tutto, da tutti, senza oneri od onori
lontano dai discorsi e dalle canzoni canticchiate.

Le vite considerate inesistenti
sono urla tra il silenzio
e fuochi eterni sulle praterie ghiacciate.

sabato 3 marzo 2012

146 - Quattro amici




Ultimi sedili in corriera
motorini birre liquori
sigarette sofferte
sempre fuori dal bar
sempre sulla panchina
più distante dagli altri
notti insonni
in compagnia
tranquillanti ed eroina
per sopravvivere
acqua, cucchiaino e accendino
nel sangue
polvere di marmo
con acqua di pozzanghere
e stagnola ad asciugare
da liquidi vaginali
e gli anni passavano
durando poco e
sfregiando i volti
gonfiando i fegati
ingiallendo gli occhi
con discorsi rochi
occhi a capoccia di spillo
occhi bagnati guardavano
verso gli ultimi fuochi
di un futuro che non c'è mai stato
per chi si siede sulla panchina
più distante dagli altri
e anni dopo nessuno si ricorda
l'esistenza di chi c'era seduto
ma la panchina l'ho vista
c'è ancora
e ancora ci si siede qualcuno
con dentro l'inverno
ci passo davanti
e ricordo i morti passati
invano
il viaggio all'inferno è
sempre breve
sempre attraente
sempre insensato
e ingiallisce gli occhi
che diventano foglie secche
e svolazzano nel vento
cadono a terra
ci cammino sopra
e sento scrocchiare
il peso della vita.